Perché questa metamorfosi in
autunno così repentina? Presto detto. Nel giro di poche settimane la produzione
di clorofilla diminuisce e il verde arretra, lasciando emergere sfumature di
giallo e arancio; in molte specie si attivano i pigmenti che accendono i rossi.
I faggi virano verso l’oro e il rame; le querce trattengono i tannini caldi e
bruni. Il foliage è un irripetibile
spettacolo in technicolor che rende ogni autunno unico. Chi vive in città
rumorose e con poco verde deve assolutamente cercare il contatto con la Natura
in questo periodo in cui la Natura
cambia “pelle”. Camminare tra gli alberi invita la mente a sintonizzarsi su
un intero micromondo che sa di muschio dal profumo pungente, di fruscio leggero
delle foglie che cadono. Ci sono tanti luoghi nel mondo in cui si può assistere
a questa meraviglia multicolore. Ne cito solo alcuni. In Canada c’è un percorso che tra la fine di settembre e tutto ottobre
si accende di giallo, arancio e rosso lungo 950 km da Cape Breton Highlands al Golfo
di San Lorenzo. In Inghilterra
si può visitare New Forest, un bosco
millenario, nata nel 1079 come riserva reale di caccia di Guglielmo il
Conquistatore. Qui ci sono boschi antichi, brughiere, prati torbiere, corsi
d’acqua e radure aperte. E’ estesa fra
le contee dell’Hampshine e del Wiltshire e dal 2005 Parco Nazionale. La New Forest si presta anche a essere
percorsa in bicicletta grazie agli oltre 160 kilometri di itinerari segnalati
fra boschi e piccoli villaggi. Nel cuore dell’Allier,
in Auvergne, si trova la Foret de
Troncais, in Francia, con i suoi grandi paesaggi forestali. La foresta
custodisce alberi storici di oltre due secoli: tra i più maestosi c’è il Chene de la Résistance, un rovere
monumentale di circa 41 metri situato nel cuore di Troncais. In Italia e
precisamente in Toscana andiamo a Vallombrosa a visitare la foresta dei monaci.
Un foliage di quasi mille anni di storia forestale, da quando Giovanni
Gualberto fondò l’abbazia di Vallombrosa nell’XI secolo, qui i monaci
cominciarono a governare i boschi di Pratomagno. Qui le faggete nei mesi
autunnali passano dal giallo al rame, mentre gli abeti conservano il verde
scuro. In Abruzzo, siamo in una regione italiana montuosa e collinosa che si
affaccia sul mare Adriatico con una sottile striscia pianeggiante, possiamo
camminare nel Bosco della Difesa, alle
porte di Pescasseroli. Qui le chiome dei grandi faggi passano dal verde
brillante alle calde sfumature del giallo e del ruggine. Poco distante si
sviluppa l’area di Coppo del Principe,
uno dei nuclei di faggeta vetusta più preziosi del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, i cui alberi secolari sono stati formalmente riconosciuti
dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità.
IL MONDO DI MARUSKA
Appunti, curiosità, note di viaggi, esperienze......che costituiscono un interesse per me
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martedì 27 ottobre 2026
FOLIAGE - I COLORI DELL’AUTUNNO
sabato 24 ottobre 2026
LUNA PIENA 26 OTTOBRE 2026
Ciao,
Domenica 25 ottobre, è la vigilia della Luna Piena, mentre la
luna piena è il 26 ottobre alle 05:11, nel segno del Toro.
Domenica, mentre prepari gli oggetti da esporre alla luna, ti
propongo di fare spazio anche a qualcosa che desideri sentire: la gioia di
ricevere.
Scegli un posto sul davanzale, sul terrazzo o in giardino e
disponi il tuo quaderno dei desideri, l’acqua informata, oggetti e gioielli che
vuoi affidare simbolicamente alla luce lunare.
Da gennaio puoi usare come quaderno dei desideri alla luna la nuova
AGENDA DELLE 13 LUNE 2027!
Puoi preparare tutto prima di dormire, lasciando gli oggetti
esposti durante la notte.
Prenditi qualche minuto per farlo con presenza. Senti il
fresco del recipiente fra le mani, osserva un riflesso di luna su un gioiello,
rileggi una frase della tua lista. Lascia che questi piccoli gesti diventino un
momento piacevole, tutto tuo.
