IL MONDO DI MARUSKA
Appunti, curiosità, note di viaggi, esperienze......che costituiscono un interesse per me
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domenica 1 febbraio 2026
venerdì 30 gennaio 2026
LUNA PIENA IN LEONE 1° FEBBRAIO 2026
Nuova magica email da Alessandra
Ciao cara anima "lunare"!
Ecco gli appuntamenti imperdibili con i rituali di vigilia e
luna piena:
🌔Vigilia di
luna piena 31 gennaio. La sera dopo le 18:00, a luna visibile, esposizione di
acqua, oggetti che vuoi caricare con la luce di luna (creme, oli, pietre,
gioielli, genesa, libri...) e quaderno della luna con la lista dei tuoi
desideri.
Celebra la felicità dell'adesso! Aggiungi alla lista desideri di provare
felicità per le più piccole cose, anche
questo rituale fallo diventare un'espressione felice di chi-sei-tu... perché la
felicità è una scelta!🌟
É fare un sorrisone davanti allo specchio al posto della solita
faccia neutra.
Recita questa preghiera dopo aver esposto tutto:
“Cara
Haniel,
Benedici
i miei desideri, rendili presto realtà! Benedici e purifica le mie
pietre/cristalli affinché la loro efficacia su di me sia massima, benedici le
mie creme affinché i loro principi attivi abbiano effetti positivi visibili su
di me, benedici la mia acqua in modo che quando la bevo nutra le mie cellule
con la magnifica virtù con cui l’ho informata.
Fà
che io smetta di aspettarmi problemi e mi aspetti invece solo miracoli, per
insegnare alla mia coscienza a ricercare solo il buono e il bello.
Grazie, ti amo"😍
Respira, stai almeno 2 minuti a sentire l’effetto di questo
rituale su di te. Il tuo corpo vibra di nuova energia, la tua mente sta vivendo
nel qui e ora, godi la pace di questo momento. 💥💥💥
💝Altro momento propizio per il
rituale di vigilia è la sera dell'1 febbraio dalle 18 in poi. Tu mi obietterai
che l'1 febbraio è luna piena e a luna piena si fa allontanamento... Ma la luna
diventa piena alle ore 23:09, e rimane piena per 12 ore. (quindi riguarda per
11 ore la giornata dell'1 e per un'ora la giornata del 31/1!)).
Infatti se l'1 febbraio esponi prima delle 23:09 è ancora
vigilia!
Non ci hai capito niente? Hai ragione, sono noiosi tutti questi
calcoli. Credimi sulla parola: puoi esporre il 31 oppure l'1, vanno bene
entrambe le date. Guarda il calendario delle 13 lune nella foto in fondo. 😉
(Rituale completo descritto a pag. 153 mcl)
La luna è piena l'1 febbraio dalle ore 23:09, ma dato che la
VERA giornata di luna piena è il 2, meglio iniziare l'allontanamento la sera
del 2, a luna piena/calante.
🌕🌖
Il 2 chiedi ad Haniel, il magnifico Arcangelo della luna, di
portare via preoccupazioni, malattie, colpa, paure e storie mentali che
catturano la tua energia!
Allarga le tue braccia verso il cielo e inondati di luce
lunare, immaginando che assorba il tuo "buio" mentale e ti lasci
leggerezza, amore, gioia di vivere! Se piove fallo in casa, IMMAGINANDO la
luna. 🌖
Ringrazia, ringrazia e ringrazia Haniel, la luna e te stesso. 🙏🙏
Ti sto ricordando questi rituali da ben 10 anni ormai.
Perché la vita è un viaggio 🚌 e io amo
la tua compagnia, Maria!
Voglio che tu sia felice,
che tu evolva in amore e gioia di vivere,
che tu mostri al mondo la tua luce.
♥Ti amo, perché tu, Maria, sei parte di me.
Alessandra Donati
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giovedì 29 gennaio 2026
I GIORNI DELLA MERLA
Nel centro-nord Italia
vengono chiamati i giorni della merla il 29,
il 30 e il 31 gennaio, identificati dalla tradizione popolare come i più freddi dell'anno.
Perché si chiamano
giorni della merla?
Numerose sono le leggende legate a questo periodo dell'anno, a cominciare da quelle legate al nome. Secondo quella più nota, un tempo i merli
erano tutti bianchi. Una fiaba tramandata nel Nord Italia racconta che l’ultima
merla dalle piume bianche, per salvarsi dal gelo di fine gennaio che aveva
avuto la meglio sulle altre, si rifugiò al caldo del comignolo di una casa e vi
rimase 3 giorni: il 29, 30 e 31 gennaio, appunto. Quando la temperatura fu più
mite e uscì, era ormai il 1° febbraio, ma a causa della fuliggine le sue piume
erano diventate completamente nere. Poiché era l’ultima sopravvissuta, da quel
giorno tutti i merli avrebbero avuto le piume nere.
