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domenica 12 luglio 2026

La Giornata Mondiale del cioccolato è il 7 luglio

 Sì, è stato il 7 luglio, ma io dovevo festeggiare un evento importante della mia vita di madre di uno splendido figlio.

La data scelta per festeggiare la Giornata Mondiale del Cioccolato, uno degli ingredienti più amati di sempre, è fissata al 7 luglio, giorno in cui nel lontano 1847, il cioccolataio inglese Joseph Fry diede forma al cioccolato inventando le tavolette, deliziose barrette da spezzare e mordere. 

Origini e storia del cioccolato

Quando parliamo di cioccolato dobbiamo partire dall'antica storia del cacao, che risale ai popoli delle civiltà precolombiane dei Maya (II millennio a.C.– XV sec. d.C) e degli Aztechi (XIV-XIV sec. d.C). Questi usavano le fave di cacao, chiamate “cacahuat”, per realizzare una bevanda, il “xocolatl”, a cui veniva aggiunto peperoncino, anice, cannella, vaniglia ed altre spezie, per mascherarne il sapore amaro, e che veniva utilizzata come offerta agli dei per ringraziarli di nascite e altri lieti eventi, oppure ridotte in polvere e cosparse sui corpi dei giovani nei rituali della pubertà.

Gli Aztechi, le utilizzavano inoltre come moneta e merce di scambio: avevano compreso fin da subito l'enorme valore di questo seme. Fu infatti così che Cristoforo Colombo scoprì questo seme il 30 luglio del 1502: gli venne offerto dagli aztechi in cambio di altri prodotti. Dobbiamo aspettare però la prima metà del Cinquecento per l'importazione massiccia nel Vecchio Continente, quando Hernán Cortés, il conquistatore del Messico, abbatté l'Impero azteco sottomettendo le popolazioni indigene al regno di Spagna.

Nel Seicento il cacao inizia a essere prodotto anche in Italia, soprattutto a Firenze e a Venezia, poi nell’800 arriva dalla Svizzera l’invenzione del cioccolato al latte, e negli anni Ottanta del Novecento ci spostiamo in Francia con la prima collezione di cioccolato fondente.

Come nasce il cioccolato? Il processo di lavorazione dalle fave di cacao alla tavoletta

Le fave di cacao, una volta raccolte vengono lasciate fermentare, a seconda dei paesi in canestri, in box di legno o sotto foglie di banano al riparo dalla luce: è qui che si sviluppano i precursori degli aromi. Le fave di cacao vengono poi lasciate essiccare al sole, e a questa fase segue un minuzioso controllo di qualità. In seguito i semi di cacao vengono passati alla pulitura per poi essere macinati in maniera grezza con una macchina chiamata “rompi cacao”, che separa la buccia dai granelli di semi di cacao, tramite setacci. I granelli di cacao raccolti vengono poi tostati, passaggio obbligato per consentire agli aromi del cacao di sprigionarsi.

 Le fave di cacao così lavorate, danno vita a tre prodotti differenti:

La pasta di cacao, che è il prodotto puro che si ottiene dalla macinazione, decorticazione e tostatura delle fave di cacao senza aggiunta di zucchero né di latte. Il risultato è una massa morbida e oleosa dall'aroma caratteristico e unico.

Il burro di cacao, la parte più grassa della pasta di cacao, viene estratto dalla macinazione delle fave di cacao con l’ausilio di grosse presse, filtrato e purificato, è chiaro nell’aspetto ed è l’elemento determinante della scioglievolezza del cioccolato.

La polvere di cacao deriva dall'ulteriore macinazione di ciò che rimane delle fave di cacao dopo l’estrazione del burro di cacao, e che viene polverizzata. Quindi se dalla pasta di cacao estraiamo il burro, otteniamo la classica polvere di cacao amaro.

Il cioccolato di Modica

Una nota a parte merita il cioccolato di Modica, che subisce invece un processo di lavorazione differente. Il cioccolato di Modica viene infatti lavorato "a freddo", a una temperatura relativamente bassa (circa 35–40 °C), senza la fase di concaggio, che invece rende liscio il cioccolato tradizionale. Di conseguenza i cristalli di zucchero non si sciolgono, la tavoletta ha una consistenza granulosa e friabile e il gusto del cacao risulta molto intenso e diretto.

Differenze tra cioccolato fondente, al latte, bianco, gianduia, rosa e biondo

Cioccolato fondente

Il cioccolato fondente, per essere considerato tale, deve contenere pasta di cacao in una percentuale non inferiore al 43% del peso complessivo, al quale si aggiungono burro di cacao e zucchero. Per il cioccolato extra fondente la percentuale si aggira tra il 75-85%.

 Cioccolato al latte

Il cioccolato al latte è composto da cacao, in una percentuale compresa tra il 25% e il 30%, insieme a burro di cacao, zucchero e latte in polvere. Prodotto in Svizzera per la prima volta da Daniel Peter verso la fine del XIX secolo, oggi è il tipo di cioccolato più venduto al mondo e rispetto al fondente è più ricco di grassi e zuccheri.

 Cioccolato bianco

Il cioccolato bianco, invece, contiene burro di cacao, latte, zucchero e vaniglia. Di fatto la totale assenza di massa di cacao lo rende l’unico cioccolato non amaro, tanto che non potrebbe essere nemmeno definito cioccolato. È quindi un prodotto molto grasso e dolce, non adatto a chi soffre di glicemia alta, ma più adatto ai bambini perché non contiene molecole nervine stimolanti, per la stessa ragione è adatto anche a chi non assume caffeina.

