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lunedì 5 gennaio 2026

6 Gennaio 2026. Buona Epifania a grandi e piccini


 

«La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte». Oppure: «L’Epifania tutte le feste porta via». Sono tanti i proverbi e i modi di dire tramandati nel corso del tempo e legati alla festa del 6 gennaio. L’ultima del periodo natalizio, con tantissimi significati e simbologie, ricette tipiche e soprattutto con tanti dolci sorprese per i più piccoli.

Tra sacro e profano

Secondo la religione cristiana, l’Epifania è il giorno in cui i tre re Magi, provenienti da Oriente, come riporta il Vangelo secondo Matteo, seguendo una stella riuscirono ad arrivare a Betlemme, nella mangiatoia in cui nacque Gesù per onorarlo con dei doni. Non a caso la parola Epifania deriva dal greco "manifestazione" e Befana non è altro che una corruzione lessicale di questo termine. Ma il 6 gennaio è in realtà una data importante fin dai tempi dell’antichità pre-cristiana. Gli antichi Romani, ad esempio, festeggiavano in questo giorno l’inizio dell’anno con delle celebrazioni dedicate al dio Giano e alla dea Strenia, mentre ai tempi dell’imperatore Aureliano dal 25 dicembre (festa del sole) fino al dodicesimo giorno successivo a tale data venne introdotta una pratica particolare: bruciare un tronco di quercia continuamente poiché dal carbone prodotto si sarebbero potuti ottenere benefici in termini di fortuna per l’anno successivo. Inoltre, sempre in epoca antica, si riteneva che nelle dodici notti precedenti al 6 gennaio la dea Diana, volando nel cielo insieme ad altre figure femminili, poteva rendere il terreno più fertile e più fecondo. È evidente, dunque, che le origini di queste festività, e soprattutto della Befana, la grande protagonista laica dell’Epifania, sono davvero antichissime.



Dalle divinità alle streghe

Con le condanne da parte della chiesa romana ai riti pagani, l’immagine femminile celebrata precedentemente cominciò a prendere un’altra forma. E dalle divinità si passò alle streghe. Gonna lunga, grembiule con tasche, scialle, scarpe consumate, fazzolettone in testa, aspetto fisico tutt’altro che gradevole e immancabile scopa: ben presto l’iconografia della Befana come la conosciamo oggi prese il sopravvento, favorita anche dal clima ostile del Medioevo verso certe rappresentazioni pagane. Eppure c’è anche chi parla di un rapporto con Santa Lucia, la santa della luce, dell'illuminazione e quindi della "manifestazione", o addirittura di una leggenda legata all’origine cristiana di questa festività. Secondo questa versione, la figura della Befana potrebbe infatti prendere spunto da una vecchietta a cui i tre Magi si sarebbero rivolti per avere indicazioni sulla strada per Betlemme. La donna in questione, però, si sarebbe rifiutata di aiutarli, pentendosene ben presto: il giorno dopo infatti, resosi conto dell’occasione persa per poter vedere Gesù, la vecchietta provò a seguire i re Magi senza però riuscire più a trovare il bambinello. E per questo ogni anno, il 6 gennaio, passa in tutte le case a portare regali ai bambini.


La calza della Befana, il carbone e lo scambio dei regali

Qualunque sia la vera storia della Befana, quel che è certo è che si tratta di una figura strettamente legata alla tradizione italiana, nonostante qualche assonanza con quelle di origine celtica e germanica. Basti pensare che questa parola, usata per intendere un fantoccio femminile esposto la notte dell'Epifania, era già diffuso nel dialetto popolare del XIV secolo, specialmente in Toscana e nel Lazio settentrionale. Carattere burbero e, per alcuni versi, rappresentazione dell'anno vecchio, pronta a sacrificarsi per far rinascere un nuovo periodo di prosperità, la Befana nel tempo è diventata una sorta di nonna che premia i bambini buoni con doni, caramelle e dolcetti (in passato anche mandarini e frutta) e punisce quelli cattivi col carbone. Il temutissimo carbone che però può anche diventare commestibile e un dolce molto semplice da preparare. Ma come mai nella notte della Befana c'è la tradizione delle calze? Anche in questo caso ci sono diverse teorie. Una di queste prende spunto da una leggenda secondo la quale Numa Pompilio, uno dei famosi sette re di Roma, avesse l'abitudine di appendere durante il periodo del solstizio d'inverno una calza in una grotta per ricevere doni da una ninfa. Si tratta però solo di un’ipotesi. E poco importa: oggi la Befana continua a essere attesa da tutti, anche dagli adulti (che però tendono magari a scambiarsi regali meno impegnativi rispetto a quelli di Natale) e sempre ricordandosi di mantenere viva la tradizione della calza da riempire.



