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domenica 2 agosto 2026

CHE BUONI I SEMIFREDDI IN ESTATE!

 


Un semifreddo dal gusto delicatissimo, soffice crema con salsa di mirtilli, una base bisquit senza glutine... un dolce goloso assolutamente da provare !

Ingredienti per 8 persone

Per il Bisquit:

2 Uova intere

4 Tuorli d'uovo

77g Zucchero semolato

105g Preparato per torte e biscotti Molino dalla Giovanna

32g Fecola di Patate senza glutine

un pizzico di sale

Per il semifreddo al cioccolato:

70 g acqua

30 g zucchero semolato

200 g cioccolato bianco senza glutine

3 uova

250 g panna fresca

40 g zucchero a velo senza glutine

Per la salsa di mirtilli:

260 g mirtilli

60 g zucchero semolato

2 cucchiai di succo di limone

Per la griglia di zucchero:

150 g isomalto in granelli

1 rametto di ribes

Tempo: 50 minuti + tempo di riposo

Difficoltà: elevata

Procedimento

In planetaria o in una terrina, sgusciare le due uova intere a temperatura ambiente con lo zucchero e iniziare a montare.

Dopo un paio di minuti aggiungere un pizzico di sale e lasciar lavorare, nel frattempo accendere il forno a 200° per riscaldarlo.

Separare i tuorli delle altre uova in ricetta e amalgamarli in una ciotola prima di aggiungerli all’impasto in planetaria, seguire poi con il preparato e la fecola precedentemente mescolate in una terrina. Lasciare che il composto venga lavorato dalle fruste della planetaria e risulti ben montato, ci vorranno circa 10 minuti. Terminato il tempo di lavorazione, foderare una teglia con carta forno e versare all’interno l’impasto ben gonfio e fluido. Livellare delicatamente con una spatola e infornare per circa 10 minuti senza mai aprire il forno (verificare la superficie ben dorata).

Sfornare, rovesciare il biscuit su un canovaccio pulito e arrotolare, quindi lasciar riposare un’oretta.

Preparare quindi, il semifreddo, sgusciando le uova e separando tuorli e albumi, poi montare a neve questi ultimi con un pizzico di sale e farli riposare in frigorifero fino al momento dell’uso.

In una piccola casseruola, scaldare l’acqua e lo zucchero, togliendo dal fuoco al primo accenno di bollicine; lasciare riposare per 1 minuto, quindi aggiungere il cioccolato diviso a pezzetti, facendolo sciogliere delicatamente. Quando il composto avrà raggiunto circa i 40 °C, unire i tuorli e incorporare con cura.

Al termine, montare la panna ben fredda con lo zucchero a velo, fino a renderla ben ferma e spumosa. Aggiungere al cioccolato con delicati movimenti rotatori di una spatola dal basso verso l’alto.

Coppare il bisquit con uno stampo quadrato con i bordi alti e distribuirvi sopra il semifreddo al cioccolato; senza sfilare lo stampo, trasferire la preparazione nel freezer per circa 2 ore.

Nel frattempo preparare la salsa di mirtilli. Lavare bene i frutti, sgocciolarli e disporli in una piccola casseruola con lo zucchero e il succo di limone; cuocere a fiamma bassa fino a ottenere un composto omogeneo e liscio. Quando la salsa risulterà cotta filtrare attraverso un colino a maglia fitta.

Trascorso il tempo indicato, distribuire la salsa di mirtilli sul bisquit e trasferire il dolce in freezer per altre 2 ore.

Nel frattempo preparare la griglia di zucchero. In una piccola casseruola antiaderente disporre l’isomalto e farlo sciogliere a fiamma bassa (una volta pronto risulterà liquido e di colore chiaro) trasferire su una teglia foderata con carta da forno e rigare con una forchetta in modo da creare una griglia. Lasciare raffreddare.

Trascorso il riposo del bisquit con semifreddo, aggiungere la griglia di zucchero e dei chicchi di ribes per completare, quindi servire.