 Gianduia

Il gianduia, invece, proviene da una ricetta piemontese realizzata per la prima volta nel 1865 a Torino da Caffarel, realizzata con pasta di cacao, polvere di nocciole Gentili delle Langhe e zucchero.

 Cioccolato rosa Ruby

Il cioccolato rosa, lanciato sul mercato dall'azienda produttrice Barry Callebaut nel 2017 con il nome di Ruby cocoa, è un prodotto totalmente naturale, non contiene né aromi artificiali né coloranti, il suo colore dipende da quello del chicco da cui viene estratto e viene mantenuto attraverso un accurato e segreto processo di produzione. Non è amaro come il fondente e neanche dolce e burroso come il cioccolato bianco, inoltre si distacca completamente dal sapore del cioccolato al latte, perché il cioccolato rosa sa sì di cacao, ma contiene note finali fresche e quasi acidule, che ricordano i frutti di bosco.

 Cioccolato biondo

Il cioccolato biondo è un tipo di cioccolato ottenuto dal cioccolato bianco caramellizzato. Durante una lunga cottura a temperatura controllata, gli zuccheri e le proteine del latte subiscono reazioni di caramellizzazione che gli conferiscono un colore dorato-ambrato ("biondo") e un sapore che ricorda il caramello, il toffee e i biscotti.

Ecco due splendide idee per gustarlo.

Tiramisù al cioccolato fondente

Il tiramisù al cioccolato è una versione ancora più golosa del classico tiramisù, il dolce più celebre e amato del mondo che ha anche una giornata dedicata, il Tiramisù day. Il cioccolato viene tritato e amalgamato alla crema pasticciera calda per farlo sciogliere, quindi si uniscono anche panna e mascarpone. Il tiramisù si compone alla maniera classica, con uno strato di savoiardi inzuppati di caffè e uno strato di crema, alternando quella al cioccolato a quella al mascarpone. Dopo qualche ora in di riposo in frigo, il tiramisù può essere servito con il cacao.

Tempo         1h 15min + 4h di raffreddamento

Prodotto      8 porzioni

Ingredienti

350 g mascarpone

300 g panna fresca

290 g crema pasticciera

150 g cioccolato fondente al 60%

savoiardi secchi o morbidi

caffè espresso

cacao amaro

gelatina alimentare in fogli

Procedimento

Step 1

Per la ricetta del tiramisù al cioccolato, ammollate 2 g di gelatina in acqua fredda; scioglietela in 140 g di crema pasticciera calda. Montate 100 g di panna con 250 g di mascarpone e incorporateli delicatamente alla crema.

Step 2

Tritate il cioccolato e amalgamatelo a 150 g di crema pasticciera calda, mescolando finché non si sarà sciolto, poi frullate con un mixer a immersione. Montate 200 g di panna con 100 g di mascarpone e uniteli alla crema al cioccolato.

Step 3

Distribuite uno strato di crema al cioccolato nelle coppe, disponetevi sopra i savoiardi bagnati nel caffè e copriteli generosamente con altra crema al cioccolato. Create un nuovo strato di savoiardi inzuppati e completate con la crema al mascarpone.

Step 4

Sigillate le coppe con una pellicola e ponetele in frigorifero per 4 ore. Servite con cacao.

Torta con lamponi e cioccolato

Tempo         1 ora e 15 minuti più 1 ora di raffreddamento

Prodotto      10-12 persone

Ingredienti

PER LA TORTA

250 g zucchero

200 g farina

200 g mandorle

50 g cacao amaro

30 g lievito in polvere per dolci

6 uova

burro

PER LA FARCITURA

500 g latte

500 g panna fresca

150 g cioccolato fondente 80%

125 g zucchero

40 g amido di mais

mezzo baccello di vaniglia

4 tuorli

lamponi

limone

Procedimento

PER LA TORTA

Step 1

Frullate le mandorle con 50 g di zucchero fino a ridurle in farina.

Step 2

Montate le uova con 200 g di zucchero, poi incorporatevi la farina, le mandorle frullate, il cacao e il lievito setacciati. Versate in uno stampo a cerniera (ø cm 22, h 8 cm) imburrato.

Step 3

Infornate a 170 °C per 30-35 minuti.

PER LA FARCITURA

Step 4

Portate a bollore il latte con il mezzo baccello di vaniglia aperto a metàe le scorze di 1⁄3 di limone.

Step 5

Montate i tuorli con lo zucchero e l’amido di mais setacciato. Stemperateli quindi con una parte del latte caldo, passandolo in un colino; aggiungete infine il latte rimanente. Fate addensare la crema cuocendola a fuoco medio. Copritela con pellicola a contatto e lasciatela raffreddare.

Step 6

Montate la panna, non del tutto, e incorporatela alla crema pasticciera, ormai fredda, mescolando adagio dal basso verso l’alto.

PER COMPLETARE

Step 7

Tagliate la torta in 3 dischi, farciteli con la crema, il cioccolato, in scaglie, e i lamponi. Decorate la superficie con un velo di crema e altri lamponi.

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 


 


giovedì 9 luglio 2026

LA DIETA DI LUGLIO

 


Piatti leggeri per il mese di luglio

di Barbara Asprea

3 Luglio 2026

Come deve essere la dieta in estate? Leggera, bilanciata, antiossidante e capace di reintegrare liquidi e minerali. Proprio come le nostre ricette: piene di alimenti funzionali che nutrono e idratano senza appesantire, aiutando a restare in forma.