Secondo Sebastiano Pauli (1740), la “Merla” era in realtà un
grosso cannone, che poteva
essere trasportato al di là del Po ghiacciato solo durante i giorni più freddi
dell'anno.
La Giubiana
In Piemonte e in Lombardia, specialmente in Brianza, nel
Varesotto e nella fascia pedemontana, le
tradizioni gastronomiche legate ai giorni della merla si collegano al rogo
della Giubiana, ossia il fantoccio di una strega bruciato in piazza, in genere l'ultimo giovedì di gennaio, a
simboleggiare la progressiva fine dei rigori dell'inverno e il lento
riscaldarsi – dopo, appunto, i giorni della merla – delle giornate. Secondo la
leggenda, la Giubiana era una strega con gambe lunghe e calze rosse, che viveva
nei boschi, spostandosi di albero in albero. Era il terrore di tutti i bambini.
Un giorno, l’ultimo giovedì di gennaio, una mamma preparò una pentola di
risotto con la luganega. Il profumo attrasse la Giubiana, che si mise a
mangiarlo avidamente. Non si accorse che il giorno stava arrivando: il sole
uccide le streghe, e così la Giubiana morì. Il primo piatto tipico dei giorni
della merla è quindi lui, il risotto con la luganega, con o senza zafferano:
una pietanza molto semplice, a base di riso Arborio, cipolla, vino bianco,
burro, brodo vegetale, grana e la tipica salsiccia lombarda, la luganega
appunto.
Cosa si mangia nei
giorni della merla?
In Piemonte e Lombardia
In Lombardia i giorni della merla sono, in generale,
l'occasione buona per assaporare un po' di cassoeula,
tradizionalmente legata alla festa di Sant'Antonio Abate (17 gennaio), data che
segnava la fine del periodo della macellazione dei maiali. La ricetta, preparata
con verza, carne di maiale (piedini, musetto, costine, salsicce e cotenna) e
una lunghissima cottura in casseruola (da cui il nome) è per questo il piatto
principe della gastronomia invernale lombarda. Allo stesso modo, in Piemonte i
giorni della merla sono perfetti per la bagna
càuda, anche se la leggenda rimanda la nascita di questa pietanza ai mesi
autunnali, subito dopo la vendemmia.
Lodi e Cremona
A Lodi il piatto tipico dei giorni della merla è invece la polenta con i ciccioli, ottenuti dalla
lavorazione del grasso di maiale con l'aggiunta di alloro, pepe, chiodi di
garofano e altre spezie, fatti soffriggere nello strutto e poi versati nella
polenta. A Santo Stefano Lodigiano e nei paesi della sponda cremasca dell'Adda
i giorni della merla si “festeggiano” invece con polenta e baccalà, fritto o in umido. Baccalà protagonista, dunque.
Mentre, tra i dolci, tradizionalmente legata ai giorni della merla è anche la sbrisolona mantovana (anche nella
variante con le banane).
A Modena e nelle Marche
Nel Modenese si narra che un tempo, negli ultimi giorni di
febbraio, le rezdòre (le massaie emiliane) fossero costrette a rimanere chiuse
in casa per il freddo, preparando solo polenta,
condita con un sugo denso e profumato
a base di uccelletti in umido. Tutti (merli compresi?) instupiditi dal
freddo e quindi facilmente catturati nel cortile di casa con piccole trappole
chiamate “luvatt”. Ma anche nelle Marche hanno le idee chiare: «Se li gljorni de la merla voli passà,
pane, pulenta, porcu e focu a volontà» recita un proverbio dialettale
marchigiano. Quindi, polenta, pane e costine di maiale cotte sul fuoco a
volontà, magari standosene davanti al camino quando fuori nevica.
In Liguria
In Liguria, il piatto tipico di fine gennaio è costituito dai
ceci in zimino, che si preparano
preparando un soffritto di carote, sedano, aglio, cipolla e porcini secchi e
poi aggiungendo bietole e i ceci precedentemente bolliti. In Toscana i giorni
della merla sono perfetti per i fagioli
al fiasco o all'uccelletto.