Cosa si mangia alla Befana da Nord a Sud

Ma quali sono i piatti da sempre legati a questa festività? In quasi tutte le regioni ci sono delle ricette della tradizione che continuano a vivere, soprattutto per quanto riguarda i dolci. In Toscana, ad esempio, si preparano per l'occasione i cavallucci di Siena, biscotti morbidi con acqua, zucchero, miele, canditi, anice, noci e lievito, mentre in Versilia ci sono i cosiddetti befanini, frollini a base di agrumi e rhum, ricoperti di granella colorata. Nel Varesotto il 6 gennaio fa rima con cammelli di sfoglia, una di pizza di polenta preparata con farina di mais e frutta secca, mentre in Liguria ci sono gli anicini (biscotti con seme di anice), in Abruzzo i pepatelli (simili ai cantucci, ma a base di pepe nero, miele, farina, cacao, mandorle e bucce d’arancia) mentre in Puglia si va dai purcidduzzi salentini alle cartellate baresi. In Campania, infine, l'arrivo della Befana corrisponde con la preparazione della prima pastiera dell'anno

venerdì 2 gennaio 2026

LUNA PIENA 3 GENNAIO 2026

 


La somma dei numeri che compongono il 2025 fa 9, energia del TAGLIO della vecchia versione di te di piccolezza e limiti.

Invece la somma dei numeri del 2026 fa 1, energia di corsa verso l'obiettivo, di movimento ed azione. Finalmente ti muovi anziché "pensarci"!

Vigilia di luna piena sarà il 2 gennaio. Dopo il tramonto, a qualunque ora, rivolgi un GRAZIE 🙏 all'Arcangelo Haniel che guida il rituale della luna, poi esponi il quaderno dei desideri insieme ad oggetti a te cari, creme, libri e tutto ciò che vuoi prenda energia dalla luna. 🌔

Per i desideri ti do una dritta proprio di fine anno. Tu sai che si scrivono con la formula "GRAZIE PER" come da libro MCL, ma da oggi al 2 gennaio metti anche sulle labbra👄 un continuo "grazie" per le cose non ancora visibili ossia i tuoi desideri. 💥

Fai di più. Alterna i "grazie" per le cose visibili e per quelle invisibili, così:

🙏 grazie per questa giornata di sole pieno che mi illumina il viso! (visibile)

🙏grazie per il successo della mia attività, arrivano tanti nuovi clienti soddisfatti (invisibile)

🙏grazie di questo buon pranzo in serenità con la mia famiglia (visibile)

🙏grazie perché mio figlio mi dice quanto è felice di avere una madre come me (invisibile)

🙏grazie per la mia casa calda, che mi dà sicurezza e protezione (visibile)

🙏grazie per la mia salute... forma e linea fisica... ricchezza... serenità...amore corrisposto...  (per ora invisibile)

Come i semi della terra hanno bisogno di sole e pioggia per crescere, così i tuoi desideri per "emergere" nella tua realtà hanno bisogno di attenzioni e ringraziamento.

Comincia proprio ora mentre mi leggi! Il tuo umore sale alle stelle.

Luna piena🌕 sarà il 3 gennaio alle 11:02 fino alle 23:02, nel segno del cancro

Ammira la luna invernale, così nitida se il cielo è sereno, così ben augurante perché rappresenta la luce IN TE che emerge sul buio. La sera ideale per lasciar andare i residui di preoccupazioni, paure, dubbi e incertezze.