 Chicchi idratanti

Non ci si pensa tanto, ma oltre a frutta e verdura – che sappiamo essere ricchissime d’acqua – c’è anche un altro modo per assumere più liquidi durante i pasti: portare spesso in tavola quei cibi che per essere consumati vanno idratati. A colazione, ad esempio, i fiocchi di avena assorbono 3-5 volte il loro peso in liquidi, mentre i semi di chia arrivano a 10-12 volte. A pranzo, ricordiamo che la pasta cotta è composta d’acqua per oltre la metà. Il cuscus assorbe quasi il doppio di acqua rispetto al suo peso, mentre riso, farro e miglio ne assorbono anche il triplo. Il pane ha un contenuto variabile, ma si aggira sul 35% (più alto se integrale). Grissini e cracker, invece, sono secchi: 8,5% e meno del 6%, quindi meglio abbinarli a un bel bicchiere d’acqua!

 Freschezza che fa bene

Per rendere più piacevoli i menu estivi, inserite sempre qualcosa di fresco, ma non ghiacciato. Ad esempio, creme a base di vegetali, sia cotti che crudi. Ispirandovi al gazpacho, la classica minestra fredda spagnola, potete sperimentare diversi sapori, come il nostro gazpacho al mango del lunedì sera. Si tratta di piatti eccezionali: con pochissime calorie aiutano a reintegrare l’acqua e i minerali persi con la sudorazione, fornendo al tempo stesso vitamine, antiossidanti e fibre sazianti. Iniziare un pasto con una zuppa fredda – arricchita, magari, con qualche cereale o crostino – unisce salute e leggerezza. E anche le classiche insalate fredde di cereali (non solo di riso ma anche d’orzo, avena, miglio...) con verdure e legumi, sono gustosi piatti unici.

 Frutta e verdura sotto zero

Una buona abitudine è quella di abbinare gli spuntini di frutta a un bicchiere d’acqua o un infuso freddo, ad esempio con zenzero fresco e qualche foglia  di menta. Così si unisce idratazione e sazietà: l’effetto “mangia e bevi” rende la merenda più soddisfacente, rallenta lo svuotamento gastrico e favorisce  il controllo del peso, soprattutto in un regime ipocalorico. Ma non solo: è rigenerante anche il succo di pomodoro ghiacciato, trasformato in granita e insaporito con limone, basilico o pepe. Più delicata ma altrettanto rinfrescante è la granita di cetriolo, perfetta con le verdure estive. Infine, potete preparare cubetti di ghiaccio con succo di limone o altra frutta a piacere: un modo semplice per rendere l’acqua più invitante e vitaminica.

 Lunedì

Colazione

• Yogurt con 30 g di fiocchi di avena e qualche frutto di bosco

Spuntino

• Una-due pesche

Pranzo

• Linguine integrali (80 g) con zucchine alla piastra, scorza di limone, un cucchiaio d’olio e parmigiano (30 g)

• Insalatina con un cucchiaino d’olio e limone

Spuntino

• Un infuso e 15 g di mandorle

Cena

Gazpacho piccante di mango al cocco

• Datterini gialli con menta tritata e un cucchiaino d’olio • Una-due fette di pane (40 g)

Gazpacho piccante di mango al cocco

Frullate la polpa di un mango ben maturo (200 g circa) con 30 ml di latte di cocco (il tipo in lattina), 30 ml di latte e 50 g di yogurt bianco (vaccini o vegetali). Unite nel mixer una spolveratina di sale, una presa di peperoncino o di pepe di cayenna (oppure di paprica se non amate il piccante) e qualche foglia di menta. Ora frullate di nuovo fino a ottenere una crema liscia. Trasferite la zuppa in una ciotola e fatela raffreddare in frigo per almeno un’ora. Servitela ben fredda, completandola con foglioline di menta, ancora una presa di peperoncino o paprica, e, a scelta una spruzzata di succo di lime.

 

Martedì

Colazione

• Latte o bevanda vegetale con pane integrale (40 g) e 2 cucchiaini di composta di frutta

Spuntino

• 2-3 prugne viola

Pranzo

Paella in padella ai pomodori arrosto • Insalata di cetrioli con un cucchiaino d’olio e menta

Spuntino

• Un infuso e una fetta di anguria

Cena

Minestra fredda di pasta (40 g) e ceci (150 g) in brodo vegetale, con origano, peperoncino e un cucchiaino d’olio. Insalata mista con un cucchiaino d’olio e limone.

Paella in padella ai pomodori arrosto

Tagliate a metà una dozzina di pomodorini piccadilly e in una ciotola conditeli con un cucchiaino d’olio e sale, poi sistemateli in una piccola teglia con il taglio verso l’alto e infornateli a 230 °C per circa 20 minuti, finché sono ben arrostiti e quasi bruciati ai bordi. Nel frattempo, fate appassire in un padellino antiaderente mezza cipollina in un cucchiaino d’olio e un goccio d’acqua. Unite un cucchiaino raso di concentrato di pomodoro, un pizzico di paprica dolce e 70 g di un riso a chicco corto, lasciandolo insaporire per un paio di minuti. Versate 250 ml di brodo vegetale caldo (o acqua poco salata), mescolate brevemente e coprite bene con il coperchio. Fate cuocere a fuoco basso per circa 15 minuti o finché il liquido è assorbito. Poco prima di levare dal fuoco mescolate un pizzico di zafferano. Lasciate riposare il riso per qualche minuto prima di stenderlo nel piatto, ricoprirlo con i pomodorini e completarlo con 30 g di pecorino grattugiato.

