Translate

Visualizzazione post con etichetta DOLCI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta DOLCI. Mostra tutti i post

domenica 11 ottobre 2026

I miei muffin con mirtilli e yogurt


 

Con queste dosi otterrai 12 Muffin

Ingredienti secchi

250 g farina macinata a pietra tipo 2

100 g stevia   (180 g zucchero semolato)

10 g lievito in polvere per dolci

125/150  g mirtilli

Ingredienti liquidi

190 g latte (oppure di avena, di cocco ) – Acquisto sempre il latte intero fresco di montagna

60 g olio di semi di girasole

125 g yogurt bianco naturale

2 uova

1 limone ( solo buccia grattugiata)

Ti servirà

Stampo per muffin

12 Pirottini – Uso quelli di silicone

2 Ciotole

Spatola

Come fare i muffin mirtilli e yogurt

Accendo il forno a 190°C

In una ciotola metto la farina, lo zucchero, il lievito e i mirtilli. Lascio qualche mirtillo da parte per la decorazione sulla superficie dei muffin. Quindi con la spatola mescolo per fare amalgamare gli ingredienti.

Nell’altra ciotola metto il latte, l’olio di semi di girasole, lo yogurt e la scorza di limone grattugiata. Con una forchetta sbatto le due uova che aggiungo al liquido già nella ciotola e amalgamo bene il tutto.

Verso il composto liquido nella ciotola delle polveri e con la spatola mescolo, l’impasto è pronto quando la farina sarà tutta incorporata. Mi raccomando questo passaggio deve durare poco tempo, per avere un muffin soffice e perfetto. Posiziono i pirottini nello stampo per muffin e li riempio con l’impasto ottenuto. Metto dei mirtilli sopra e inforno nel forno già caldo a 190° C statico per circa 30 minuti.

 Sono pronti quando la superficie sarà dorata e facendo la prova stecchino sarà asciutto. Non prolungate la cottura altrimenti il muffin risulterà asciutto e poco soffice.

A cottura ultimata, spengo il forno, apro leggermente lo sportello e li lascio intiepidire un paio di minuti all’ interno, poi li sforno.

Conservazione

Puoi conservare i muffin chiusi in una scatola ermetica oppure li puoi congelare anche per un paio di mesi nei sacchetti di plastica per alimenti nel freezer.

 


domenica 20 settembre 2026

TIRAMISU' con RICOTTA E FICHI

 


         Dedico questo post a mio figlio che è un grande estimatore del tiramisù


Il tiramisù di ricotta e fichi è un fresco e cremoso, si prepara in anticipo ed è buonissimo

Quando è la stagione dei fichi non ho dubbi, il mio dolce preferito è il tiramisù di ricotta e fichi. Piace sempre a tutti e si prepara in un lampo. Vi basterà scegliere dei fichi maturi ma ancora abbastanza sodi per avere un dolce goloso e d'effetto. Per me sono tra i frutti più buoni che ci siano. Peccato che la loro stagione sia corta, non serve che approfittarne subito.

Il tiramisù classico è sicuramente il dolce italiano più famoso e più amato. Ogni famiglia ha la sua ricetta di casa, c'è chi usa imprescindibilmente i savoiardi e chi invece utilizza biscotti. Quando lo preparo utilizzo i savoiardi perché assorbono benissimo il caffè e danno quel tocco soffice che caratterizza il tiramisù classico.

Nel tiramisù al caffè si utilizza il mascarpone che rende questo dolce cremoso e vellutato. Invece, nella versione di tiramisù ai fichi, si utilizza la ricotta che rende questa versione di dolce più leggera e fresca.

La ricotta vaccina è particolarmente adatta per ottenere una crema delicata. In ogni caso, è importante scegliere una ricotta ben scolata, così da evitare che la crema risulti troppo liquida.

Tiramisù con biscotti croccanti

Per questo dolce al cucchiaio utilizzo per la parte croccante dei biscotti sbriciolati. Sono perfetti per dare una consistenza crunchy da alternare alla ricotta cremosa. Non essendoci una bagna, come invece c'è per il tiramisù classico, trovo che sia la soluzione più pratica ma anche golosa.

Si possono scegliere biscotti secchi semplici, ma anche biscotti dal gusto più rustico o leggermente speziato. L'importante è non ridurli completamente in polvere. Qualche pezzetto più grosso contribuisce a creare quella parte croccante che è uno dei punti di forza del dessert.

Come scegliere i fichi per il tiramisù

Per il tiramisù di ricotta e fichi è meglio utilizzare fichi maturi ma ancora consistenti. Devono essere dolci e profumati, ma non troppo morbidi, soprattutto se si vogliono utilizzare alcune fettine per decorare la superficie delle monoporzioni.

Il periodo ideale è proprio tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno. Agosto è il mese in cui la produzione dei fichi raggiunge il suo picco, mentre a settembre arrivano anche i cosiddetti settembrini, spesso piccoli e molto dolci.

