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martedì 10 marzo 2026

"Speriamo che sia femmina"



E’ il titolo del film del regista Mario Monicelli, uscito nelle sale cinematografiche italiane il 6 febbraio1986 che ha fatto una grande incetta di premi sia di critica che di pubblico. Il titolo ben rende l’idea che negli ultimi anni, le donne hanno fatto passi da gigante e si sono rivelate più brillanti e più sapienti degli uomini. E c’è da credere che in futuro la loro grinta servirà da incentivo anche per il sesso forte. Le donne sono più preparate degli uomini: se ne sono accorte anche le statistiche. Quello che sembrava essere soltanto un fenomeno legato alla scuola, secondo la quale le ragazze in classe sono più coscienziose e brillanti, con votazioni e pagelle in media migliori di quelle dei loro compagni di ginnasi, licei, e università si afferma come una realtà codificata dalle ricerche demoscopiche. L’ISTAT conferma che in quest’ ultimo decennio 2015-2025 le diplomate donne rappresentano il 54% contro il 46,4% dei diplomati maschi. Le ragazze vanno di più al concerto, al teatro, al museo e al cinema dei loro coetanei. E lo stesso vale per il numero di libri letti ogni anno. E’ vero però anche che a tanto impegno raramente corrispondono risultati adeguati, nel senso che le carriere continuano a farle più gli uomini che le donne. E’ regola anzi – e le interessate lo sanno bene – che in quasi tutti gli ambienti di lavoro, per poter aspirare a superare un collega maschio nella rincorsa a un posto, una donna deve sapere e valere più di lui. C’è di più, è risaputo da anni che non c’è parità salariale a parità di lavoro, nelle buste paghe l’uomo percepisce fino al 40% di più. La parità di genere è la lotta che si sta facendo sempre più accesa per le donne che restano basite di fronte a tale ingiustizia e a gran voce nelle piazze, come si è visto in occasione della "Giornata internazionale della donna dell’8 marzo", chiedono parità salariale per lo stesso lavoro che si esegue nell’azienda. Una legge europea ha fissato una data: luglio 2026 per l’adeguamento salariale in busta paga. Sappiamo però che ci vorrà ulteriore lotta per raggiungere questo risultato!

 CHIEDIAMO A GRAN VOCE: UOMO = DONNA in tutti gli ambiti della vita, sia privato che pubblico. E ABBASSO IL PATRIARCATO.

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lunedì 8 dicembre 2025

8 Dicembre: Festa dell’Immacolata Concezione

 


L'8 dicembre in Italia è un giorno festivo nazionale, la Festa dell'Immacolata Concezione, che segna l'inizio ufficiale del periodo natalizio, con scuole chiuse e molte attività commerciali e uffici che osservano la chiusura, ma non è un giorno festivo lavorativo per tutti, come il 25 dicembre o il 15 agosto, ma è una festività civile e religiosa molto sentita, soprattutto per la tradizione di addobbare l'albero di Natale. 

Il dogma fu proclamato da Pio IX nel 1854 con la bolla «Ineffabilis Deus»: sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento

Sant'Ambrogio il 7 dicembre, l'Immacolata Concezione l'8 dicembre. Per i milanesi è il ponte dedicato alla prima gita sulla neve dell'inverno, per gli italiani è una bella giornata di vacanza da sfruttare per iniziare a cercare i regali di Natale. Ma le radici di questa importante festa cristiana risalgono al 1854 quando ne è stato proclamato il dogma da papa Pio IX con la sua bolla «Ineffabilis Deus». La Chiesa Cattolica da allora osserva questa festa ogni 8 dicembre.

L’Immacolata Concezione non si riferisce al concepimento di Gesù, ma a quello di Maria. La Vergine, secondo il credo religioso, è stata concepita senza peccato originale e preservata da ogni macchia, nel grembo di Sant’Anna. Si festeggiava anche in Oriente già nel VI secolo, poi grazie al papa è entrata nel calendario della Chiesa.

Quattro sono le verità di fede sulla Madonna, secondo la fede cattolica: la maternità divina; la verginità perpetua; l'Immacolata concezione e l'assunzione, che riprende l’antica tradizione della Dormizione, secondo la quale la Vergine, alla fine della vita terrena, si sarebbe addormentata per essere trasportata in cielo con la sua carne.

Come si legge nella bolla di Pio IX, «la beatissima Vergine Maria fu preservata, per particolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, immune da ogni macchia di peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento, e ciò deve pertanto essere oggetto di fede certa ed immutabile per tutti i fedeli».

A conferma del dogma viene citato dalla Chiesa quanto avvenuto a Lourdes nel 1858, quando la 14enne Bernadette Soubirous riferì al parroco di aver visto in una grotta, quella di Massabielle, una «piccola signora giovane» che le aveva detto «Io sono l'Immacolata Concezione».

 


domenica 2 novembre 2025

2 Novembre : commemorazione dei defunti

  I morti si celebravano già nel Medioevo. La giornata prescelta era la domenica che precede di due settimane l’inizio della quaresima, quindi fra gennaio e febbraio. Il rito attuale viene, secondo la chiesa latina dalla scelta di un abate benedettino di Cluny. Nel 998 fece suonare le campane funebri dopo i vespri del 1 novembre e il giorno successivo offrì l’eucarestia pro requie omnium defunctorum. Questa celebrazione nel XIV secolo è diventata di tutta la Chiesa Cattolica.

Portiamo fiori al cimitero e oggi in particolare portiamo crisantemi. Il nome significa fiore d’oro. Era già coltivato in Cina cinque secoli prima di Cristo, mentre in Europa si diffuse alla fine del 1700 in Francia, in Italia e in Inghilterra. In Giappone è fiore nazionale e si usa per le nozze. In molti Paesi è il simbolo di vita, forza d’animo e pace.

