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domenica 30 agosto 2026

TORTA CON LE PESCHE SCIROPPATE


Pochi ingredienti semplici e tutta la dolcezza della frutta sciroppata per preparare una torta da credenza irresistibilmente alta e morbida

Ci sono profumi che hanno il potere di accorciare le distanze e riportarci dritti all'infanzia, a quei pomeriggi passati in cucina a guardare le mani sapienti della nonna che trasformavano pochi e semplici ingredienti in piccoli capolavori. La torta con le pesche sciroppate è proprio uno di quei dolci della memoria. Una ricetta nata dalla saggezza casalinga di una volta, capace di valorizzare la frutta sciroppata custodita in dispensa per trasformarla in una torta da credenza incredibilmente soffice e dorata.

Il segreto di questo dolce intramontabile sta nel contrasto perfetto tra l'impasto morbido e leggero e la consistenza succosa delle pesche sciroppate, che in cottura affondano delicatamente rilasciando tutta la propria dolcezza, mantenendo la torta umida per giorni. Tagliata a fette generose, è la quintessenza della genuinità: perfetta per aprire la giornata con una colazione che sa di buono, ma anche deliziosa per una merenda con i bambini o da servire tiepida, magari accompagnata da una pallina di gelato alla crema. Prepararla è un rito semplice e veloce che riempirà la casa di un aroma caldo e accogliente, invitando subito tutti ad assaggiarla.

L'impasto della torta alle pesche sciroppate è strutturato per essere abbastanza denso da sostenere il peso della frutta in superficie.

Ingredienti della 1a torta

1 confezione (circa 400 g sgocciolate) di pesche sciroppate tagliate a metà

300 g farina 00

3 uova medie (a temperatura ambiente)

150 g zucchero semolato

120 g burro (fuso e lasciato intiepidire)

100 ml latte intero (o metà latte e metà sciroppo delle pesche per un gusto più intenso)

1 bustina (16 g) lievito in polvere per dolci

1 scorza limone biologico grattugiato

1 pizzico sale

zucchero  a velo per la finitura q.b.

Procedimento

Preparate le pesche. Prendete le mezze pesche sciroppate dal barattolo, scolatele molto bene dal liquido di conservazione (tenendone un po' da parte) e adagiatele su carta assorbente da cucina. Tamponatele delicatamente anche in superficie, così non rilasceranno troppa umidità nell'impasto durante la cottura.

Montate le uova. In una ciotola capiente, lavorate le uova con lo zucchero semolato e la scorza grattugiata del limone usando le fruste elettriche. Sbattete per circa 5 minuti fino a ottenere un composto chiaro, gonfio e spumoso.

Aggiungete i liquidi. Unite a filo il burro fuso tiepido e il latte (o la miscela di metà latte e metà sciroppo di pesche), continuando a mescolare a bassa velocità.

Incorporate le polveri. Setacciate la farina insieme al lievito e al pizzico di sale. Incorporate il tutto un po' alla volta al composto di uova, mescolando delicatamente con una spatola dal basso verso l'alto per non smontarlo, fino ad avere una pastella liscia, omogenea e piuttosto densa.

Componete la torta. Imburrate e infarinate una tortiera da forno (meglio se a cerniera). Versate l'impasto e livellatelo con la spatola. Prendete le mezze pesche sciroppate e adagiatele sulla superficie con la parte bombata rivolta verso l'alto, distribuendole in modo regolare. Non spingetele sul fondo: affonderanno da sole quanto basta in cottura.

La cottura. Fate cuocere in forno statico preriscaldato a 180 °C per circa 40-45 minuti. Verso la fine, fate la prova dello stecchino al centro della torta (evitando di pungere la frutta): lo stecchino dovrà uscire asciutto. Se la superficie dovesse scurirsi troppo nei primi 30 minuti, copritela con un foglio di alluminio.

Il tocco finale. Sfornate la torta e lasciatela raffreddare completamente nello stampo prima di sformarla. Una volta fredda, trasferitela su un piatto da portata e se vi piace cospargetela di zucchero a velo.

                                                                           



Io non avevo le pesche sciroppate, avevo le pesche noci che ho usato per disporle a spicchi con la buccia sopra l'impasto. Ho fatto delle modifiche di zucchero e di farina, per il resto tutto uguale.

Ingredienti della 2a torta

6 pesche noci tagliate a spicchi

300 g farina 00 + altra farina per avere una consistenza densa

3 uova medie (a temperatura ambiente)

100 g zucchero semolato e 50 gr di stevia

120 g burro (fuso e lasciato intiepidire)

100 ml latte intero 

1 bustina (16 g) lievito in polvere per dolci

1 scorza limone biologico grattugiato

1 pizzico sale

zucchero  a velo per la finitura q.b.

Procedimento

Preparate le pesche. Lavatele e tagliatele a spicchi grandi con la buccia.

Montate le uova. In una ciotola capiente, lavorate le uova con lo zucchero semolato, stevia e la scorza grattugiata del limone usando le fruste elettriche. Sbattete per circa 5 minuti fino a ottenere un composto chiaro, gonfio e spumoso.

Aggiungete i liquidi. Unite a filo il burro fuso tiepido e il latte  metà latte , continuando a mescolare a bassa velocità.

Incorporate le polveri. Setacciate la farina insieme al lievito e al pizzico di sale. Incorporate il tutto un po' alla volta al composto di uova, mescolando delicatamente con una spatola dal basso verso l'alto per non smontarlo, fino ad avere una pastella liscia, omogenea e piuttosto densa.