Una volta acquistati, i fichi freschi vanno consumati in tempi piuttosto brevi perché sono frutti delicati e tendono a deteriorarsi velocemente. Per questo, quando sono nel pieno della stagione, vale la pena approfittarne e portarli in tavola anche in preparazioni semplici come questa, tenendo presente che i fichi si abbinano benissimo anche a piatti salati.

Tiramisù di ricotta e fichi: ricetta

Ingredienti

8 fichi maturi

250 g di ricotta vaccina

100 ml di panna fresca

80 g di zucchero a velo

16 biscotti secchi

20 g di burro

miele q.b.

Procedimento

Riducete i biscotti in briciole non troppo fini. Fate sciogliere il burro e mescolatelo con i biscotti tritati.

Mettete la ricotta in una terrina e mescolatela energicamente con metà dello zucchero.

A parte montate la panna con il restante zucchero ed aggiungetela delicatamente alla ricotta.

Fate un primo strato di biscotti in ogni bicchierino. Aggiungete uno strato di crema di ricotta e panna. Proseguite con un secondo strato di biscotti, ancora uno di crema di ricotta e completate con i fichi tagliati a rondelle. Aggiungete a filo del miele. Fate risposare in frigo almeno un'ora prima di servire.

Come servire il tiramisù di ricotta e fichi

Uno dei vantaggi del tiramisù di ricotta e fichi è proprio la possibilità di prepararlo in anticipo. È il genere di dessert che si presta bene a una cena estiva o a un pranzo della domenica, si assemblano le monoporzioni, si mettono in frigorifero e ci si può dedicare al resto del menù.

Le monoporzioni sono probabilmente il modo più pratico e piacevole per servire questo dessert. Bicchieri trasparenti o piccole coppette permettono di vedere bene la successione degli strati: biscotti croccanti, crema di ricotta e fichi.

Nulla vieta però di preparare il tiramisù di ricotta e fichi in una grossa teglia da dividere poi in porzioni. Risulta forse meno scenografica ma è sicuramente l'opzione più pratica se si hanno molti ospiti.

 

domenica 13 settembre 2026

TORTA DI PATATE DOLCI CON CACAO E NOCCIOLE

 


Patate per dessert? Sì: le patate dolci a pasta arancione diventano una torta morbida al cacao, con nocciole croccanti in superficie e pochissimi ingredienti. Una torta senza latte e derivati, senza lievito e pronta da infornare in 10 minuti.

Conservazione: a causa della particolare struttura del dolce, si consiglia di consumarlo in giornata per apprezzarlo al meglio.

Difficoltà: facile 10 minuti 45 minuti Impatto glicemico 190 chilocalorie

Ingredienti

Per 6 persone

400 g patate dolci a pasta arancione

2 uova

90 g Zucchero

40 g Nocciole

40 g cacao amaro

cannella o vaniglia in polvere (facoltative)

Istruzioni

Lavate bene le patate dolci, senza sbucciarle. Sistematele in una leccarda, bucherellatele in più punti con una forchetta e cuocetele in forno a 190 °C per 40-45 minuti, fino a quando diventano tenere. Il tempo di cottura varia in base alle dimensioni delle patate, perciò sondate la morbidezza della polpa con uno stuzzicadenti.

Sfornate le patate e lasciatele raffreddare per una decina di minuti. Quindi sbucciatele e in una ciotola schiacciatene bene la polpa con una forchetta, oppure passatele allo schiacciapatate, ottenendo una purea.

Separate gli albumi dai tuorli delle uova, quindi montate i primi a neve ferma. Mescolate alla purea i tuorli e lo zucchero, poi incorporate il cacao ben setacciato e completate incorporando delicatamente gli albumi. Se volete, profumate l’impasto con un pizzico di cannella o di vaniglia.

Sistemate il composto in una teglia da 20 cm foderata con carta da forno. Dividete a metà le nocciole e distribuitele sulla superficie del dolce. Non vi resta che infornarlo a 175 °C per 45 minuti.


domenica 6 settembre 2026

TARTUFI AL LIMONE - TARTUFI ALLE FRAGOLE

 


Tartufi al limone senza cottura

Cerchi un dolcetto fresco, profumato e pronto in pochi minuti? I tartufi al limone senza cottura sono la soluzione perfetta. Facili da preparare, senza forno e con pochi ingredienti, sono ideali per l’estate e per chi vuole stupire con semplicità. Ideali per l’estate e pronti in pochi minuti!

Perché scegliere i tartufi al limone senza cottura?

Nessuna cottura: ideali per chi ha poco tempo o non vuole accendere il forno.

Sapore fresco e agrumato, perfetto per l’estate.

Ideali per buffet, fine pasto o merenda.

Si preparano in anticipo e si conservano in frigo.

