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sabato 7 marzo 2026

8 Marzo Giornata Internazionale della Donna


 

Il significato della Festa della Donna e cosa si festeggia

Il significato di questa ricorrenza è quello di ricordare e riconoscere le conquiste economiche, sociali e politiche delle donne. In occasione dell'8 marzo, infatti, nelle città d'Italia si parla dei diritti delle donne, della storia dei movimenti femministi e dell'evoluzione delle condizioni delle donna nel corso del tempo. L'emancipazione femminile è però un percorso sempre aperto e c'è ancora molto da fare per superare la disparità di genere.

Perché si regala la mimosa l'8 marzo per la Festa della Donna

La mimosa è da sempre il simbolo della festa. È stato scelto perché fiore di stagione, che sboccia proprio i primi di marzo; inoltre è poco costoso. Il suo significato è rilevante, perché il suo giallo vibrante esprime forza, vitalità, gioia. La mimosa a distanza di anni è ancora il simbolo delle battaglie delle donne per l'uguaglianza tra i sessi, quelle del passato e quelle che sono ancora in corso.



Le frasi che vogliamo sentirci dire oggi, invece di auguri e mimose.

Ciò che Dio non può più fare, una donna, a volte, lo può fare.

Daniel Pennac

Ridere ci ha reso invincibili.

Non come coloro che vincono sempre,

ma come coloro che non si arrendono.

Frida Kahlo

Se vuoi che qualcosa venga detto, chiedi ad un uomo. Se vuoi che qualcosa venga fatto, chiedi ad una donna.

Margaret Thatcher

La forza delle donne deriva da qualcosa che la psicologia non può spiegare. Gli uomini possono essere analizzati, le donne… solo adorate.

Oscar Wilde

Se le donne sono frivole è perché sono intelligenti a oltranza.

Alda Merini

Liberatevi, elevati, non relegatevi in un ruolo marginale. Avete mente, cuore, cervello, pensiero. Rialzatevi e porgete le spalle, se è necessario.

Simone de Beauvoir

Una donna libera è il contrario di una donna leggera.

Simone de Beauvoir

Se gli uomini fossero belli ed intelligenti, si chiamerebbero donne.

Audrey Hepburn

Gli uomini ignoreranno sempre la loro vera natura finché non lasceranno le donne libere di realizzare la propria personalità.

Indira Gandhi

Essere donna è un compito terribilmente difficile, visto che consiste principalmente nell’avere a che fare con uomini.

Joseph Conrad

Per le donne il miglior afrodisiaco sono le parole. Il punto «G» è nelle loro orecchie. Chi lo cerca più in basso sta sprecando il suo tempo.

Isabelle Allende

























Isabelle Allende

giovedì 5 marzo 2026

Il digiuno integrale di un giorno

 


Pratico il digiuno intermittente da due anni e finalmente a dicembre 2025 sono riuscita a raggiungere il mio obiettivo: pesare 60 Kg. Fino a due  anni fa pesavo 68 Kg, peso raggiunto per la mia debolezza di bere in inverno una tazza di tè con un buon numero di biscotti. Lo ammetto il dolce è la mia debolezza, sebbene dolcifichi quasi tutto, torte e crostate comprese con stevia, non resisto al gelato artigianale e industriale o dolci acquistati che sono dolcificati con zucchero semolato. Pur essendo intollerante allo zucchero semolato, io ho questa debolezza e me ne faccio un cruccio quotidiano. 8 kg li ho persi, ma devo tenere sotto controllo questo peso, per cui ho aggiunto da qualche tempo, dapprima sporadicamente, adesso costantemente ogni 2 0 3 settimane il digiuno giornaliero con pochi liquidi/tisane e assolutamente zero carboitrati e proteine. Ho visto la differenza tra i 200 gr o 0/100 gr, a seconda di quanto ingerito il giorno prima, e i 600 o 700 gr di peso perso dopo il digiuno integrale. La differenza è enorme e intendo praticare abitualmente questo tipo di digiuno settimanalmente, perché il mio obiettivo adesso è 58 kg. Il mio digiuno intermittente è a modo mio, perché non seguo diete, né restrizioni di nessun tipo, mangio qualsiasi cosa si prepara in casa, compreso le fritture e intingoli vari, quindi mi limito solo a non cenare. Per questo motivo ho impiegato due anni a perdere 8 kg.

Come è mia abitudine arricchisco il mio post con un articolo letto, che mi ha particolarmente ispirato.

Gli indiani chiamano il digiuno Upa Vasam, che significa “vivere nella verità”, e comporta un’astensione totale dal cibo per un periodo variabile per migliorare il nostro benessere psico-fisico.

