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domenica 11 gennaio 2026

Zabaione, leccornia suprema

 


E' da un po' che mi ripromettevo di fare questa leccornia. Durante il Santo Natale non ci sono riuscita, ma oggi che sono calma e riposata la preparo e la gusterò finalmente. Di solito si accompagna al panettone o al pandoro, va bene comunque tutto l'inverno, perché calorica e corroborante.

Lascio due ricette e un po' di storia

Zabaione o zabaglione di Natale

di Simona Mirto food blogger professionista, autrice e fondatrice di Tavolartegusto.it, dove dal 2011 condivido la mia passione per la cucina e la pasticceria. Qui trovi ricette testate da me e collaudate, fotografate, raccontate e spiegate con foto passo passo, video e consigli pratici, per cucinare con gusto e sicurezza — anche se sei alle prime armi!

Lo zabaione è una crema fatta con tuorli, zucchero e vino liquoroso che a Natale si può servire in accompagnamento al panettone

Perché ci piace lo zabaione? Perché fa subito festa e ci riporta ai momenti trascorsi con le persone a cui vogliamo bene. Si tratta, infatti, di una preparazione che è tradizione portare in tavola a Natale per accompagnare i lievitati delle Feste.

Lo zabaione è una crema di tuorli e zucchero, arricchita generalmente da un vino liquoroso come il Marsala. Farlo è semplice, bisogna solo “lavorare di gomito” per montare a lungo con la frusta tutti gli ingredienti a bagnomaria, fino a ottenere una spuma consistente e ariosa. Per un risultato perfetto, seguite i nostri consigli e la nostra ricetta di seguito.

Durante le feste natalizie, dicevamo, lo zabaione è servito in accompagnamento al panettone o al pandoro, ma provatelo anche in queste ricette: Coppa di zabaione con i savoiardi, Zabaione e frutta gratinati, Liquore zabaione, Zabaione al caffè.

RICETTA N.1

Ingredienti

3 o 4 cucchiai di Marsala secco

60 g zucchero

4 tuorli

1 uovo

Procedimento

Step 1

Mescolate tutti gli ingredienti in una ciotola di acciaio (l’ideale sarebbe una bastardella con fondo convesso); ponete su un bagnomaria appena fremente e mescolate con una frusta fino a ottenere una spuma consistente e ariosa; lavorate con movimenti regolari ma non velocissimi e accelerate quando lo zabaione comincia a farsi più consistente (ci vorranno circa 15 minuti).

Step 2

Servitelo subito, accompagnandolo con il panettone o con il pandoro.

I testo seguente è tratto dal blog di Simona Mirto food blogger professionista, autrice e fondatrice di Tavolartegusto.it

RICETTA N.2

Ingredienti

Quantità per 4 persone

4 tuorli freschi

4 cucchiai di zucchero

3 o 4 cucchiai di liquore Marsala (oppure leggi varianti*)

Come fare lo zabaione

Prima di tutto servitevi di una ciotola dove andrete a realizzare lo zabaione, che possa poi incastrarsi perfettamente in un pentolino a bagnomaria.

Poi montate in questa ciotola i tuorli con lo zucchero con l’aiuto di uno sbattitore elettrico, per circa 5 minuti, fino ad ottenere un composto soffice, spumoso e triplicato di volume.

A questo punto aggiungete a filo il liquore, non tutto insieme, ma a poco a poco, montando sempre con le fruste elettriche. Il composto non deve smontarsi.

Cottura perfetta dello zabaione

Infine trasferite la ciotola con lo zabaione appena montato, sopra il bagnomaria caldo: il pentolino sotto dev’essere colmo a metà di acqua.

Quindi cuocete a bagnomaria la vostra crema zabaione su fuoco dolce girando con una frusta a mano dal basso verso l’alto per non smontare il composto per circa 10 minuti.

Attenzione, se avete un termometro da cucina la temperatura perfetta che deve raggiungere lo zabaione è di 84°.

Se non avete un termometro non preoccupatevi, tenete il fuoco bassissimo , continuate a mescolare dal basso verso l’alto , ogni tanto però allontanate dal fuoco per evitare che la temperatura si scaldi troppo.

Il vostro zabaione è pronto quando alzando la frusta il composto ‘scrive’, la consistenza non è liquida, ma corposa , vellutata e soffice, pur non essendo troppo densa.