Ingredienti per circa 15 tartufini

200 g di biscotti secchi (tipo digestive o oro Saiwa)

100 g di mascarpone (oppure ricotta ben scolata)

2 cucchiai di zucchero a velo

la scorza grattugiata di 1 limone non trattato

2 cucchiai di succo di limone fresco

cocco grattugiato o zucchero a velo per la copertura (facoltativo)

Come preparare i tartufi al limone passo dopo passo

Trita finemente i biscotti in un mixer fino a ottenere una farina grossolana.

In una ciotola, mescola il mascarpone con lo zucchero a velo, la scorza e il succo di limone.

Aggiungi i biscotti tritati e impasta fino ad ottenere un composto compatto e omogeneo.

Preleva piccole quantità di impasto e forma delle palline con le mani.

Passa ogni tartufo nel cocco grattugiato o nello zucchero a velo.

Riponi in frigo per almeno 1 ora prima di servire, così saranno più sodi e aromatici.

Consigli e varianti

Puoi sostituire il mascarpone con formaggio spalmabile light o yogurt greco ben scolato.

Per una versione ancora più golosa, aggiungi gocce di cioccolato bianco all’impasto.

Se ami le note aromatiche, aggiungi una punta di estratto di vaniglia.

Ottimi anche senza copertura, ma il cocco li rende ancora più freschi e estivi.

Conservazione

I tartufi al limone senza cottura si conservano in frigorifero, in un contenitore ermetico, per 3-4 giorni. Puoi anche congelarli per averli sempre pronti all’occorrenza.

Versione alle fragole

Ingredienti:

250 g di ricotta (o formaggio fresco tipo cottage)120 g di biscotti secchi sbriciolati (o farina di cocco)80 g di zucchero100 g di fragole fresche a pezzetti Zucchero a velo q.b.

Procedimento:

Mescola ricotta, zucchero e fragole tritate. Aggiungi i biscotti sbriciolati fino a ottenere un impasto lavorabile. Forma delle palline, passale nello zucchero a velo e lascia riposare in frigo per circa 30 minuti. Pronte!

 

 


domenica 30 agosto 2026

TORTA CON LE PESCHE SCIROPPATE


Pochi ingredienti semplici e tutta la dolcezza della frutta sciroppata per preparare una torta da credenza irresistibilmente alta e morbida

Ci sono profumi che hanno il potere di accorciare le distanze e riportarci dritti all'infanzia, a quei pomeriggi passati in cucina a guardare le mani sapienti della nonna che trasformavano pochi e semplici ingredienti in piccoli capolavori. La torta con le pesche sciroppate è proprio uno di quei dolci della memoria. Una ricetta nata dalla saggezza casalinga di una volta, capace di valorizzare la frutta sciroppata custodita in dispensa per trasformarla in una torta da credenza incredibilmente soffice e dorata.

Il segreto di questo dolce intramontabile sta nel contrasto perfetto tra l'impasto morbido e leggero e la consistenza succosa delle pesche sciroppate, che in cottura affondano delicatamente rilasciando tutta la propria dolcezza, mantenendo la torta umida per giorni. Tagliata a fette generose, è la quintessenza della genuinità: perfetta per aprire la giornata con una colazione che sa di buono, ma anche deliziosa per una merenda con i bambini o da servire tiepida, magari accompagnata da una pallina di gelato alla crema. Prepararla è un rito semplice e veloce che riempirà la casa di un aroma caldo e accogliente, invitando subito tutti ad assaggiarla.

L'impasto della torta alle pesche sciroppate è strutturato per essere abbastanza denso da sostenere il peso della frutta in superficie.

Ingredienti della 1a torta

1 confezione (circa 400 g sgocciolate) di pesche sciroppate tagliate a metà

300 g farina 00

3 uova medie (a temperatura ambiente)

150 g zucchero semolato

120 g burro (fuso e lasciato intiepidire)

100 ml latte intero (o metà latte e metà sciroppo delle pesche per un gusto più intenso)

1 bustina (16 g) lievito in polvere per dolci

1 scorza limone biologico grattugiato

1 pizzico sale

zucchero  a velo per la finitura q.b.

Procedimento

Preparate le pesche. Prendete le mezze pesche sciroppate dal barattolo, scolatele molto bene dal liquido di conservazione (tenendone un po' da parte) e adagiatele su carta assorbente da cucina. Tamponatele delicatamente anche in superficie, così non rilasceranno troppa umidità nell'impasto durante la cottura.

Montate le uova. In una ciotola capiente, lavorate le uova con lo zucchero semolato e la scorza grattugiata del limone usando le fruste elettriche. Sbattete per circa 5 minuti fino a ottenere un composto chiaro, gonfio e spumoso.

Aggiungete i liquidi. Unite a filo il burro fuso tiepido e il latte (o la miscela di metà latte e metà sciroppo di pesche), continuando a mescolare a bassa velocità.

Incorporate le polveri. Setacciate la farina insieme al lievito e al pizzico di sale. Incorporate il tutto un po' alla volta al composto di uova, mescolando delicatamente con una spatola dal basso verso l'alto per non smontarlo, fino ad avere una pastella liscia, omogenea e piuttosto densa.