Il principale scopo del digiunatore deve essere quello di permettere al suo organismo di ritrovare il giusto equilibrio metabolico. Sembra paradossale, ma il digiuno migliora la capacità digestiva. Gli organi escretori, dispensati dalle loro funzioni primarie, possono svolgere un’attività secondaria dedicando la propria energia alla riparazione di lesioni ai tessuti danneggiati. In questo modo l’organismo trasforma il metabolismo da anabolico (degradazione di molecole complesse in molecole più semplici, con produzione di energia) a catabolico (sintesi di molecole complesse a partire da molecole più semplici, con consumo di energia). Di conseguenza, l’energia per attivare i processi vitali non viene prodotta dal cibo introdotto dall’esterno, ma dalle stesse “riserve”, principalmente grasso ed energie in accumulo, già presenti internamente nel corpo.

Digiuno quotidiano e stagionale

Un digiuno “abituale” è quello che solitamente effettuiamo tra i due pasti: un fenomeno di “riposo digestivo” della durata di 6-12 ore. Il digiuno può essere visto come una vacanza per il corpo, che può essere praticata una volta all’anno, con la finalità di permettere a organi e tessuti di autorigenerarsi. Un digiuno può durare alcuni giorni o qualche settimana, a seconda del grado di disintossicazione dell’organismo; nel secondo caso abbiamo uno sbilanciamento verso una ricerca spirituale. Anche la pratica del digiuno “sociale”, un giorno a settimana, per 24 ore, permette di risparmiare cibo e di aumentare il proprio potere di autodisciplina.

Quando digiunare

Per chi volesse praticare il digiuno almeno una volta a settimana il giorno più indicato è il sabato, che è sotto l’influenza di Saturno, così da pacificare le sue energie negative. Il digiuno può essere intrapreso in qualsiasi momento dell’anno, ma in generale, quando avvertiamo dei disturbi, è sempre meglio smettere di mangiare per uno o più giorni. Infatti, nella fase acuta della malattia il sistema digerente è inadatto a digerire il cibo e l’assenza di fame è uno dei primi sintomi della fase acuta della malattia. L’abitudine di far mangiare le persone ammalate, può essere causa di aggravamento della malattia stessa o di allungamento dei tempi di guarigione.

Le quattro regole per un digiuno d’oro

Il principale scopo del digiuno non è perdere peso, ma eliminare le tossine.

Quando ha inizio un digiuno, si presentano degli sviluppi fisici che attestano la presenza di un processo di purificazione in atto: mal di testa (sintomo più frequente e immediato), lingua particolarmente bianca, sapore cattivo in bocca, eccesso di catarro, febbre, odori corporali più forti.

È meglio digiunare in un luogo di serenità in grado di infondere energie positive, a contatto con persone che condividono lo stesso obiettivo, lontano da preoccupazioni, smog e caos cittadino.

Un digiuno prolungato deve essere svolto sotto il controllo di un esperto, mentre per digiuni di 1 giorno o di 36 ore questa condizione non è necessaria. L’abitudine settimanale o periodica al digiuno permette di imparare a gestire questa condizione nelle consuete situazioni della quotidianità.

 Benefici del digiuno

Il digiuno periodico prolungato (4-5 giorni una volta all’anno) produce effetti positivi sullo stato infiammatorio del corpo.

Il meccanismo neurologico di impiego delle sostanze in eccesso nel corpo (non utili) attiva la protezione delle cellule dall’esposizione a tossine associate allo sviluppo di malattie neurodegenerative, come Parkinson e Alzheimer.

Diminuzione della presenza di grassi nel sangue ed effetti sulla coagulazione del sangue.

Ringiovanimento di tessuti e della persona.

Sostegno del processo di liberazione da sostanze che alimentano la dipendenza: medicinali, tabacco, alcol e droghe.

Miglioramento della lucidità mentale: il digiuno infonde serenità e permette la crescita del processo spirituale.

Controindicazioni

Il digiuno è sconsigliato i durante la gravidanza o il periodo di allattamento. Ogni dipendenza farmaceutica profonda deve essere attentamente valutata poiché, per digiunare, l’organismo deve essere autonomo. È controindicato a coloro che hanno subito un intervento chirurgico con asportazione di organi importanti, e a chi soffre di insufficienza renale o presenta gravi crisi cardiache e polmonari. È inoltre controindicato a persone che soffrono di ulcere gastroduodenali acute.

Mantenimento dopo il digiuno

Il digiuno si interrompe con alimenti che non impegnano l’apparato digerente e deve corrispondere alla durata del digiuno effettuato.