Immagina che la luna e l'Arcangelo Haniel NON VEDANO L'ORA di
MANDARTI TUTTO CIO' CHE DESIDERI e nel frattempo rendono i tuoi oggetti
benedetti, sacri, carichi di energia.
Nella simbologia del Toro troviamo il piacere delle cose
concrete, la cura, la bellezza che si lascia toccare. Puoi portare questo
spirito nel tuo rito: scegli un recipiente che ami, sistema con cura i tuoi
oggetti, appoggia il quaderno della luna dove ti piace vederlo.
All’acqua puoi affidare una parola che esprima la tua intenzione.
A un gioiello puoi associare una qualità da ricordare quando
lo indosserai. Alla lista dei desideri puoi dedicare il tempo di una rilettura,
ascoltando quali desideri ti fanno sorridere davvero.
La preparazione stessa può diventare un primo assaggio della
gioia che desideri.
Se vuoi, invita anche una persona cara a dirti che cosa desidera e, con il suo consenso, aggiungi sul tuo quaderno desideri anche per lei. Sarà un modo affettuoso di dedicarle un pensiero.
Prima di lasciare i tuoi oggetti alla notte, fermati un
istante e pronuncia:
«Ho accolto dentro di me con immensa gioia il bene che
desidero e mi sono sentita pronta a riceverlo.»
Se stai già facendo l’esercizio dei 150 desideri, esponi
anche quel quaderno: dedica a quelle pagine uno sguardo nuovo, immaginando una
piccola scena in cui uno dei tuoi desideri è già realtà.
Poi concediti di stare lì ancora un momento, sotto il cielo,
(o in casa se brutto tempo), con il piacere semplice di aver dato forza ai tuoi
desideri e di aver preso tempo per TE♥️.
Buona vigilia di Luna Piena 🌕
Con amore e gratitudine,
Alessandra
_________________________
P.S. NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS
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domenica 25 ottobre Corso Mooncards Reader con Roberta Cramarossa. Info e
prenotazioni robicrama69@gmail.com
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Mercoledì 28 ore 20:30 zoom gratuita con me e Giusy Pavia "Angeli e Guide
al tuo Servizio", per vedere con gli occhi degli angeli la realtà che
vorremmo diversa. Link zoom per collegarti
✅
Lunedì 2 novembre partono i gruppi WhatsApp dei 150 desideri!
Scriveremo 5 desideri al giorno per 30 giorni, condividendo
ispirazione e coperte. Questa volta sarò anch’io in tutti i gruppi!
Per partecipare occorre avere l’ebook “150 desideri”,
acquistabile a 17 €, e versare la quota di partecipazione ai gruppi di 20 €
entro venerdì 30 ottobre. Se hai già l’ebook, versi soltanto la quota del
gruppo.
✅ Vuoi
esplorare le resistenze ai tuoi desideri?
A volte desideriamo un cambiamento e, insieme, temiamo ciò
che potrebbe comportare. Nella registrazione trovi l’esercizio per ascoltare
queste esitazioni e formulare desideri più vicini a ciò che vuoi davvero vivere.
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più di quanti ne puoi leggere) da oggi
fino a domenica: hai 45 giorni gratis! Dopo puoi confermare
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venerdì 23 ottobre 2026
mercoledì 21 ottobre 2026
Uscito il 3° volume di Angelica la marchesa degli angeli
La casa editrice TEA come aveva
promesso ha pubblicato il terzo volume della saga di “Angelica marchesa degli
angeli” che ben conosciamo noi fan dell’eroina leggendaria, ribelle, libera,
l’eroina che vive in tutte le donne di tutti i tempi. Come sappiamo questa saga
ha avuto diversi editori negli anni passati. La saga se la sono contesa
veramente molti ed è andata a ruba, c’ è chi ha avuto la fortuna di acquistarla
tutta e chi non è riuscita ad acquistare gli ultimi libri e vedere come finisce
la storia avventurosa della bellissima Angelica. Io per esempio ho acquistato
diversi libri su eBay, ma non ho l’ultimo: “La vittoria di Angelica”. La casa
editrice TEA si è ripromessa con questa ristampa e cosa eccezionale in forma
integrale, cosa che tutte le altre ristampe non lo sono state, che arriverà a
stampare l’ultimo libro solo se ci sarà un apprezzamento da parte del pubblico.