Componete la torta. Imburrate e infarinate una tortiera da forno (meglio se a cerniera), ho usato una tortiera in vetro pirex rotonda di diametro 24 cm e altezza 4 cm. Versate l'impasto e livellatelo con la spatola. Prendete le pesche e adagiatele sulla superficie a cerchio. Non spingetele sul fondo: affonderanno da sole quanto basta in cottura ( aggiungerei anche dei piccoli quadrotti di pesche all'interno dell'impasto, lo farò la prossima volta).

La cottura. Fate cuocere in forno statico preriscaldato a 180 °C per circa 40-45 minuti. (mi sono accorta che è meglio aspettare a infornare un altro 5 minuti, così si è sicuri della cottura perfetta della torta e non si affloscia). Verso la fine, fate la prova dello stecchino al centro della torta (evitando di pungere la frutta): lo stecchino dovrà uscire asciutto. Se la superficie dovesse scurirsi troppo nei primi 30 minuti, copritela con un foglio di alluminio.

Il tocco finale. Sfornate la torta e lasciatela raffreddare completamente nello stampo prima di sformarla. Una volta fredda, trasferitela su un piatto da portata e se vi piace cospargetela di zucchero a velo.

Un consiglio: metere dei pezzetti di pesche noci, infarinate, all'interna dell'impasto.

domenica 12 luglio 2026

La Giornata Mondiale del cioccolato è il 7 luglio

 Sì, è stato il 7 luglio, ma io dovevo festeggiare un evento importante della mia vita di madre di uno splendido figlio.

La data scelta per festeggiare la Giornata Mondiale del Cioccolato, uno degli ingredienti più amati di sempre, è fissata al 7 luglio, giorno in cui nel lontano 1847, il cioccolataio inglese Joseph Fry diede forma al cioccolato inventando le tavolette, deliziose barrette da spezzare e mordere. 

Origini e storia del cioccolato

Quando parliamo di cioccolato dobbiamo partire dall'antica storia del cacao, che risale ai popoli delle civiltà precolombiane dei Maya (II millennio a.C.– XV sec. d.C) e degli Aztechi (XIV-XIV sec. d.C). Questi usavano le fave di cacao, chiamate “cacahuat”, per realizzare una bevanda, il “xocolatl”, a cui veniva aggiunto peperoncino, anice, cannella, vaniglia ed altre spezie, per mascherarne il sapore amaro, e che veniva utilizzata come offerta agli dei per ringraziarli di nascite e altri lieti eventi, oppure ridotte in polvere e cosparse sui corpi dei giovani nei rituali della pubertà.

Gli Aztechi, le utilizzavano inoltre come moneta e merce di scambio: avevano compreso fin da subito l'enorme valore di questo seme. Fu infatti così che Cristoforo Colombo scoprì questo seme il 30 luglio del 1502: gli venne offerto dagli aztechi in cambio di altri prodotti. Dobbiamo aspettare però la prima metà del Cinquecento per l'importazione massiccia nel Vecchio Continente, quando Hernán Cortés, il conquistatore del Messico, abbatté l'Impero azteco sottomettendo le popolazioni indigene al regno di Spagna.

Nel Seicento il cacao inizia a essere prodotto anche in Italia, soprattutto a Firenze e a Venezia, poi nell’800 arriva dalla Svizzera l’invenzione del cioccolato al latte, e negli anni Ottanta del Novecento ci spostiamo in Francia con la prima collezione di cioccolato fondente.

Come nasce il cioccolato? Il processo di lavorazione dalle fave di cacao alla tavoletta

Le fave di cacao, una volta raccolte vengono lasciate fermentare, a seconda dei paesi in canestri, in box di legno o sotto foglie di banano al riparo dalla luce: è qui che si sviluppano i precursori degli aromi. Le fave di cacao vengono poi lasciate essiccare al sole, e a questa fase segue un minuzioso controllo di qualità. In seguito i semi di cacao vengono passati alla pulitura per poi essere macinati in maniera grezza con una macchina chiamata “rompi cacao”, che separa la buccia dai granelli di semi di cacao, tramite setacci. I granelli di cacao raccolti vengono poi tostati, passaggio obbligato per consentire agli aromi del cacao di sprigionarsi.

 Le fave di cacao così lavorate, danno vita a tre prodotti differenti:

La pasta di cacao, che è il prodotto puro che si ottiene dalla macinazione, decorticazione e tostatura delle fave di cacao senza aggiunta di zucchero né di latte. Il risultato è una massa morbida e oleosa dall'aroma caratteristico e unico.

Il burro di cacao, la parte più grassa della pasta di cacao, viene estratto dalla macinazione delle fave di cacao con l’ausilio di grosse presse, filtrato e purificato, è chiaro nell’aspetto ed è l’elemento determinante della scioglievolezza del cioccolato.

La polvere di cacao deriva dall'ulteriore macinazione di ciò che rimane delle fave di cacao dopo l’estrazione del burro di cacao, e che viene polverizzata. Quindi se dalla pasta di cacao estraiamo il burro, otteniamo la classica polvere di cacao amaro.