Se non vi fidate della freschezza dei tuorli che state utilizzando, pastorizzate la crema, portando a 100° il bagnomaria: quindi alzate la fiamma in modo che anche la crema arrivi al bollore e continuate a girare per 2 minuti.

Terminata la cottura, spostate la ciotola contenente il vostro zabaione in un’altra ciotola con del ghiaccio, in modo da abbassare subito la temperatura, questo trucco serve per conservare un sapore fresco e delicato e non di uovo cotto.

Servite subito caldo, tiepido oppure anche più fresco.

 Ecco pronto il vostro Zabaione

Consigli e Varianti

Al posto del marsala, potete utilizzare Vin Santo, Vov, oppure Moscato, ma volendo anche un vino dolce. Il procedimento non cambia.

Per chi volesse realizzare uno zabaione senza liquore , quindi analcolico e perfetto anche per i bambini , potete farlo, inserite 2 cucchiai di estratto di vaniglia ( oppure i semi di 1 bacca) al posto del Marsala . Procedimento e cottura non cambiano.

Se volete realizzare uno zabaione veloce una volta montata la crema, cuocete direttamente su fuoco bassissimo, continuando a mescolare con una frusta a mano per 4 – 5 minuti, allontanando dal fuoco ogni 20 – 30 secondi, in modo che la crema non superi i 100°.

Conservazione

Lo zabaione va servito e gustato immediatamente, essendo una crema a base di tuorli freschi.

Nel caso avanzi e vogliate conservare in frigo, massimo 1 giorno, ma consiglio poi di gustarlo dopo averlo scaldato su fuoco per 2 minuti, montando con frusta a mano.

La storia, sempre tratta dal blog menzionato.

Lo Zabaione è un dolce al cucchiaio semplice ma speciale, che profuma di casa, di feste e mi riporta subito all’infanzia: una crema soffice, spumosa, calda, che preparo con tuorli, zucchero e vino liquoroso, montati lentamente a bagnomaria. Realizziamolo insieme: verrà corposo, lucido e senza odore di uova, proprio come quello della nonna in pochi minuti.

A casa mia lo zabaione, compariva soprattutto nei pomeriggi e sere d’inverno e in prossimità del Natale e Capodanno. Ricordo quando io e mia sorella non riuscivamo a prendere sonno dall’emozione delle vacanze, e dalla cucina arrivava il rumore familiare della frusta che sbatteva nel pentolino. Era il segnale che qualcosa di bello stava per accadere: mamma lo preparava come le aveva insegnato nonna, con la stessa dolcezza con cui ci rimboccava le coperte. Bastava un cucchiaino per sentire il calore nel petto e la cremosità soffice che si scioglieva in bocca. Uno di quei sapori che non si dimenticano. Con gli anni ho scoperto che lo zabaione ha una storia affascinante: Nasce nel Nord Italia tra XVI e XVII secolo: la versione più accreditata lo lega a Torino e al celebre liquore Marsala, con cui veniva montato per ottenere una crema corroborante. Era conosciuto come sambajon o zabajone, e secondo la tradizione popolare dedicato a San Pasquale Baylón, protettore dei cuochi e delle massaie. Considerato un ricostituente naturale, veniva offerto agli sposi come augurio di vigore e buona fortuna. Da una preparazione contadina e domestica si è poi evoluto nelle grandi pasticcerie italiane e francesi, diventando la base di creme, semifreddi e del celebre Tiramisù. Oggi lo preparo come una volta, con i consigli di nonna e tutti trucchi appresi ai corsi di pasticceria. Vi lascio la Ricetta originale dello Zabaione: pochi ingredienti, niente addensanti, cottura dolce, consistenza cremosa e spumosa e alcune varianti che amerete! Ideale per scaldare le domeniche d’inverno, immancabile a Natale, Capodanno, per accompagnare Pandoro e Panettone, ma anche perfetto da servire con Cantucci e Savoiardi. 



venerdì 9 gennaio 2026

"IO SONO FARAH"

 