Componete la torta. Imburrate e infarinate una tortiera da forno (meglio se a cerniera). Versate l'impasto e livellatelo con la spatola. Prendete le mezze pesche sciroppate e adagiatele sulla superficie con la parte bombata rivolta verso l'alto, distribuendole in modo regolare. Non spingetele sul fondo: affonderanno da sole quanto basta in cottura.

La cottura. Fate cuocere in forno statico preriscaldato a 180 °C per circa 40-45 minuti. Verso la fine, fate la prova dello stecchino al centro della torta (evitando di pungere la frutta): lo stecchino dovrà uscire asciutto. Se la superficie dovesse scurirsi troppo nei primi 30 minuti, copritela con un foglio di alluminio.

Il tocco finale. Sfornate la torta e lasciatela raffreddare completamente nello stampo prima di sformarla. Una volta fredda, trasferitela su un piatto da portata e se vi piace cospargetela di zucchero a velo.

                                                                           



Io non avevo le pesche sciroppate, avevo le pesche noci che ho usato per disporle a spicchi con la buccia sopra l'impasto. Ho fatto delle modifiche di zucchero e di farina, per il resto tutto uguale.

Ingredienti della 2a torta

6 pesche noci tagliate a spicchi

300 g farina 00 + altra farina per avere una consistenza densa

3 uova medie (a temperatura ambiente)

100 g zucchero semolato e 50 gr di stevia

120 g burro (fuso e lasciato intiepidire)

100 ml latte intero 

1 bustina (16 g) lievito in polvere per dolci

1 scorza limone biologico grattugiato

1 pizzico sale

zucchero  a velo per la finitura q.b.

Procedimento

Preparate le pesche. Lavatele e tagliatele a spicchi grandi con la buccia.

Montate le uova. In una ciotola capiente, lavorate le uova con lo zucchero semolato, stevia e la scorza grattugiata del limone usando le fruste elettriche. Sbattete per circa 5 minuti fino a ottenere un composto chiaro, gonfio e spumoso.

Aggiungete i liquidi. Unite a filo il burro fuso tiepido e il latte  metà latte , continuando a mescolare a bassa velocità.

Incorporate le polveri. Setacciate la farina insieme al lievito e al pizzico di sale. Incorporate il tutto un po' alla volta al composto di uova, mescolando delicatamente con una spatola dal basso verso l'alto per non smontarlo, fino ad avere una pastella liscia, omogenea e piuttosto densa.

Componete la torta. Imburrate e infarinate una tortiera da forno (meglio se a cerniera), ho usato una tortiera in vetro pirex rotonda di diametro 24 cm e altezza 4 cm. Versate l'impasto e livellatelo con la spatola. Prendete le pesche e adagiatele sulla superficie a cerchio. Non spingetele sul fondo: affonderanno da sole quanto basta in cottura ( aggiungerei anche dei piccoli quadrotti di pesche all'interno dell'impasto, lo farò la prossima volta).

La cottura. Fate cuocere in forno statico preriscaldato a 180 °C per circa 40-45 minuti. (mi sono accorta che è meglio aspettare a infornare un altro 5 minuti, così si è sicuri della cottura perfetta della torta e non si affloscia). Verso la fine, fate la prova dello stecchino al centro della torta (evitando di pungere la frutta): lo stecchino dovrà uscire asciutto. Se la superficie dovesse scurirsi troppo nei primi 30 minuti, copritela con un foglio di alluminio.

Il tocco finale. Sfornate la torta e lasciatela raffreddare completamente nello stampo prima di sformarla. Una volta fredda, trasferitela su un piatto da portata e se vi piace cospargetela di zucchero a velo.

Un consiglio: metere dei pezzetti di pesche noci, infarinate, all'interna dell'impasto.

domenica 12 luglio 2026

La Giornata Mondiale del cioccolato è il 7 luglio

 Sì, è stato il 7 luglio, ma io dovevo festeggiare un evento importante della mia vita di madre di uno splendido figlio.

La data scelta per festeggiare la Giornata Mondiale del Cioccolato, uno degli ingredienti più amati di sempre, è fissata al 7 luglio, giorno in cui nel lontano 1847, il cioccolataio inglese Joseph Fry diede forma al cioccolato inventando le tavolette, deliziose barrette da spezzare e mordere. 

Origini e storia del cioccolato

Quando parliamo di cioccolato dobbiamo partire dall'antica storia del cacao, che risale ai popoli delle civiltà precolombiane dei Maya (II millennio a.C.– XV sec. d.C) e degli Aztechi (XIV-XIV sec. d.C). Questi usavano le fave di cacao, chiamate “cacahuat”, per realizzare una bevanda, il “xocolatl”, a cui veniva aggiunto peperoncino, anice, cannella, vaniglia ed altre spezie, per mascherarne il sapore amaro, e che veniva utilizzata come offerta agli dei per ringraziarli di nascite e altri lieti eventi, oppure ridotte in polvere e cosparse sui corpi dei giovani nei rituali della pubertà.