Quindi, se vogliamo avere l’intera saga e leggere o rileggere le avventure di
Angelica bisogna acquistare questi volumi ogni qualvolta sono stampati.
domenica 18 ottobre 2026
Crostata di castagne con pere e cremoso al gianduia
L'autunno ci regala dolci come
questa Crostata di castagne con pere e cremoso al gianduia, perfetta dalla merenda con il tè al dessert
di fine pasto.
La Crostata di castagne con pere e
cremoso al gianduia è un dolce che celebra l'autunno e i suoi frutti. La
ricetta è di media difficoltà e la preparazione richiede 13 ore di riposo ma ne
varrà la pena perché questa torta delizierà la vostra merenda e anche il vostro
fine pasto.
La frolla è fatta con farina 00,
farina di castagne e polvere di nocciole. Accoglie le pere bagnate nel
distillato di pera, quindi un cremoso di cioccolato gianduia e panna, ed è
completata infine con fettine di pera, frolla sbriciolata e fogliette d'oro.
Tempo 1 ora più 13 ore di riposo
Prodotto 8 persone
Ingredienti
PER
LE PERE
100 g miele
1 pera
50 g zucchero semolato
40 g distillato alle pere
PER
LA FROLLA
300 g farina di castagne
225 g burro
140 g zucchero a velo
90 g uova
70 g farina 00
50 g polvere di nocciole
sale
PER
IL CREMOSO
225 g panna fresca
10 g zucchero
100 g cioccolato gianduia
2,5 g gelatina alimentare in fogli
PER
LA TORTA
2 pere
miele
foglia d’oro
Procedimento
PER
LE PERE
Step 1
Tagliate 1 pera a dadini senza
sbucciarla.
Step 2
Scaldate il miele con lo zucchero,
75 g di acqua e il distillato. Quando arriva a bollore spegnete e versatelo
sopra le pere. Coprite con una pellicola e lasciate insaporire per almeno 1
ora.
PER
LA FROLLA
Step 3
Lavorate insieme il burro e lo
zucchero a velo, fino a ottenere la consistenza di una pomata. Aggiungetevi le
uova e il sale e amalgamateli bene, infine incorporate la farina 00, la farina
di castagne e la polvere di nocciole.
Step 4
Lavorate l’impasto fino a ottenere
un panetto omogeneo.
Step 5
Stendetelo tra due fogli di carta
da forno e lasciatelo riposare in frigorifero per 1 ora.
Step 6
Imburrate bene uno stampo da
crostata (ø 22 cm) e foderatelo con la frolla. Rifilate la pasta ai bordi e
infornate a 160 °C per 15-17 minuti.
Step 7
Infornate insieme alla torta i
ritagli di frolla, su una teglietta.
Step 8
Sfornate la torta e la frolla
aggiuntiva e lasciate raffreddare.
PER
IL CREMOSO
Step 9
Idratate la gelatina con 12,5 g di
acqua. Tagliate a pezzetti il cioccolato e raccoglietelo nel contenitore del
mixer a immersione.
Step 10
Scaldate 100 g di panna con lo
zucchero e versatela sopra il cioccolato. Unite la gelatina (con il liquido
residuo) e frullate tutto insieme con il mixer a immersione; unite la panna
rimasta, fredda, continuando a montare il composto.
PER
LA TORTA
Step 11
Scolate le pere e distribuitele
sul fondo della torta. Versatevi sopra il cremoso e riponete la torta in frigo
a riposare per 12 ore.
Step 12
Decorate con fettine di pera
passate in un po’ di miele ammorbidito con poca acqua, la frolla aggiuntiva
sbriciolata e fogliette d’oro.
venerdì 16 ottobre 2026
AL CERVELLO PIACE LA VITAMINA C
Della stretta relazione tra il
consumo di frutta e la fisiologia della struttura cerebrale ci eravamo già
occupati in questo precedente post, così come avevamo approfondito il fatto che
mangiare frutta abitualmente giovi in modo significativo all'umore, come nel
caso delle persone mature o aiuti a dormire meglio i giovani.
Oggi, a confermare ulteriormente
il ruolo della dieta, si aggiunge un nuovo e ampio studio giapponese condotto
dall'Università di Hirosaki e pubblicato sulla rivista PLOS One. I ricercatori
hanno analizzato le risonanze magnetiche e i livelli di vitamina C nel sangue
di oltre duemila adulti ultrasessantaquattrenni. L'evidenza è chiara: a livelli
più bassi di vitamina C nel plasma corrisponde un volume inferiore di materia
grigia e una minore connettività all'interno della "Default Mode
Network", ossia la rete cerebrale coinvolta in funzioni fondamentali come
l'attenzione e la memoria.