Le fiction turche sono una vera forza della natura, ti tengono incollata anche fino a dopo mezzanotte quando decidi tu di spegnere il computer, a malincuore. Sto seguendo da dicembre “Io sono Farah ” e ieri sera la brutta novità, al 22esimo episodio la 2° stagione è terminata e sono in attesa della 3° stagione. Seguo queste fiction su piattaforma a pagamento, pur essendo abbonata a Infinity + di Mediaset, sono stata costretta a fare un ulteriore abbonamento per continuare a seguire gli episodi che Mediaset (Canale 5, Rete 4 ….) trasmette gratuitamente e poi interrompe e se vuoi ancora seguire la soap opera devi farlo a pagamento. Questa fiction in particolare “Io sono Farah” ha per protagonista Demet Ozdemir , ammirata nella fiction “Day Dream sulle ali del sogno” titolo italiano, e suo coprotagonista è Can Yaman, ormai star internazionale, che non ho ancora concluso di vedere. Sono al momento giunta al 70esimo episodio e so che si concluderà al 123 esimo episodio, mi sembra. Ho messo da parte la fiction, perché “Io sono Farah 2” piena di colpi di scena a ritmo sostenuto non mi ha consentito di seguire l’altra, di cui però so benissimo come si conclude. Cosa dire dell’attore protagonista Engin Akyurek, lo ammiro, è affascinante sia quando fa il duro, sia quando fa il tenero. Ha un sorriso dolcissimo che ti scioglie come neve al sole. Spero che gli Autori rivedano la fine che gli vogliono far fare. La maggior parte delle fiction turche sono note per il finale triste. Diano a questo eroe che si sta battendo come un leone per la donna che ama una fine degna e non ci lascino con l’amaro in bocca.uesta Q

mercoledì 7 gennaio 2026

1° Post LIFE del 2026

 

Il mio primo post del 2026 lo voglio pensare con calma. Sono ancora stordita da queste festività natalizie. Ho avuto rallentamenti dovuti all’influenza che mi ha allettata quattro lunghi giorni, senza febbre grazie al vaccino antinfluenzale, ma tanta stanchezza e sintomi vari. Sto analizzando passo passo questo 2025 appena concluso, per sondare bene cosa voglio portare avanti e cosa lasciare andare, perché non ha dato buoni risultati o risultato zero da subito. E’ arrivato il giusto momento di tagliare definitivamente con tutto quello che non è stata una scelta sensata, forse per ottimismo esagerato, ti ripromettevi ci fossero stati aiuti, ma era un credere troppo nella buona sorte. Bisogna fare i conti con il proprio ego e smetterla con il fare il passo più lungo della gamba. Ti ritrovi con i nervi a fior di pelle e tanta rabbia da smaltire. Ho bisogno  di guardare al presente con animo più sereno e motivarmi verso cose nuove, strade nuove da percorrere con gente più in sintonia con me, da conoscere meglio, prima di dare amicizia e sostegno a priori. Non voglio lasciare questo 2025 con malanimo però, mi ha insegnato molto, ma ho molto da riflettere per creare nuove basi per i prossimi anni, infatti continua a pervadermi il desiderio di rinnovare totalmente la mia vita futura con cambio di residenza, ecc ...ecc….Il 2026 è secondo l’astrologia un Anno 1 di un novennio che ci porterà davvero nel futuro. Il 2034 è davvero un anno futuristico, che chi lo vivrà lo farà con una tecnologia che cominciamo a usare e intravedere adesso: Intelligenza artificiale, robotica, mezzi di trasporto a conduzione automatica e tanto altro sarà a portata di mano.

Ho impostato uno schema per sondare bene ogni cosa che ha funzionato e non e cosa mi riprometto di raggiungere nel prossimo a medio e lungo termine.

 

 

 

                     Propositi per i prossimi 5 anni : 2026-2030

OBIETTIVI RAGGIUNTI

 

 

OBIETTIVI NON RAGGIUNTI  (ultimi 5 anni)

MOTIVAZIONE PER NON AVERLO RAGGIUNTO

OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE (prossimi 5 anni)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


lunedì 5 gennaio 2026

6 Gennaio 2026. Buona Epifania a grandi e piccini


 

«La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte». Oppure: «L’Epifania tutte le feste porta via». Sono tanti i proverbi e i modi di dire tramandati nel corso del tempo e legati alla festa del 6 gennaio. L’ultima del periodo natalizio, con tantissimi significati e simbologie, ricette tipiche e soprattutto con tanti dolci sorprese per i più piccoli.

