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martedì 27 ottobre 2026

FOLIAGE - I COLORI DELL’AUTUNNO

Perché questa metamorfosi in autunno così repentina? Presto detto. Nel giro di poche settimane la produzione di clorofilla diminuisce e il verde arretra, lasciando emergere sfumature di giallo e arancio; in molte specie si attivano i pigmenti che accendono i rossi. I faggi virano verso l’oro e il rame; le querce trattengono i tannini caldi e bruni. Il foliage è un irripetibile spettacolo in technicolor che rende ogni autunno unico. Chi vive in città rumorose e con poco verde deve assolutamente cercare il contatto con la Natura in questo periodo in cui la Natura cambia “pelle”. Camminare tra gli alberi invita la mente a sintonizzarsi su un intero micromondo che sa di muschio dal profumo pungente, di fruscio leggero delle foglie che cadono. Ci sono tanti luoghi nel mondo in cui si può assistere a questa meraviglia multicolore. Ne cito solo alcuni. In Canada c’è un percorso che tra la fine di settembre e tutto ottobre si accende di giallo, arancio e rosso lungo 950 km da Cape Breton Highlands  al Golfo di San Lorenzo. In Inghilterra si può visitare New Forest, un bosco millenario, nata nel 1079 come riserva reale di caccia di Guglielmo il Conquistatore. Qui ci sono boschi antichi, brughiere, prati torbiere, corsi d’acqua e radure aperte. E’ estesa fra le contee dell’Hampshine e del Wiltshire e dal 2005 Parco Nazionale. La New Forest si presta anche a essere percorsa in bicicletta grazie agli oltre 160 kilometri di itinerari segnalati fra boschi e piccoli villaggi. Nel cuore dell’Allier, in Auvergne, si trova la Foret de Troncais, in Francia, con i suoi grandi paesaggi forestali. La foresta custodisce alberi storici di oltre due secoli: tra i più maestosi c’è il Chene de la Résistance, un rovere monumentale di circa 41 metri situato nel cuore di Troncais. In Italia e precisamente in Toscana andiamo a Vallombrosa a visitare la foresta dei monaci. Un foliage di quasi mille anni di storia forestale, da quando Giovanni Gualberto fondò l’abbazia di Vallombrosa nell’XI secolo, qui i monaci cominciarono a governare i boschi di Pratomagno. Qui le faggete nei mesi autunnali passano dal giallo al rame, mentre gli abeti conservano il verde scuro. In Abruzzo, siamo in una regione italiana montuosa e collinosa che si affaccia sul mare Adriatico con una sottile striscia pianeggiante, possiamo camminare nel Bosco della Difesa, alle porte di Pescasseroli. Qui le chiome dei grandi faggi passano dal verde brillante alle calde sfumature del giallo e del ruggine. Poco distante si sviluppa l’area di Coppo del Principe, uno dei nuclei di faggeta vetusta più preziosi del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, i cui alberi secolari sono stati formalmente riconosciuti dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità.








sabato 24 ottobre 2026

LUNA PIENA 26 OTTOBRE 2026

 


Ciao,

Domenica 25 ottobre, è la vigilia della Luna Piena, mentre la luna piena è il 26 ottobre alle 05:11, nel segno del Toro.

Domenica, mentre prepari gli oggetti da esporre alla luna, ti propongo di fare spazio anche a qualcosa che desideri sentire: la gioia di ricevere.

Scegli un posto sul davanzale, sul terrazzo o in giardino e disponi il tuo quaderno dei desideri, l’acqua informata, oggetti e gioielli che vuoi affidare simbolicamente alla luce lunare.  Da gennaio puoi usare come quaderno dei desideri alla luna la nuova AGENDA DELLE 13 LUNE 2027!

Puoi preparare tutto prima di dormire, lasciando gli oggetti esposti durante la notte.

Prenditi qualche minuto per farlo con presenza. Senti il fresco del recipiente fra le mani, osserva un riflesso di luna su un gioiello, rileggi una frase della tua lista. Lascia che questi piccoli gesti diventino un momento piacevole, tutto tuo.

Immagina che la luna e l'Arcangelo Haniel NON VEDANO L'ORA di MANDARTI TUTTO CIO' CHE DESIDERI e nel frattempo rendono i tuoi oggetti benedetti, sacri, carichi di energia.

