Il
1° Novembre: la Festa di Ognissanti
Il 1° novembre si celebra la festa
di Ognissanti, chiamata anche “Tutti i Santi” o, nel linguaggio quotidiano,
semplicemente “i Santi”. La parola è trasparente dal punto di vista
linguistico: ogni + santi. È il giorno in cui la Chiesa cattolica festeggia
collettivamente tutti i santi, compresi quelli che non hanno un giorno dedicato
nel calendario.
Dal
Pantheon di Roma alla Tradizione Universale
Tutto comincia a Roma, in uno dei
monumenti più famosi del mondo: il Pantheon. All’inizio del VII secolo,
papa Bonifacio IV trasformò questo antico tempio romano,
tradizionalmente considerato dedicato a “tutti gli dèi”, in una chiesa
dedicata alla Madonna e a tutti i martiri. La sostituzione dei “tutti gli dèi”
pagani con i “tutti i santi” cristiani segna uno dei passaggi simbolici più
rappresentativi della storia religiosa europea.
All’inizio, però, questa festa si
celebrava a maggio. Nell’VIII secolo papa Gregorio III scelse il 1° novembre, e
circa un secolo dopo papa Gregorio IV estese questa data a tutta la Chiesa.
Secondo alcuni studiosi la scelta non è casuale: in quel periodo, in Irlanda,
in Scozia e nell’isola di Man, i popoli celtici festeggiavano Samhain,
considerato il loro capodanno, un momento in cui si credeva che il confine tra
il mondo dei vivi e quello dei morti diventasse particolarmente sottile. Il
nome tornerà più avanti, quando parleremo delle origini di Halloween.
L’Onomastico:
Festeggiare il Proprio Santo
In Italia, oltre al compleanno,
molte persone festeggiano l’onomastico, cioè il giorno del santo che porta il
loro nome. Chi si chiama Giuseppe festeggia il 19 marzo; chi si chiama Lucia,
il 13 dicembre. E chi porta un nome che non corrisponde a nessun santo?
In quel caso, per convenzione, l’onomastico cade proprio il 1° novembre, la
festa di tutti i santi. Chiunque, anche con un nome insolito per il
calendario italiano, può quindi aspettarsi gli auguri in questa data.
Il
2 Novembre: il Giorno dei Morti
Il 2 novembre si celebra la
Commemorazione dei defunti, che gli italiani chiamano semplicemente “il
giorno dei morti” o “i Morti”. La differenza con il giorno precedente è
precisa: il 1° novembre si festeggiano i santi, cioè le persone che, secondo la
Chiesa, sono già in paradiso; il 2 novembre, invece, si ricordano tutti i
defunti, in particolare i parenti e le persone care che non ci sono più.
Questa ricorrenza nasce in
Francia, nell’abbazia di Cluny, intorno all’anno 1000. Fu l’abate Odilone a
stabilire che i suoi monaci dovessero pregare per tutti i defunti il giorno
successivo a Ognissanti. L’iniziativa ebbe così successo che, nei secoli
seguenti, si estese a tutta la Chiesa cattolica.
Attenzione
ai Crisantemi!
Il 2 novembre i cimiteri italiani
si riempiono di crisantemi, perché fioriscono proprio in autunno. Il risultato
è che in Italia il crisantemo è
diventato il fiore dei morti per eccellenza, con un’associazione culturale
così forte che è bene conoscerla in anticipo. Se un italiano invita a cena a
casa sua, è il caso di portare vino, dolci o rose, ma mai dei crisantemi:
il messaggio culturale sarebbe del tutto fuori luogo, e provocherebbe quasi
certamente un momento di imbarazzo.