 

Mercoledì

Colazione

• Un frullato denso con yogurt vegetale, melone e mirtilli

• Due fette biscottate con un cucchiaino di composta di frutta

Spuntino

• Due-tre albicocche

Pranzo

• Un burger vegetale alla piastra

• Julienne di carote con un cucchiaino d’olio e limone • Due-tre fette di pane integrale (60 g)

Spuntino

• Un infuso e 15 g di mandorle

Cena

Melanzane farcite alla parmigiana

• Patate novelle (200 g) al vapore condite con un cucchiaio d’olio e peperoncino

Melanzane farcite alla parmigiana

Tagliate a metà per il lungo una melanzana piccola (circa 200 g) e lunga, incidete la polpa a griglia con un coltello e sistematela su una teglia foderata con carta da forno. Spennellate la parte del taglio con poco olio, salate leggermente e infornate a 200 °C per circa 25 minuti o fino a quando le due metà risultano morbide. Estraete da ciascuna la polpa centrale con un cucchiaio, facendo attenzione a non rompere la buccia, in modo da ricavare delle barchette. Tritate grossolanamente la polpa e mescolatela con 60 g di mozzarella a dadini piccoli, un cucchiaio di pangrattato, qualche foglia di basilico e un pizzico di origano. Riempite le barchette con il composto e infornatele di nuovo per 10 minuti, finché la mozzarella diventa filante e la superficie si colora leggermente. Servitele tiepide o fredde, volendo con una cucchiaiata di salsa di pomodoro e qualche foglia di basilico.

 

Giovedì

Colazione

• Yogurt con 30 g di fiocchi di avena e un’albicocca

Spuntino

• Due-tre prugne viola

Pranzo

Insalata di pasta fredda con peperoni, fagioli e capperi

Spuntino

• Un infuso e una fetta di melone

Cena

• Minestrone estivo di sole verdure con 30 g di crostini di pane

• Un uovo sodo con cetrioli in insalata e un cucchiaio d’olio

Insalata di pasta fredda con peperoni, fagioli e capperi

Affettate una cipolla rossa piccola e stufatela in padella con un cucchiaino d’olio e qualche cucchiaio d’acqua. Quando inizia ad ammorbidirsi, unite un gambo di sedano a fettine sottili, mezzo peperone rosso e mezzo giallo a striscioline (oppure un peperone grande, se preferite), 100 g di fagioli cannellini cotti.

Salate leggermente, coprite e lasciate cuocere a fuoco dolce per 15-20 minuti, aggiungendo poca acqua se serve. Qualche minuto prima di finire la cottura unite un cucchiaino di capperi dissalati e 2-3 olive nere a rondelle. Levate dal fuoco e lasciate intiepidire, poi aggiungete qualche foglia tritata di basilico e di menta. Nel frattempo, lessate 70 g di pasta integrale corta (tipo fusilli o farfalle), scolatela al dente, passatela sotto l’acqua fredda e conditela con la peperonata a temperatura ambiente. Completate con un cucchiaino d’olio, mescolate bene e fate riposare in frigo prima di servire.

 

Venerdì

Colazione

• Un frullato con latte o bevanda vegetale, mango e lamponi

• Due fette biscottate integrali con un cucchiaino di composta di frutta

Spuntino

• Una-due pesche

Pranzo

Quinoa in crema di zucchine al basilico e feta

• Insalata di pomodori con un cucchiaino d’olio e basilico

Spuntino

• Un infuso e 20 g di mandorle

Cena

• Fiocchi di latte (100 g) con origano e pepe • Fagiolini lessati con un cucchiaio d’olio e limone

• Una-due fette di pane (40 g)

Quinoa in crema di zucchine al basilico e feta

Affettate sottilmente una cipollina rossa piccola e stufatela in padella con un cucchiaino d’olio, un pizzico di sale e qualche cucchiaio d’acqua. Aggiungete 200 g di zucchine a rondelle sottili, coprite col coperchio e proseguite per una decina di minuti, finché le zucchine sono cotte. Nel frattempo lessate 60 g di quinoa in acqua leggermente salata per il tempo indicato sulla confezione (di solito 12-15 minuti), poi scolatela bene, conditela con un cucchiaino d’olio e lasciatela intiepidire. Levate le zucchine dal fuoco, unite una manciatina di basilico e frullatele col mixer a immersione ottenendo una crema liscia e profumata, da aggiustare di sale. Stendete la crema sul piatto, aggiungete la quinoa e cospargete 40 g di feta sbriciolata e altro basilico sminuzzato.

 

Sabato

Colazione

• Latte o bevanda vegetale con pane integrale (40 g) e 2 cucchiaini di composta di frutta

Spuntino

• Due-tre albicocche

Pranzo

• Farfalle (70 g) con melanzane alla piastra, un cucchiaio d’olio, basilico e pecorino (30 g)

• Insalata mista con un cucchiaino d’olio e limone

Spuntino

• Un sorbetto di frutta (100 g)

Cena

Insalata estiva di pomodori, borlotti freschi e cipollotti

• Bruschette di pane tostato con aglio (50 g)

Insalata estiva di pomodori, borlotti freschi e cipollotti

Affettate finemente un cipollotto rosso (solo la parte tenera) e lasciatelo a bagno in acqua molto fredda per almeno 30 minuti, in modo da renderne il sapore più delicato. Nel frattempo, tagliate a metà 100 g di pomodorini e in una ciotola conditeli con un pizzico di sale, di pepe, un cucchiaino d’olio, un cucchiaino di aceto di vino rosso (o succo di limone) e una punta d’aglio grattugiato. Mescolate bene e lasciateli insaporire. Scolate e asciugate il cipollotto, poi unitelo ai pomodori insieme a 150 g di borlotti freschi già lessati (o confezionati, in mancanza) e a qualche foglia di origano fresco. Lasciate riposare l’insalata per qualche minuto.