Un'alimentazione naturalmente
ricca di vitamina C offre, quindi, un supporto concreto nel contrastare il
declino cognitivo legato all'età, agendo in sinergia con fibre e polifenoli
presenti nei vegetali interi. Un aspetto cruciale per massimizzare questi
benefici è consumare i vegetali al naturale: frutta e verdura sono miniere di
antiossidanti, fibre e micronutrienti essenziali per promuovere un'ottimale
funzione cerebrale, ma molti di questi composti si degradano facilmente con il
calore.
Il fatto che la frutta venga
mangiata prevalentemente cruda permette di preservarne intatto il potenziale
nutritivo, spiegando probabilmente così la sua influenza particolarmente
positiva sulla salute di mente e corpo.
Peperoni
battono arance: la Vitamina C nei vegetali estivi
Ecco un pratico riepilogo sui
principali ortaggi e i frutti estivi su cui puntare per raggiungere facilmente
il fabbisogno quotidiano.
Ecco
un pratico riepilogo sui principali ortaggi e i frutti estivi su cui puntare
per raggiungere facilmente il fabbisogno quotidiano.
Peperoni. Da crudi
forniscono più vitamina C degli agrumi (oltre 150 mg/100 g). Bastano 50 g per
superare il fabbisogno giornaliero di una donna adulta. I peperoni rossi e
gialli ne contengono più dei verdi.
Pomodori. Quando
crudi, con i loro 25 mg/100 g, contengono più vitamina C di frutti come mele o
albicocche.
Melone. Per dare
un’idea, la porzione consigliata da 150 g apporta 48 mg di vitamina C, oltre a
essere ricchissimo d’acqua (90%), di antiossidanti e di potassio.
Anguria. La più
idratante di tutti (95% d’acqua), la C è presente, ma in misura minore rispetto
al melone con 12 mg/150 g, e in compenso ha altri antiossidanti utili per la
pelle.
Albicocche
e pesche. In questi frutti si trova un misto vitaminico ideale per la
pelle, ma la sfida della C è vinta dalle albicocche con 9 mg per porzione
rispetto alle seconde (6 mg).
Frutti
di bosco. In cima alla classifica per il contenuto di vitamina C a
porzione troviamo il ribes nero (270 mg), seguito dai lamponi (37 mg) e dai
mirtilli (20 mg). Per le classiche more di rovo l'apporto è di 16 mg, mentre le
more di gelso (sia bianche che nere) si fermano a circa 7 mg.
mercoledì 14 ottobre 2026
FRUTTI ROSSI SUPERSTAR
I frutti di bosco fanno bene al
cervello (e non solo)
Condivido
quest’ importante articolo di Barbara Asprea - 9 Ottobre 2026
Novità
dalla ricerca
Li abbiamo salutati da poco, ma
dei frutti di bosco non dobbiamo dimenticarci quando finisce la stagione.
Perché mirtilli, lamponi e le altre bacche piacciono al cervello: lo
conferma una nuova ricerca, che li associa a un invecchiamento più lento
Quando si parla di alimentazione e
salute, il pensiero corre quasi sempre al colesterolo, alla pressione, al
cuore. Al cervello si pensa meno, eppure anche la sua efficienza dipende da ciò
che mettiamo nel piatto. Tanto per fare un paio di esempi concreti, in uno studio
svedese su circa diecimila adulti, chi mangiava più frutta aveva una parte del
cervello, fondamentale per memoria e umore, con un volume maggiore. E in una
ricerca di Singapore su quasi 14mila persone seguite per vent’anni, chi in età
matura mangiava più frutta aveva meno probabilità di depressione dopo i 70 anni
(Chi mangia frutta invecchia più felice). Ora arriva una nuova conferma del
legame tra dieta e cellule grigie, e questa volta in primo piano ci sono i
deliziosi frutti di bosco.