Nella simbologia del Toro troviamo il piacere delle cose concrete, la cura, la bellezza che si lascia toccare. Puoi portare questo spirito nel tuo rito: scegli un recipiente che ami, sistema con cura i tuoi oggetti, appoggia il quaderno della luna dove ti piace vederlo.

All’acqua puoi affidare una parola che esprima la tua intenzione.

A un gioiello puoi associare una qualità da ricordare quando lo indosserai. Alla lista dei desideri puoi dedicare il tempo di una rilettura, ascoltando quali desideri ti fanno sorridere davvero.

La preparazione stessa può diventare un primo assaggio della gioia che desideri.

Se vuoi, invita anche una persona cara a dirti che cosa desidera e, con il suo consenso, aggiungi sul tuo quaderno desideri anche per lei. Sarà un modo affettuoso di dedicarle un pensiero.

Prima di lasciare i tuoi oggetti alla notte, fermati un istante e pronuncia:

«Ho accolto dentro di me con immensa gioia il bene che desidero e mi sono sentita pronta a riceverlo.»

Se stai già facendo l’esercizio dei 150 desideri, esponi anche quel quaderno: dedica a quelle pagine uno sguardo nuovo, immaginando una piccola scena in cui uno dei tuoi desideri è già realtà.

Poi concediti di stare lì ancora un momento, sotto il cielo, (o in casa se brutto tempo), con il piacere semplice di aver dato forza ai tuoi desideri e di aver preso tempo per TE♥️.

 

Buona vigilia di Luna Piena 🌕

 

Con amore e gratitudine,

Alessandra

 

 

 

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P.S. NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS

✅ domenica 25 ottobre Corso Mooncards Reader con Roberta Cramarossa. Info e prenotazioni robicrama69@gmail.com

✅ Mercoledì 28 ore 20:30 zoom gratuita con me e Giusy Pavia "Angeli e Guide al tuo Servizio", per vedere con gli occhi degli angeli la realtà che vorremmo diversa. Link zoom per collegarti

✅ Lunedì 2 novembre partono i gruppi WhatsApp dei 150 desideri!

Scriveremo 5 desideri al giorno per 30 giorni, condividendo ispirazione e coperte. Questa volta sarò anch’io in tutti i gruppi!

Per partecipare occorre avere l’ebook “150 desideri”, acquistabile a 17 €, e versare la quota di partecipazione ai gruppi di 20 € entro venerdì 30 ottobre. Se hai già l’ebook, versi soltanto la quota del gruppo.

✅ Vuoi esplorare le resistenze ai tuoi desideri?

A volte desideriamo un cambiamento e, insieme, temiamo ciò che potrebbe comportare. Nella registrazione trovi l’esercizio per ascoltare queste esitazioni e formulare desideri più vicini a ciò che vuoi davvero vivere.

✅. Iscriviti a STORYTEL per ascoltare audiolibri (ne "ascolti" molti di più di quanti ne puoi leggere) da oggi  fino a domenica: hai 45 giorni gratis! Dopo puoi confermare l'abbonamento (10 euro/mese) o disdire senza più pagare.

 

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 PS. Chi desidera iscriversi/partecipare me lo scriva in forma anonima nei commenti, io provvederò ad aggiungere i link.

 

 

 

 

 

 

 

 

mercoledì 21 ottobre 2026

Uscito il 3° volume di Angelica la marchesa degli angeli

 

La casa editrice TEA come aveva promesso ha pubblicato il terzo volume della saga di “Angelica marchesa degli angeli” che ben conosciamo noi fan dell’eroina leggendaria, ribelle, libera, l’eroina che vive in tutte le donne di tutti i tempi. Come sappiamo questa saga ha avuto diversi editori negli anni passati. La saga se la sono contesa veramente molti ed è andata a ruba, c’ è chi ha avuto la fortuna di acquistarla tutta e chi non è riuscita ad acquistare gli ultimi libri e vedere come finisce la storia avventurosa della bellissima Angelica. Io per esempio ho acquistato diversi libri su eBay, ma non ho l’ultimo: “La vittoria di Angelica”. La casa editrice TEA si è ripromessa con questa ristampa e cosa eccezionale in forma integrale, cosa che tutte le altre ristampe non lo sono state, che arriverà a stampare l’ultimo libro solo se ci sarà un apprezzamento da parte del pubblico. Quindi, se vogliamo avere l’intera saga e leggere o rileggere le avventure di Angelica bisogna acquistare questi volumi ogni qualvolta sono stampati.