 

Domenica

Colazione

• Un tè verde e una brioche integrale

Spuntino

• Due-tre prugne viola

Pranzo

• Insalata fredda con dadini di anguria, cetrioli, olive nere e primosale (40 g), un cucchiaio d’olio, pepe e menta

• Due-tre fette di pane tostato (60 g)

Spuntino

Cheesecake light al melone nel bicchiere

Cena

• Tofu affumicato alla piastra (80 g)

• Patate novelle al vapore (200 g) con fagiolini lessi, pomodorini e rucola, un cucchiaio d’olio e basilico

Cheesecake light al melone nel bicchiere

Tritate finemente 2-3 frollini al cioccolato (circa 20 g) e pressateli sul fondo di un bicchiere da dessert o di una coppetta. In una ciotola mescolate 50 g di ricotta con un cucchiaio di yogurt greco e un cucchiaino raso di miele (o di sciroppo d’acero), fino a ottenere una crema liscia e morbida. Versatela sopra la base e livellatela. Ricoprite la superficie con cubettini di melone e qualche lampone o mirtillo. Lasciate riposare il dessert in frigorifero almeno 30 minuti prima di servirlo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



martedì 7 luglio 2026

Buon compleanno Loris

 



........e siamo arrivati "nel mezzo del cammino di nostra vita". Come ci si sente? Senz'altro più maturi e rensponsabili, con tanta energia da incanalare in nuovi progetti. Hai già fatto un buon tratto di vita e tanta.....tanta....tanta ne devi ancora fare con la mia benedizione.

Eccoti dei consigli non richiesti per il giorno del compleanno.

Cosa vedere nei dintorni di Parigi: 8 posti da non perdere assolutamente

È una delle città più romantiche del mondo, i suoi monumenti sono da sempre delle cartoline che incantano visitatori, cantanti e scrittori, visitarla almeno una volta nella vita è quasi un imperativo per ogni turista che si rispetti. Eppure, c’è tantissimo da vedere nei dintorni di Parigi, la Ville Lumière che si esplora in più di un giorno, per lasciare poi spazio ai suoi dintorni più eleganti. Andiamo dunque a scoprire 8 posti da vedere vicino alla capitale francese: otto destinazioni che meritano una visita, tutte accessibili con i mezzi pubblici.​

Indice dei contenuti

Amiens e la cattedrale gotica più grande di Francia

Reims e le sue cantine

Rouen, dove fu giustiziata Giovanna d’Arco

Giverny, la città di Monet

Versailles, la Reggia delle meraviglie

Chartres, tra cattedrali e labirinti

Fontainebleau, un castello e la sua foresta

Chambord, dove Leonardo da Vinci

 

Amiens e la cattedrale gotica più grande di Francia

Amiens, nel cuore della Piccardia, ospita la più grande cattedrale gotica di Francia, la Cathédrale Notre-Dame, patrimonio UNESCO. Da non perdere i canali Hortillonnages, giardini galleggianti visitabili in barca, e la casa-museo di Jules Verne. Per un assaggio locale, provate la ficelle picarde, una crêpe ripiena tipica della regione. Per raggiungere Amiens, si può prendere un treno TER dalla Gare du Nord di Parigi, con un viaggio che dura circa 1 ora e 30 minuti.

Reims e le sue cantine

Nel cuore della Champagne, Reims vanta la cattedrale dove furono incoronati i re di Francia e le storiche cantine di champagne come Pommery e Taittinger. La città è anche sede del Museo della Reddition, legato alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Da Parigi, è possibile prendere un TGV INOUI dalla Gare de l’Est e Reims si raggunge in circa 46 minuti.

Rouen, dove fu giustiziata Giovanna d’Arco

Rouen, in Normandia, è la città delle cento guglie. La Cathédrale Notre-Dame, immortalata da Monet, domina il centro storico con le sue case a graticcio e il Gros-Horloge, un grande orologio astronomico. Qui fu giustiziata Giovanna d’Arco e un museo ne racconta la storia. Per raggiungere Rouen, i treni TER partono dalla stazione Gare Saint-Lazare di Parigi e impiegano circa 1 ora e 30 minuti.

Giverny, la città di Monet

Giverny è il luogo dove Claude Monet visse e dipinse i suoi celebri giardini. La casa e i giardini, con il famoso ponte giapponese e le ninfee, sono una tappa obbligata per gli amanti dell’impressionismo. Per raggiungerla, basta prendere un treno da Parigi Gare Saint-Lazare a Vernon (circa 50 minuti), per poi proseguire con un autobus o un taxi per Giverny (10 minuti).