Uno
studio lungo dodici anni
La ricerca, pubblicata da poco sul
Journal of Neurology, Neurosurgery & Psychiatry, aveva come obiettivo
valutare se le persone che seguivano un’alimentazione vicina a quella
consigliata dalla dieta MIND avessero un cervello che invecchiava più
lentamente. Per chi non lo ricordasse, questa dieta è pensata per ritardare
l’invecchiamento del cervello: MIND sta per Mediterranean-DASH Intervention for
Neurodegenerative Delay e ha unito la dieta mediterranea con la DASH (dieta USA
molto popolare, nata contro l’ipertensione). In estrema sintesi, la dieta MIND
è basata sul consumo frequente di alimenti considerati protettivi come verdure
a foglia verde, frutta a guscio, legumi, cereali integrali, olio d’oliva e
frutti di bosco (almeno due volte a settimana), e invita a limitare burro, formaggi, dolci e fritti.
Per effettuare la loro ricerca,
gli studiosi hanno analizzato i dati di circa 1.650 adulti di mezza età e oltre
(60 anni in media) già raccolti da un importante studio USA (Framingham Heart
Study Offspring) che da anni studia la frequenza delle malattie cardiache nella
popolazione e i fattori di rischio. I partecipanti hanno compilato questionari
sull’alimentazione e, tra il 1999 e il 2019, hanno fatto più risonanze
magnetiche del cervello. A ciascuno è stato assegnato un punteggio di aderenza
alla dieta MIND, da 0 a 15 (la media era poco sotto 7).
I
risultati principali
In circa dodici anni il cervello
dei partecipanti è invecchiato: calo della materia grigia, ricca di cellule
nervose, ingrandimento dei ventricoli, gli spazi pieni di liquido che crescono
quando il tessuto si riduce. Tuttavia, chi seguiva meglio la dieta MIND perdeva
materia grigia più lentamente: ogni 3 punti in più di punteggio (per esempio 9
invece di 6) equivalevano a un declino ridotto del 20% circa rispetto a quello
atteso con l’età, cioè a 2,5 anni di invecchiamento cerebrale “risparmiati”.
Anche la crescita di questi spazi era più lenta: l’equivalente di circa un anno
di invecchiamento in meno.
Tra i singoli alimenti spiccano i frutti di bosco: più ne mangiavano i
partecipanti, più lenta era la crescita degli spazi pieni di liquido.
All’opposto, dolci e fritti da fast food (il cosiddetto junk food) erano legati
a una maggiore perdita di volume in una zona del cervello chiave per la
memoria.
Da ricordare che comunque si
tratta di uno studio osservazionale, che ha mostrato un’associazione
significativa ma non è in grado di provare un rapporto diretto di causa ed
effetto tra dieta e declino cerebrale.
Frutti
di bosco superstar
Il merito di queste bacche è in
genere attribuito agli antociani (un tipo di polifenoli) ossia i pigmenti
rossi, viola e blu di mirtilli, lamponi, more & Co., dall’azione
antiossidante e antinfiammatoria. Già
nel 2012 una ricerca di Harvard su oltre 16mila donne over 70 aveva visto che
chi mangiava più mirtilli e fragole poteva ritardare il declino cognitivo fino
a due anni e mezzo. Una
coincidenza di cifre, perché le misure sono diverse: in quel caso erano test
sulle capacità mentali, qui le risonanze del cervello. Va detto anche che
l’organismo assorbe solo il 5-10% dei polifenoli ingeriti, e la quota varia da
persona a persona. Più che le quantità, quindi, conta la regolarità; secondo
le ricerche sarebbe bene portarli in tavola almeno due-tre volte a settimana.
Il problema, naturalmente, è che i
frutti di bosco freschi sono di stagione per pochi mesi all’anno e spesso
costano parecchio. La soluzione più semplice è il freezer: quelli raccolti
o comprati in estate si congelano stesi su un vassoio, perché non si attacchino
tra loro, e si conservano per mesi. Vanno benissimo anche i surgelati del
supermercato, comodi e disponibili in ogni stagione. A colazione si aggiungono
allo yogurt, ai fiocchi di avena o al muesli, oppure si frullano con latte o
bevanda vegetale. In autunno e in inverno si trasformano facilmente in una
composta casalinga, con poco zucchero, da spalmare sul pane, sulle fette
biscottate o sui pancake. Quanto ai frutti di bosco essiccati, tra i tanti tipi
in commercio meglio scegliere quelli senza zuccheri o additivi e poi
aggiungerli a colazione, nelle insalate miste, nei risotti, nei dessert light,
negli impasti delle torte, ecc...