Il cioccolato di Modica

Una nota a parte merita il cioccolato di Modica, che subisce invece un processo di lavorazione differente. Il cioccolato di Modica viene infatti lavorato "a freddo", a una temperatura relativamente bassa (circa 35–40 °C), senza la fase di concaggio, che invece rende liscio il cioccolato tradizionale. Di conseguenza i cristalli di zucchero non si sciolgono, la tavoletta ha una consistenza granulosa e friabile e il gusto del cacao risulta molto intenso e diretto.

Differenze tra cioccolato fondente, al latte, bianco, gianduia, rosa e biondo

Cioccolato fondente

Il cioccolato fondente, per essere considerato tale, deve contenere pasta di cacao in una percentuale non inferiore al 43% del peso complessivo, al quale si aggiungono burro di cacao e zucchero. Per il cioccolato extra fondente la percentuale si aggira tra il 75-85%.

 Cioccolato al latte

Il cioccolato al latte è composto da cacao, in una percentuale compresa tra il 25% e il 30%, insieme a burro di cacao, zucchero e latte in polvere. Prodotto in Svizzera per la prima volta da Daniel Peter verso la fine del XIX secolo, oggi è il tipo di cioccolato più venduto al mondo e rispetto al fondente è più ricco di grassi e zuccheri.

 Cioccolato bianco

Il cioccolato bianco, invece, contiene burro di cacao, latte, zucchero e vaniglia. Di fatto la totale assenza di massa di cacao lo rende l’unico cioccolato non amaro, tanto che non potrebbe essere nemmeno definito cioccolato. È quindi un prodotto molto grasso e dolce, non adatto a chi soffre di glicemia alta, ma più adatto ai bambini perché non contiene molecole nervine stimolanti, per la stessa ragione è adatto anche a chi non assume caffeina.

 Gianduia

Il gianduia, invece, proviene da una ricetta piemontese realizzata per la prima volta nel 1865 a Torino da Caffarel, realizzata con pasta di cacao, polvere di nocciole Gentili delle Langhe e zucchero.

 Cioccolato rosa Ruby

Il cioccolato rosa, lanciato sul mercato dall'azienda produttrice Barry Callebaut nel 2017 con il nome di Ruby cocoa, è un prodotto totalmente naturale, non contiene né aromi artificiali né coloranti, il suo colore dipende da quello del chicco da cui viene estratto e viene mantenuto attraverso un accurato e segreto processo di produzione. Non è amaro come il fondente e neanche dolce e burroso come il cioccolato bianco, inoltre si distacca completamente dal sapore del cioccolato al latte, perché il cioccolato rosa sa sì di cacao, ma contiene note finali fresche e quasi acidule, che ricordano i frutti di bosco.

 Cioccolato biondo

Il cioccolato biondo è un tipo di cioccolato ottenuto dal cioccolato bianco caramellizzato. Durante una lunga cottura a temperatura controllata, gli zuccheri e le proteine del latte subiscono reazioni di caramellizzazione che gli conferiscono un colore dorato-ambrato ("biondo") e un sapore che ricorda il caramello, il toffee e i biscotti.

Ecco due splendide idee per gustarlo.

Tiramisù al cioccolato fondente

Il tiramisù al cioccolato è una versione ancora più golosa del classico tiramisù, il dolce più celebre e amato del mondo che ha anche una giornata dedicata, il Tiramisù day. Il cioccolato viene tritato e amalgamato alla crema pasticciera calda per farlo sciogliere, quindi si uniscono anche panna e mascarpone. Il tiramisù si compone alla maniera classica, con uno strato di savoiardi inzuppati di caffè e uno strato di crema, alternando quella al cioccolato a quella al mascarpone. Dopo qualche ora in di riposo in frigo, il tiramisù può essere servito con il cacao.

Tempo         1h 15min + 4h di raffreddamento

Prodotto      8 porzioni

Ingredienti

350 g mascarpone

300 g panna fresca

290 g crema pasticciera

150 g cioccolato fondente al 60%

savoiardi secchi o morbidi

caffè espresso

cacao amaro

gelatina alimentare in fogli

Procedimento

Step 1

Per la ricetta del tiramisù al cioccolato, ammollate 2 g di gelatina in acqua fredda; scioglietela in 140 g di crema pasticciera calda. Montate 100 g di panna con 250 g di mascarpone e incorporateli delicatamente alla crema.

Step 2

Tritate il cioccolato e amalgamatelo a 150 g di crema pasticciera calda, mescolando finché non si sarà sciolto, poi frullate con un mixer a immersione. Montate 200 g di panna con 100 g di mascarpone e uniteli alla crema al cioccolato.

Step 3

Distribuite uno strato di crema al cioccolato nelle coppe, disponetevi sopra i savoiardi bagnati nel caffè e copriteli generosamente con altra crema al cioccolato. Create un nuovo strato di savoiardi inzuppati e completate con la crema al mascarpone.

Step 4

Sigillate le coppe con una pellicola e ponetele in frigorifero per 4 ore. Servite con cacao.

Torta con lamponi e cioccolato

Tempo         1 ora e 15 minuti più 1 ora di raffreddamento

Prodotto      10-12 persone

Ingredienti

PER LA TORTA

250 g zucchero

200 g farina

200 g mandorle

50 g cacao amaro

30 g lievito in polvere per dolci

6 uova

burro

PER LA FARCITURA

500 g latte

500 g panna fresca

150 g cioccolato fondente 80%

125 g zucchero

40 g amido di mais

mezzo baccello di vaniglia

4 tuorli

lamponi

limone

Procedimento

PER LA TORTA

Step 1

Frullate le mandorle con 50 g di zucchero fino a ridurle in farina.