In Guatemala c’è la cerimonia di costruzione di un enorme aquilone al cimitero. Farlo volare è di buon auspicio per chi ha lasciato questa terra. In Messico si preparano altari dei morti anche in casa perché la tradizione vuole che i defunti tornino a trovare chi è ancora vivo. La festa, El dia de los muertos, che è patrimonio immateriale dell’umanità, ha un lato allegro come racconta Coco, il film animato della Disney premio Oscar nel 2018. Si vede nei colori e nel modo di esorcizzare la morte che si chiama Catrina e veste come una donna elegante dell’Ottocento. Già per le civiltà precolombiane l’idea della morte era legata al concetto di rinascita e il calendario azteco li festeggiava a fine agosto. Oltre ai fiori sulle tombe si portano foto, liquori e sigarette. C’è anche chi dorme al cimitero. I dolcetti tipici sono calaveras, piccoli teschi di zucchero colorato. Lo potete avere anche con il vostro nome sopra.



 

giovedì 30 ottobre 2025

HALLOWEEN: UNA FESTA CELTICA?

 La notte di Halloween (31 ottobre-1 novembre) è domani sera e in tutto il mondo è diventata una festa collettiva da festeggiare, abbigliandosi con costumi che richiamano scene gotiche, di animali ecc... Nessuno si sottrae, adulti e bambini sono equamente impegnati in questo travestimento e “divertimento” che avviene alla vigilia di Ognissanti, cioè di una festa religiosa importante, in cui si celebrano tutti i Santi della Chiesa Cristiana Cattolica. Pochi si  ricordano che il 1° novembre si va in chiesa a sentire la Santa Messa, si celebra la Santa Eucarestia  e si prega per ottenere salute e protezione per  la nostra famiglia. Anch’io, però, quest’anno non mi sono sottratta al rito collettivo e con mio marito venerdì con il travestimento che abbiamo scelto ci recheremo a casa di mia figlia per trascorrervi la serata in allegria. Lo facciamo per la bambina, la nostra nipotina che ci tiene tanto e sua madre, mia figlia, non è da meno. Halloween è una festa pagana che fa il verso a Carnevale; è una festa commerciale come ormai tutte le feste religiose, anche Natale e Pasqua ormai. Non voglio criticarle, di questi tempi è bene dare un po’ di respiro all’economia e ai negozianti supertassati che così riescono a far quadrare i loro conti. Halloween però non è una festa celtica, come sogliono farci credere e quindi tutto è lecito in questa notte. Di seguito desidero condividere un recente post di un blogger "Un italiano in Islanda" che seguo da alcuni anni. Buona lettura!

Le vere origini di Halloween

Di Roberto Luigi Pagani il ottobre 25, 2025

C’è sempre qualcuno che si scandalizza nel vedere un errore in un articolo di testate prestigiose come National Geographic, la RAI o un grande quotidiano. Eppure, la sorpresa è mal riposta: le redazioni giornalistiche non sono composte da specialisti di ogni campo del sapere: chi scrive di scienza, archeologia o storia spesso deve sintetizzare in poche righe concetti che, nel mondo accademico, richiedono anni di studio e aggiornamento costante.

Perfino tra gli studiosi, nessuno può essere esperto di tutto. Un medievista specializzato nell’Italia centrale del Duecento difficilmente sarà aggiornato sugli ultimi sviluppi della filologia norrena, così come un filologo nordico può conservare nella memoria nozioni ormai superate in altri ambiti. Lo stesso vale per me: dopo anni dedicati quasi esclusivamente all’Islanda, non pretenderei di padroneggiare le novità più recenti sulla storia ecclesiastica umbra del XIII secolo.

Ricordo che, quando studiai lingue nordiche a Milano, mi insegnarono che le rune erano “simboli magici”. Oggi, dopo decenni di letture e confronto con la ricerca specialistica, posso affermare con ragionevole sicurezza che le rune non erano simboli magici, ma semplicemente lettere, che potevano essere impiegate anche per testi a contenuto magico. La differenza è sostanziale. Tuttavia, l’idea romantica delle “rune magiche” si è radicata nella cultura popolare, alimentata da manuali esoterici e saggi divulgativi molto fantasiosi. È ormai quasi impossibile correggerla: troppi si sono affezionati a questa rappresentazione falsa, e quando qualcuno prova a smontarla con argomenti documentati, reagiscono con ostilità, brandendo articoletti di Vanity Fair o Focus come se potessero confutare decenni di studi filologici e archeologici.

Questo atteggiamento rivela un problema più profondo: una carente educazione al metodo scientifico.

Nella scuola dell’obbligo raramente si insegna a lavorare sulle fonti, a distinguere un testo accademico da un articolo divulgativo. Così, molti non colgono la differenza tra una ricerca pubblicata su Science e un pezzo scritto da uno stagista per un supplemento domenicale.

Non comprendono nemmeno che, in genere, una ricerca più recente e basata su un numero maggiore di dati ha valore superiore rispetto a una più vecchia. Capita così che, davanti a risultati che contraddicono le proprie convinzioni, qualcuno vada a riesumare un articolo del 1924 che afferma contrario, lo incolli su Facebook e proclami la sua idea confermata dalla scienza. Persino quando si trovano davanti ricerche aggiornate, preferiscono credere a quelle obsolete se le conclusioni di queste ultime piacciono di più, invocando la “libertà di opinione” — come se scegliere di credere a un testo medievale su una malattia, anziché a un manuale di medicina moderna, fosse una semplice questione di scelta individuale.

È un problema serio, che si può contrastare solo con pazienza e dialogo, anche se la pazienza, a volte, si esaurisce. Faccio questa lunga premessa perché so benissimo che, a seguito di questo mio articolo che verrà corredato da una biografia accademica fatta di studi condotti da esperti, qualcuno citerà di sicuro qualche clip di National Geographic o articolo di Focus per negare quanto detto.

La falsa origine “celtica” di Halloween

Un caso paradigmatico di quanto sia difficile estirpare una teoria affascinante ma infondata è quello di Halloween.

Ancora oggi circola l’idea che la festa derivi direttamente da un remoto capodanno celtico, Samhain, in cui le anime dei morti vagavano tra i vivi e i druidi accendevano fuochi sacri per celebrare il passaggio tra l’estate e l’inverno. È un’immagine potente e suggestiva, ma non storica.