Sì, so che hai già lasciato tutto al 2025, ma la pulizia non deve mai smettere, perché quei "residui" VOGLIONO tornare a romperti le scatole.

Che questa prima luna piena dell'anno sia un INIZIO di tutto ciò che ti sta a cuore: salute, prosperità, buone relazioni, saggezza. Questo il mio "semplice" augurio per il tuo 2026.

Con rinnovato amore per te, Maria e per chi ti sta a cuore

Alessandra

 

 


giovedì 1 gennaio 2026

Benvenuto 2026

Buon ANNO a tutti grandi e piccini . Questo nuovo anno porti ciò che tutti desideriamo, le più preziose:PACE E LIBERTA'.



lunedì 29 dicembre 2025

Babbo Natale supergeneroso

 In famiglia ci siamo scambiati molti regali e chi ne ha ricevuti di più è stata la nostra piccolina di casa. Io ho voluto quest'anno regalare ai miei due figli la Genesa Crystal che trovo bellissima nella forma e protettiva dello spazio intorno che include anche le persone. La mia Genesa Crystal l'ho acquistata alcuni anni fa e soprattutto quest'anno ho verificato quanto mi sia stata utile, perché io credo nelle energie sottili che ci circondano e che potenziamo al massimo grado quando le sosteniamo con la nostra fiducia.


                                   La mia Genesa Crystal


                                  La Genesa Crystal regalata

Cos'è e sue caratteristiche

La Genesa è un simbolo geometrico sacro, consiste in quattro cerchi che si intersecano in dodici punti formando una sfera. La forma così ottenuta è un poliedro con 14 facce, di cui 6 quadrati e 8 triangoli, un solido che contiene al suo interno i 5 solidi platonici (tetraedro, cubo, ottaedro, icosaedro e dodecaedro) alla base della struttura dell'universo.

Fu individuato dal dottor Derald Langham, un genetista agricolo che ne intuì le potenzialità. Langham osservò che il cristallo rifletteva il motivo cellulare di un organismo vitale allo stato embrionale di otto cellule.

La forma geometrica del Genesa Crystal rispecchia quella dei cristalli naturali: è come un grande cristallo naturale che crea un potente vortice di energia.

Il cristallo si può considerare una vera antenna che attrae, pulisce e amplifica l'energia. È ideale per amplificare la propria energia e purificarla da quella negativa, per aumentare la concentrazione e la meditazione.

Un Genesa Crystal da 16/20 cm di diametro ha un raggio d'azione di circa 250 mt. e riequilibra un'area di 0,3 kmq.

Materiale: Acciaio placcato con rame (il rame può essere anche di colore dorato).

A cosa serve?

Migliorare l’energia negli ambienti

Il tuo spazio sarà influenzato positivamente ed in maniera mirata abbinando determinati cristalli. Posizionare i cristalli all’interno della Genesa, non c’è bisogno di purificare l’energia dei cristalli. Per gli operatori olistici, tenete la Genesa nell’ambiente dove effettuate i trattamenti vi aiuterà a disperdere meno energia e a potenziare i trattamenti effettuati. La genesa andrà appoggiata sul quadrato.

Energizzare

Fiori di bach, acqua informata , creme personali vengono energizzate se poste all’interno della Genesa.

Giardino e Piante

Il suo potere è rinvigorire coltivazioni e piante. Se vuoi aiutare le piante e gli alberi a crescere, aumentare la loro resa o semplicemente fare loro del bene, basta posizionare Genesa in un punto in cui coprirà tutta l’area necessaria e sul lato quadrato.

Meditazione

La sfera si può tenere comodamente in mano durante la meditazione. Si può usare in tutte le attività che richiedono un alto livello vibrazionale e di pura energia vitale. Approfondirà lo stato meditativo, più energia, più presenza, più voglia e costanza nel meditare. Le vibrazioni saranno più tangibili poiché attiva e stimola l’energia Kundalini.