OPPURE

Semifreddo al cioccolato bianco con salsa al cacao

Tempo       4h

Prodotto    2 porzioni

Ingredienti

350 g albicocche

250 g latte

250 g panna fresca

160 g zucchero

100 g cioccolato bianco

20 g farina

15 g cacao amaro setacciato

2 tuorli

un limone

rum

sale

Procedimento

Step 1

Per la ricetta del semifreddo al cioccolato bianco con salsa al cacao, tritate il cioccolato in modo grossolano. Portate a bollore il latte con la scorza grattugiata di 1/2 limone, poi spegnete, filtrate e tenete in caldo.

 Step 2

Sbattete i tuorli con 80 g di zucchero e un pizzico di sale, finché non saranno spumosi, quindi amalgamatevi la farina. Versate questo composto nel latte, riportate tutto sul fuoco, a fiamma molto dolce, e continuate a mescolare fino a quando non raggiungerete la consistenza della crema pasticciera. Lasciate sobbollire la crema per 1’, poi toglietela dal fuoco e scioglietevi il cioccolato tritato.

 Step 3

Mondate le albicocche, frullatene 200 g con il succo di 1/2 limone, ricavando una salsa e mescolatela alla crema: fatela raffreddare fuori del frigo. Montate leggermente la panna. Tagliate a cubetti il resto delle albicocche, uniteli nella crema, quindi aggiungete anche la panna montata (composto per il semifreddo).

 Step 4

Foderate di carta da forno 2 stampi da plum cake (8x18 cm), versatevi il composto per il semifreddo e fate rassodare in freezer per almeno 3-4 ore. Sciogliete 80 g di zucchero in 50 g di acqua, ottenendo uno sciroppo: al bollore toglietelo dal fuoco, mescolatevi il cacao amaro e, quando lo sciroppo sarà freddo, aggiungetevi un cucchiaio di rum. Sformate i semifreddi, serviteli con la salsa e, a piacere, con spicchi di albicocca: basteranno per 12 persone.

 

 

 

 

 

 

 

 


sabato 1 agosto 2026

Benvenuto AGOSTO il mese estivo dedicato alle ferie e al mare per antonomasia


 


Agosto è il mese dedicato all’imperatore Augusto, si chiamava in antichità Sextilis.  Sextilis è anche il mese delle Feriae Augusti, letteralmente il riposo di Augusto. L’Imperatore Ottaviano Augusto, nel 18 a.C., istituisce un vero e proprio periodo di riposo indetto proprio in questo periodo dell’anno. Tale consuetudine si trasforma in una vera e propria celebrazione festiva proveniente dalla tradizione dei Consualia, i rituali dedicati al dio Conso, divinità connessa alla fertilità e alla terra. Ferragosto è stato poi introdotto in epoca moderna, ma deve la sua origine a questa consuetudine inaugurata dall’imperatore romano.

In questo mese le località balneari e adesso anche quello montane sono superaffollate e molti optano di farle negli altri mesi, giugno e luglio se si vuole fare del vero relax e staccare la spina davvero per rigenerarsi. Non a tutti ciò è permesso, perché consuetudini ferme agli anni 50 non consentono (vedi fabbrica e scuola) di usufruire di brevi permessi per riposarti, come avviene in altri paesi europei, senza dover giustificare assolutamente niente.

Comunque, rimane un mese di vacanza, caldo, con tante ore di luce per stare all’aperto e tante le novità che il Comune, le biblioteche comunali propongono per allietare e svagare i cittadini rimasti in città. C’è musica, ci sono le sagre, ci sono al Sud soprattutto le feste patronali con tanto di concertino con il cantante più in voga del momento. E’ in questi luoghi che bisogna andare per godere pienamente la vacanza. Qui trovi davvero l’allegria, le luminarie che illuminano le strade, le bancarelle che vendono di tutto e di più. C’è la gioia di esserci in questi posti del Sud Italia, dove veramente il Santo Patrono è festeggiato a dovere, non soltanto la Messa cantata e il panegirico solenne. I fuochi d’artificio sono lo spettacolo finale che sempre chiudono queste feste religiose.

