Secondo Ho’ oponopono (cultuta
hawaiana) è la sede delle emozioni e dei ricordi ed è la chiave di risoluzione
di ogni problema percepito. Il nostro “bambino interiore” (in hawaiano Unhipili)
ha un grande bisogno di essere amato e noi insieme a lui potremo alleggerirci
di quel pesante fardello che è causato dai ricordi e memorie. Per avvicinarci a
lui dobbiamo lasciare andare il bisogno di controllo e con tanta umiltà
chiedergli perdono se per tutto questo tempo lo abbiamo ignorato. In lui ci
sono tutti i ricordi della creazione universale fino alla sua/nostra nascita in
questa incarnazione. Il rapporto con il nostro Unihipili è la relazione più
importante della nostra vita, molto più importante di qualsiasi altra relazione
che abbiamo. Stiamo parlando del rapporto tra conscio e subcoscio o tra madre e
figlio. La madre è la coscienza che fa una scelta: può prendersi cura del
bambino o può ignorarlo. Instaurare un rapporto con Unihipili è la pratica più
efficace per guarire le ferite del passato che condizionano le nostre vite. Se
abbiamo avuto un’infanzia difficile, dominata dalle paure e dai conflitti
continuiamo a indebolirci, spaventando Unihipili, esattamente come i genitori
facevano con noi. Unhipili non ha dove rifugiarsi ed è nostro dovere superare i
limiti dei genitori e instaurare un dialogo, un rapporto con il nostro bambino
interiore. Può sembrare sciocco, ma funziona. E’ bene fare capire al nostro
bambino che, qualsiasi cosa accada, noi non scapperemo, né lo rifiuteremo, noi
saremo sempre pronti a sostenerlo in caso di necessità. Unihipili ha solo
bisogno delle nostre amorevoli cure.


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