Gli Aztechi, le utilizzavano inoltre come moneta e merce di scambio: avevano compreso fin da subito l'enorme valore di questo seme. Fu infatti così che Cristoforo Colombo scoprì questo seme il 30 luglio del 1502: gli venne offerto dagli aztechi in cambio di altri prodotti. Dobbiamo aspettare però la prima metà del Cinquecento per l'importazione massiccia nel Vecchio Continente, quando Hernán Cortés, il conquistatore del Messico, abbatté l'Impero azteco sottomettendo le popolazioni indigene al regno di Spagna.

Nel Seicento il cacao inizia a essere prodotto anche in Italia, soprattutto a Firenze e a Venezia, poi nell’800 arriva dalla Svizzera l’invenzione del cioccolato al latte, e negli anni Ottanta del Novecento ci spostiamo in Francia con la prima collezione di cioccolato fondente.

Come nasce il cioccolato? Il processo di lavorazione dalle fave di cacao alla tavoletta

Le fave di cacao, una volta raccolte vengono lasciate fermentare, a seconda dei paesi in canestri, in box di legno o sotto foglie di banano al riparo dalla luce: è qui che si sviluppano i precursori degli aromi. Le fave di cacao vengono poi lasciate essiccare al sole, e a questa fase segue un minuzioso controllo di qualità. In seguito i semi di cacao vengono passati alla pulitura per poi essere macinati in maniera grezza con una macchina chiamata “rompi cacao”, che separa la buccia dai granelli di semi di cacao, tramite setacci. I granelli di cacao raccolti vengono poi tostati, passaggio obbligato per consentire agli aromi del cacao di sprigionarsi.

 Le fave di cacao così lavorate, danno vita a tre prodotti differenti:

La pasta di cacao, che è il prodotto puro che si ottiene dalla macinazione, decorticazione e tostatura delle fave di cacao senza aggiunta di zucchero né di latte. Il risultato è una massa morbida e oleosa dall'aroma caratteristico e unico.

Il burro di cacao, la parte più grassa della pasta di cacao, viene estratto dalla macinazione delle fave di cacao con l’ausilio di grosse presse, filtrato e purificato, è chiaro nell’aspetto ed è l’elemento determinante della scioglievolezza del cioccolato.

La polvere di cacao deriva dall'ulteriore macinazione di ciò che rimane delle fave di cacao dopo l’estrazione del burro di cacao, e che viene polverizzata. Quindi se dalla pasta di cacao estraiamo il burro, otteniamo la classica polvere di cacao amaro.

Il cioccolato di Modica

Una nota a parte merita il cioccolato di Modica, che subisce invece un processo di lavorazione differente. Il cioccolato di Modica viene infatti lavorato "a freddo", a una temperatura relativamente bassa (circa 35–40 °C), senza la fase di concaggio, che invece rende liscio il cioccolato tradizionale. Di conseguenza i cristalli di zucchero non si sciolgono, la tavoletta ha una consistenza granulosa e friabile e il gusto del cacao risulta molto intenso e diretto.

Differenze tra cioccolato fondente, al latte, bianco, gianduia, rosa e biondo

Cioccolato fondente

Il cioccolato fondente, per essere considerato tale, deve contenere pasta di cacao in una percentuale non inferiore al 43% del peso complessivo, al quale si aggiungono burro di cacao e zucchero. Per il cioccolato extra fondente la percentuale si aggira tra il 75-85%.

 Cioccolato al latte

Il cioccolato al latte è composto da cacao, in una percentuale compresa tra il 25% e il 30%, insieme a burro di cacao, zucchero e latte in polvere. Prodotto in Svizzera per la prima volta da Daniel Peter verso la fine del XIX secolo, oggi è il tipo di cioccolato più venduto al mondo e rispetto al fondente è più ricco di grassi e zuccheri.

 Cioccolato bianco

Il cioccolato bianco, invece, contiene burro di cacao, latte, zucchero e vaniglia. Di fatto la totale assenza di massa di cacao lo rende l’unico cioccolato non amaro, tanto che non potrebbe essere nemmeno definito cioccolato. È quindi un prodotto molto grasso e dolce, non adatto a chi soffre di glicemia alta, ma più adatto ai bambini perché non contiene molecole nervine stimolanti, per la stessa ragione è adatto anche a chi non assume caffeina.

 Gianduia

Il gianduia, invece, proviene da una ricetta piemontese realizzata per la prima volta nel 1865 a Torino da Caffarel, realizzata con pasta di cacao, polvere di nocciole Gentili delle Langhe e zucchero.

 Cioccolato rosa Ruby

Il cioccolato rosa, lanciato sul mercato dall'azienda produttrice Barry Callebaut nel 2017 con il nome di Ruby cocoa, è un prodotto totalmente naturale, non contiene né aromi artificiali né coloranti, il suo colore dipende da quello del chicco da cui viene estratto e viene mantenuto attraverso un accurato e segreto processo di produzione. Non è amaro come il fondente e neanche dolce e burroso come il cioccolato bianco, inoltre si distacca completamente dal sapore del cioccolato al latte, perché il cioccolato rosa sa sì di cacao, ma contiene note finali fresche e quasi acidule, che ricordano i frutti di bosco.