Step 2

Montate le uova con 200 g di zucchero, poi incorporatevi la farina, le mandorle frullate, il cacao e il lievito setacciati. Versate in uno stampo a cerniera (ø cm 22, h 8 cm) imburrato.

Step 3

Infornate a 170 °C per 30-35 minuti.

PER LA FARCITURA

Step 4

Portate a bollore il latte con il mezzo baccello di vaniglia aperto a metàe le scorze di 1⁄3 di limone.

Step 5

Montate i tuorli con lo zucchero e l’amido di mais setacciato. Stemperateli quindi con una parte del latte caldo, passandolo in un colino; aggiungete infine il latte rimanente. Fate addensare la crema cuocendola a fuoco medio. Copritela con pellicola a contatto e lasciatela raffreddare.

Step 6

Montate la panna, non del tutto, e incorporatela alla crema pasticciera, ormai fredda, mescolando adagio dal basso verso l’alto.

PER COMPLETARE

Step 7

Tagliate la torta in 3 dischi, farciteli con la crema, il cioccolato, in scaglie, e i lamponi. Decorate la superficie con un velo di crema e altri lamponi.

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 


 


domenica 28 giugno 2026

CLAFOUTIS DI CILIEGIE

Giugno è il mese delle ciliegie, lo sappiamo bene. Questo frutto tutti lo amiamo, sia nella versione dolce che aspra, dipende dalla qualità scelta. A me piace particolarmente la qualità "ferrovia", ma anche la qualità "duroni" è dolce. Ieri ho preparato ben 12 barattoli da 150 ml di confettura di ciliegie con cui preparerò crostate e userò per la prima colazione su fette di pane imbuttato. Oggi ho preparato di nuovo il "clafoutis" che è stato molto apprezzato in famiglia.



CLAFOUTIS DI CILIEGIE di Benedetta Rossi

Un dolce di origine francese semplice da realizzare e buonissimo. Morbido e umido, è il fine pasto perfetto per una cena tra amici!

INGREDIENTI 

600 g ciliegie

3 uova

100 g farina 00

100 g zucchero + q.b. per il fondo della pirofila (si può aggiungere anche cannella per un gusto più aromatico)

200 ml latte

1 cucchiaino estratto di vaniglia

1 bicchierino brandy

sale fino q. b.

Sbattere le uova con un pz di sale.  Poi aggiungere tutti gli altri ingredienti. Disporre a raggiera le ciliegie tagliate a metà sul fondo di una pirofila di vetro oleata e cosparsa di zucchero. Versare sopra la pastella e infornare a 170°C a forno ventilato per  25 minuti / 30 minuti. Controllare il forno.

Oppure, cuocete in forno statico preriscaldato a 180° per circa 35-40 minuti.

PER DECORARE

zucchero a velo q.b.


 

domenica 7 giugno 2026

CHEESECAKE ALLE CILIEGIE

 


In un gioco di consistenze differenti, croccante e cremosa al tempo stesso, la cheesecake alle ciliegie conquisterà grandi e piccini per la sua indiscussa bontà. Proprio come la cheesecake fredda a cui si ispira, si tratta di un dessert al cucchiaio senza la cottura in forno, perfetto da preparare in anticipo e portare in tavola al termine di un pranzo o una cena estivi. La base si prepara con frollini sbriciolati e burro fuso che, una volta compattati sul fondo di uno stampo, vengono sormontati da una voluttuosa crema al mascarpone, formaggio spalmabile e ciliegie.

Si ricopre il tutto con altre ciliegie, caramellare in padella con zucchero e succo di limone, e poi frullate fino a ottenere una purea liscia e di colore rosso brillante, quindi si lascia rassodare il dolce in frigo per alcune ore: scenografica e golosa, è perfetta anche come torta di compleanno.




domenica 24 maggio 2026



Ogni promessa è un debito. Questa è la terza ricetta dedicata al mese di maggio come avevo promesso ed eccola spumosa e gudiurosa.

Meringhe all'acqua di rose

Le Meringhe all'acqua di rose sono dolcetti deliziosi, perfetti per la festa della Mamma. Colorati e profumati, si realizzano facilmente e con pochi ingredienti; vi serviranno, però, un paio d'ore di tempo perché devono cuocere a lungo.

Per realizzare le Meringhe all'acqua di rose dovrete montare gli albumi aggiungendo un po' per volta lo zucchero, l'acqua di rose e il colorante alimentare rosso. Mettete il composto in una tasca da pasticcere e formate le meringhe, quindi cuocete per un'ora e mezza in forno, lasciando lo sportello leggermente aperto. Le meringhe si conservano per una decina di giorni in un contenitore ermetico.

Tempo  2h

Prodotto             50 pezzi

Ingredienti

240 g zucchero semolato

130 g albumi

acqua di rose

colorante alimentare rosso

Procedimento

Step 1

Montate gli albumi con le fruste elettriche aggiungendo un po’ alla volta lo zucchero, 1 cucchiaino di acqua di rose e 1 cucchiaino di colorante.

Step 2

Trasferite il composto in una tasca da pasticciere con bocchetta dentellata e formate delle piccole meringhe (45 cm). Per un effetto più rustico, potete usare un cucchiaino. Cuocete nel forno statico a 100 °C per 1 ora e 30 minuti, tenendo uno spiraglio aperto.