Gli studi più recenti, e in particolare l’analisi minuziosa di Robert A. Davis (2009) nel saggio Escaping Through Flames: Halloween as a Christian Festival (in Treat or Trick? Halloween in a Globalising World, Cambridge Scholars Publishing, pp. 28–43), mostrano come questa narrazione non resista a un esame critico delle fonti.

Davis apre il suo contributo con una frase lapidaria:

«Quasi ogni caratteristica della spiegazione pagana di Halloween svanisce di fronte a un’analisi dettagliata delle varie fonti testuali e delle cosiddette tradizioni comunemente addotte a suo sostegno…» (p. 29).

In altre parole, quando si mettono a confronto le testimonianze medievali con le ipotesi moderne, la costruzione “paganeggiante” crolla. Non esiste alcuna fonte precristiana o medievale che associ Samhain alla venerazione dei morti, a fenomeni soprannaturali o a un capodanno celtico basato su un calendario alternativo.

Si tratta di una proiezione posticcia, nata tra Otto- e Novecento in pieno clima romantico e nazionalista, quando si cercava di ricostruire un mitico passato celtico comune all’Europa nord-occidentale. In questo processo, elementi stagionali, racconti folklorici e riti agricoli vennero arbitrariamente fusi in un sistema religioso unitario, che in realtà non è mai esistito.

Davis insiste su un punto metodologico cruciale: la somiglianza tematica non implica continuità storicail fatto che due culture celebrino riti legati al ciclo stagionale o ai morti non significa che l’una derivi dall’altra o che siano imparentate. È un errore comune dell’antropologia evoluzionista ottocentesca, che tendeva a interpretare ogni tradizione come il residuo degenerato di un archetipo primordiale.

Un altro nodo critico, osserva Davis, riguarda la dipendenza quasi esclusiva delle ricostruzioni “celtiche” da materiale irlandese:

«La problematica dipendenza da materiale esclusivamente irlandese per l’intera documentazione delle usanze di Samhain è rafforzata da altri dati etnografici, che non mostrano alcun esempio di credenze o pratiche precristiane in stile Halloween in alcun materiale gallese o scozzese antico…» (p.30)

Tutto ciò che sappiamo di Samhain proviene da fonti letterarie irlandesi altomedievali, redatte secoli dopo la cristianizzazione dell’isola e già filtrate attraverso una prospettiva cristiana.

Nel Galles, in Scozia e in Bretagna — regioni che avrebbero dovuto condividere la medesima eredità “celtica” — non si trovano pratiche analoghe, se non in zone di forte immigrazione irlandese.

Questa evidenza demolisce l’idea di un capodanno pan-celtico o di una grande “festa dei morti” comune a tutte le popolazioni che oggi chiamiamo celtiche. Le testimonianze indicano piuttosto semplici riti agricoli di fine stagione, legati al pascolo e alla chiusura dell’anno agrario, senza alcun carattere sacro o sovrannaturale.

Anche la coincidenza cronologica tra Samhain e il 1° novembre è ingannevole: le feste autunnali di ringraziamento o purificazione erano diffuse in tutta Europa, e la scelta di questa data per la celebrazione di Ognissanti risponde a esigenze liturgiche interne della Chiesa, non a un sincretismo con culti precristiani.

«È, naturalmente, una caratteristica ugualmente integrante della difesa pagana di Halloween, sia antica che moderna, che la festa cristiana […] rappresentasse un’assimilazione appena mascherata della più antica festa celtica…» (p. 30).

Davis evidenzia poi come questa interpretazione — secondo cui la Chiesa avrebbe deliberatamente “battezzato” un culto pagano — non nasca nel Medioevo, ma nella polemistica protestante dei secoli XVI-XVII, assieme a tanti altri miti che oramai sono stati sconfessati fino alla nausea, come quello della caccia alle streghe e dell’inquisizione. Accusare la Chiesa romana di aver travestito antichi riti pagani serviva a screditare il cattolicesimo come religione superstiziosa e idolatrica.

Questa visione sopravvisse fino a inizio Novecento, quando James Frazer, nel monumentale The Golden Bough (1906-1915), le diede nuova veste “scientifica”. Frazer sosteneva che sotto le feste cristiane d’autunno sopravvivessero i resti di un’antica festa del fuoco pan-celtica, dedicata alla purificazione, alla pacificazione dei morti e all’arrivo del nuovo anno.

Ma la sua tesi, pur affascinante, si fondava su analogie folkloriche e su un modello evoluzionista oggi superato. Come nota Davis, il pregiudizio ideologico anticristiano di Frazer — l’idea che tale religione fosse solo una forma raffinata di superstizione pagana — contaminava profondamente la sua ricostruzione.

«Per difendere Halloween dagli attacchi dei suoi oppositori […] il contributo specifico di Murray […] fu quello di evidenziare Halloween come una delle date chiave del calendario sacro della “Vecchia Religione”…» (pp. 30–31).

Negli anni Venti, Margaret Murray riprese e radicalizzò la visione frazeriana nei suoi libri The Witch-Cult in Western Europe (1921) e The God of the Witches (1931).

Sostenne che l’Europa medievale avesse conosciuto una religione pagana organizzata — la “Vecchia Religione” — sopravvissuta clandestinamente fino all’età moderna e perseguitata come “stregoneria”. In questo sistema, Halloween avrebbe occupato un posto di rilievo, seconda soltanto a Beltane (1° maggio) come festa principale del calendario sacro.

Questa teoria, oggi del tutto screditata, ebbe tuttavia un’influenza straordinaria: divenne il fondamento ideologico della moderna Wicca e del neopaganesimo novecentesco, che la adottarono come propria genealogia spirituale. Ancora oggi, mezzo mondo è convinto che ci fosse una religione pagana in Europa, legata alla natura, e che questa religione sia stata soffocata dal cristianesimo, per poi riemergere da dall’oscurità in età contemporanea con il neopaganesimo attuale. C’è tanta gente che ci crede davvero.