Il primo giorno dopo il digiuno sarebbe meglio assumere ai primi due pasti (mattino e pranzo) alimenti liquidi (brodo nel quale è stato fatto bollire il riso). Per il pasto della sera è possibile assumere del brodo più ricco (acqua di cottura delle verdure e qualche chicco di basmati). Il giorno successivo è possibile assumere un pasto più solido o una zuppa di verdure.

Il terzo giorno assumere al mattino frutta (mela o pera). Per la prima settimana è meglio escludere il consumo di peperoni, melanzane, pomodori o fagiolini perché difficilmente digeribili e assimilabili; è bene evitare anche l’assunzione di cibi crudi.

martedì 3 marzo 2026

Luna piena in Vergine detta anche La Luna del Verme il plenilunio del 3 marzo 2026

 


La Luna Piena di marzo è conosciuta anche come “Luna del Verme”, un nome che arriva dalle tradizioni dei nativi americani. Con l’inizio della primavera il terreno si scongela e i lombrichi tornano in superficie, segnando simbolicamente il risveglio della terra dopo l’inverno. È un’immagine semplice ma potente: qualcosa che era nascosto riprende vita. Ed è un simbolo perfetto per questa Luna che ci offrirà un eclissi e porterà alla luce ciò che lavorava silenziosamente, preparandoci un cambiamento concreto.

Il 3 marzo 2026 il cielo si tinge di rosso. La Luna Piena in Vergine non sarà un semplice plenilunio, ma un’eclissi totale lunare, uno di quei momenti in cui l’astronomia e l’astrologia si intrecciano in modo potente, regalandoci grandi spettacoli celesti. Questa è una Luna che non illumina soltanto, ma rivela, conclude, ci mette davanti a ciò che non può più essere ignorato. E lo fa con un’intensità particolare perché si forma in congiunzione al Nodo Lunare Sud, un punto simbolico legato al passato e al karma.


domenica 1 marzo 2026

Benvenuto marzo 2026


Dedico questo mese alla canzone vincitrice del 76esimo 

Festival di Sanremo

Ieri sera si è concluso un evento che tiene incollato milioni di italiani alla TV: Sanremo, 76esimo Festival della Canzone Italiana. E’ una kermesse che dura 5 giorni e la location scelta è la bellissima città di San Remo della regione Liguria. Si parla di Sanremo sin dall’anno prima, cioè dal giorno in cui il direttore artistico Carlo Conti al suo 5° incarico consecutivo comincia a scegliere i testi che gareggeranno e i cantanti che li eseguiranno poi sul palco del teatro Ariston. Questo evento è molto sentito e durante questi giorni si sono fatti commenti su tutto: le canzoni, il look scelto dai cantanti, gli ospiti che sono intervenuti, i co-conduttori, i comici che hanno animato le serata. Io non ho seguito le dirette, ho preferito vederle su raiplay il giorno dopo, perché la pubblicità mi dà fastidio e poi posso procedere velocemente oltre, se non gradisco quello che vedo e sento. Devo essere sincera, al primo ascolto nessuna canzone mi piace, dopo averla sentita più volte alcune cominciano a risuonarmi dentro e comincio ad apprezzarle, ma mi deve convincere la nota musicale e il timbro della voce che rende il testo unico e lo personalizza. I testi parlati dei cantanti rep non sono il mio genere, sono canzoni di protesta, di rabbia repressa, di denuncia sociale, ma la canzone è una poesia, non è prosa cantata. Il festival di Sanremo propone tutti i generi però, perché deve accontentare il maggior pubblico possibile e a malincuore lo condivido. Ho notato che i testi sono molto attuali, purtroppo alcuni sembrano fotografare l’attualità che stiamo vivendo, seppure mascherati molto bene da melodia dolce e suadente. La maggior parte dei cantanti in gara sono giovani talenti seguiti dai giovani sui canali social, ma a sorpresa   quest’ anno  la vincitrice di Sanremo è “Per sempre sì”, una canzone melodica vinta da Sal Da Vinci, cantante napoletano che canta in dialetto napoletano. Per questo primo esordio all'Ariston ha presentato una canzone in italiano “ Per sempre sì” in cui racconta che l'amore  si rinnova giorno dopo giorno nonostante le difficoltà. "Perché un amore, non è amore per la vita se non ha affrontato la più ripida salita”.

                                        Sal Da Vinci

Io sono napoletana di origine e questa vittoria mi ha dato immensa felicità.  Auguro tanto successo al cantante che è già notissimo in Italia e all’estero come cantante partenopeo con il suo repertorio di canzoni napoletane classiche che tutto il mondo ci invidia.



