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giovedì 1 aprile 2021

Ricordi di Pasqua di tanti anni fa



E’ questo un ricordo di famiglia che desidero trasmettere ai miei  due figli. Quando ero bambina la festività pasquale aveva dei rituali precisi che si rinnovavano senza variazione anche l’anno successivo. Per tempo la mia mamma aveva provveduto a mettere il grano in una ciotola a fare germinare e al tempo prestabilito, cioè il Giovedì Santo la portava in chiesa. Prima però aveva infiocchettato gli steli di grano alti una ventina di centimetri con nastri colorati  e la preparazione insieme alle atre avrebbe addobbato l’ <<altare maggiore>> della chiesa, dove non si sarebbe officiato né giovedì, né venerdì, né sabato: i tre giorni precedenti la domenica di Pasqua. I riti religiosi ogni sera, infatti, si svolgevano intorno a un piccolo altare, dove capeggiava la statua della Santa Vergine. Mia nonna Maria per tempo provvedeva a preparare il dolce tipico che io non avendo preso la ricetta oggi non sono in grado di eseguire. Ricordo che queste preparazioni con un buco al centro e alte una quindicina di centimetri erano ricoperte sulla sommità con una glassa di zucchero e tanti confettini colorati. Mi sembra che in famiglia le chiamassero <<pigne>> e venivano prodotte solo nel periodo pasquale. Anche la mia mamma provvedeva a prepararle.  Nonna Maria ne preparava diverse, perché le offriva in dono ai figli e quindi a noi nipoti. La consuetudine che più mi è rimasta impressa e che ricordo con tenerezza è quella del baciamano che facevamo tutti ai nonni. Dopo che tutti si erano inginocchiati, loro ci benedicevano con il rametto d’ulivo benedetto la domenica delle Palme intinto nell’acqua santa, presa il  giorno di Pasqua. L’ acqua  il prete aveva provveduto a benedirla durante il triduo pasquale e  veniva donata ai fedeli. Io ricordo che con la bottiglietta andavo a prenderla dal catino in cui si trovava, all’interno della chiesa. Dopo la benedizione con i nonni, tutti si ritornava a casa propria e io e mia sorella di nuovo inginocchiate ricevevamo la benedizione di mamma e papà e si baciava la mano ad entrambi. Ricordi bellissimi di una usanza antica impossibile da replicare adesso con i figli cosiddetti moderni, che non la capirebbero. A me ha dato a suo tempo tanta gioia e oggi il suo ricordo tanta commozione.


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