Come hanno dimostrato Hutton (1999) e Thomas (1971), però, Murray manipolava liberamente le fonti, fondendo documenti di epoche diverse e inventando connessioni inesistenti. Ciononostante, la sua narrazione ha goduto — e continua a godere — di un successo popolare notevole, grazie alla sua forza evocativa e al fascino di un passato “perseguitato”. Alla gente queste cose piacciono, e le immagini di gente che fa magie nei boschi, nella nostra società urbanizzata, colpiscono e ispirano di più di immagini di un prete che agita un turibolo durante la messa.

Davis sottolinea che tanto Frazer quanto Murray condividono un animus anticristiano che li porta a semplificare e distorcere la complessa storia religiosa europea. Il sentimento anticristiano che sta alla base di questa ricostruzione storica fasulla è il motivo per cui essa è così forte e difficile da confutare nella società di oggi: a seguito di eventi storici come lo scandalo pedofilia, tante persone provano un sentimento anticristiano che sono ansiose di collocare in una prospettiva storica andando a tirare in ballo persecuzione di streghe colpevoli di creare pozioni curative con le erbe dei boschi, o sostenendo che tutte le maggiori celebrazioni cristiane sarebbero soltanto una scopiazzatura senza valore di qualcosa di molto più antico.

In realtà, aggiudicare dalle fonti, la festa di Tutti i Santi nasce direttamente dal culto dei martiri cristiani, progressivamente ampliato fino a includere tutti i santi conosciuti e ignoti. La sua datazione al 1° novembre si deve a sviluppi liturgici dell’Europa franca e germanica — dove Samhain era ignoto — e la promulgazione ufficiale della festa da parte di papa Gregorio IV nell’835 non menziona in alcun modo la sostituzione di riti pagani.

Con questa analisi, Davis invita a guardare Halloween non come la maschera sopravvissuta di un culto pagano, ma come un prodotto pienamente cristiano della cultura medievale europea, successivamente arricchito da pratiche popolari, travestimenti, falò e questue caritatevoli.

Smontare il mito di Samhain non significa negare la ricchezza simbolica della festa, ma restituirla al suo vero contesto: quello di una religiosità popolare cristiana, profondamente inculturata e tutt’altro che ingenua.

L’analisi di Davis non si ferma alla confutazione delle origini “celtiche”: si estende anche alle pratiche sociali e rituali che hanno plasmato la fisionomia storica di Halloween: una delle convinzioni più diffuse — che i travestimenti e le maschere siano retaggi di un culto pagano dei morti o di un antichissimo rito druidico — è anch’essa un fraintendimento.

Le fonti mostrano piuttosto che tali usanze si svilupparono in contesti cristiani, come forma di penitenza, carità e memoria dei defunti. Davis dedica un passaggio particolarmente rivelatore a questo aspetto:

«Al centro della relazione tra potenti élite sociali e la società in senso più ampio, le pratiche gemelle dell’accattonaggio rituale e della donazione caritatevole fungevano da tipo di obbligo penitenziale parallelo all’esecuzione della preghiera di petizione per i defunti […] Halloween è riconosciuto nella prima letteratura moderna come una celebrazione comunitaria in cui i doveri dei ricchi verso i poveri vengono coscienziosamente assolti nel contesto di uno sforzo collettivo per ottenere la liberazione nelle gioie del cielo per le anime che si affaticano nel purgatorio» (Davis 2009, p. 39).

Dietro l’apparente gioco dei travestimenti e delle questue si nascondeva quindi un sistema di reciprocità spirituale e sociale. I poveri bussavano alle porte chiedendo cibo o offerte in cambio di preghiere per i defunti — una pratica che univa solidarietà materiale e intercessione religiosa. Era una forma di elemosina “attiva”, che ricordava a tutti, anche ai più abbienti, il dovere di sostenere la comunità e di compiere opere di misericordia, specialmente nei giorni dedicati alla memoria dei morti.

Col tempo, questo accattonaggio rituale si secolarizzò e divenne un gioco per bambini, ma la sua radice è tutt’altro che pagana: appartiene alla spiritualità cristiana medievale e al suo modo di concepire la comunione dei santi, ossia il legame vivo tra i vivi e i defunti. Travestirsi, assumere ruoli simbolici e ricevere doni in cambio di preghiere erano gesti che evocavano il ribaltamento temporaneo dell’ordine sociale — un elemento comune a molte feste religiose — ma sempre all’interno di un orizzonte di significato cristiano, non druidico.

Questo intreccio tra carità, penitenza e memoria dei morti rivela che Halloween, nelle sue origini storiche, è un’espressione della pietà popolare europea, non un retaggio di misteriosi culti perduti. La festa univa il dovere religioso della preghiera con il bisogno umano di socialità, trasformando il ricordo della morte in occasione di incontro e solidarietà.

Se posso aggiungere una nota personale, faccio veramente fatica a comprendere l’ostilità che da qualche anno ho potuto constatare nei riguardi dell’esplosione commerciale intorno alla festa da parte di cattolici e non (anche tanti islandesi sono molto ostili a questa festa, pur essendo atei): posto che Halloween è soltanto il termine inglese per Ognissanti, che le due sono la stessa cosa e che affondano le radici nel medioevo cattolico, non vedo perché ci si debba scagliare contro la moderna commercializzazione consumistica di stampo americano quando si è, invece, abbracciata senza problemi la commercializzazione del Natale su modelli tedeschi o scandinavi (babbi Natale, alberi di Natale e quant’altro). L’altra cosa veramente strana, è come ci sia stato uno strappo generazionale che ha portato a perdere la memoria di tradizione italianissime, le quali vengono oggi viste come influenze americane, cosa che sono per certi versi, ma che non costituiscono novità assolute: l’intaglio della zucca è qualcosa che si è fatto per secoli in tante parti d’Italia e che si era perso soltanto con l’emigrazione verso le città, al termine della seconda guerra mondiale. Mio nonno ricordava benissimo la tradizione dell’intaglio delle zucche per i morti nelle campagne lombarde. Mio padre, nato e cresciuto in città, non lo aveva mai fatto. Io, negli anni ‘90, sotto l’influenza americana, ho ricominciato a farlo, assieme a mio nonno, e l’ho sempre visto come il recupero di qualcosa di genuinamente nostrano. Una tradizione che forniva un pretesto per fare un’attività creativa e un esercizio pratico di uso delle mani, che fosse anche un’occasione conviviale.