 

 

 

 


domenica 18 ottobre 2026

Crostata di castagne con pere e cremoso al gianduia

 

L'autunno ci regala dolci come questa Crostata di castagne con pere e cremoso al gianduia, perfetta dalla merenda con il tè al dessert di fine pasto.

La Crostata di castagne con pere e cremoso al gianduia è un dolce che celebra l'autunno e i suoi frutti. La ricetta è di media difficoltà e la preparazione richiede 13 ore di riposo ma ne varrà la pena perché questa torta delizierà la vostra merenda e anche il vostro fine pasto.

La frolla è fatta con farina 00, farina di castagne e polvere di nocciole. Accoglie le pere bagnate nel distillato di pera, quindi un cremoso di cioccolato gianduia e panna, ed è completata infine con fettine di pera, frolla sbriciolata e fogliette d'oro.

Tempo         1 ora più 13 ore di riposo

Prodotto      8 persone

Ingredienti

PER LE PERE

100 g miele

1 pera

50 g zucchero semolato

40 g distillato alle pere

PER LA FROLLA

300 g farina di castagne

225 g burro

140 g zucchero a velo

90 g uova

70 g farina 00

50 g polvere di nocciole

sale

PER IL CREMOSO

225 g panna fresca

10 g zucchero

100 g cioccolato gianduia

2,5 g gelatina alimentare in fogli

PER LA TORTA

2 pere

miele

foglia d’oro

Procedimento

PER LE PERE

Step 1

Tagliate 1 pera a dadini senza sbucciarla.

Step 2

Scaldate il miele con lo zucchero, 75 g di acqua e il distillato. Quando arriva a bollore spegnete e versatelo sopra le pere. Coprite con una pellicola e lasciate insaporire per almeno 1 ora.

PER LA FROLLA

Step 3

Lavorate insieme il burro e lo zucchero a velo, fino a ottenere la consistenza di una pomata. Aggiungetevi le uova e il sale e amalgamateli bene, infine incorporate la farina 00, la farina di castagne e la polvere di nocciole.

Step 4

Lavorate l’impasto fino a ottenere un panetto omogeneo.

Step 5

Stendetelo tra due fogli di carta da forno e lasciatelo riposare in frigorifero per 1 ora.

 

Step 6

Imburrate bene uno stampo da crostata (ø 22 cm) e foderatelo con la frolla. Rifilate la pasta ai bordi e infornate a 160 °C per 15-17 minuti.

Step 7

Infornate insieme alla torta i ritagli di frolla, su una teglietta.

Step 8

Sfornate la torta e la frolla aggiuntiva e lasciate raffreddare.

PER IL CREMOSO

Step 9

Idratate la gelatina con 12,5 g di acqua. Tagliate a pezzetti il cioccolato e raccoglietelo nel contenitore del mixer a immersione.

Step 10

Scaldate 100 g di panna con lo zucchero e versatela sopra il cioccolato. Unite la gelatina (con il liquido residuo) e frullate tutto insieme con il mixer a immersione; unite la panna rimasta, fredda, continuando a montare il composto.

PER LA TORTA

Step 11

Scolate le pere e distribuitele sul fondo della torta. Versatevi sopra il cremoso e riponete la torta in frigo a riposare per 12 ore.

Step 12

Decorate con fettine di pera passate in un po’ di miele ammorbidito con poca acqua, la frolla aggiuntiva sbriciolata e fogliette d’oro.

 

 

 

 

 

 

 

 


venerdì 16 ottobre 2026

AL CERVELLO PIACE LA VITAMINA C

Della stretta relazione tra il consumo di frutta e la fisiologia della struttura cerebrale ci eravamo già occupati in questo precedente post, così come avevamo approfondito il fatto che mangiare frutta abitualmente giovi in modo significativo all'umore, come nel caso delle persone mature o aiuti a dormire meglio i giovani.