Versailles, la Reggia delle meraviglie

Questa cittadina si trova a circa 20 km a sud-ovest di Parigi, ed è celebre per la Reggia di Versailles, uno dei più grandi e celebri palazzi al mondo, simbolo del potere assoluto della monarchia francese sotto Luigi XIV, il Re Sole. La Sala degli Specchi, i giardini alla francese e il Trianon: queste le attrazioni principali del complesso, che è vasto e richiede almeno una giornata per una visita completa. Nei giardini si susseguono viali perfettamente simmetrici, fontane scenografiche e statue mitologiche. In estate si tengono le Grandes Eaux Musicales, spettacoli di giochi d’acqua accompagnati da musica. Il palazzo è aperto tutti i giorni tranne il lunedì. I giardini sono sempre accessibili ed è vivamente consigliato acquistare i biglietti per la Reggia di Versailles online, per risparmiare e accedere senza code. Da Parigi, si può prendere la linea RER C, che impiega circa 30 minuti per arrivare alla stazione di Versailles Château – Rive Gauche.

Chartres, tra cattedrali e labirinti

Chartres è famosa per la sua cattedrale gotica, anch’essa patrimonio UNESCO, con vetrate medievali straordinarie.  Al suo interno, sul pavimento della navata, si trova un labirinto che simboleggia il cammino dell’uomo verso Dio. È possibile percorrerlo solo di venerdì, a partire dalla Quaresima, fino al giorno di Ognissanti. Il centro storico conserva un’atmosfera medievale, con case a graticcio e la pittoresca passeggiata lungo il fiume Eure. I treni TER partono dalla Gare Montparnasse di Parigi e impiegano circa 1 ora e 13 minuti per raggiungere Chartres.​

Fontainebleau, un castello e la sua foresta

Il castello di Fontainebleau è stato residenza di re e imperatori per otto secoli. Circondato da una vasta foresta, è ideale per escursioni a piedi o in bicicletta. Per raggiungerlo, prendere un treno Transilien linea R da Parigi Gare de Lyon a Fontainebleau-Avon (circa 40 minuti), poi l’autobus linea 1 o una passeggiata di 2,9 km fino al castello.

Castello di Chambord

....dove Leonardo da Vinci visse gli ultimi anni di vita

Il castello di Chambord, capolavoro del Rinascimento francese immerso nella foresta della Loira, è noto per la sua scala a doppia elica attribuita a Leonardo da Vinci. Per raggiungerlo, si prende un treno TER dalla Gare d’Austerlitz di Parigi fino a Blois-Chambord, per una durata di circa 1 ora e 20 minuti. A seguire, c’è una comoda navetta che conduce fino al castello.​ Qui, è possibile effettuare la visita, anche prenotando in anticipo i biglietti per il Castello di Chambord su Civitatis.com.

Un sentito ringraziamento a questo viaggiatore sconosciuto

https://turistipercaso.it/diari-di-viaggio/bretagna-e-normandia-il-nostro-viaggio-lungo-10-giorni-fra-storia-arte-e-natura-nel-nord-della-francia.html

 





domenica 5 luglio 2026

Polpette, polpette, polpette e Gelo di cannella

Adoro le polpette! Ne preparerò molte in questa estate torrida.


Le polpette di piselli e salsa di yogurt sono una ricetta vegetariana per un antipasto di Pasqua, dalla preparazione facile e veloce che è buonissima anche adesso. Lo chef Andrea Aprea, due stelle Michelin con il suo ristorante a Milano ha commentato così: «Questa ricetta è interessante, pulita, un buon aperitivo».

Tempo: 30 minuti più 30 minuti di riposo

Prodotto   per 8 persone

Ingredienti

400 g piselli lessati

200 g yogurt greco

70 g farina di ceci

50 g prezzemolo

2 cipollotti

1 spicchio di aglio

1 lime

limone

menta

erba cipollina

cumino in polvere

olio di semi di girasole

olio extravergine di oliva

sale

pepe

Procedimento

Step 1

Raccogliete nel mixer le foglie di prezzemolo mondato e asciutto, le foglie di 5 rametti di menta, la scorza e il succo di mezzo limone, i cipollotti a pezzetti, l’aglio privato della buccia e dell’anima, 1 cucchiaino di cumino.

Step 2

Tritate brevemente e aggiungete i piselli ben scolati e asciugati e la farina di ceci. Frullate tutto fino a ottenere un impasto omogeneo e compatto. Aggiustate di sale e pepe. Lasciate riposare l’impasto in frigorifero per 30 minuti.

Step 3

Riprendete l’impasto e formate 30 polpette di circa 20 g l’una.

Step 4

Salsa di yogurt: Unite in una bacinella lo yogurt, la scorza e il succo del lime, l’erba cipollina tritata (10-12 foglie), un pizzico di sale, 1 cucchiaio di olio extravergine, pepe e amalgamate bene.

Step 5

Friggete le polpettine in abbondante olio di semi a 170 °C, poche per volta, tenendole girate, per circa 3 minuti.

Step 6

Scolatele su carta da cucina.

Step 7

Servitele calde o tiepide con la salsa allo yogurt.


.........e  GELO DI CANNELLA

Il gelo di cannella è un dolce freddo al cucchiaio della tradizione siciliana da servire direttamente nel bicchiere durante le calde giornate estive.



Preparate il gelo di cannella in anticipo in modo che abbia il tempo di raffreddarsi alla perfezione e servitelo a cubotti dentro calici o bicchieri da cocktail. Potete addirittura usarlo come creativo arricchimento dei vostri drink in occasione di un aperitivo tra amici.

La ricetta del gelo di cannella

Per fare il gelo di cannella vi servono solo tre ingredienti, zucchero, amido di mais e cannella. La cannella va messa in infusione in acqua per una notte in frigo. Si fa poi bollire e, una volta raffreddata, si aggiungono zucchero e amido di mais. Si porta di nuovo a bollore, poi si versa negli stampi e si fa riposare una notte.