Cristalli

Porre i cristalli alla base, al suo interno: amplifica le proprietà dei Cristalli, e li purifica. Tempi di permanenza dei cristalli: illimitato.

Oggetti

Se di dubbia provenienza o carichi di vecchie memorie, lasciarli alla base di GENESA per 1 ora.

Animali

Gli animali sono attratti da questa geometria. Quando gli animali sono dentro la geometria sbadigliano frequentemente, ciò va interpretato come un segno di rilascio e rilassamento.

 COME poggiarla?

Su Quadrato - L’incrocio delle stecche di metallo in basso formano un quadrato

Appoggiato sul lato Quadrato, Ricettivo, Femminile, Yin, per tutto ciò che si vuole attrarre.

Su Triangolo - L'Incrocio delle stecche di metallo in basso formano un triangolo)

Espansivo, Emissivo, Maschile, Yang, per tutto ciò che si vuole allontanare, oppure per l’invio di energie ad altri soggetti.

Per tutto ciò che volete inviare all’esterno. Ricordatevi sempre di chiedere il consenso alla persona per inviare qualsiasi intento.

"Il Genesa Crystal è la matrice della tua forza vitale ed è direttamente collegato all'energia vitale che si muove in spirali verso tutte le forme di crescita, sviluppo e cambiamento." Derald Langham

sabato 27 dicembre 2025

Un regalo supergradito

 


Tutti i regali ricevuti a Natale sono stati supergraditi, quelli dei familiari e quelli ricevuti online, ma quello che mi ha commosso  di più è stato questo. Grazie

Buongiorno Maria,

desidero augurarti buon Natale con il quadro meraviglioso Il vento occidentale, che Winslow Homer dipinse proprio pochi giorni prima del Natale 1891 sulla costa del Maine, davanti all’oceano Atlantico.

Fa parte della grande mostraConfini da Gauguin a Hopper” aperta anche durante le Feste a Villa Manin di Passariano di Codroipo (Udine). Sempre aperta durante le Feste anche l’altra grande mostra da noi organizzata, “Da Picasso a Van Gogh”, nel Museo Santa Caterina a Treviso.

Per farti gli auguri, Maria, estraggo dal catalogo della mostra di Villa Manin una delle poesie che ho scritto e che compongono il poemetto di apertura, intitolato “Confini”.

Generazioni.

Cadono, oh se si muovono

questi rami al passare del vento

mentre la notte tutti li attraversa

simulando il tempo

                                      l’eternità

l’adagiarsi delle stagioni

il confine delle nostre vite

 

da una luna non vista si affaccia la luce,

giri di nebbia posati e posati qui

dove non era segno

alcuno

di vento.

 

Questa discesa adesso tutta un’aria

colma di neve

e nel cerchio della notte

da qualche parte vanno

i passi senza tracce

(tu guardi e non ricordi)

 

passi

come chi cammini sollevato un poco

sopra il fiato sottile

della neve

nuova

 

Dunque, buon Natale!

 

Marco Goldin


giovedì 25 dicembre 2025

Buon Santo Natale 2025

Tanti sinceri auguri  di Natale che porti pace e serenità in questo mondo che ha perso la bussola. 









martedì 23 dicembre 2025

Il menù di pesce per la Vigilia di Natale

 


Un menù di pesce per la Vigilia di Natale composto da 4 portate strepitose, dall'antipasto al secondo, per un cenone da chef stellato: grazie a Moreno Cedroni

Per la Vigilia di Natale seguiamo la tradizione con un menù a base di pesce da sogno, anzi da chef stellato. Pesci, crostacei e conchiglie al massimo della loro bontà in quattro piatti di Moreno Cedroni. Pronti da copiare e da comporre a piacere in un menù dai sapori sorprendenti. Chiudete gli occhi, respirate i profumi, gustate con gioia.

chef Moreno Cedroni

Nato ad Ancona nel 1964, ha una carriera più che trentennale e tre locali nelle Marche (il due Stelle La Madonnina del Pescatore, il Clandestino Susci Bar e la salumeria ittica Anikò), ma quando prepara un piatto lo fa ancora con una gioia e un entusiasmo contagiosi. Tra le ricette che Moreno Cedroni ha preparato non poteva mancare il suo brodetto, «un piatto che mangio da sempre, forse mia madre me lo metteva già nel biberon» ha scherzato.