Ecco il testo della canzone: “Per sempre sì”

di F. Da Vinci - F. Abbate - A. La Cava - S. Da Vinci

F. Abbate - A. La Cava - F. Mercuri - G. Cremona - E. D. Maimone

Ed. Universal Music Publishing Ricordi/Dodo Music Italia/

MKMusic/Cose Production

 

È cominciato tutto quanto dal principio

 

Io che per te ero solo un uomo sconosciuto

 

Poi diventato un re dal cuore innamorato

 

Tu una regina ora vestita in bianco sposa

 

Abbiamo sognato figli in una grande casa

 

E superato tutte le difficoltà

 

Perché un amore, non è amore per la vita

 

Se non ha affrontato la più ripida salita

 

E si accenderà la musica

 

E qui ti aspetterò

 

Il più grande giorno

 

Ti regalerò

 

Saremo io e te

 

Per sempre

 

Legati per la vita che

 

Senza te

 

Non vale niente

 

Non ha senso vivere

 

Con la mano sul petto

 

Io te lo prometto

 

Davanti a Dio

 

Saremo io e te

 

Da qui

 

Sarà per sempre sì

 

So bene che è una grande incognita il futuro

 

Ma insieme a te non mi spaventerà perché

 

Costruiremo tutto ma non alzeremo un muro

 

Litigare e far l’amore poi che male c’è

 

E si accenderà la musica

 

Per te io canterò

 

Il più grande giorno

 

Ti regalerò

 

Saremo io e te

 

Per sempre

 

Legati per la vita che

 

Senza te

 

Non vale niente

 

Non ha senso vivere

 

Con la mano sul petto

 

Io te lo prometto

 

Davanti a Dio

 

Saremo io e te

 

Da qui

 

Sarà per sempre

 

Sì, soltanto sì

 

Per questi giorni

 

E mille altri ancora

 

Un semplice sì

 

L’eternità è dentro una parola

 

Saremo io e te

 

Per sempre

 

Legati per la vita che

 

Senza te

 

Non vale niente

 

Non ha senso vivere

 

Con la mano sul petto

 

Io te lo prometto

 

Davanti a Dio

 

Saremo io e te

 

Accussì

 

Sarrà pe sempe sì


venerdì 27 febbraio 2026

Le caramelle gelée all'arancia

 


Le caramelle gelée all’arancia sono delle piccole leccornie di gelatina, ricoperte di zucchero semolato e preparate con succo di arancia per un’autentica esplosione di gusto. Con la loro inconfondibile consistenza e il loro sapore di frutta hanno il potere di far tornare bambini ad ogni assaggio: il primo impatto zuccherino delle gelèe precede l’avvolgente morbidezza dell’interno. Irresistibili da mordere, una tira l’ altra!. Potete sbizzarrirvi usando il succo del frutto che preferite o addirittura a comporre gelée uniche sovrapponendo più strati di diversi gusti. Si prestano davvero per ogni occasione, un compleanno o per arricchire la calza della Befana, e possono essere anche un delizioso regalo ad amici o parenti: se le presentate in pirottini variopinti renderete felice chiunque le riceverà in dono!



Difficoltà: Molto facile

Preparazione: 15 min

Cottura: 5 min

Dosi per: 50 pezzi

INGREDIENTI

Ingredienti per circa 50 gelée

Succo d'arancia 300 ml

Scorza d'arancia biologica 1

Pectina 5 g

Zucchero 250 g

Succo di limone 1 cucchiaino

Burro per la teglia q.b.

Per decorare

Zucchero q.b.

  Come preparare le Caramelle gelée all'arancia

Per preparare le caramelle gelée all’arancia, grattugiate la scorza di un'arancia ben lavata e asciugata, quindi spremete le arance e filtrate il loro succo. Versatelo in un tegame.

Prelevate dalla dose di zucchero 2-3 cucchiaini, che terrete da parte in una terrina, mentre il resto potete aggiungerlo al succo di arancia. Unitevi quindi la scorza grattugiata e fate cuocere a fuoco basso. Lasciatelo bollire per 5 minuti.

Trascorso il tempo necessario aggiungete la pectina alla quantità di zucchero tenuto da parte e unite la miscela al succo in ebollizione, mescolando bene con una frusta per non creare grumi e per fare sciogliere completamente la pectina. In ultimo, aggiungete il succo di limone filtrato. Mescolate per pochi minuti e spegnete il fuoco.

Preparate ora uno stampo da plumcake o un altro stampo a piacere: imburratelo 10 e foderatelo con carta da forno tagliata a strisce per adattarla meglio alle pareti. Versate a questo punto il composto all’arancia nello stampo fino a raggiungere uno spessore di 1,5 cm.