 Tempo           30min + 2 notti di riposo

Prodotto       8-10 persone

Ingredienti

300 g zucchero

100 g amido di mais

15 g stecche di cannella

Procedimento

Step 1

Per la ricetta del gelo di cannella, mettete in infusione in 1 litro di acqua le stecche di cannella per una notte, riponendo il contenitore in frigorifero.

Step 2

Portate poi tutto a bollore, filtrate, spegnete e lasciate raffreddare.

Step 3 Unite l’amido di mais e lo zucchero semolato, mescolate e controllate che non si siano formati grumi.

Step 4

Riportate sul fuoco e cuocete a fiamma bassa, sempre mescolando, fino al bollore.

Step 5

Versate il composto in uno stampo rotondo (ø 20 cm, h 5 cm) e ponete di nuovo in frigorifero a raffreddare per tutta la notte.

Step 6

Sformate il gelo di cannella e servitelo, intero o a cubotti, decorando a piacere con frutta secca spezzettata e fiori edibili.

Abbinamento vino: scegliete un rosso dolce e spumeggiante, come la Malvasia di Castelnuovo Don Bosco Rosetta 2021 di Bava, con intriganti profumi di ciliegia, fragola e rosa canina e un gusto vivace, armonioso, appena tannico. 11 euro, bava.com

 

 

 

 

 

 


 

venerdì 3 luglio 2026

PROTEGGERSI, PROTEGGERSI TUTTO L’ANNO!

E' estate, fa caldo e trascorriamo molte ore all'aperto, a bordo piscina e godiamo degli spruzzi di acqua che ci piovono addosso. il sole è la cosa più bella del creato, ci nutre portando a maturazione i frutti della natura, ci dà luce e ci riscalda, ma i suoi raggi possono essere anche molto pericolosi.

Questo è il punto numero 1 che spesso trascuri quando applichi la crema solare.

Stai forse trascurando una zona chiave in cui si sviluppano i tumori della pelle?

Come la maggior parte delle persone attente alla salute, sono assolutamente ossessionata dall'applicare la crema solare prima di trascorrere una giornata al sole. Ma quando esco di fretta per portare a spasso il cane o per fare un salto al supermercato, devo ammettere che a volte sono un po' disattenta. Metto una crema con un alto SPF sul viso e poi spruzzo velocemente su braccia e gambe, sperando di aver coperto tutte le zone. E so di non essere l'unica. Ma quando ci spalmiamo la crema in fretta, non rischiamo di compromettere la protezione solare?

È fondamentale assicurarsi di utilizzare la protezione solare con il fattore SPF corretto, perché "l'uso quotidiano e costante della protezione solare ha dimostrato di ridurre il rischio di melanoma e carcinoma a cellule squamose", afferma la dottoressa Tiffany J. Libby, direttrice della chirurgia micrografica di Mohs e dermatologica presso la Brown Dermatology di Providence, Rhode Island. "È anche il principale intervento anti-età, poiché dall'80% al 90% dell'invecchiamento cutaneo visibile è causato dall'esposizione ai raggi UV".

Ma la crema solare è efficace solo se applicata accuratamente, aggiunge il dottor Joshua Zeichner, professore associato di dermatologia al Mount Sinai Hospital di New York. "Quindi bisogna assicurarsi di non tralasciare nessuna zona", afferma. Uno studio, pubblicato sulla rivista scientifica PLOS One , ha rilevato che le persone non proteggono il 20% della pelle esposta al sole!

Dove dovremmo applicare la crema solare... ma che spesso non applichiamo? E quali altri errori con l'SPF mettono a rischio la nostra pelle? Per scoprirlo, ho chiesto alla Dott.ssa Libby e al Dott. Zeichner tutto ciò che c'è da sapere sulla protezione solare. Continuate a leggere per scoprire le zone sorprendenti che trascuriamo, i modi migliori per applicare la crema solare e i trucchi per mantenere la pelle completamente protetta quest'estate e ogni giorno dell'anno.

Dove la maggior parte delle persone si dimentica di applicare la crema solare?

Ci sono alcune zone chiave che spesso trascuriamo, ma una delle più importanti è il cuoio capelluto, compresa la riga e l'attaccatura dei capelli. Che abbiate una chioma folta o rada, è fondamentale applicare la protezione solare anche in quella zona. "Vedo spesso casi di tumore della pelle nella parte alta della fronte, proprio all'attaccatura dei capelli", afferma il Dott. Zeichner. "Assicuratevi di applicare la crema solare anche sull'attaccatura dei capelli per evitare di tralasciare alcuna area". In alternativa, potete utilizzare uno spray, facile da applicare sulla parte superiore della testa.

Perché è così importante trattare questo argomento?

È fondamentale applicare una protezione solare sul cuoio capelluto e sull'attaccatura dei capelli, poiché queste sono zone comuni di insorgenza di tumori cutanei. Il melanoma del cuoio capelluto è una preoccupazione particolare. Il melanoma del cuoio capelluto, che è sei volte più frequente negli uomini che nelle donne, tende ad essere più aggressivo rispetto ai melanomi in altre parti del corpo, secondo una revisione di studi del 2021. Inoltre, a volte viene diagnosticato tardi perché può essere difficile da individuare sotto i capelli.

La cosa migliore da fare è prestare attenzione alla protezione solare del cuoio capelluto, sottoporsi a controlli dermatologici annuali e prendere l'abitudine di indossare un cappello a trama fitta.

Quali altre parti del corpo tendiamo a trascurare?