 Cioccolato biondo

Il cioccolato biondo è un tipo di cioccolato ottenuto dal cioccolato bianco caramellizzato. Durante una lunga cottura a temperatura controllata, gli zuccheri e le proteine del latte subiscono reazioni di caramellizzazione che gli conferiscono un colore dorato-ambrato ("biondo") e un sapore che ricorda il caramello, il toffee e i biscotti.

Ecco due splendide idee per gustarlo.

Tiramisù al cioccolato fondente

Il tiramisù al cioccolato è una versione ancora più golosa del classico tiramisù, il dolce più celebre e amato del mondo che ha anche una giornata dedicata, il Tiramisù day. Il cioccolato viene tritato e amalgamato alla crema pasticciera calda per farlo sciogliere, quindi si uniscono anche panna e mascarpone. Il tiramisù si compone alla maniera classica, con uno strato di savoiardi inzuppati di caffè e uno strato di crema, alternando quella al cioccolato a quella al mascarpone. Dopo qualche ora in di riposo in frigo, il tiramisù può essere servito con il cacao.

Tempo         1h 15min + 4h di raffreddamento

Prodotto      8 porzioni

Ingredienti

350 g mascarpone

300 g panna fresca

290 g crema pasticciera

150 g cioccolato fondente al 60%

savoiardi secchi o morbidi

caffè espresso

cacao amaro

gelatina alimentare in fogli

Procedimento

Step 1

Per la ricetta del tiramisù al cioccolato, ammollate 2 g di gelatina in acqua fredda; scioglietela in 140 g di crema pasticciera calda. Montate 100 g di panna con 250 g di mascarpone e incorporateli delicatamente alla crema.

Step 2

Tritate il cioccolato e amalgamatelo a 150 g di crema pasticciera calda, mescolando finché non si sarà sciolto, poi frullate con un mixer a immersione. Montate 200 g di panna con 100 g di mascarpone e uniteli alla crema al cioccolato.

Step 3

Distribuite uno strato di crema al cioccolato nelle coppe, disponetevi sopra i savoiardi bagnati nel caffè e copriteli generosamente con altra crema al cioccolato. Create un nuovo strato di savoiardi inzuppati e completate con la crema al mascarpone.

Step 4

Sigillate le coppe con una pellicola e ponetele in frigorifero per 4 ore. Servite con cacao.

Torta con lamponi e cioccolato

Tempo         1 ora e 15 minuti più 1 ora di raffreddamento

Prodotto      10-12 persone

Ingredienti

PER LA TORTA

250 g zucchero

200 g farina

200 g mandorle

50 g cacao amaro

30 g lievito in polvere per dolci

6 uova

burro

PER LA FARCITURA

500 g latte

500 g panna fresca

150 g cioccolato fondente 80%

125 g zucchero

40 g amido di mais

mezzo baccello di vaniglia

4 tuorli

lamponi

limone

Procedimento

PER LA TORTA

Step 1

Frullate le mandorle con 50 g di zucchero fino a ridurle in farina.

Step 2

Montate le uova con 200 g di zucchero, poi incorporatevi la farina, le mandorle frullate, il cacao e il lievito setacciati. Versate in uno stampo a cerniera (ø cm 22, h 8 cm) imburrato.

Step 3

Infornate a 170 °C per 30-35 minuti.

PER LA FARCITURA

Step 4

Portate a bollore il latte con il mezzo baccello di vaniglia aperto a metàe le scorze di 1⁄3 di limone.

Step 5

Montate i tuorli con lo zucchero e l’amido di mais setacciato. Stemperateli quindi con una parte del latte caldo, passandolo in un colino; aggiungete infine il latte rimanente. Fate addensare la crema cuocendola a fuoco medio. Copritela con pellicola a contatto e lasciatela raffreddare.

Step 6

Montate la panna, non del tutto, e incorporatela alla crema pasticciera, ormai fredda, mescolando adagio dal basso verso l’alto.

PER COMPLETARE

Step 7

Tagliate la torta in 3 dischi, farciteli con la crema, il cioccolato, in scaglie, e i lamponi. Decorate la superficie con un velo di crema e altri lamponi.

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 


 


domenica 28 giugno 2026

CLAFOUTIS DI CILIEGIE

Giugno è il mese delle ciliegie, lo sappiamo bene. Questo frutto tutti lo amiamo, sia nella versione dolce che aspra, dipende dalla qualità scelta. A me piace particolarmente la qualità "ferrovia", ma anche la qualità "duroni" è dolce. Ieri ho preparato ben 12 barattoli da 150 ml di confettura di ciliegie con cui preparerò crostate e userò per la prima colazione su fette di pane imbuttato. Oggi ho preparato di nuovo il "clafoutis" che è stato molto apprezzato in famiglia.