Step 3

Conservazione: in un luogo asciutto e fresco, per 10 giorni, in una scatola ermetica.


domenica 17 maggio 2026

PETALI ALLA ROSA


 

Questa domenica di LUNA NUOVA deliziamo il nostro palato con questi dolcissimi petali.

Tempo  1h 20min

Prodotto   6 porzioni

Ingredienti

75 g zucchero semolato più un po'

75 g farina più un po'

2 uova

acqua di rose

colorante alimentare rosso

zucchero a velo

panna montata

burro

Procedimento

Per la ricetta dei petali alla rosa, montate le uova con lo zucchero semolato (usate le fruste elettriche oppure la planetaria), fino a ottenere una spuma gonfia: ci vorranno almeno 20’. Unite poi 6 g di acqua di rose mescolata con 4 g di colorante alimentare e montate ancora per 3-4’. Incorporate la farina setacciata mescolando delicatamente con una spatola dal basso verso l’alto per non sgonfiare il composto.

Imburrate uno stampo (ø 18 cm, h 6 cm), foderate il fondo con un disco di carta da forno, imburrate di nuovo e infarinate. Versate il composto nello stampo e infornate a 170 °C per 30’ circa (forno statico). Sfornate, fate raffreddare e poi usando un taglia-biscotti a forma di goccia (8x6 cm) tagliate 4-6 petali.

Preparate una glassa con zucchero a velo e poche gocce di acqua. Dividete i petali a metà in orizzontale, bagnate le due metà con acqua di rose diluita con acqua leggermente zuccherata, farcite con panna, chiudete e glassate. Decorate a piacere con petali di rosa tagliuzzati.

mercoledì 6 maggio 2026

APPLE PIE RUSTICA E PIENA DI SAPORI

 


La torta di mele e uvetta con noci è perfetta per chi ama i dolci genuini e ricchi di sapore. Il ripieno — mele a fette sottili, uvetta sultanina, noci tritate e zucchero di canna al profumo di cannella — è racchiuso tra due strati di pasta brisée croccante e dorata, che al taglio rivela un cuore morbido, caramellato e profumatissimo. 

Quello che rende questa torta irresistibile è la complessità del ripieno: le mele, dolci e leggermente acidule, si fondono con il calore della cannella e la nota agrumata del succo di limone, mentre le noci tritate aggiungono una croccantezza rustica e un sapore tostato che si abbina perfettamente all’uvetta, morbida e dolcissima dopo la cottura in forno. Lo zucchero di canna, in luogo del classico zucchero bianco, arricchisce il tutto con una nota caramellata più profonda e aromatica, esaltando ogni singolo ingrediente del ripieno.

Questa torta si prepara idealmente qualche ora prima di servirla, per permettere ai sapori di amalgamarsi pienamente, ed è perfetta in ogni occasione: dalla merenda alla colazione del weekend, dal dessert di fine pasto a un dono fatto in casa per le feste. Si gusta ottimamente fredda o tiepida, accompagnata da una pallina di gelato alla vaniglia, da panna montata, da una crema inglese o da una colata di caramello caldo. Per chi ama abbinarla a un vino, un Moscato d’Asti o un vin brulé nelle serate invernali sono la scelta perfetta.

Ingredienti per 8 persone

Preparazione 15 min

Cottura 45 min

Calorie 420 Kcal x 100g

Difficoltà bassa

INGREDIENTI

Mele 4-5

Uva sultanina 100 g

Noci tritate 100 g

Zucchero di canna 150 g

Cannella 1 cucchiaino

Limone succo 1 cucchiaio

Farina 1 cucchiaino

Sale quanto basta

Pasta brisèe rotoli 2

Tuorlo per spennellare 1

Come preparare: Torta di mele e uvetta con noci

Preparate il ripieno. Sbucciate le mele, eliminate il torsolo e tagliatele a fette sottili e uniformi. Trasferitele in una ciotola capiente e aggiungete lo zucchero di canna, la cannella, il succo di limone, il cucchiaino di farina e un pizzico di sale. Mescolate bene per amalgamare. Unite l’uva sultanina e le noci tritate grossolanamente e mescolate di nuovo fino a distribuire uniformemente tutti gli ingredienti. Lasciate riposare qualche minuto.

Foderate la tortiera. Imburrate una tortiera del diametro di circa 24-26 cm. Stendete il primo rotolo di pasta brisée e adagiatelo nella tortiera, facendolo aderire bene al fondo e alle pareti e lasciando che sborde leggermente dai bordi. Versate il ripieno di mele, uvetta e noci sulla base, distribuendolo in modo uniforme e compatto.

Chiudete la torta. Stendete il secondo rotolo di pasta brisée e adagiatelo sopra il ripieno. Sigillate con cura i bordi unendo i lembi dei due strati di pasta e premendo con le dita o con i rebbi di una forchetta. Eliminate l’eccesso di pasta con un coltello. Praticate qualche piccolo foro o taglio sulla superficie con la punta di un coltello, per permettere al vapore di fuoriuscire durante la cottura ed evitare che la pasta si gonfi.

Spennellate e cuocete. Sbattete il tuorlo d’uovo con un goccio d’acqua e spennellate uniformemente tutta la superficie della torta per ottenere una crosticina dorata e lucida. Cuocete in forno preriscaldato a 180 °C per 40-45 minuti, fino a quando la superficie sarà ben dorata e croccante. Lasciate raffreddare su una gratella prima di sformare e servire.