Lasciate raffreddare la gelatina in luogo fresco e quando raggiungerà la temperatura ambiente trasferite lo stampo in frigorifero, per almeno 4 ore. Trascorso questo tempo estraete la gelatina e trasferitela su un tagliere. Seguendo il lato più lungo tagliatelo a strisce nel senso della lunghezza, successivamente ricavate dei dadini o rettangolini o cubetti.

Ponete lo zucchero semolato in una ciotola e tuffate i rettangolini nello zucchero, facendo in modo che vengano ricoperti totalmente.

Le caramelle gelée all’arancia sono pronte per essere assaporate.

Conservazione

Conservate le caramelle in un luogo fresco e asciutto per 5-6 giorni in modo che lo zucchero, che teme l'umidità, non si sciolga!

Consiglio

Divertitevi a variare il gusto delle caramelle gelée con il succo della frutta che più vi piace. Inoltre, invece di realizzare dei semplici cubetti, provate ad usare stampini di silicone (anche quelli per cioccolatini andranno bene) e date forme diverse e originali alle vostre caramelle di gelatina.


Le mie caramelle gelée 

N.B. La prossima volta aggiungerò più gelatina e meno stevia, perchè io non uso zucchero.

 

mercoledì 25 febbraio 2026

Le Olimpiadi invernali 2026 Milano Cortina

 

Domenica 22 febbraio si sono chiuse le Olimpiadi invernali Milano-Cortina che sono state un gran successo sportivo e di pubblico venuto da tutto il mondo per guardare in diretta le performances degli atleti. Sono state due settimane da brivido per le comunicazioni mai interrotte da parte dei giornalisti accreditati e noi tutti a casa incollati al video per conoscere i risultati e vedere in diretta la gara del momento. Io che non sono una sportiva e neanche mi interesso di sport non facevo che chiedere a mio marito i risultati delle varie gare ed esultavo ogni qualvolta l’Italia vinceva una medaglia. Ben 30 medaglie è stato il nostro medagliere tra oro, argento e bronzo; un risultato eccezionale, perché qui in Italia il tifo è tutto per il calcio, gli altri sport sono di serie B; il tennis fino all’altro ieri neanche faceva notizia, poi è arrivato J. Sinner, super tennista campione, e tutti adesso a guardare le partite di tennis. Federica Brignone mi è rimasta nel cuore, sapendo del suo incidente accorsogli l’anno scorso e delle due medaglie d’oro vinte in questa Olimpiade. Che incredibile vittoria è stata per lei che è riuscita a sbaragliare concorrenti più giovani e sane! Il testimone è passato alla Francia, mi auguro un altro medagliere importante per l’Italia che non solo ha vinto in campo, ma ha stravinto nell’accoglienza degli atleti, tutti ben alloggiati e viziati con la nostra cucina, patrimonio dell’Unesco. Tutti a lodare la pizza, la lasagna, i canederli, ecc…. ecc ….e poi  a postare le leccornie che avevano nel piatto. L’Italia è così, ci tiene a non sfigurare, sappiamo accogliere e l’estro non ci manca per ammaliare il pubblico di casa e straniero. Ho voluto conservare i momenti significativi di questa Olimpiade invernale, registrando le due cerimonie di apertura e di chiusura con la sfilata degli atleti e i momenti rituali ingentiliti e rallegrati da momenti di spettacolo: musica, canzoni e ballo. Bellissime performances di ballerini che si sono esibiti in danza moderna che io ho ammirato molto. Che dire di Roberto Bolle che si è esibito la prima volta in un volteggio aereo, Mi ha anche emozionato Achille Lauro e la cantante che con un filo di voce ha cantato “Il mondo”, una canzone che si canta a voce spiegata. Laura Pausini ha cantato l’Inno Nazionale Italiano, la sua versione da molti non è stata molto apprezzata.

 

Il braciere olimpico

                                                            L'Arco della Pace a Milano


Federica Brignone



Alberto Tomba e Debora Compagnoni



martedì 24 febbraio 2026

Le piante comunicano

                                                                                   


Guardate cosa ho visto oggi nel fondo della mia tazza da caffè! Una pianta nel suo vaso! Prima non ci facevo caso, ma da un po' di tempo a questa parte, quando mi dimenticavo di pulire la tazza, notavo questi disegni sul fondo, sempre cespugli, piante dalla chioma piena. Oggi, però, un colpo di scena! Addirittura una pianta con tanto di vaso! Ho fotografato le piante che ho in casa e che curo con amore e che mi contraccambiano per come sono belle e magnifiche, anche se siamo in inverno e i caloriferi sono accesi.