La canzone “Notte di ferragosto” di Gianni Morandi è una dei brani che ben rappresenta questo mese.





Testo Notte Di Ferragosto (1966)

Notte di ferragosto

calda la spiaggia

e caldo il mare

freddo questo mio cuor senza te

 

Notte di ferragosto

il mio pensiero torna da te

forse tra le tue braccia

c'è lui c'è lui

E mi accorgo di amarti

ogni giorno di più

anche se mi ripeto

che l'amore non c'è

non c'è non c'è

no perché se ci fosse un amore così

come quello che provo

questa notte per te

per te per te

tu saresti con me

 

Forse tra le tue braccia

c'è lui c'è lui

 

E mi accorgo di amarti

ogni giorno di più

anche se mi ripeto

che l'amore non c'è

non c'è non c'è

no perché se ci fosse un amore così

come quello che provo

questa notte per te

per te per te

tu saresti con me

 

martedì 28 luglio 2026

LUNA PIENA 29 luglio dalle ore 16:35

 




Caro amico, cara amica della Luna,

Martedì 28 luglio, è VIGILIA DI LUNA PIENA🌔

È uno dei momenti più belli del mese per fermarti un istante, ascoltare il tuo cuore e chiederti:

Cosa desidero davvero?

✨ Più serenità?
✨ Un nuovo lavoro?
✨ Abbondanza?
✨ Una relazione più felice?
✨ Salute per te o per chi ami?
✨ Una casa, un viaggio, un progetto che aspetta solo il tuo coraggio?

Qualunque sia il tuo desiderio, il 28 sera a qualunque orario (basta che tu veda la luna) esponi alla Luna:

🌕 il Quaderno della Luna aperto con la tua lista dei desideri;
💦 l'acqua da bere informata;
💎 pietre, gioielli o gli oggetti che desideri "allunare".

Se puoi, resta qualche minuto anche tu sotto la sua luce. Alza lo sguardo, apri le braccia e affida alla Luna i tuoi intenti con fiducia.

Lascia tutto esposto durante la notte e ritiralo la mattina del 29 luglio, a qualunque orario.


Il 29 luglio è LUNA PIENA dalle ore 16:35🌕

È il momento ideale per dedicarti alla guarigione del corpo e dell'anima.

metti la mano sul cuore e rivolgi alla luna questa preghiera:

 

"Luna, ti cedo paura, solitudine,sofferenza, malattia, preoccupazioni, senso di indegnità Portami SOLUZIONI, dammi la forza di prendere decisioni difficili, grazie!"

 

Se  hai la possibilità, la sera del 29 (o anche quella del 30) concediti un bagno in mare, al lago o nel fiume, sotto la luce della Luna.

L'acqua, la Luna piena, il tuo intento e la fede possono diventare un potente rituale di guarigione da malesseri e rinascita.💝

Se non puoi, mostra alla luna la parte del corpo da guarire e "senti" che la sua luce sta oeprando la guarigione. Questa è una preghiera ATTIVA, che risveglia il tuo potenziale di auto-guarigione.


Ogni mese ti ricordo questi appuntamenti perché so quanto possano diventare preziosi 🌟 quando vengono vissuti con costanza e amore.

💝🌟La manifestazione non nasce da un solo gesto, ma dalla scelta di credere, mese dopo mese, che una vita più bella sia possibile. 💝🌟

Io ci credo.

E desidero, con tutto il cuore♥️, che anche tu possa vedere i tuoi desideri diventare realtà. Mi raccomando però: gioisci anche mentre li immagini, sentiti bene già ORA!

 

Che la Luna ti accompagni e ti porti luce, tesoro di Maria!

Alessandra

 

P.S.