Variante Torta di mele e uvetta con noci

Per una versione ancora più golosa e dal carattere invernale più pronunciato, provate la torta di pere, cioccolato fondente e mandorle. Sostituite le mele con 4-5 pere mature ma sode — varietà Abate o Kaiser sono ideali — tagliate a fette sottili: la loro dolcezza delicata e la consistenza morbida si abbinano in modo straordinario al cioccolato fondente. Al posto dell’uvetta, aggiungete al ripieno 80 g di cioccolato fondente al 70% tritato grossolanamente: in cottura si scioglierà parzialmente tra le fette di pera, creando filamenti golosi e una nota amara che bilancia la dolcezza del frutto. Le noci possono essere sostituite con 100 g di mandorle a lamelle, più delicate nel sapore e perfette con il cioccolato.

 





venerdì 3 aprile 2026

La mia pastiera

 



Sono stata sempre molto gelosa della mia pastiera. Adesso, dopo che tutti gli chef pasticceri  hanno condiviso la loro pastiera, ho deciso di condividere anche la mia. Non si discosta molto da quelle che leggo. Alcuni mettono più zucchero, altri aggiungono alla farina 00 anche la farina di mandorla per la frolla, c’è poi chi usa lo strutto per la frolla. Io ogni anno mi cimento di solito il venerdì santo, perché il sabato lo dedico alle altre preparazioni pasquali. Il mattino del sabato sono solita donare le pastiere ad alcune persone amiche, se l’aspettano e non voglio deluderle. Quest’anno ne ho preparate 8 e 6 saranno le pastiere che regalo. Le dosi che propongo sono per una sola pastiera e la tortiera è quella classica con diametro 26 cm.

Nota bene ho triplicato le dosi per produrre le 8 pastiere e ho usato contenitori di alluminio di diametro 22 cm.

Pasta frolla

330 g farina 00

165 g burro morbido

150 g zucchero semolato

2 tuorli + 1uovo

Buccia grattugiata di 1 limone

Pizzico  di sale

Procedimento

Mescolate lo zucchero con la scorza grattugiata di 1 limone. Amalgamate a mano o in una impastatrice planetaria il burro morbido con lo zucchero alla buccia grattugiata di limone e un bel pizzico di sale, finché il composto non avrà la consistenza di una crema; incorporate i tuorli e l’uovo leggermente sbattuti. Unite la farina e lavorate a bassa velocità, finché non otterrete un impasto compatto; raccoglietelo in una palla, avvolgetelo in una pellicola alimentare e lasciatelo riposare in frigorifero per almeno 2 ore (l’ideale sarebbe per una notte). Io faccio sempre così. Lascio in frigo per una notte.

CREMA DI GRANO COTTO

300 g grano cotto

200 ml latte

30 g burro

scorza grattugiata di 1 limone e di 1 arancia

Procedimento

In un tegame mettere gli ingredienti e lasciare che il latte s’incorpori bene, mescolando sempre. Lasciare raffreddare prima dell’uso.

CREMA DI RICOTTA

400 gr ricotta di pecora ben scolata

300 gr zucchero

4 uova + 2 tuorli

150 gr canditi misti (arancia e cedro) io metto anche ciliegia candita, perché mi piace l’effetto colore.

1 cucchiaino di cannella

2 cucchiai di acqua di fiori d’arancio

Procedimento

Setacciate la ricotta fino a renderla liscia.

Aggiungete lo zucchero e mescolate fino a ottenere una crema setosa.

Unite uova e tuorli, canditi, cannella, acqua di fiori d’arancio.

Infine incorporate il grano cotto.

Assemblaggio

Stendete la frolla avendo cura di tenerne un po' da parte per le strisce e rivestite lo stampo imburrato. Con una forchetta bucherellate il fondo della tortiera.

Versate il ripieno.

Con la frolla restante create 7 strisce e disponetele a mo' di griglia.

Cuocete in forno statico a 170°C per circa 1 h.  La superficie deve risultare dorata e leggermente ambrata.

Lasciate riposare la pastiera almeno 24 ore a temperatura ambiente. Non va messa in frigo. La pastiera si conserva in luogo fresco anche per 3 giorni.

 

 

 

 

sabato 21 marzo 2026

Zeppole di San Giuseppe al forno: leggere con gusto

 

                                               Le mie zeppole

Grande classico per la Festa del Papà del 19 marzo, ecco la ricetta delle zeppole di San Giuseppe al forno, leggere e deliziose per festeggiare in dolcezza di Vincenzo De Bernardo

Ormai non c'è festa del papà senza le zeppole di San Giuseppe, le golose ciambelline alla crema con l'amarena, che prendono il loro nome dalla festa del 19 marzo, dedicata appunto a San Giuseppe. Volete togliervi lo sfizio ma con più leggerezza? Provate la versione al forno.

Zeppole fritte o al forno?

È in questo periodo che si friggono questi dolcetti. Friggono, sì, perché in origine la cottura prevista per l'impasto della ciambellina era nell'olio caldo, cottura ancora oggi in uso, insieme a quella nel forno. Oggi, questi dolcetti hanno decisamente passato i confini della città partenopea, diventando un simbolo nazionale di questa giornata: non c'è panetteria o pasticceria che, in prossimità della festa, non offra questi dolci.