Tra sacro e profano

Secondo la religione cristiana, l’Epifania è il giorno in cui i tre re Magi, provenienti da Oriente, come riporta il Vangelo secondo Matteo, seguendo una stella riuscirono ad arrivare a Betlemme, nella mangiatoia in cui nacque Gesù per onorarlo con dei doni. Non a caso la parola Epifania deriva dal greco "manifestazione" e Befana non è altro che una corruzione lessicale di questo termine. Ma il 6 gennaio è in realtà una data importante fin dai tempi dell’antichità pre-cristiana. Gli antichi Romani, ad esempio, festeggiavano in questo giorno l’inizio dell’anno con delle celebrazioni dedicate al dio Giano e alla dea Strenia, mentre ai tempi dell’imperatore Aureliano dal 25 dicembre (festa del sole) fino al dodicesimo giorno successivo a tale data venne introdotta una pratica particolare: bruciare un tronco di quercia continuamente poiché dal carbone prodotto si sarebbero potuti ottenere benefici in termini di fortuna per l’anno successivo. Inoltre, sempre in epoca antica, si riteneva che nelle dodici notti precedenti al 6 gennaio la dea Diana, volando nel cielo insieme ad altre figure femminili, poteva rendere il terreno più fertile e più fecondo. È evidente, dunque, che le origini di queste festività, e soprattutto della Befana, la grande protagonista laica dell’Epifania, sono davvero antichissime.



Dalle divinità alle streghe

Con le condanne da parte della chiesa romana ai riti pagani, l’immagine femminile celebrata precedentemente cominciò a prendere un’altra forma. E dalle divinità si passò alle streghe. Gonna lunga, grembiule con tasche, scialle, scarpe consumate, fazzolettone in testa, aspetto fisico tutt’altro che gradevole e immancabile scopa: ben presto l’iconografia della Befana come la conosciamo oggi prese il sopravvento, favorita anche dal clima ostile del Medioevo verso certe rappresentazioni pagane. Eppure c’è anche chi parla di un rapporto con Santa Lucia, la santa della luce, dell'illuminazione e quindi della "manifestazione", o addirittura di una leggenda legata all’origine cristiana di questa festività. Secondo questa versione, la figura della Befana potrebbe infatti prendere spunto da una vecchietta a cui i tre Magi si sarebbero rivolti per avere indicazioni sulla strada per Betlemme. La donna in questione, però, si sarebbe rifiutata di aiutarli, pentendosene ben presto: il giorno dopo infatti, resosi conto dell’occasione persa per poter vedere Gesù, la vecchietta provò a seguire i re Magi senza però riuscire più a trovare il bambinello. E per questo ogni anno, il 6 gennaio, passa in tutte le case a portare regali ai bambini.


La calza della Befana, il carbone e lo scambio dei regali

Qualunque sia la vera storia della Befana, quel che è certo è che si tratta di una figura strettamente legata alla tradizione italiana, nonostante qualche assonanza con quelle di origine celtica e germanica. Basti pensare che questa parola, usata per intendere un fantoccio femminile esposto la notte dell'Epifania, era già diffuso nel dialetto popolare del XIV secolo, specialmente in Toscana e nel Lazio settentrionale. Carattere burbero e, per alcuni versi, rappresentazione dell'anno vecchio, pronta a sacrificarsi per far rinascere un nuovo periodo di prosperità, la Befana nel tempo è diventata una sorta di nonna che premia i bambini buoni con doni, caramelle e dolcetti (in passato anche mandarini e frutta) e punisce quelli cattivi col carbone. Il temutissimo carbone che però può anche diventare commestibile e un dolce molto semplice da preparare. Ma come mai nella notte della Befana c'è la tradizione delle calze? Anche in questo caso ci sono diverse teorie. Una di queste prende spunto da una leggenda secondo la quale Numa Pompilio, uno dei famosi sette re di Roma, avesse l'abitudine di appendere durante il periodo del solstizio d'inverno una calza in una grotta per ricevere doni da una ninfa. Si tratta però solo di un’ipotesi. E poco importa: oggi la Befana continua a essere attesa da tutti, anche dagli adulti (che però tendono magari a scambiarsi regali meno impegnativi rispetto a quelli di Natale) e sempre ricordandosi di mantenere viva la tradizione della calza da riempire.