 

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ARCANGELI A CASA TUA

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sabato 25 luglio 2026

PIZZA MARGHERITA passo passo

 


Pizza Margherita

Ricetta proposta da Davide Civitiello

Dosi per 6 pizze

Tempo di maturazione del prefermento:24 h +  i tempi di lievitazione: 3 h 15 min.

 Il tempo di cottura si riferisce a una sola pizza.

PRESENTAZIONE

La pizza margherita, insieme alla pizza marinara, è una delle versioni più semplici e amate della pizza! I protagonisti del condimento sono pomodoro, mozzarella e basilico, un trio indissolubile che richiama i colori della bandiera italiana e i sapori della cucina mediterranea. Non bisogna dimenticare l’ingrediente più importante però… il tempo: per una buona pizza fatta in casa, infatti, occorre essere pazienti e non avere fretta così da ottenere un impasto ben lievitato e idratato al punto giusto. Uno dei segreti di questa ricetta è il prefermento, che serve a esaltare il sapore dell’impasto e a favorirne lo sviluppo; il secondo, invece, riguarda il modo in cui vengono stesi i panetti, che permette di ottenere una pizza sottile dal cornicione alto e alveolato. Il terzo segreto, ovviamente, sta nella modalità di cottura che per essere ottimale deve avvenire alla temperatura massima del forno e su pietra refrattaria. Un altro segreto? Tanta tanta pratica… per cui invitate tutti i vostri amici a cena e iniziate a mettervi all’opera, sfornerete una pizza margherita migliore di quella ordinata in pizzeria!

INGREDIENTI

Per il prefermento (per 6 pizze del diametro di 28 cm)

Farina 0 (media forza) 500 g

Acqua a temperatura ambiente 250 g

Lievito di birra secco 2 g

Per l'impasto

Farina 0 (media forza) 500 g

Acqua a temperatura ambiente 450 g

Olio extravergine d'oliva 30 g

Sale fino 25 g

Lievito di birra secco 3 g

per il condimento

Pomodori pelati 1 kg

Mozzarella 600 g

Grana Padano DOP 70 g

Basilico q.b.

Olio extravergine d'oliva q.b.

Sale fino q.b.

Preparazione

Per realizzare la pizza margherita iniziate dal prefermento: in una ciotola capiente mescolate la farina 1 con il lievito, poi versate l’acqua.

Amalgamate gli ingredienti con movimenti delicati. Quando avrete ottenuto un composto grossolano e non vedrete più tracce di farina sul fondo della ciotola, copritela con pellicola e bucherellate con una forchetta, così che possa respirare. Riponete subito in frigorifero e lasciate maturare almeno per 24 ore, o comunque fino ad un massimo di 48 ore.

Trascorso il tempo di maturazione tagliate il prefermento a pezzi e trasferiteli nuovamente nella ciotola, poi copriteli con l’acqua ; in questo modo scioglierete l’eventuale crosticina che si è formata in superficie.

Unite la farina e il lievito e iniziate a lavorare l’impasto nella ciotola

Quando l’acqua sarà stata completamente assorbita aggiungete il sale e continuate a lavorare con movimenti dall’alto verso il basso. Infine versate l’olio e impastate ancora per incorporarlo in modo uniforme. Se preferite potete realizzare questi passaggi in una planetaria, dotata di gancio.

Quando avrete ottenuto una massa compatta trasferitevi sul piano di lavoro leggermente infarinato e lavorate l’impasto energicamente fino ad ottenere una consistenza liscia e omogenea. Riponete nuovamente l’impasto nella ciotola, coprite con un canovaccio umido e lasciate riposare per 15 minuti a temperatura ambiente.

 Trascorso questo tempo siete pronti per stagliare la pasta: dividete l’impasto in 6 porzioni utilizzando un tarocco, poi roteate ciascuna sul piano di lavoro per sigillarla e arrotondarla. Adagiate man mano le palline nella cassetta per la lievitazione distanziandole fra loro. Chiudete con il coperchio (in alternativa potete utilizzare un vassoio leggermente infarinato coperto con pellicola o con un canovaccio umido) e lasciate lievitare per circa 3 ore.

