da CUCINA NATURALE di settembre
Il jet lag alimentare è un
concetto studiato dalla crononutrizione. Indica il disallineamento degli orari
dei pasti tra i giorni feriali e il weekend: quando in settimana mangiamo a
orari più fissi e nel fine settimana li spostiamo molto in avanti o indietro,
anche solo di un’ora per le persone più sensibili, il corpo può fare più fatica
a restare sincronizzato e l’energia può risentirne.
A settembre succede qualcosa di
simile. Le giornate si accorciano rapidamente e il sole tramonta sempre prima.
Il nostro orologio biologico riceve segnali di “sera” in anticipo. Se
continuiamo a mangiare agli stessi orari, di fatto stiamo cenando quando fuori
è già buio da più tempo. Si crea così un leggero disallineamento tra l’orologio
interno e i segnali dei pasti. È una sorta di mini jet lag stagionale:
naturale, graduale e diverso da persona a persona. Non possiamo farci nulla,
dobbiamo solo attraversarlo, e dopo vedremo come.
In pratica cosa succede? Il corpo
preferisce coerenza tra luce, pasti e riposo. Quando questa coerenza si perde,
può aumentare la tipica stanchezza di settembre: calo di energia nel
pomeriggio, minor lucidità e più fatica a ripartire. A questo si aggiunge il
cambio dei segnali luminosi, che può anticipare il senso di sonnolenza serale,
mentre la sintesi di vitamina D tende progressivamente a ridursi con la minore
esposizione al sole.
Questa settimana il menù è pensato
per accompagnare questo passaggio: pasti più regolari, cene più leggere e
combinazioni che aiutano il corpo a ritrovare ritmo con la nuova luce.
Ecco le piccole regole per
affrontare meglio il jet lag di settembre:
Per stabilizzare l’energia: avena,
farro, quinoa, legumi, patate dolci. Sono fonti di carboidrati complessi e
fibre, utili per un rilascio più graduale dell’energia e per sostenere la
sazietà durante la giornata.
Per magnesio e rilassamento:
verdure a foglia, semi di zucca, mandorle, banana, cacao amaro. Il magnesio
contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso e muscolare.
Inserirlo attraverso alimenti semplici è una buona abitudine, soprattutto nei
periodi di cambio stagione.
Per il microbiota: fibre da
verdure, legumi e semi; yogurt, kefir, miso. Le fibre nutrono il microbiota
intestinale, cioè l’insieme dei microrganismi che vivono nel nostro intestino.
I fermentati, se ben tollerati, possono arricchire la varietà della dieta.
Per un sonno più regolare: cene
leggere, semi, legumi, uova, alimenti ricchi di magnesio. La sera meglio
puntare su piatti completi ma digeribili: una porzione di verdure, una fonte proteica
vegetariana e una quota moderata di cereali o patate. Anche anticipare
leggermente la cena può aiutare.
Per gli antiossidanti di stagione:
uva, fichi, peperoni, zucchine, bietole, cicoria, prime mele. La frutta e la
verdura di settembre portano fibre, vitamine e composti vegetali protettivi.


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