Un consiglio: il menù è meglio farlo a quattro mani, un po’ di collaborazione nella preparazione dei vari manicaretti è auspicabile!

Il menù di pesce per la Vigilia di Natale

Ecco le 4 ricette create dallo chef Moreno Cedroni per il menù di pesce della Vigilia di Natale

Impegno medio. Tempo 1 ora 

Brodetto di pesce

Ingredienti per 4 persone

400 g polpa di pomodoro

300 g vongole

300 g cozze

300 g coda di rospo da pulire

300 g rombo da pulire

200 g sogliola da pulire

200 g spigola da pulire

8 canocchie

4 mazzancolle

4 gamberi rossi

4 scampi

2 calamari

cipolla

peperoncino

aglio

prezzemolo

pane casareccio

olio extravergine di oliva

aceto di vino bianco

ghiaccio

sale

pepe

Procedimento

Pulite e sfilettate i pesci e tenete da parte le teste.

Pulite le canocchie, conservando le teste e le code.

Soffriggete 50 g di cipolla tritata in 100 g di olio, insaporendo con un pizzico di peperoncino; quando la cipolla comincia ad affiorare in superficie, unite 20 g di aceto, coprite, abbassate la fiamma e cuocete per 3-4 minuti a fuoco basso.

Aggiungete la polpa di pomodoro, le teste dei pesci lavate, regolate di sale, coprite e cuocete per 20 minuti. Scaldate in una padella 50 g di olio, insaporito con 2 g di aglio tritato. Quando l’aglio comincia ad affiorare, unite le teste e i gusci delle canocchie e tostateli, finché non cominceranno a cambiare colore. Coprite con 1⁄2 litro di acqua, portate a bollore, quindi tuffatevi la polpa delle canocchie e cuocetele per 4 minuti. Scolate le canocchie e filtrate il brodo.

Unite 4-5 cucchiai di brodo di canocchie nel sugo di pomodoro, dopo aver eliminato le teste dei pesci. Lavate e asciugate con cura 20 g di foglie di prezzemolo; tuffatele in una padella con 40 g di olio ben caldo, insaporito con un pizzico di aglio tritato. Cuocete per 1 minuto, togliete la padella dal fuoco e unite 100 g di ghiaccio a cubetti e un pizzico di sale. Lasciate sciogliere il ghiaccio e frullate ottenendo un’emulsione.

Accomodate le cozze e le vongole in una padella velata di olio; appoggiatevi sopra la coda di rospo, a bocconcini di circa 3 cm, i filetti di sogliola e i filetti di rombo, avvolti come un turbante, e il calamaro tagliato a striscioline attaccate per la punta; completate con i crostacei sgusciati e le canocchie cotte, regolate di sale e distribuite sopra tutto qualche cucchiaio di salsa di pomodoro.

Portate la padella sul fuoco, copritela con un coperchio e cuocete per circa 5 minuti, finché le conchiglie non si saranno aperte. Tagliate i filetti di spigola a fettine sottili e disponeteli nei piatti, salandoli leggermente. Distribuite poi il brodetto, completate con un filo di olio, l’emulsione al prezzemolo e pepe. Servite con pane casareccio tostato.

Spaghetti alle vongole con salsa di zucca e mostarda di mandarino

Impegno: facile

Tempo: 1 ora e 10 minuti più 2 ore di riposo

Ingredienti per 4 persone

1,4 kg vongole veraci

300 g spaghetti

200 g polpa di zucca a tocchetti

50 g cipolla

20 g mostarda di mandarino

4 foglie di senape

prezzemolo

aglio

olio extravergine di oliva

sale

Procedimento

Mettete le vongole a bagno in 2 litri di acqua con 40 g di sale per un paio di ore. Sciacquatele bene, sbattendole, per eliminare tutta la sabbia (consiglio: sbattete le conchiglie in una ciotola, poche alla volta per individuare ed eliminare quelle piene di fango).