In Umbria
Infine in Umbria il piatto tipico è il torcolo di san Costanzo, sorta di ciambellone molto semplice
preparato in occasione della festa del patrono cittadino, il 29 gennaio.
martedì 27 gennaio 2026
Esercizi di respirazione per captare nell’aria il “prana”
"L’Intelligenza cosmica ha
dato all’uomo i mezzi per svelare i Suoi misteri, e la respirazione è uno di
questi. Se i filosofi si sforzassero di praticare una respirazione cosciente,
risolverebbero problemi che rimangono per loro ancora degli enigmi. La capacità
di pensare è legata alla respirazione.
Anche se i polmoni non hanno
un’azione diretta sul cervello, sono un fattore essenziale poiché
contribuiscono alla purificazione del sangue. E quando il sangue è puro, irrora
il cervello depositandovi gli elementi che favoriscono il lavoro del pensiero,
e dunque la meditazione.
Gli esercizi di respirazione
svolgono perciò un ruolo capitale nella vita di uno spiritualista, ed egli deve
organizzare il tempo di cui dispone in modo da poter fare tali esercizi ogni
mattina a digiuno. Dopo aver fatto colazione non è più la stessa cosa: i
polmoni sono ostacolati nei loro movimenti e questo può anche risultare nocivo.
Occorre sempre fare gli esercizi
di respirazione a digiuno, oppure quattro o cinque ore dopo aver mangiato. Il
momento più favorevole però è al levar del sole, perché attraverso la
respirazione si può captare nell’aria quella preziosissima quintessenza che gli
yogi indiani hanno chiamato “prana” [e i
nativi Hawaiani "mana"].
Il prana è alla base di tutte le
energie del cosmo, ed è al mattino, al sorgere del sole, che è più abbondante.
Per poterne beneficiare dobbiamo essere attenti e concentrati, poiché
attraverso il respiro dell’aria è Dio stesso che ci dice: «Respira, ascolta, e
potrai udire la mia parola».
di Omraam Mikhaël Aïvanhov
domenica 25 gennaio 2026
TORTA CAPRESE CLASSICA
Oggi desidero condividere un classico della pasticceria napoletana e voglio usare la ricetta del maestro pasticcere Salvatore Gabbiano. Egli racconta che la caprese è nata da un errore di uno chef a Capri che dovendo fare un dolce innovativo si dimenticò la farina, diventando poi un classico della pasticcceria non solo napoletana.
Ingredienti per 2
stampi da 20 cm di diametro
150 g albume
90 g tuorlo
35 g zucchero semolato
175 g burro
175 g cioccolato fondente
15 g cacao amaro in polvere
44 g fecola di patate
175 g mandorle raffinate
140 g zucchero a velo
3,5 g sale
Preparazione
Montate l’albume dell’uovo con lo zucchero semolato.
A parte mescolate il burro sciolto con il cioccolato fuso.
In un recipiente mescolate la farina di mandorle, lo zucchero
a velo e lo zucchero semolato, la fecola, il sale e il cacao, aggiungete il
burro con il cioccolato e i tuorli d’uovo. Mescolate bene.
Inserite quindi l’albume montato al composto in due fasi con
dei movimenti leggeri per non smontare gli albumi.
Imburrate gli stampi anche nei bordi e mettete la teglia per
2 minuti in frigo.
Colate l’impasto delle capresi nelle tortiere e livellatelo
con una marisa.
Fate cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 50/55 minuti.
Decorate con zucchero a velo.
giovedì 22 gennaio 2026
LE FREQUENZE BENEFICHE
Studi recenti pur consapevoli sull’efficacia del suono in
tutte le sue sfumature si concentrano in particolare su alcune frequenze che si
crede possano favorire il benessere sia generale che specifico e promuovere la
guarigione a vari livelli. Questi studi si basano sulla teoria che ogni cosa
nell’universo vibri con una frequenza specifica e che lo stesso avvenga per
ogni organo, tessuto o parte del corpo umano. Pertanto il mantenimento del
flusso armonioso di queste frequenze è essenziale per la salute dell’individuo.
Quando si riscontra disequilibrio o un’alterazione delle frequenze naturali si
possono verificare sintomi di malattia.
La frequenza a 396 Hz
agisce sul piano emozionale, consentendo di affrontare e liberare le emozioni
legate a traumi e a sentimenti di dolore, senso di colpa e paura. Si dice, che
questa frequenza possa promuovere il perdono, la compassione e l’accettazione
di sé stessi, favorendo così una grande sensazione di pace interiore che
conduce al benessere. Alcuni operatori utilizzano la frequenza a 396 Hz al fine di promuovere un
processo di guarigione emozionale e di trasformazione personale. Si ritiene,
inoltre, che l’ascolto ripetuto o l’esposizione a questa frequenza possano
contribuire a sciogliere i blocchi energetici e a favorire una sensazione di
leggerezza e di liberazione.