Una festa cristiana travestita da pagana

Alla luce di queste considerazioni, Halloween appare non come la “sopravvivenza” di un culto pagano ma come una creazione cristiana medievale — una festa nata dalla commistione di liturgia, pietà popolare e rituali sociali di carità.

Nel corso dei secoli, l’immaginario letterario e folklorico l’ha progressivamente trasformata, arricchendola di elementi fantastici e spaventosi, fino a farne il fenomeno culturale che conosciamo oggi. Eppure, dietro le zucche e i costumi, sopravvive il nucleo originario: la riflessione sulla morte, il ricordo dei defunti, la tensione tra il mondo terreno e quello ultraterreno, la condizione temporanea dolorosa delle anime del purgatorio.

Sono temi centrali del cristianesimo medievale, che ha saputo abbracciare — non sopprimere come ha cercato di fare il cristianesimo protestante di età moderna o come sta cercando di fare quello cattolico con l’Halloween all’americana di oggi — la tradizione popolare sviluppatasi sulle sue fondamenta, trasformandola in occasione di partecipazione comunitaria e di speranza escatologica.

Come accade per le “rune magiche” o per i “vichinghi” di History Channel, anche il mito delle origini celtiche di Halloween sopravvive perché è più seducente della verità. Ma la conoscenza, come la storia, richiede un atto di maturità: saper rinunciare alla leggenda quando l’evidenza la smentisce.

Solo allora possiamo dire di onorare davvero le radici della nostra cultura — che non sono fatte di misteri ancestrali perduti, ma di secoli di pensiero, fede e civiltà.

venerdì 15 agosto 2025

15 AGOSTO è........FERRAGOSTO

Il 15 agosto è una festa pagana.  Sì, Ferragosto, celebrato il 15 agosto, ha origini pagane. Il nome della festa di Ferragosto deriva dal latino feriae Augusti (riposo di Augusto), in onore di Ottaviano Augusto, primo imperatore romano, da cui prende il nome il mese di agosto. Era un periodo di riposo e di festeggiamenti, istituito dall'imperatore stesso nel 18 a.C., che aveva origine dalla tradizione dei Consualia, feste che celebravano la fine dei lavori agricoli, dedicate a Conso, che, per i Romani, era il dio della terra e della fertilità. In tutto l'Impero si organizzavano feste e corse di cavalli, e gli animali da tiro, esentati dai lavori nei campi, venivano adornati di fiori. Inoltre era usanza che, in questi giorni, i contadini facessero gli auguri ai proprietari dei terreni ricevendo in cambio una mancia. Anticamente, come festa pagana, era celebrata il 1° agosto. Ma i giorni di riposo (e di festa) erano in effetti molti di più: anche tutto il mese, con il giorno 13, in particolare, dedicato alla dea Diana

Inizialmente, la festa non aveva connotazioni religiose, ma era un'occasione per festeggiare, ballare e mangiare.

In seguito, la Chiesa cattolica, intorno al VII secolo, sovrappose la festa dell'Assunzione di Maria al 15 agosto, assimilandola alla tradizione pagana. Questo ha portato Ferragosto ad assumere un duplice significato: una festa laica legata al riposo e al divertimento e una festa religiosa che commemora l'Assunzione della Vergine Maria in cielo.

Quindi, Ferragosto rappresenta un esempio di come tradizioni pagane siano state integrate nel calendario cristiano, arricchendo il significato e le celebrazioni della festa.

In sintesi, le radici di Ferragosto affondano nel mondo romano pagano, ma nel corso dei secoli si è intrecciata con la tradizione cristiana, dando vita alla festa che conosciamo oggi.



 

 

 


martedì 2 gennaio 2024

Amare riflessioni sull’ anno 2023 appena concluso

 

Ci siamo lasciati alle spalle il 2023 che molti concorderanno non è stato un bell’ anno. I fatti di cronaca ci hanno martellato per tutto l’anno sulla guerra Russia-Ucraina e a completare il quadro ci ha pensato la criminale organizzazione terroristica di Hamas con l’attacco del 7 ottobre al party evento musicale che i giovani israeliani avevano organizzato nel deserto. Questi criminali  hanno fatto una strage di bambini e adulti che ignari del pericolo stavano vivendo un momento memorabile della loro vita. A pagarne le conseguenze adesso è l’inerme popolo palestinese che sta morendo letteralmente di fame e di sete, senza aiuti e senza risorse che prima arrivavano abbondantemente dall’estero, ma che buona parte venivano incamerate dalla criminale Hamas intenta a scavare tunnel sotterranei per colpire a sorpresa Israele. Che siate maledetti per le sofferenze che avete inflitto soprattutto a voi stessi!!!! Quanti bambini, donne e uomini palestinesi e israeliani  avete sulla vostra coscienza che reclamano oggi, domani e dopodomani giustizia e giustizia verrà, siatene sicuri, nessun posto al mondo è sicuro per voi criminali.!!!! Che dire della povera Ucraina che da due anni subisce l’invasione dell’esercito russo. Chissà di quanti crimini si è macchiato questo invasore che non ha rispettato nulla: donne stuprate, bambini decapitati , città storica ridotte a ruderi, popolazione sofferente ridotta alla fame. Giustizia invochiamo per la martoriata Ucraina, come dice il nostro Papa Francesco quando ogni domenica da la benedizione. Il  2024 porti pace al mondo intero, perché in tante altre parti del mondo si combattono guerre che non arrivano fino a noi Occidentali, ma che fanno lo stesso tante vittime innocenti: in Africa, in America Latina, in Asia. Sono piccole guerre locali per la supremazia di una fazione sull’altra, ma quante lacrime fanno versare alle madri e ai loro bambini che rimangono senza cibo e indifesi di fronte a quei gruppi armati di odio e di malvagità. Un grido unanime viene da tutti gli uomini di buona volontà: Signore salvaci, donaci la pace e proteggici in questo Nuovo Anno 2024.