Nel frattempo preparate il condimento: versate i pelati in una ciotola e schiacciateli con le mani, poi condite con olio e basilico, spezzettando le foglioline con le mani.

 Salate e date una mescolata. Tagliate le mozzarelle prima a metà e poi a listarelle. Infine grattugiate il Grana Padano DOP.

Trascorso il tempo di lievitazione  siete pronti per stendere i panetti: spolverizzate leggermente l’impasto con la farina, poi schiacciatelo partendo dal centro e andando verso il bordo in alto, così da spingere l’aria nel cornicione.

Capovolgete l’impasto e procedete nello stesso modo, schiacciando sempre dal centro verso il bordo in alto. Ora allargate l’impasto tenendolo fermo con una mano e tirandolo delicatamente con l’altra, poi ribaltatelo sull’altra mano e sbattetelo delicatamente sul piano. Quando avrete ottenuto un disco del diametro di circa 28 cm cospargete il pomodoro in modo uniforme, partendo dal centro e lasciando liberi i bordi.

Cospargete con il Grana Padano DOP grattugiato e distribuite la mozzarella, poi condite con un filo di olio.

Trasferite la pizza sulla pala (se preferite potete stenderla direttamente sulla pala) e cuocete a 250° (o alla massima temperatura) per 5-7 minuti, posizionandola direttamente sulla pietra refrattaria preriscaldata, posizionata nella parte alta del forno. Una volta cotta, sfornate e fate scivolare la pizza nel piatto. Guarnite con un paio di foglie di basilico e servite subito la vostra pizza margherita!

Il tempo di cottura si riferisce a una sola pizza.

 Conservazione

Si consiglia di consumare subito la pizza margherita. Se necessario potete conservarla per un giorno in frigorifero e riscaldarla in forno prima di servirla. In alternativa potete congelarla dopo la cottura.

Il prefermento si può lasciare in frigorifero da un minimo di 24 a un massimo di 48 ore.

Consiglio

Se desiderate allungare il tempo di lievitazione dei panetti potete riporli in frigorifero per il doppio del tempo, avendo cura di farli tornare a temperatura ambiente prima di proseguire con la ricetta.

Invece di schiacciare i pelati a mano potete utilizzare un passaverdure a maglia larga.

Tagliate la mozzarella a fette il giorno prima e lasciatela scolare in frigo. In questo modo non rischierete la perdita dell'acqua durante la cottura della pizza.

Domande e risposte

È sufficiente usare 5 g di lievito fresco per 500 g di farina? In alternativa, quanta dose di lievito secco occorre?

5 g di lievito di birra fresco sono bilanciati per ottenere un impasto digeribile; se si sceglie il lievito secco, circa 2 g sono equivalenti. La dose è studiata per garantire il giusto sviluppo dell'impasto e una lievitazione ottimale.

Come ottenere una pizza croccante se si usa il forno ventilato?

Per una cottura croccante occorre in genere cuocere la pizza nel ripiano più basso del forno, preferibilmente una alla volta, per evitare che la cottura venga compromessa dalla posizione degli elementi riscaldanti.

