
Nero Wolfe e le sue amatissime orchidee
Nero Wolfe mangia sempre a casa,
consuma esclusivamente piatti degni di
un ristorante di alto livello. Il suo cuoco svizzero, Fritz Brenner gli prepara
cibi estremamente raffinati: Wolfe li consuma da solo. Per lui, che è
essenzialmente un solitario, non ci sono commensali con cui condividere l’arte
dello stare a tavola. Neanche Goodwin, ospite fisso, è ritenuto all’altezza di
apprezzare i capolavori di Fritz. Aristocratico e snob, Wolfe ha con il cibo un
rapporto quasi maniacale. La sua tavola rispecchia la sua visione elitaria
della vita. Per lui la raffinatezza conta più della sostanza, almeno per quanto
riguarda il cibo. Ma lo scrittore statunitense Rex Stout, affiancandogli
Goodwin, lo riporta in una dimensione più umana. Nella strana coppia, l’autore
unisce le due tipologie del giallo, Nero Wolfe
è l’investigatore all’inglese, tutto cervello, personaggio raffinato che
rifugge i gusti massificati della società (anche culinari), Archie Goodwin è il
tipico detective all’americana. Frettoloso, onnivoro, corteggiatore, galante
non disdegna di frequentare i bassifondi e di sporcarsi le mani…con il cibo o
con i pugni.
Da Nero Wolfe “IL SOUFFE’ DI FICHI”
Ingredienti
6
cucchiai di zucchero
una
tazza e mezzo di fichi
3
cucchiai di Grand Marnier
5
albumi
2
cucchiai di zucchero vanigliato
Preparazione
Mescolate 5 cucchiai di zucchero
con il purè di fichi in un recipiente a bagnomaria nell’acqua calda, finché lo
zucchero si scioglie. Togliete il recipiente dall’acqua e aggiungete il Grand
Marnier. Montate gli albumi e aggiungeteli ai fichi. Imburrate uno stampo da
soufflé e cospargete il fondo e i lati con lo zucchero rimasto. Versate il puré
di fichi nello stampo e cuocete nel forno a 170°. Quando il soufflé sarà
dorato, cospargetelo di zucchero vanigliato e servite con panna.
Un
consiglio. Nei periodi in cui non ci sono i fichi, si sostituisce
l’ingrediente principale con confettura di fichi e si eliminano i 6 cucchiai
di zucchero.
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