domenica 2 luglio 2023

Bella Italia in viaggio su La7d

Oggi, in attesa della Santa Messa  delle h. 10,00, che io seguo online su Canale 5, facendo zapping, mi sono imbattuta nella trasmissione condotta da Fabio Troiano sul canale La7d . Stava visitando Asti, la bella città che ha dato i natali a Vittorio Alfieri, grande poeta e drammaturgo italiano del 1700, noto soprattutto per la frase che lo caratterizza meravigliosamente “volli, volli, volissimamente volli” per il grande studio della letteratura , dedicandole diverse ore allo studio, legato su suo ordine alla sedia e che i domestici avevano ordine di non liberarlo, nonostante le grida  e invocazioni dello studente di farsi slegare. Asti è una città elegante, è nota per lo Spumante e per il Barbera, due vini eccellenti del Made Italy. Il conduttore era in visita al Santuario della Beata Vergine del Portone e io mi auguro di andare a visitare. Questa trasmissione “Bella Italia in Viaggio “ va in onda la domenica dalle ore 9,30 alle ore 10,28 su La7d. Mi appunto questa trasmissione e cercherò di vederla con tutta calma andando sul sito di La7, uno dei tanti canali televisivi che abbiamo in Italia: RAI, MEDIASET e La7 sono i principali Poli televisitivi con vari canali al loro interno.


domenica 26 febbraio 2023

Paesi che vai…..Luoghi, detti, comuni.

Livio Leonardi è l’ideatore di questo programma: “Paesi che vai… Luoghi, detti, comuni” che RAI 1 trasmette ogni domenica mattina dalle h 9:40 alle h. 10:30. La puntata di oggi era dedicata a Città della Pieve  e Perugia. L’ho scoperta recentemente e se desidero vederla vado su rai-play dove trovo tutte le puntate registrate. Livio Leonardi scrive e presenta questo format. I luoghi sono sempre interessanti del Bel Paese che è l’ “Italia dalle 100 Città d’Arte” ricche di storia e di monumenti storici. La RAI ha un archivio di documentari, film  e programmi vastissimo che si può visitare e volendo vedere e rivedere, basterà registrarsi e si possono scegliere tra le tante registrazioni del passato, passato prossimo e presente. Io, per esempio, non mi perdo nessuna puntata del “Kilimangiaro” di Camilla Raznovich. Ogni anno, però, la vedo ridursi, perché qualche dirigente ottuso di RAI 3 deve compiacere qualche richiesta e taglia la trasmissione che oggi viene trasmessa ogni domenica dalle h. 17:15 alle h. 19:00, infarcita di pubblicità.  Spero di non vederla sparire , come hanno fatto con “Detto…fatto” di Bianca Guaccero. Adesso c’è la mania dei talk show sempre con gli stessi argomenti, di cui non se ne può più. Buona visione!


martedì 1 marzo 2022

Benvenuto Marzo!

 



Anche con il sole è meglio portarsi dietro l'ombrello e godiamoci queste giornate, ma senza esagerare stando al sole, perché il sole di marzo picchia forte in testa e provoca malori da non sottovalutare.

giovedì 24 febbraio 2022

Il programma DETTO FATTO non si tocca!

 


Da un po’ si legge sui social che il programma DETTO FATTO verrà chiuso definitivamente. La brava Bianca Guaccero nonostante tutto l’impegno che ci mette non riesce insieme al suo Team a fare ascolti eccezionali, anzi è sotto la media e quindi il programma è da chiudere. Io mi chiedo, questi dirigenti , in primis il nuovo direttore di RAI 2  Di Bella,  si sono chiesto cosa sono stati questi due anni di pandemia, in cui abbiamo sofferto, domiciliati forzatamente in casa, se non ci fossero stati programmi leggeri ed educativi come questo? Il BLA BLA BLA che abbiamo forzatamente subito dovrebbe far riflettere.  DETTO FATTO che va  in onda ininterrottamente da lunedì a venerdì da settembre a giugno su RAI 2 è stato una ventata di allegria e leggerezza. E’ cambiata la conduzione, negli ultimi due anni ho riscontrato il minor numero di rubriche che erano il piatto forte del programma e questo non lo so se per la pandemia che non permetteva la presenza in studio dei tutor, oppure per risparmiare. Il TEAM ha arricchito con altri riempitivi divertenti e lo stesso educativi.

Oggi chiedo il vostro sostegno, ossia inviare molte, molte richieste affinché il programma con la brava Bianca Guaccero sia presente nella prossima stagione televisiva di RAI 2. Grazie

Qui di seguito il modulo da inviare compilato in tutte le sue parti.

Questo modulo si può scaricare andando sul sito della RAI

Qui lo riproduco per prenderne visione e poi ognuno lo completerà singolarmente. Io l'ho completato così.

 Rai - Radiotelevisione Italiana Spa

Viale Mazzini 14 – 00195

PEC: raispa@postacertificata.rai.it

 

Il/la sottoscritto/a …………………………………………………………………………………

Nato/a a ………………………………………………………………….il ......………………

Residente in ………………………………Via ………………………………………………

Telefono ……………………………………fax………………………………………………

E-mail ……………………………………………………………………………………….....

 

SEGNALA CHE

 

il programma     DETTO FATTO

in onda sul canale                   RAI 2

da LUNEDì A VENERDI’  dalle 15,15…. alle 17,15…….

E’ educativo

E’ brioso

E’ divertente

E’ ricco di rubriche pratiche su argomenti interessanti

Per questo motivo

 

                                               CHIEDE

       Che non sia chiuso

Dichiara, infine, di essere informato ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 13 del Regolamento UE 2016/679 e del d.lgs. 196/2003 come novellato dal d.lgs. 101/2018, che i dati personali raccolti saranno trattati dalla Rai - Radiotelevisione Italiana Spa, anche con strumenti informatici, esclusivamente nell’ambito del procedimento per il quale la presente dichiarazione viene resa.