Oggi, a confermare ulteriormente il ruolo della dieta, si aggiunge un nuovo e ampio studio giapponese condotto dall'Università di Hirosaki e pubblicato sulla rivista PLOS One. I ricercatori hanno analizzato le risonanze magnetiche e i livelli di vitamina C nel sangue di oltre duemila adulti ultrasessantaquattrenni. L'evidenza è chiara: a livelli più bassi di vitamina C nel plasma corrisponde un volume inferiore di materia grigia e una minore connettività all'interno della "Default Mode Network", ossia la rete cerebrale coinvolta in funzioni fondamentali come l'attenzione e la memoria.

Un'alimentazione naturalmente ricca di vitamina C offre, quindi, un supporto concreto nel contrastare il declino cognitivo legato all'età, agendo in sinergia con fibre e polifenoli presenti nei vegetali interi. Un aspetto cruciale per massimizzare questi benefici è consumare i vegetali al naturale: frutta e verdura sono miniere di antiossidanti, fibre e micronutrienti essenziali per promuovere un'ottimale funzione cerebrale, ma molti di questi composti si degradano facilmente con il calore.

Il fatto che la frutta venga mangiata prevalentemente cruda permette di preservarne intatto il potenziale nutritivo, spiegando probabilmente così la sua influenza particolarmente positiva sulla salute di mente e corpo.

Peperoni battono arance: la Vitamina C nei vegetali estivi

Ecco un pratico riepilogo sui principali ortaggi e i frutti estivi su cui puntare per raggiungere facilmente il fabbisogno quotidiano.

Ecco un pratico riepilogo sui principali ortaggi e i frutti estivi su cui puntare per raggiungere facilmente il fabbisogno quotidiano.

Peperoni. Da crudi forniscono più vitamina C degli agrumi (oltre 150 mg/100 g). Bastano 50 g per superare il fabbisogno giornaliero di una donna adulta. I peperoni rossi e gialli ne contengono più dei verdi.

Pomodori. Quando crudi, con i loro 25 mg/100 g, contengono più vitamina C di frutti come mele o albicocche.

Melone. Per dare un’idea, la porzione consigliata da 150 g apporta 48 mg di vitamina C, oltre a essere ricchissimo d’acqua (90%), di antiossidanti e di potassio.

Anguria. La più idratante di tutti (95% d’acqua), la C è presente, ma in misura minore rispetto al melone con 12 mg/150 g, e in compenso ha altri antiossidanti utili per la pelle.

Albicocche e pesche. In questi frutti si trova un misto vitaminico ideale per la pelle, ma la sfida della C è vinta dalle albicocche con 9 mg per porzione rispetto alle seconde (6 mg).

Frutti di bosco. In cima alla classifica per il contenuto di vitamina C a porzione troviamo il ribes nero (270 mg), seguito dai lamponi (37 mg) e dai mirtilli (20 mg). Per le classiche more di rovo l'apporto è di 16 mg, mentre le more di gelso (sia bianche che nere) si fermano a circa 7 mg.

 

 

  


mercoledì 14 ottobre 2026

FRUTTI ROSSI SUPERSTAR

 


I frutti di bosco fanno bene al cervello (e non solo)

Condivido quest’ importante articolo di Barbara Asprea - 9 Ottobre 2026

Novità dalla ricerca

Li abbiamo salutati da poco, ma dei frutti di bosco non dobbiamo dimenticarci quando finisce la stagione. Perché mirtilli, lamponi e le altre bacche piacciono al cervello: lo conferma una nuova ricerca, che li associa a un invecchiamento più lento

Quando si parla di alimentazione e salute, il pensiero corre quasi sempre al colesterolo, alla pressione, al cuore. Al cervello si pensa meno, eppure anche la sua efficienza dipende da ciò che mettiamo nel piatto. Tanto per fare un paio di esempi concreti, in uno studio svedese su circa diecimila adulti, chi mangiava più frutta aveva una parte del cervello, fondamentale per memoria e umore, con un volume maggiore. E in una ricerca di Singapore su quasi 14mila persone seguite per vent’anni, chi in età matura mangiava più frutta aveva meno probabilità di depressione dopo i 70 anni (Chi mangia frutta invecchia più felice). Ora arriva una nuova conferma del legame tra dieta e cellule grigie, e questa volta in primo piano ci sono i deliziosi frutti di bosco.