Scaldate in una padella 100 g di olio con 3 g di aglio tritato; quando l’aglio comincerà a venire a galla, unite le vongole, coprite con un coperchio e lasciatele aprire a fuoco basso. Scolate le vongole dall’acqua di cottura, filtratela e tenetela da parte. Sgusciate le vongole e conditele con 2 g di prezzemolo tritato. Tritate la cipolla e stufatela con 50 g di olio per 3-4 minuti; unite la zucca, acqua a coprire e cuocetela per 20-25 minuti, finché non sarà morbida. Frullatela con 50 g di acqua, regolando di sale. Frullate 20 g di mostarda di mandarino, ricavando una salsa.

Cuocete gli spaghetti in abbondante acqua salata per circa 6 minuti (per 2⁄3 del tempo di cottura riportato sulla confezione); terminate la cottura degli spaghetti in una padella in circa 3 minuti, bagnandoli a mo’ di risotto con l’acqua delle vongole filtrata, quindi aggiungete le vongole sgusciate.

Distribuite nei piatti la salsa di mostarda e quella di zucca; adagiatevi sopra gli spaghetti con le vongole, completate con le foglie di senape a striscioline e servite.

Cotolette di tonno, crema di cavolfiore e giardiniera

Impegno: per esperti

Tempo: 1 ora e 50 minuti

più 24 ore di raffreddamento

Ingredienti per 4 persone

650 g cavolfiore

200 g filetto di tonno fresco

200 g cipolla di Tropea

100 g sedano

100 g carote

100 g farina 00

100 g pangrattato

100 g pane panko

100 g yogurt greco

1 scalogno

1 uovo miso rosso

erba cipollina

foglie di senape

zucchero

olio di arachide

sale

olio extravergine di oliva

basilico

aceto balsamico

aceto bianco

pepe bianco

Procedimento

Per le cotolette di tonno

Dividete il filetto di tonno in 4 tranci e marinateli per 15 minuti con un mix di 500 g di sale, 400 g di zucchero e una macinata di pepe bianco. Infine lavateli, asciugateli e passateli nella farina, poi nell’uovo sbattuto e nel pangrattato, quindi ancora nell’uovo sbattuto e nel pane panko. Riponeteli in freezer per 24 ore.

Portate l’olio di arachide a 220‐230 °C e friggetevi i tranci di tonno congelati, girandoli con una pinza, per circa 30 secondi, finché la panatura non comincerà a dorarsi; scolateli su carta da cucina e lasciateli scongelare a temperatura ambiente.

Per la crema di cavolfiore

Dividete in cimette 350 g di cavolfiore, salatele poco e spalmatele con il miso. Avvolgetele in un foglio di alluminio, sigillate e infornate a 170 °C per 1 ora.

Preparate una vinaigrette con 100 g di olio extravergine, 200 g di acqua, 4 g di erba cipollina sminuzzata, 10 g di aceto balsamico e 6 g di sale.

Frullate le cimette del cavolfiore con 200 g di vinaigrette, in modo da ottenere una crema grezza.

Per la giardiniera

Tagliate il sedano e le carote a pezzetti di circa 1⁄2 cm e riducete 300 g di cavolfiore in cimette della stessa grandezza. Pulite lo scalogno e tagliatelo a fettine. Lessate in 2 litri di acqua con 30 g di sale e 30 g di aceto bianco le cimette di cavolfiore per 5 minuti; unite le carote e il sedano e proseguite la cottura per 4 minuti; aggiungete poi lo scalogno e cuocete per 1 minuto.

Fondete in padella 100 g di zucchero e 30 g di sale con 60 g di aceto bianco; unite 100 g di olio extravergine e le verdure; aggiungete anche la loro acqua di cottura e fate raffreddare.

Per la salsa allo yogurt

Sbollentate 10 g di foglie di basilico in acqua con 20 g di sale per 1 minuto. Scolatele, raffreddatele in acqua ghiacciata e frullatele con lo yogurt greco, ottenendo una salsa.