 

Luogo e data

Firma ____________________________________

 

lunedì 13 dicembre 2021

GATTI; una corretta alimentazione

 


Questo post è dedicato ad AMY, la gattina di mio figlio che è molto geloso della sua privacy e non gradirebbe se raccontassi qualche aneddoto della gattina, anche innocente.

Una dieta bilanciata

L’alimentazione del gatto richiede una grande quantità di proteine, soprattutto di origine animale e infatti il micio, solitamente, è attratto da carne di pollo, cavallo, manzo, pesce , frattaglie. Le sue preferenze alimentari sono innate e sono legate alle caratteristiche fisiologiche e anatomiche. Tuttavia, anche gli alimenti di origine vegetale, sebbene non  rientrino nei gusti del micio, sono di fondamentale importanza per la sua salute, perciò è bene abituarlo fin da piccolo ad una alimentazione sana ed equilibrata. Offrire una dieta a base di sola carne o pesce significa non fornire tutti gli elementi nutritivi di cui ha bisogno.

I cibi preferiti

Per i suoi gusti naturali, il gatto è orientato verso alimenti umidi e tiepidi a base di carne. Preferisce quella cruda a quella cotta, ma è consigliabile non nutrirlo con carne cruda, dato che è il veicolo principale con cui i mici contraggono la toxoplasmosi.. I gatti, da veri buongustai, sono molto sensibili alla presentazione dei piatti: i pasti serviti in piccoli bocconcini sono preferiti rispetto a pasti molli o informi, perché evitano loro di sporcarsi labbra e baffi. Tra gli alimenti di cui i gatti vanno ghiotti c’è il latte. Con questo alimento, però, occorre fare attenzione: dato che è molto ricco di calcio, di fosforo e di proteine può provocare qualche problema digestivo. I formaggi invece sono ben tollerati.

 

domenica 23 maggio 2021

I PODCAST DI FOCUS

 La storia mi ha sempre interessato e quando c’è un film storico in TV o al cinema io scelgo di vedere quello, come mi interessano da sempre i romanzi storici. E’ una passione che ho e di cui non sono mai sazia. Leggere le biografie e aneddoti e vedere i luoghi dove sono accadute le vicende narrate mi commuove e solletica la mia curiosità. Oggi, sfogliando l’ultimo numero di Focus, rivista mensile di storia,  sono stata attratta da un articoletto in alto a destra e grande la mia sorpresa quando ho letto che Focus ha un sito dove vengono condivise le storie che racconta.  Ho aperto il link stroriainpodcast.focus.it per verificare di persona e grande è stata la mia gioia. Infatti, qui si possono ascoltare i racconti di storia in versione audio, dove i protagonisti e i fatti del passato sono spiegati dagli storici più autorevoli. Qui i film e le serie tv a tema storico sono “visti” e commentati insieme agli esperti. Ce n’è davvero per tutti i gusti, non solo storia, ma sport e altro.

sabato 1 maggio 2021

1° MAGGIO 2021

 IL LAVORO DA DIGNITA'

 Che si possa trovare il lavoro che si cerca,

perché senza l'uomo si abbrutisce e perde

la qualità che lo differenzia dagli

altri esseri viventi della Terra:

la capacità creativa.

Alle 16,30 inizia il Gran Concerto del 1° Maggio

trasmesso dalla RAI.

Alle 16,30 inizia il Gran Concerto del 1° Maggio

trasmesso dalla RAI.




 Presentano Ambra e Lillo

sabato 17 aprile 2021

Menarini pillole d'arte

 

Qualche giorno fa facendo ordine tra i miei libri mi sono soffermata su alcuni libri d’arte e incosciamente avrò espresso il desiderio di saperne di più su quei dipinti meravigliosi. Stamattina, come al solito leggo notizie del giorno, gossip e curiosità del mondo, mi sono imbattuta nell’articolo in cui si parlava dell’errore di prospettiva fatto dal giovane Leonardo da Vinci mentre ancora studente era alla bottega del maestro Verrocchio.  Sembra, però, sia stato un errore voluto quello del braccio della Madonna nel suo capolavoro “L’annunciazione”.  Subito, l’Universo mi ha accontentata, facendomi scoprire questa eccellenza italiana, che ci fa conoscere e scoprire l’arte. E'  Menarini Industrie Farmaceutiche Riunite S.r.l.  un'azienda farmaceutica italiana fondata da Archimede Menarini a Napoli nel 1886. Con sede a Firenze dal 1915 nella zona di Campo di Marte, opera nel settore della ricerca, produzione e commercializzazione di farmaci. Wikipedia

MENARINI E L’ARTE

Una tradizione iniziata nel 1956, che continua nel tempo e si evolve. Un’iniziativa che conferma la vocazione artistica dell’azienda che, da più di 60 anni, pubblica ogni anno una monografia inedita dedicata ai grandi “maestri della bellezza”.

In questa sezione, attraverso dei brevi video, si fa un viaggio nella storia dei  volumi d’arte, raccontando aneddoti delle opere più famose che sono state, o che saranno, protagoniste dei  volumi.  “Guide” d’eccezione: una su tutte il direttore delle Gallerie degli Uffizi: Eike Schmidt.