La frequenza a 417 Hz è
spesso associata alla purificazione e al rilascio delle energie negative, oltre
a essere utilizzata per sciogliere blocchi energetici, facilitare il
cambiamento e favorire il distacco dal passato con conseguente trasformazione
di sé. Si crede che la frequenza a 417
Hz sia in grado di agire sul piano emotivo e mentale, aiutando a liberarsi
da emozioni negative legate a traumi passati come anche da vecchi schemi di
pensiero e comportamentali che possono limitare il benessere e la crescita
personale. Questa frequenza è in grado di favorire il rilassamento e
l’equilibrio interiore oltre a indurre uno stato di calma e tranquillità tali
da portare alla guarigione emozionale.
Una delle frequenze più spesso utilizzata è la 432 Hz che è considerata in sintonia
con le leggi naturali dell’universo e si dice abbia effetti rilassanti e
armonizzanti sul corpo e sulla mente. Si ritiene che l’ascolto della musica
accordata a 432 Hz possa promuovere
il rilassamento profondo, ridurre lo stress, abbassare la frequenza del polso e
la pressione sanguigna; tutti fattori che portano alla salute e alla leggerezza
mentale. Inoltre, questa frequenza è associata alla stimolazione della
creatività e dell’intuizione, perché facilita il sincronismo tra i due emisferi
cerebrali, oltre la crescita personale e spirituale.
Un’altra frequenza nota per i suoi benefici curativi è la 528 Hz, spesso chiamata la frequenza dell’amore perché viene
associata alla promozione dell’empatia e della connessione con gli altri e con
il proprio sé interiore. Si crede che la 528
Hz abbia la capacità di ridurre il rilascio
del cortisolo, l’ormone dello stress, oltre a favorire la guarigione a livello
cellulare e il rinnovamento del DNA. A livello energetico riequilibra il terzo chakra o chakra del plesso solare, aumentando
la fiducia in se stessi e l’autostima. Si ritiene, dunque, che l’ascolto di
suoni o musiche accordati a 528 Hz
possa stimolare il processo di guarigione, ridurre l’ansia e migliorare
l’umore.
La 639 Hz è
associata all’armonizzazione delle relazioni interpersonali e alla connessione
sociale. Si dice che l’ascolto di suoni a 639
Hz porti alla risoluzione dei conflitti interpersonali, alla guarigione
delle ferite emotive e al ripristino dell’equilibrio nelle relazioni. La
frequenza 639 Hz riequilibra il chakra del cuore.
La frequenza 741 Hz
può portare alla trasformazione, alla purificazionee al risveglio spirituali,
perché aiuta chi l’ascolta a liberarsi da influenze negative e a promuovere la
chiarezza mentale. Riequilibrando il quinto
chakra o chakra della gola, legato alla parola, questa frequenza stimola la comunicazione intuitiva, migliora la
comunicazione intuitiva, migliora la percezione delle situazioni e dei rapporti
interpersonali oltre a favorire l’espressione di sé in modo autentico. Questa
frequenza può essere benefica anche per la tiroide.
La frequenza a 852 Hz è
spesso connessa alla guarigione delle cellule e alla riparazione del DNA, e
viene considerata una frequenza che ci pone in consonanza con il cosmo grazie
alla sua capacità di trasformarci e di elevarci spiritualmente. Oltre ai suoi
effetti benefici su corpo, mente e spirito, ci spinge a risvegliare
l’intuizione e a espandere la consapevolezza. Il suo ascolto ci dona
rilassamento, calma mentale e connessione spirituale perché le sue alte
vibrazioni stimolano il sesto chakra, il
chakra del terzo occhio.
Anche la frequenza a 936
Hz è spesso associata alla stimolazione del terzo occhio, dunque
dell’epifisi o ghiandola pineale che produce la melatonina, ossia l’ormone
regolatore del ciclo sonno-veglia. La 936
Hz è in grado anche di innalzare il livello dell’umore e di facilitare
l’espansione della percezione intuitiva.
La frequenza 174 Hz è
spesso utilizzata per il suo potere rigenerante sul corpo, sulle cellule e
sulla mente, perché stimola il rilascio di tensioni e blocchi energetici con la
conseguente spinta verso la guarigione del fisico e dello spirito.
Concludendo, l’utilizzo consapevole delle frequenze
benefiche può essere uno strumento prezioso per promuovere la salute e
il benessere a livello olistico. Sperimentare le loro potenzialità può aprirci
a un nuovo mondo di possibilità, consentendoci di connetterci più profondamente
con noi stessi e con l’ambiente circostante.



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