Per la cipolla agrodolce

Affettate la cipolla e sbollentatela in acqua poco salata per 2-3 minuti

Scaldate in una padella 210 g di aceto bianco e scioglietevi a fiamma molto bassa 180 g di zucchero e 15 g di sale, fate raffreddare, poi unitevi la cipolla (si conserva in frigo per 10 giorni; ottima per insaporire legumi e insalate).

Per completare

Tagliate i tranci di tonno a fette di circa 1 cm di spessore e disponeteli nei piatti. Completate con piccole quenelle di crema di cavolfiore, foglie di senape, la giardiniera scolata dalla sua acqua, la cipolla agrodolce e la salsa allo yogurt.

 Le altre preparazioni

Ingredienti per 4 persone

200 g sedano verde

50 g pomodori verdi

40 g cipolla agrodolce preparata come nelle Cotolette di tonno

4 canocchie

4 scampi

4 gamberi rossi

2 calamari

4 mazzancolle

pomodorini

erba cipollina

pane casareccio

basilico

uovo

limone

cipolla

gelatina alimentare in fogli

olio di girasole

olio extravergine di oliva

aceto bianco

aceto balsamico

sale

Procedimento

Per la gelatina al basilico

Sbollentate in acqua bollente salata 35 g di foglie di basilico per 1 minuto; raffreddatele in acqua ghiacciata e strizzatelo.

Portate a bollore 250 g di acqua; a fuoco spento scioglietevi 2 g di sale e 8 g di gelatina alimentare in fogli, già ammollata e strizzata.

Versate il composto sul basilico e frullate con 5-6 colpetti di mixer. Lasciate decantare e setacciate il composto.

Versatelo in un contenitore, in modo da avere uno spessore di 5 mm, e mettete in frigo a raffreddare.

Per la maionese di pomodori verdi

Frullate e setacciate i pomodori verdi.

Frullateli di nuovo con 25 g di uovo, 10 g di cipolla sbollentata, 2 g di sale, 1,5 g di aceto bianco e 110 g di olio di girasole a filo, ottenendo una maionese.

Per i calamari e i crostacei

Pulite i calamari; aprite i sacchi a libro, stendeteli con la parte interna rivolta verso l’alto e incideteli creando una griglia. Divideteli ciascuno in quattro parti per il lungo; sbollentateli per 10 secondi in acqua salata, insieme con i tentacoli.

Sbollentate le canocchie per 4 minuti in acqua bollente salata (per tutto il pesce, 25‐30 g di sale per 1 litro di acqua). Scolate, lasciate raffreddare, tagliate via la testa e le zampine con le forbici; tagliate il carapace lungo i bordi ed estraete la polpa.

Sgusciate le mazzancolle e gli scampi, tagliateli a metà e sbollentateli in acqua salata per qualche secondo. Sgusciate i gamberi rossi e marinateli per 5 minuti con il succo di 1 limone e un pizzico di sale.

Per la vinaigrette

Preparate una vinaigrette con 100 g di olio extravergine, 200 g di acqua, 10 g di aceto balsamico, 4 g di erba cipollina e 4 g di sale.

Per la salsa di sedano

Mondate il sedano e tagliate i gambi a pezzetti. Sbollentatelo per 2 minuti in acqua salata; raffreddatelo in acqua ghiacciata.

Frullatelo con tre colpi di mixer di un secondo ciascuno con 40 g di acqua, 40 g di vinaigrette, 10 g di olio extravergine e 2 g di sale.

Per completare

Dividete in spicchi 40 g di pomodorini e marinateli per 3-4 minuti nella vinaigrette, insieme con 30 g di pane tagliato a cubetti di circa 1 cm.

Disponete nei piatti la salsa di sedano e la cipolla agrodolce; adagiatevi sopra i calamari e i crostacei, il pane a cubetti e i pomodorini.

Completate con la gelatina al basilico tagliata a cubetti, la maionese di pomodori verdi e foglioline di basilico fresco.