 Origine della pizza Margherita

Nata a Napoli alla fine dell'Ottocento, la pizza Margherita celebra i colori della bandiera italiana con pomodoro, mozzarella e basilico. La tradizione attribuisce l'invenzione al pizzaiolo Raffaele Esposito nel 1889, in onore della Regina Margherita di Savoia, sebbene ricerche storiche indichino che la ricetta esistesse già dal 1796.La storia della pizza Margherita si intreccia indissolubilmente con la cultura napoletana attraverso una serie di tappe e leggende affascinanti. Il mito del 1889: secondo la leggenda più celebre, durante la visita dei reali a Napoli, il pizzaiolo Raffaele Esposito della storica Pizzeria Brandi fu convocato alla Reggia di Capodimonte per preparare una pizza per la Regina Margherita di Savoia. Creò per l'occasione tre varianti, e la regina apprezzò particolarmente quella condita con pomodoro, mozzarella e basilico per via dei suoi colori patriottici (rosso, bianco e verde). La realtà storica: Storici dell'alimentazione, come Luca Cesari, evidenziano come una pizza condita con questi specifici ingredienti fosse già ampiamente diffusa e documentata a Napoli nei decenni precedenti, risalendo almeno alla fine del XVIII secolo. L'episodio del 1889 servì principalmente come brillante operazione di marketing per omaggiare la monarchia sabauda e battezzare ufficialmente una pietanza già popolarissima. L'evoluzione del piatto: prima di diventare il simbolo della cucina italiana, la pizza era considerata un pasto povero e consumato in strada, nato dall'unione di ingredienti semplici (come la farina di grano tenero, l'olio d'oliva e il formaggio). L'aggiunta del pomodoro, arrivato in Europa dalle Americhe, trasformò radicalmente la pizza napoletana, rendendola la base perfetta per la variante dedicata alla regina. Riconoscimento ufficiale: per proteggere l'autenticità di questo piatto iconico, la pizza napoletana e la Margherita sono state inserite nel registro delle Specialità Tradizionali Garantite (STG) dall'Unione Europea, che ne definisce rigidamente gli ingredienti, le dimensioni e le modalità di preparazione.

 

 

 

 

 

 


mercoledì 22 luglio 2026

TAORMINA NELLA BELLA SICILIA – ITALY

 


L’Italia è nota al mondo come il BEL PAESE, IL Paese delle 100 città a ragione. Le 100 città un tempo alcune erano le capitali dei regni in cui era suddivisa fino al 1861 l’Italia. Con il movimento del Risorgimento tutti questi regni sono scomparsi, ma hanno arricchito l’Italia di monumenti unici al mondo, senza parlare della Cucina Italiana che è Patrimonio Immateriale dell’UNESCO. Oggi voglio condividere con chi segue questo blog nato nel 2012 e seguito da persone originarie di una cinquantina di paesi appartenenti a tutti i continenti, a cui vanno i miei sentiti ringraziamenti per la visibilità crescente registrata in questi ultimi tempi, una nuova serie di post che vogliono illustrare luoghi visitati personalmente e quelli che vorrei visitare. Come ben sanno molti sono originaria della Campania, è la regione che più amo e conosco al mondo, ma c’è anche un’altra regione che ho visitato parecchio, dove tuttora vivono i parenti acquisiti con il matrimonio. Molte le città visitate, alcune fondate dagli antichi Greci, Fenici e tante sono le rovine archeologiche che vi si possono ammirare. Fino ad un decennio fa in estate si andava a trascorrere una decina di giorni ogni anno al paese per rivedere i parenti di mio marito, oggi preferiamo scegliere di volta in volta. C’è però una località che vorrei visitare: Taormina, località che ammiravamo da lontano mentre con la nostra autovettura si passava lungo l’autostrada che ci portava a Messina, dove avremmo dovuto prendere il traghetto per riprendere l’autostrada e risalire tutto lo Stivale Italia per giungere a casa, cioè a Milano dove risiedo. Sempre avrei voluto visitarla, ma non è vicinissima a Palermo, la nostra meta. Avevamo l’autovettura piena di valigie, neanche a pensarlo. Bisognava fare un viaggio apposito, ma erano solo 10 giorni quelli che avevamo a disposizione e non volevamo perderne neanche uno. Quindi, non ho mai potuto andarci. Adesso, ho davvero intenzione di visitarla, perché ha un fascino antico che emerge negli scorci panoramici e nelle testimonianze del passato. Taormina è arroccata su una terrazza naturale che domina il Mare Ionio, appare sospesa tra cielo e mare, con il profilo dell’Etna che si staglia all’orizzonte come una presenza silenziosa. Taormina sorge sulla costa orientale della Sicilia, le sue origini risalgono all’epoca greca, quando venne fondata con il nome di Tauromenion e divenne uno dei centri più importanti dell’isola. Nel corso dei secoli, greci, romani, arabi e normanni hanno lasciato tracce profonde nell’architettura, nella cultura e nell’identità del luogo. Il cuore di Taormina è piazza IX Aprile, terrazza panoramica da cui lo sguardo abbraccia la costa ionica. Poco distante si trova il Teatro Antico, straordinario anfiteatro greco-romano scavato nella roccia, ancora oggi ospita concerti, festival e spettacoli. La gastronomia è eccellente, unisce i sapori del litorale a quelli dell’entroterra. Sono da gustare le granite artigianali, soprattutto al limone e alla mandorla, tra i dolci spiccano i cannoli e le cassate. Il pistacchio di Bronte arricchisce ricette dolci e salate, lo troviamo protagonista di gelati e dessert, ma anche di specialità siciliane come il pesto alla brontese, la pasta al pistacchio e la farcitura di arancini e salumi. Se si passa da lì è bene farne una buona scorta da portare a casa. Al ristorante chiedere pasta alla Norma, arancini, caponata, e iris fritte che sono dei dolcetti tipici di questa località.





