Esiste un legame tra cibo e giallo? Sembrerebbe proprio di sì. Dal celebre Maigret all’inappuntabile quanto inappetente Sherlok Holmes, da Nero Wolfe, aristocratico e raffinato al godereccio Pepe Carvalho, il modo di mangiare spesso riflette il modo di indagare.
Il commissario Maigret
Per il commissario Maigret il
cibo scandisce il ritmo dell’indagine e diventa spesso cornice entro la quale
emerge la verità. Quando il caso è risolto Maigret torna a casa, dove l’aspetta una moglie premurosa
(ma non curiosa) che si sbizzarrisce nelle più complesse ricette con l’intento
di risollevarlo dalla stanchezza. Maigret assapora i piatti a poco a poco come
fa con le indagini. E’ un buongustaio senza snobismi, ma molto esigente. Ama i
vini e i formaggi del suo paese, i paté, le zuppe, la trippa come si prepara
nei bistrot delle Halles e le carni in umido. Ricette semplici ma rigorosamente
tradizionali che rimandano ai sapori di quella Francia un po’ nascosta che si
ritrova nelle case e nei piccoli bistrot della provincia e della Parigi meno
nota. Pur consumando i pasti per lo più al ristorante, Maigret resta fedele ai
suoi gusti che prediligono un’alimentazione di stampo tipicamente “domestico”.
Dalla
signora Maigret la celebre “Vichyssoise”
Ingredienti
per 4 persone
200 gr di porri
200 gr di patate
rigaglie di pollo
burro
panna
sale
pepe di Caienna
Preparazione
Tagliare finemente i porri.
Porli nel burro, in una casseruola, facendo attenzione che non prendano colore.
Sbucciare le patate, tagliarle in quattro e aggiungerle ai porri insieme alle
rigaglie di un pollo. Bagnare con un litro d’acqua, salare e far cuocere piano
e coperto per 30 minuti. Estrarre dal brodo le rigaglie e passare il resto al
setaccio. Lasciare raffreddare, mescolando, quindi , passare in frigo, coperto.
Quando la minestra è molto fredda, aggiungere a cucchiaiate, in proporzione di
metà del suo volume, la panna e un po’ di pepe di Caienna. Versare la crema in
tazze e cospargere di cipolline tritate.


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