Andare su google e digitare Menarini pillole di d’arte

lunedì 12 aprile 2021

Webinar gratuiti per tutti

La famosissima frase del grande attore e autore di commedie napoletane Eduardo De Filippi “ Gli esami non finiscono mai” è attualissima. E’ cosa appurata che anche in età avanzata tutti sono invitati, io direi costretti, a imparare cose nuove per relazionarsi, rimanere aggiornati,  in una parola vivere in questo mondo supertecnologico. Dalla mattina alla sera siamo continuamente connessi tramite smartphone, internet, televisione. Oggi più che l’altro ieri siamo invitati a partecipare a webinar, podcast  per  imparare tante cose nuove. Nella mia posta elettronica c’è un invito ogni giorno e a tutti io rispondo in modo positivo. Sono una creatura che ha sempre messo al primo posto l’istruzione, fa parte del mio DNA il desiderio di apprendimento costante. Se mi è possibile cerco di non fermarmi al solo 1° incontro gratuito, volentieri acquisto il libro o il corso digitale che oggi si fa a causa del Covid-19, per cui tutto avviene a distanza e molti si sono organizzati a variare l’offerta e tanti sono i corsi a tema che vengono offerti in formato digitale. Sinceramente li preferisco. Non perdi nulla di quanto si dice e si fa, perché sono registrazioni che ti rimangono per sempre e che tu quindi puoi rivedere quante volte vuoi. Ultimissimamente mi sono lasciata invogliare all’acquisto di GLUTEN FREE di Marcello Ferrarini, premetto che io non sono celiaca, ma ero curiosa di conoscere i prodotti che servono per chi ha questa patologia. Da sempre, poi, io m’interesso di salute e benessere e questo blog ne è la conferma. Ho partecipato a tanti corsi olistici con incontri di presenza, ma ora preferisco farli via zoom, li trovo comodi e validi in equale misura. Ogni 15 giorni CLUB ACADEMY invia la email per partecipare ad un webinar gratuito di cucina e ti fa subito scaricare la ricetta per poterla preparare insieme allo chef di turno. Sono ricette sfiziose e con ingredienti acquistabili facilmente. Oggi alle 18,00 ci sarà Luca Montersino, pasticcere di fama internazionale che ci insegnerà a fare la Pasta Sfoglia. Ho ricevuto solo stamattina l’email e ho voluto condividere, ma basterà registrarsi sul sito per accedere alle future lezioni di cucina.


giovedì 18 marzo 2021

“CITTA’ SEGRETE”: Nuova trasmissione dedicata alle bellezze artistiche italiane

 Da sempre sono un’appassionata di documentari dedicati ai paesaggi urbani e non. Mi piace incantarmi davanti alle immagini magnifiche che scorrono sotto i miei occhi e raccontano la storia di ieri e quella di oggi. Quando è passato il messaggio pubblicitario che Corrado Augias avrebbe condotto una trasmissione su un argomento che lui ben padroneggia, subito me lo sono appuntato e adesso non vedo l’ora che inizi “CITTA’ SEGRETE”, un ciclo dedicato a diverse città importanti italiane. Il ciclo inizia sabato 20, alle h. 21,45 su RAI 3.  Corrado Augias è uno scrittore che ha già pubblicato diversi libri su varie città europee. Adesso con questo nuovo ciclo la sua attenzione è rivolta alle città italiane, di cui illustrerà la storia, le bellezze artistiche e anche tanto gossip. 


martedì 2 marzo 2021

“Le passeggiate con il direttore”

Ieri, come ogni domenica, mi sono sintonizzata su RAI 3 per guardare “KILIMANGIARO”, la mia trasmissione preferita con documentari di viaggi e rubriche fisse. Ieri c’era un ospite speciale: Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino. Così sono venuta a conoscenza delle <<passeggiate con il direttore>> avviate il 20 giugno 2020, quando tutti i musei sono stati chiusi a causa del Covid, in cui presenta i tesori esposti nel museo.  Il direttore che ha 42 anni ed è diventato direttore del Museo Egizio a 38 anni, quattro anni fa, ha dettagliato le molte iniziative avviate da quando è direttore del museo. E’ una persona preparatissima di Egittologia,  professione scelta a soli 12 anni, quando con i genitori visitò alcuni siti archeologici in Egitto quindi comprensibile la passione che mette nel lavoro che svolge da direttore presso il Museo Egizio.

"Le passeggiate" si possono vedere andando su youtube.


domenica 7 giugno 2020

Perché s’invecchia?


Negli ultimi decenni in Occidente la vita media si è allungata di circa 4 mesi all’anno. Nonostante ciò, l’invecchiamento rimane ineluttabile. Può essere contrastato, rallentato, ma non bloccato. Ma di che cosa si tratta esattamente? E da che cosa dipende?
L’invecchiamento è un processo inevitabile che riguarda tutte le strutture dell’organismo. Sebbene sia più evidente sulle strutture esterne e visibili, come la pelle e i capelli, interessa anche gli organi più nobili e interni, come il cuore e il cervello. Con il passare degli anni non si deteriora solamente l’aspetto strutturale e morfologico di ogni distretto, ma si impoveriscono anche le varie funzioni e capacità che caratterizzano l’essere umano.  Si pensi alla memoria, alla resistenza muscolare o alla funzionalità polmonare. Per questa ragione, per invecchiamento si intende la somma di tutti i cambiamenti fisiologici, genetici e molecolari che si verificano con il trascorrere del tempo. L’invecchiamento deve pertanto essere inquadrato come un processo dinamico, costituito da eventi sui quali è possibile intervenire, una volta identificate le cause.



DIPENDE DA TANTI FATTORI

Definire con certezza le cause dell’invecchiamento è quasi impossibile. Nel tempo sono state formulate tante ipotesi diverse e ancora oggi gli esperti non concordano su alcuni punti. Quel che è certo è che questo processo è complesso e multifattoriale: è il risultato, cioè, di un insieme di fattori, sia interni sia esterni all’ organismo, che interagiscono fra loro. Alcuni di questi sono in qualche modo controllabili mentre altri sono inevitabili. I principali attori coinvolti sono i radicali liberi, i telometri, gli ormoni, il sistema immunitario e alcuni processi biologici che vanno sotto il nome di metilazione, glicazione e infiammazione.

lunedì 18 maggio 2020

Le api son tornate. EVVIVA!



Le api bottinatrici a milioni sono al lavoro per raccogliere polline. Il clima favorevole e la quarantena per colpa del Covid-19 hanno fatto questo miracolo. Riflettiamo sullo stile di vita da abbracciare e proteggiamo questi insetti importantissimi per la nostra sopravvivenza.