Tramite Google si possono visualizzare molte foto di Taormina

domenica 19 luglio 2026

La vera pizza napoletana

E' impensabile, dico di più, è assurdo riuscire a preparare la pizza a casa usando il forno della cucina che abbiamo. La pizza per dare il massimo deve essere preparata a regola d'arte con la tecnica giusta e tempi lunghi, ma ancora più importante è la temperatura che deve sfiorare i 400° C. Io da buona napoletana mangerei la pizza a pranzo e a cena e nient'altro. I condimenti sono tantissimi, ti puoi sbizzarrire come vuoi, dal salato al dolce ci puoi fare un pranzo intero. Ho acquistato a gennaio un forno per pizza elettrico che mi ha soddisfatto pienamente. Più volte lo abbiamo usato e sempre con ottimi risultati. Ho scelto per l'impasto la ricetta di Fulvio Marino, panettiere molto conosciuto a livello nazionale, perché ospite fisso della trasmissione culinaria di Antonella Clerici.

Questa è la ricetta di Fulvio Marino per l'impasto, poi i condimenti li decidiamo noi, dalla classica pizza Margherita con pomodori, mozzarella e basilico che richiama la bandiera italiana con i suoi colori verde, bianco, rosso, a tutti i condimenti che ci piacciono.

          Questo è il modello di forno per pizza acquistato su Amazon

Così Fulvio Marino dice a proposito di una buona pizza.

Per fare una buona pizza, bisogna certo partire da una buona farina, ma come riconoscerla? Lo abbiamo chiesto a Fulvio Marino, panificatore e mugnaio di Alba e anche volto tv in diversi programmi, da È sempre mezzogiorno con Antonella Clerici a Il forno delle meraviglie, su Real Time.

"Innanzitutto guardiamo le proteine, che è l’unico numero tecnico che sicuramente troviamo su ogni sacchetto per legge - ci spiega Fulvio - Più le proteine sono alte, più è possibile idratare l’impasto, aggiungendo almeno il 70% di acqua sul peso della farina, ed è consigliato fare lunghe lievitazioni, di almeno 24 ore».

Dopodiché potete mettervi alla prova con le mani in pasta: qui trovate la sua ricetta per la Pizza dall'orto, con asparagi, carote, crema di carote, finocchi, patate, senape al miele, basilico.