Cosa si mangia alla Befana da Nord a Sud

Ma quali sono i piatti da sempre legati a questa festività? In quasi tutte le regioni ci sono delle ricette della tradizione che continuano a vivere, soprattutto per quanto riguarda i dolci. In Toscana, ad esempio, si preparano per l'occasione i cavallucci di Siena, biscotti morbidi con acqua, zucchero, miele, canditi, anice, noci e lievito, mentre in Versilia ci sono i cosiddetti befanini, frollini a base di agrumi e rhum, ricoperti di granella colorata. Nel Varesotto il 6 gennaio fa rima con cammelli di sfoglia, una di pizza di polenta preparata con farina di mais e frutta secca, mentre in Liguria ci sono gli anicini (biscotti con seme di anice), in Abruzzo i pepatelli (simili ai cantucci, ma a base di pepe nero, miele, farina, cacao, mandorle e bucce d’arancia) mentre in Puglia si va dai purcidduzzi salentini alle cartellate baresi. In Campania, infine, l'arrivo della Befana corrisponde con la preparazione della prima pastiera dell'anno

venerdì 2 gennaio 2026

LUNA PIENA 3 GENNAIO 2026

 


La somma dei numeri che compongono il 2025 fa 9, energia del TAGLIO della vecchia versione di te di piccolezza e limiti.

Invece la somma dei numeri del 2026 fa 1, energia di corsa verso l'obiettivo, di movimento ed azione. Finalmente ti muovi anziché "pensarci"!

Vigilia di luna piena sarà il 2 gennaio. Dopo il tramonto, a qualunque ora, rivolgi un GRAZIE 🙏 all'Arcangelo Haniel che guida il rituale della luna, poi esponi il quaderno dei desideri insieme ad oggetti a te cari, creme, libri e tutto ciò che vuoi prenda energia dalla luna. 🌔

Per i desideri ti do una dritta proprio di fine anno. Tu sai che si scrivono con la formula "GRAZIE PER" come da libro MCL, ma da oggi al 2 gennaio metti anche sulle labbra👄 un continuo "grazie" per le cose non ancora visibili ossia i tuoi desideri. 💥

Fai di più. Alterna i "grazie" per le cose visibili e per quelle invisibili, così:

🙏 grazie per questa giornata di sole pieno che mi illumina il viso! (visibile)

🙏grazie per il successo della mia attività, arrivano tanti nuovi clienti soddisfatti (invisibile)

🙏grazie di questo buon pranzo in serenità con la mia famiglia (visibile)

🙏grazie perché mio figlio mi dice quanto è felice di avere una madre come me (invisibile)

🙏grazie per la mia casa calda, che mi dà sicurezza e protezione (visibile)

🙏grazie per la mia salute... forma e linea fisica... ricchezza... serenità...amore corrisposto...  (per ora invisibile)

Come i semi della terra hanno bisogno di sole e pioggia per crescere, così i tuoi desideri per "emergere" nella tua realtà hanno bisogno di attenzioni e ringraziamento.

Comincia proprio ora mentre mi leggi! Il tuo umore sale alle stelle.

Luna piena🌕 sarà il 3 gennaio alle 11:02 fino alle 23:02, nel segno del cancro

Ammira la luna invernale, così nitida se il cielo è sereno, così ben augurante perché rappresenta la luce IN TE che emerge sul buio. La sera ideale per lasciar andare i residui di preoccupazioni, paure, dubbi e incertezze.

Sì, so che hai già lasciato tutto al 2025, ma la pulizia non deve mai smettere, perché quei "residui" VOGLIONO tornare a romperti le scatole.

Che questa prima luna piena dell'anno sia un INIZIO di tutto ciò che ti sta a cuore: salute, prosperità, buone relazioni, saggezza. Questo il mio "semplice" augurio per il tuo 2026.

Con rinnovato amore per te, Maria e per chi ti sta a cuore

Alessandra

 

 


giovedì 1 gennaio 2026

Benvenuto 2026

Buon ANNO a tutti grandi e piccini . Questo nuovo anno porti ciò che tutti desideriamo, le più preziose:PACE E LIBERTA'.



lunedì 29 dicembre 2025

Babbo Natale supergeneroso

 In famiglia ci siamo scambiati molti regali e chi ne ha ricevuti di più è stata la nostra piccolina di casa. Io ho voluto quest'anno regalare ai miei due figli la Genesa Crystal che trovo bellissima nella forma e protettiva dello spazio intorno che include anche le persone. La mia Genesa Crystal l'ho acquistata alcuni anni fa e soprattutto quest'anno ho verificato quanto mi sia stata utile, perché io credo nelle energie sottili che ci circondano e che potenziamo al massimo grado quando le sosteniamo con la nostra fiducia.