Uno studio lungo dodici anni

La ricerca, pubblicata da poco sul Journal of Neurology, Neurosurgery & Psychiatry, aveva come obiettivo valutare se le persone che seguivano un’alimentazione vicina a quella consigliata dalla dieta MIND avessero un cervello che invecchiava più lentamente. Per chi non lo ricordasse, questa dieta è pensata per ritardare l’invecchiamento del cervello: MIND sta per Mediterranean-DASH Intervention for Neurodegenerative Delay e ha unito la dieta mediterranea con la DASH (dieta USA molto popolare, nata contro l’ipertensione). In estrema sintesi, la dieta MIND è basata sul consumo frequente di alimenti considerati protettivi come verdure a foglia verde, frutta a guscio, legumi, cereali integrali, olio d’oliva e frutti di bosco (almeno due volte a settimana), e invita a limitare burro, formaggi, dolci e fritti.

Per effettuare la loro ricerca, gli studiosi hanno analizzato i dati di circa 1.650 adulti di mezza età e oltre (60 anni in media) già raccolti da un importante studio USA (Framingham Heart Study Offspring) che da anni studia la frequenza delle malattie cardiache nella popolazione e i fattori di rischio. I partecipanti hanno compilato questionari sull’alimentazione e, tra il 1999 e il 2019, hanno fatto più risonanze magnetiche del cervello. A ciascuno è stato assegnato un punteggio di aderenza alla dieta MIND, da 0 a 15 (la media era poco sotto 7).

I risultati principali

In circa dodici anni il cervello dei partecipanti è invecchiato: calo della materia grigia, ricca di cellule nervose, ingrandimento dei ventricoli, gli spazi pieni di liquido che crescono quando il tessuto si riduce. Tuttavia, chi seguiva meglio la dieta MIND perdeva materia grigia più lentamente: ogni 3 punti in più di punteggio (per esempio 9 invece di 6) equivalevano a un declino ridotto del 20% circa rispetto a quello atteso con l’età, cioè a 2,5 anni di invecchiamento cerebrale “risparmiati”. Anche la crescita di questi spazi era più lenta: l’equivalente di circa un anno di invecchiamento in meno.

Tra i singoli alimenti spiccano i frutti di bosco: più ne mangiavano i partecipanti, più lenta era la crescita degli spazi pieni di liquido. All’opposto, dolci e fritti da fast food (il cosiddetto junk food) erano legati a una maggiore perdita di volume in una zona del cervello chiave per la memoria.

Da ricordare che comunque si tratta di uno studio osservazionale, che ha mostrato un’associazione significativa ma non è in grado di provare un rapporto diretto di causa ed effetto tra dieta e declino cerebrale.

Frutti di bosco superstar

Il merito di queste bacche è in genere attribuito agli antociani (un tipo di polifenoli) ossia i pigmenti rossi, viola e blu di mirtilli, lamponi, more & Co., dall’azione antiossidante e antinfiammatoria. Già nel 2012 una ricerca di Harvard su oltre 16mila donne over 70 aveva visto che chi mangiava più mirtilli e fragole poteva ritardare il declino cognitivo fino a due anni e mezzo. Una coincidenza di cifre, perché le misure sono diverse: in quel caso erano test sulle capacità mentali, qui le risonanze del cervello. Va detto anche che l’organismo assorbe solo il 5-10% dei polifenoli ingeriti, e la quota varia da persona a persona. Più che le quantità, quindi, conta la regolarità; secondo le ricerche sarebbe bene portarli in tavola almeno due-tre volte a settimana.


Come avere i frutti di bosco tutto l’anno?

Il problema, naturalmente, è che i frutti di bosco freschi sono di stagione per pochi mesi all’anno e spesso costano parecchio. La soluzione più semplice è il freezer: quelli raccolti o comprati in estate si congelano stesi su un vassoio, perché non si attacchino tra loro, e si conservano per mesi. Vanno benissimo anche i surgelati del supermercato, comodi e disponibili in ogni stagione. A colazione si aggiungono allo yogurt, ai fiocchi di avena o al muesli, oppure si frullano con latte o bevanda vegetale. In autunno e in inverno si trasformano facilmente in una composta casalinga, con poco zucchero, da spalmare sul pane, sulle fette biscottate o sui pancake. Quanto ai frutti di bosco essiccati, tra i tanti tipi in commercio meglio scegliere quelli senza zuccheri o additivi e poi aggiungerli a colazione, nelle insalate miste, nei risotti, nei dessert light, negli impasti delle torte, ecc...