Ingredienti per “La pizza dell’orto” di Fulvio Marino

PER L’IMPASTO

950 g farina tipo 00 forte (320 W)

700 g acqua

50 g farina di enkir integrale

22 g sale

20 g olio extravergine di oliva

7 g lievito di birra fresco

PER IL CONDIMENTO

asparagi

carote

crema di carote

finocchi

patate

senape al miele

basilico

Procedimento

Step 1

Impastate le due farine con il lievito e 650 g di acqua fredda (4 °C) per 6 minuti. Aggiungete quindi il sale con altri 50 g di acqua, unendone poca alla volta e continuando a impastare fino a ottenere un impasto omogeneo. Una volta assorbita tutta l’acqua, incorporate l’olio, avendo cura che si amalgami perfettamente. Raccogliete l’impasto in una ciotola, copritelo con la pellicola alimentare e ponetelo a maturare in frigorifero per 18 ore, dando una piega di rinforzo dopo 4 ore.

Step 2

Formate 6-7 palline da circa 250 g e mettetele a lievitare in un contenitore chiuso con il coperchio per 3-4 ore a temperatura ambiente.

Step 3

Stendetele infine formando le pizze; cospargete la superficie con la crema di carote (ottenuta frullando carote bollite, sale e olio) e le verdure di stagione, già mondate e sbollentate.

Step 4

Cuocete ciascuna pizza su pietra refrattaria al massimo della temperatura per 9 minuti, oppure a 330 °C nel forno a legna, oppure nel fornetto da pizza per 3 minuti. Servite con senape e basilico.

 

 


giovedì 16 luglio 2026

UDITE! UDITE! ANGELICA E’ TORNATA

 


Mi riferisco al meraviglioso personaggio inventato dalla scrittrice Anne Golon. Una saga che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo e impersonato al cinema dalla bellissima attrice Michèle Mercier, un'attrice francese che ha legato la sua notorietà essenzialmente al ciclo cinematografico di Angelica, la marchesa degli angeli, girato tra il 1964 e 1968. I film ancora adesso vengono trasmessi dalle varie reti televisive. E’ visibile in questi giorni sulle reti Mediaset un film di questa saga. Peccato che l’attrice a un certo punto per non farsi ingabbiare dal personaggio non ha più voluto impersonarlo.

“La tentazione di Angelica” e “Angelica e la diavolessa” sono gli unici libri che acquistai una decina d’anni fa e poi tutti gli altri di seconda mano su Ebay. L’ ultimo acquisto recente, di seconda mano, mi è costato 35,00  “La fortezza di Angelica”, è il penultimo della saga. Mi sono rifiutata di acquistare “La vittoria di Angelica” che chiude la saga, avrei dovuto spendere 150,00 ed era anche di seconda mano.

Mentre cercavo su Amazon e sul sito Ebay i libri della saga, in concomitanza con l’acquisto del penultimo libro, su Amazon  mi sono imbattuta nella pubblicazione di due libri, il 1° e il 2° della saga che di primo acchito non mi hanno comunicato nulla, avendoli di seconda mano già nella mia libreria, ma poi la curiosità è prevalsa e leggendo con attenzione la presentazione dei libri sono giunta alla fantastica notizia che aspettavo dal 2014, quando acquistai i due unici libri cartacei di fresca stampa presso un negozio, altri libri della saga non c’erano, perché li avrei acquistati. Questi due libri sono una ristampa della saga, la casa editrice TEA li ristampa in edizione integrale e hanno titoli diversi da quelli che conosciamo. Ho subito provveduto ad acquistarli e inviato una email alla casa editrice TEA che aveva eseguito una stampa nel passato, anche altre case editrici hanno stampato la saga di Angelica, ma TEA non aveva stampato gli ultimi due libri della saga. Mi hanno risposto che a suo tempo hanno avuto problemi di natura legale e sperano adesso di poter continuare a stampare la saga e in formato integrale, mentre la vecchia saga come ben sappiamo si limita a narrare soltanto le avventure della bella Angelica. Morale della favola, se vogliamo far proseguire la ristampa noi appassionate e innamorate di questa favolosa creatura dobbiamo acquistare questi libri  della casa editrice TEA.

N.B. E’ possibile integrare questo post con quello scritto nel lontano maggio 2014. E' sufficiente scrivere Angelica in Cerca, visibile in alto a destra di questo blog.