Quando sono nate le zeppole di San Giuseppe?

Vi siete mai domandati quando sono nate le zeppole a Napoli? Le prime testimonianze sulla loro preparazione risalgono già al trattato di cucina di Ippolito Cavalcanti, Cucina teorica-pratica (1837). Il cuoco e letterato, originario di Afragola (Napoli), ne parla nell’appendice dell’opera dedicata alla “Cucina casarinola” napoletana, scritta in dialetto partenopeo.

Secondo la ricetta originale, la crema pasticcera viene disposta al centro della ciambellina e completata con un’amarena. Oggi, però, molti preferiscono farcire il dolce anche all’interno, utilizzando una tasca da pasticciere, oppure tagliando la zeppola per spalmare la crema all’interno.

Prodotto     6 porzioni

Ingredienti per le zeppole

200 ml acqua

120 g farina 00

80 g burro

4 uova

1 pizzico di sale

1 cucchiaino zucchero

Per la crema pasticcera

500 ml latte

120 g zucchero

6 tuorli

1 cucchiaino di maizena

1 bacca vanillina

Per decorare

amarene o ciliegie candite

zucchero a velo

Procedimento

Step 1

Per realizzare le zeppole di San Giuseppe al forno, preparate per prima cosa la crema pasticcera. Riscaldate il latte in un pentolino con la bacca di vaniglia aperta a metà. A parte sbattete in una ciotola i tuorli con lo zucchero e aggiungete la maizena. Togliete la bacca dal latte e versatelo a filo sul composto di uova, mescolando continuamente fino a che la crema non sarà addensata. Fate raffreddare la crema pasticcera in una ciotola coperta dalla pellicola a contatto.

Step 2

Proseguite la ricetta preparando l'impasto di pasta choux per le zeppole di San Giuseppe: in un pentolino dal fondo spesso ponete il burro a pezzetti e versate l'acqua. Unite il sale e un cucchiaino di zucchero e fate bollire, girando con un cucchiaio di legno.

Step 3

Appena l'acqua starà bollendo, togliete il pentolino dal fuoco e versate al suo interno la farina setacciata, in un colpo solo, girante in fretta con una frusta e poi continuante con il cucchiaio di legno. Si formerà una palla. Continuate a girare per circa 10 minuti, fino a che vedrete formarsi una patina bianca sul fondo della pentola. Versate l'impasto in una ciotola e fatelo intiepidire. Poi aggiungete le uova, una alla volta, mescolando bene l'impasto.

Step 4

Otterrete un impasto liscio e omogeneo. Inseritelo nella sac-à-poche con bocchetta stellata e spremetelo su una teglia foderata con carta da forno, formando dei cerchi del diametro di circa 8 cm sui quali passerete due volte accavallando la pasta choux.

Step 5

Preriscaldate il forno ventilato a 190° e cuocete le zeppole per 15-20 minuti, fino a che saranno dorate in superficie.

Trasferitele fuori dal forno e fatele raffreddare. Una volta fredde cospargetele di zucchero a velo e poi farcitele con la crema nel mezzo e sopra e decoratele con le amarene o ciliegie candite.

Consiglio di farle di dimensioni medie e non extra come ho fatto io, rimarranno alte e gonfie.

sabato 14 marzo 2026

TORTA CON PERE

 Ingredienti per 10 persone: 600 g di pere (Williams o Kaiser), 250 g di farina 00, 150 g di zucchero, 3 uova, 100 ml di olio di semi, 100 ml di latte parzialmente scremato, una bustina di lievito per dolci, la scorza grattugiata di un limone, un pizzico di sale, zucchero a velo a piacere.

Preparazione: sbucciare le pere, ridurle a dadini e spruzzare con un po’ di limone per non farle annerire. In una ciotola montare le uova con lo zucchero finché il composto diventa chiaro e spumoso. Aggiungere l’olio e il latte e la scorza di limone continuando a mescolare. Setacciare la farina, il lievito e il sale e incorporarli. Per ottenere una torta più morbida si possono sostituire 50 g di farina 00 con altrettanti grammi di farina di mandorle. Unire alla fine le pere a pezzetti e mescolare delicatamente. Versare l’impasto ottenuto in uno stampo da bundt cake da 24 cm, ben imburrato e infarinato, e cuocere in forno statico a 170°C per circa 45–50 minuti. Lasciare raffreddare la torta prima di sformarla e servire a piacere con una spolverata di zucchero a velo.

calorie a fetta: 275



ECCO LA MIA VERSIONE

Ingredienti

600 g di pere (Williams o Kaiser)

250 g di farina 00

150 g di zucchero di cocco

 2 uova

100 ml di olio di semi di girasole

 100 ml di latte di nocciola

 una bustina di lievito per dolci

 la scorza grattugiata di un limone

 un pizzico di sale,

zucchero a velo a piacere.

Preparazione

Sbucciare le pere, ridurle a dadini e spruzzare con un po’ di limone per non farle annerire.

In una ciotola montare le uova con lo zucchero finché il composto diventa chiaro e spumoso.

 Aggiungere l’olio e il latte e la scorza di limone continuando a mescolare.

Setacciare la farina, il lievito e il sale e incorporarli. 

Unire alla fine le pere a pezzetti e mescolare delicatamente.

Versare l’impasto ottenuto in uno stampo di silicone (diametro cm 24) e cuocere in forno statico a 170°C per circa 1 ora.