CLAFOUTIS DI CILIEGIE di Benedetta Rossi

Un dolce di origine francese semplice da realizzare e buonissimo. Morbido e umido, è il fine pasto perfetto per una cena tra amici!

INGREDIENTI 

600 g ciliegie

3 uova

100 g farina 00

100 g zucchero + q.b. per il fondo della pirofila (si può aggiungere anche cannella per un gusto più aromatico)

200 ml latte

1 cucchiaino estratto di vaniglia

1 bicchierino brandy

sale fino q. b.

Sbattere le uova con un pz di sale.  Poi aggiungere tutti gli altri ingredienti. Disporre a raggiera le ciliegie tagliate a metà sul fondo di una pirofila di vetro oleata e cosparsa di zucchero. Versare sopra la pastella e infornare a 170°C a forno ventilato per  25 minuti / 30 minuti. Controllare il forno.

Oppure, cuocete in forno statico preriscaldato a 180° per circa 35-40 minuti.

PER DECORARE

zucchero a velo q.b.


 

domenica 7 giugno 2026

CHEESECAKE ALLE CILIEGIE

 


In un gioco di consistenze differenti, croccante e cremosa al tempo stesso, la cheesecake alle ciliegie conquisterà grandi e piccini per la sua indiscussa bontà. Proprio come la cheesecake fredda a cui si ispira, si tratta di un dessert al cucchiaio senza la cottura in forno, perfetto da preparare in anticipo e portare in tavola al termine di un pranzo o una cena estivi. La base si prepara con frollini sbriciolati e burro fuso che, una volta compattati sul fondo di uno stampo, vengono sormontati da una voluttuosa crema al mascarpone, formaggio spalmabile e ciliegie.

Si ricopre il tutto con altre ciliegie, caramellare in padella con zucchero e succo di limone, e poi frullate fino a ottenere una purea liscia e di colore rosso brillante, quindi si lascia rassodare il dolce in frigo per alcune ore: scenografica e golosa, è perfetta anche come torta di compleanno.




domenica 24 maggio 2026



Ogni promessa è un debito. Questa è la terza ricetta dedicata al mese di maggio come avevo promesso ed eccola spumosa e gudiurosa.

Meringhe all'acqua di rose

Le Meringhe all'acqua di rose sono dolcetti deliziosi, perfetti per la festa della Mamma. Colorati e profumati, si realizzano facilmente e con pochi ingredienti; vi serviranno, però, un paio d'ore di tempo perché devono cuocere a lungo.

Per realizzare le Meringhe all'acqua di rose dovrete montare gli albumi aggiungendo un po' per volta lo zucchero, l'acqua di rose e il colorante alimentare rosso. Mettete il composto in una tasca da pasticcere e formate le meringhe, quindi cuocete per un'ora e mezza in forno, lasciando lo sportello leggermente aperto. Le meringhe si conservano per una decina di giorni in un contenitore ermetico.

Tempo  2h

Prodotto             50 pezzi

Ingredienti

240 g zucchero semolato

130 g albumi

acqua di rose

colorante alimentare rosso

Procedimento

Step 1

Montate gli albumi con le fruste elettriche aggiungendo un po’ alla volta lo zucchero, 1 cucchiaino di acqua di rose e 1 cucchiaino di colorante.

Step 2

Trasferite il composto in una tasca da pasticciere con bocchetta dentellata e formate delle piccole meringhe (4‑5 cm). Per un effetto più rustico, potete usare un cucchiaino. Cuocete nel forno statico a 100 °C per 1 ora e 30 minuti, tenendo uno spiraglio aperto.

Step 3

Conservazione: in un luogo asciutto e fresco, per 10 giorni, in una scatola ermetica.


domenica 17 maggio 2026

PETALI ALLA ROSA


 

Questa domenica di LUNA NUOVA deliziamo il nostro palato con questi dolcissimi petali.

Tempo  1h 20min

Prodotto   6 porzioni

Ingredienti

75 g zucchero semolato più un po'

75 g farina più un po'

2 uova

acqua di rose

colorante alimentare rosso

zucchero a velo

panna montata

burro

Procedimento

Per la ricetta dei petali alla rosa, montate le uova con lo zucchero semolato (usate le fruste elettriche oppure la planetaria), fino a ottenere una spuma gonfia: ci vorranno almeno 20’. Unite poi 6 g di acqua di rose mescolata con 4 g di colorante alimentare e montate ancora per 3-4’. Incorporate la farina setacciata mescolando delicatamente con una spatola dal basso verso l’alto per non sgonfiare il composto.

Imburrate uno stampo (ø 18 cm, h 6 cm), foderate il fondo con un disco di carta da forno, imburrate di nuovo e infarinate. Versate il composto nello stampo e infornate a 170 °C per 30’ circa (forno statico). Sfornate, fate raffreddare e poi usando un taglia-biscotti a forma di goccia (8x6 cm) tagliate 4-6 petali.