Ci sono altre zone del viso e del corpo che tendiamo a trascurare quando applichiamo la crema solare. Secondo gli esperti, queste sono le più importanti:

Labbra: Molte persone si dimenticano di usare il balsamo labbra con SPF e, di conseguenza, "osserviamo un numero significativo di lesioni precancerose e cancerose in quella zona", afferma la dottoressa Libby.

Orecchie, palpebre e naso: "Come chirurgo specializzato nella chirurgia di Mohs, riscontro con particolare frequenza tumori della pelle su orecchie e naso, zone in cui l'esposizione ai raggi UV è elevata ma l'applicazione della protezione solare è spesso discontinua", afferma il dottor Libby. (La chirurgia di Mohs prevede l'asportazione di sottili strati di pelle per rimuovere i tumori.)

Parte superiore centrale della schiena: questa zona è appena oltre la portata del braccio, e questo è un problema. "È molto difficile per una persona applicare la crema solare sulla schiena senza tralasciare delle aree", afferma il Dott. Zeichner. "Assicuratevi di avere un amico che vi aiuti con l'applicazione della crema solare". Già che ci siete, assicuratevi che vi protegga anche la nuca e le gambe.

Come proteggere la pelle dai raggi solari aggressivi?

Innanzitutto, assicuratevi di utilizzare una crema solare ad ampio spettro con un SPF di 30 o superiore. Non importa se scegliete una protezione minerale/fisica (come l'ossido di zinco) o chimica, afferma la dottoressa Libby, purché la usiate con costanza. "L'efficacia dell'SPF dipende da come lo si applica", spiega. La maggior parte di noi ne usa solo il 25-50% della quantità necessaria, quindi non otteniamo il livello di protezione che pensiamo. "Il cancro della pelle raramente è causato da una singola brutta scottatura, ma da anni di protezione insufficiente", sottolinea.

Pronti a migliorare la vostra protezione solare? Seguite questi consigli da professionisti:

Non lesinate: "Per il corpo vi serve circa un bicchierino da liquore e per il viso una quantità pari a una moneta da cinque centesimi per raggiungere il fattore di protezione solare (SPF) indicato", afferma la dottoressa Libby. Il dottor Zeichner condivide questo trucco per assicurarsi di usarne a sufficienza sul viso: applicate una linea di prodotto sull'indice e sul medio, partendo dalla punta fino al palmo. "Questa regola delle due dita è generalmente sufficiente per coprire tutto il viso", spiega.

Riapplicare spesso: applicare una maggiore quantità di prodotto ogni due ore, o più frequentemente se si suda o si nuota , perché la protezione diminuisce nel tempo, afferma la dottoressa Libby. Con il passare del tempo, gli ingredienti chimici delle creme solari si inattivano e quelli minerali si aggregano, aggiunge il dottor Zeichner, "perdendo così efficacia e potreste pensare di essere protetti dal sole quando in realtà non lo siete".

Come individuare lo spray: quando si utilizza una protezione solare spray, tenere il flacone a circa 2,5 cm dalla pelle e spruzzare fino a quando la pelle non inizia a brillare, quindi massaggiare fino a completo assorbimento, spiega il Dott. Zeichner. "Se non si vede la protezione solare sulla pelle, significa che non è stata applicata correttamente."

Continua ad applicare: quando proteggi la pelle con una crema solare in stick, strofinala avanti e indietro per quattro volte per assicurarti di averne applicata una quantità sufficiente, consiglia il dottor Zeichner. Poi massaggia la crema solare con la mano.

Pensate oltre l'SPF: "Non affidatevi solo alla crema solare, abbinatela a comportamenti protettivi come cappelli, occhiali da sole e cercare l'ombra, soprattutto durante le ore di massima intensità dei raggi UV", afferma la dottoressa Libby. "Dico sempre ai miei pazienti: la crema solare funziona meglio se inserita in una strategia di protezione solare più ampia, non da sola."

 

mercoledì 1 luglio 2026

BENVENUTO LUGLIO 2026


 

Happy July! E buone vacanze, perché in tanti scelgono proprio Luglio, meno affollato e più economico di agosto, per le proprie ferie! 3 curiosità su questo bel mese: 1) è il più caldo dell’anno, lo sapevi? Secondo le statistiche, infatti, Luglio, e non Agosto, tende a registrare temperature medie più alte rispetto a qualsiasi altro mese, specialmente in Europa, Asia, Nord America e Nord Africa. 2) prende il nome da Giulio Cesare, nato il 12 di questo mese. Sai che fu rinominato in suo onore nel 44 a.C., sostituendo il nome originale? Prima si chiamava Quintilis, che indicava, appunto, il quinto mese dell’antico calendario romano.

 Infine, 3) Luglio, nel mondo, è ricco di celebrazioni. Negli Stati Uniti, il 4 si festeggia il Giorno dell’Indipendenza, mentre qui in Italia c’è il mitico Palio di Siena, una delle competizioni equestri più famose e antiche del mondo. Meno importanti ma comunque suggestive, ci sono anche le prime serate piene di stelle, in cui le Perseidi, uno degli sciami meteorici più famosi, iniziano a farsi vedere chiari nel cielo, verso la fine del mese.



    Quanta abbondanza di frutta in questo mese!

Nei campi le spighe di grano sono bionde e gonfie, è ora di mietere il grano!

Il mese di luglio è dedicato al dio Apollo, dio del sole e delle arti!


In questa estate così calda chi può vada al mare, ai laghi, in montagna!