Lasciare raffreddare la torta prima di sformarla e servire a piacere con una spolverata di zucchero a velo.

 


domenica 8 marzo 2026

Torta Mimosa per la festa della donna

Dedico questa torta a tutte voi che mi seguite con l’augurio che gli uomini possano preparare questo dolce alle donne della loro vita!


La torta mimosa alle fragole è una ricetta facile e veloce, ideale da portare in tavola l’8 marzo per la Giornata internazionale delle donne, nota anche come Festa della donna. Questa deliziosa e bellissima torta è un variante della torta mimosa classica e si realizza con pochi e semplici ingredienti: un Pan di  Spagna alto e soffice, una buonissima crema pasticcera arricchita da panna montata e tantissime fragole sono infatti gli elementi che compongono questo dolce.

A donare un giallo intenso alla torta è la curcuma, che in questa ricetta è utilizzata come colorante naturale. La torta mimosa alle fragole è golosa e facile da realizzare, ed è una ricetta speciale dedicata a tutte le donne, ma anche agli uomini che vogliono festeggiare le donne della loro vita!

Preparazione del Pan di Spagna

Ingredienti - Dosi per 8 persone

200 g farina 00

200 g zucchero

5 uova

8 g lievito per dolci

1 cucchiaino di curcuma (facoltativo)

per la crema di farcitura

4 cucchiai farina 00

4 cucchiai zucchero

2 uova

1 scorzetta di limone

500 ml latte

200 ml panna montata zuccherata per la bagna e la decorazione

400 g fragole ( vanno tagliate a metà per la macerazione)

Per la macerazione delle fragole

1 limone ( il succo)

2 cucchiai zucchero

100 ml acqua

 Preparazione Modalità Passo passo

Step 1

Iniziamo preparando le fragole per il ripieno e la bagna della torta. Tagliamo a metà le fragole (teniamone qualcuna da parte per la decorazione) e mettiamole in una ciotola. Condiamole con il succo di limone e due cucchiai di zucchero. Lasciamo insaporire le fragole per almeno mezz’ora.

Step 2

Intanto prepariamo il Pan di Spagna: in una ciotola capiente rompiamo le uova, aggiungiamo lo zucchero e lavoriamo con lo sbattitore elettrico fino a ottenere un composto spumoso.

Step 3

Aggiungiamo la curcuma alle uova. La curcuma serve solo per dare un colore giallo intenso al Pan di Spagna, quindi se volete potete anche non metterla.

Step 4

Sempre lavorando con lo sbattitore elettrico, aggiungiamo la farina poco per volta.

Step 5

Infine aggiungiamo anche il lievito.

Step 6

Ottenuto un impasto liscio e omogeneo, trasferiamolo in una teglia rotonda unta e infarinata del diametro di 24 centimetri.

Step 7

Cuociamo il Pan di Spagna in forno statico preriscaldato a 180 °C per circa 40 minuti; nel caso di forno ventilato regoliamolo a 170 °C sempre per 40 minuti. Cotto il Pan di Spagna, facciamolo completamente raffreddare.

Prepariamo la crema di farcitura: in un pentolino scaldiamo il latte e aggiungiamo la scorza di limone.

Attenzione a quando tagliamo la scorza del limone  di non prelevare la parte bianca che è amara.

Step 9

A parte lavoriamo le uova con lo zucchero e la farina usando una frusta, fino a ottenere un composto liscio e privo di grumi.

Step 10

Aggiungiamo al composto di uova il latte ormai caldo, diamo ancora una mescolata e riportiamo sul fuoco fino a fare addensare la crema. Il mio consiglio è di mescolare la crema in continuazione per non farla attaccare e bruciare.

Pronta la crema, copriamola con della pellicola per alimenti e facciamola raffreddare completamente.

Consiglio salva tempo

Possiamo tranquillamente preparare la crema il giorno prima per il giorno dopo.

Step 12

Riprendiamo il Pan di Spagna e dividiamolo in tre dischi tagliandolo con un coltello. Il disco centrale mettiamolo da parte.

Step 13

Rimuoviamo i bordi scuri dal disco di Pan di Spagna centrale, quindi tagliamolo a cubetti piccoli ricavando la nostra “mimosa”.

Step 14

Riprendiamo la crema ormai ben fredda e mescoliamola con la panna montata già zuccherata. La crema di farcitura è pronta!

Step 15

Filtriamo le fragole dal succo che hanno prodotto. Aggiungiamo al succo mezzo bicchiere d’acqua, realizzando così la bagna della torta.

Step 16

Siamo pronti per assemblare la torta: inumidiamo il primo disco di Pan di Spagna con la bagna, poi facciamo uno strato di crema e distribuiamo  le fragole  che abbiamo in precedenza macerato. 

Step 17

Ricopriamo tutto con l’altro disco di Pan di Spagna mettendo la parte gialla rivolta verso l’alto. Inumidiamo con la bagna anche il disco superiore.

Step 18

Ricopriamo interamente la torta con la crema rimasta, non dimenticando di coprirla anche nel bordo.

Step 19

Decoriamo adesso la torta con le fragole che avevamo lasciato da parte. Ovviamente potete sbizzarrirvi e creare il decoro che più vi piace. Io ho disposto le fragole a strisce.

Step 20

Poi le ho intervallate con la mimosa di Pan di Spagna. Non dimentichiamo di ricoprire con la mimosa anche i bordi della torta!