                                   La mia Genesa Crystal


                                  La Genesa Crystal regalata

Cos'è e sue caratteristiche

La Genesa è un simbolo geometrico sacro, consiste in quattro cerchi che si intersecano in dodici punti formando una sfera. La forma così ottenuta è un poliedro con 14 facce, di cui 6 quadrati e 8 triangoli, un solido che contiene al suo interno i 5 solidi platonici (tetraedro, cubo, ottaedro, icosaedro e dodecaedro) alla base della struttura dell'universo.

Fu individuato dal dottor Derald Langham, un genetista agricolo che ne intuì le potenzialità. Langham osservò che il cristallo rifletteva il motivo cellulare di un organismo vitale allo stato embrionale di otto cellule.

La forma geometrica del Genesa Crystal rispecchia quella dei cristalli naturali: è come un grande cristallo naturale che crea un potente vortice di energia.

Il cristallo si può considerare una vera antenna che attrae, pulisce e amplifica l'energia. È ideale per amplificare la propria energia e purificarla da quella negativa, per aumentare la concentrazione e la meditazione.

Un Genesa Crystal da 16/20 cm di diametro ha un raggio d'azione di circa 250 mt. e riequilibra un'area di 0,3 kmq.

Materiale: Acciaio placcato con rame (il rame può essere anche di colore dorato).

A cosa serve?

Migliorare l’energia negli ambienti

Il tuo spazio sarà influenzato positivamente ed in maniera mirata abbinando determinati cristalli. Posizionare i cristalli all’interno della Genesa, non c’è bisogno di purificare l’energia dei cristalli. Per gli operatori olistici, tenete la Genesa nell’ambiente dove effettuate i trattamenti vi aiuterà a disperdere meno energia e a potenziare i trattamenti effettuati. La genesa andrà appoggiata sul quadrato.

Energizzare

Fiori di bach, acqua informata , creme personali vengono energizzate se poste all’interno della Genesa.

Giardino e Piante

Il suo potere è rinvigorire coltivazioni e piante. Se vuoi aiutare le piante e gli alberi a crescere, aumentare la loro resa o semplicemente fare loro del bene, basta posizionare Genesa in un punto in cui coprirà tutta l’area necessaria e sul lato quadrato.

Meditazione

La sfera si può tenere comodamente in mano durante la meditazione. Si può usare in tutte le attività che richiedono un alto livello vibrazionale e di pura energia vitale. Approfondirà lo stato meditativo, più energia, più presenza, più voglia e costanza nel meditare. Le vibrazioni saranno più tangibili poiché attiva e stimola l’energia Kundalini.

Cristalli

Porre i cristalli alla base, al suo interno: amplifica le proprietà dei Cristalli, e li purifica. Tempi di permanenza dei cristalli: illimitato.

Oggetti

Se di dubbia provenienza o carichi di vecchie memorie, lasciarli alla base di GENESA per 1 ora.

Animali

Gli animali sono attratti da questa geometria. Quando gli animali sono dentro la geometria sbadigliano frequentemente, ciò va interpretato come un segno di rilascio e rilassamento.

 COME poggiarla?

Su Quadrato - L’incrocio delle stecche di metallo in basso formano un quadrato

Appoggiato sul lato Quadrato, Ricettivo, Femminile, Yin, per tutto ciò che si vuole attrarre.

Su Triangolo - L'Incrocio delle stecche di metallo in basso formano un triangolo)

Espansivo, Emissivo, Maschile, Yang, per tutto ciò che si vuole allontanare, oppure per l’invio di energie ad altri soggetti.

Per tutto ciò che volete inviare all’esterno. Ricordatevi sempre di chiedere il consenso alla persona per inviare qualsiasi intento.

"Il Genesa Crystal è la matrice della tua forza vitale ed è direttamente collegato all'energia vitale che si muove in spirali verso tutte le forme di crescita, sviluppo e cambiamento." Derald Langham