Preparate una glassa con zucchero a velo e poche gocce di acqua. Dividete i petali a metà in orizzontale, bagnate le due metà con acqua di rose diluita con acqua leggermente zuccherata, farcite con panna, chiudete e glassate. Decorate a piacere con petali di rosa tagliuzzati.

mercoledì 6 maggio 2026

APPLE PIE RUSTICA E PIENA DI SAPORI

 


La torta di mele e uvetta con noci è perfetta per chi ama i dolci genuini e ricchi di sapore. Il ripieno — mele a fette sottili, uvetta sultanina, noci tritate e zucchero di canna al profumo di cannella — è racchiuso tra due strati di pasta brisée croccante e dorata, che al taglio rivela un cuore morbido, caramellato e profumatissimo. 

Quello che rende questa torta irresistibile è la complessità del ripieno: le mele, dolci e leggermente acidule, si fondono con il calore della cannella e la nota agrumata del succo di limone, mentre le noci tritate aggiungono una croccantezza rustica e un sapore tostato che si abbina perfettamente all’uvetta, morbida e dolcissima dopo la cottura in forno. Lo zucchero di canna, in luogo del classico zucchero bianco, arricchisce il tutto con una nota caramellata più profonda e aromatica, esaltando ogni singolo ingrediente del ripieno.

Questa torta si prepara idealmente qualche ora prima di servirla, per permettere ai sapori di amalgamarsi pienamente, ed è perfetta in ogni occasione: dalla merenda alla colazione del weekend, dal dessert di fine pasto a un dono fatto in casa per le feste. Si gusta ottimamente fredda o tiepida, accompagnata da una pallina di gelato alla vaniglia, da panna montata, da una crema inglese o da una colata di caramello caldo. Per chi ama abbinarla a un vino, un Moscato d’Asti o un vin brulé nelle serate invernali sono la scelta perfetta.

Ingredienti per 8 persone

Preparazione 15 min

Cottura 45 min

Calorie 420 Kcal x 100g

Difficoltà bassa

INGREDIENTI

Mele 4-5

Uva sultanina 100 g

Noci tritate 100 g

Zucchero di canna 150 g

Cannella 1 cucchiaino

Limone succo 1 cucchiaio

Farina 1 cucchiaino

Sale quanto basta

Pasta brisèe rotoli 2

Tuorlo per spennellare 1

Come preparare: Torta di mele e uvetta con noci

Preparate il ripieno. Sbucciate le mele, eliminate il torsolo e tagliatele a fette sottili e uniformi. Trasferitele in una ciotola capiente e aggiungete lo zucchero di canna, la cannella, il succo di limone, il cucchiaino di farina e un pizzico di sale. Mescolate bene per amalgamare. Unite l’uva sultanina e le noci tritate grossolanamente e mescolate di nuovo fino a distribuire uniformemente tutti gli ingredienti. Lasciate riposare qualche minuto.

Foderate la tortiera. Imburrate una tortiera del diametro di circa 24-26 cm. Stendete il primo rotolo di pasta brisée e adagiatelo nella tortiera, facendolo aderire bene al fondo e alle pareti e lasciando che sborde leggermente dai bordi. Versate il ripieno di mele, uvetta e noci sulla base, distribuendolo in modo uniforme e compatto.

Chiudete la torta. Stendete il secondo rotolo di pasta brisée e adagiatelo sopra il ripieno. Sigillate con cura i bordi unendo i lembi dei due strati di pasta e premendo con le dita o con i rebbi di una forchetta. Eliminate l’eccesso di pasta con un coltello. Praticate qualche piccolo foro o taglio sulla superficie con la punta di un coltello, per permettere al vapore di fuoriuscire durante la cottura ed evitare che la pasta si gonfi.

Spennellate e cuocete. Sbattete il tuorlo d’uovo con un goccio d’acqua e spennellate uniformemente tutta la superficie della torta per ottenere una crosticina dorata e lucida. Cuocete in forno preriscaldato a 180 °C per 40-45 minuti, fino a quando la superficie sarà ben dorata e croccante. Lasciate raffreddare su una gratella prima di sformare e servire.

Variante Torta di mele e uvetta con noci

Per una versione ancora più golosa e dal carattere invernale più pronunciato, provate la torta di pere, cioccolato fondente e mandorle. Sostituite le mele con 4-5 pere mature ma sode — varietà Abate o Kaiser sono ideali — tagliate a fette sottili: la loro dolcezza delicata e la consistenza morbida si abbinano in modo straordinario al cioccolato fondente. Al posto dell’uvetta, aggiungete al ripieno 80 g di cioccolato fondente al 70% tritato grossolanamente: in cottura si scioglierà parzialmente tra le fette di pera, creando filamenti golosi e una nota amara che bilancia la dolcezza del frutto. Le noci possono essere sostituite con 100 g di mandorle a lamelle, più delicate nel sapore e perfette con il cioccolato.