Della stretta relazione tra il
consumo di frutta e la fisiologia della struttura cerebrale ci eravamo già
occupati in questo precedente post, così come avevamo approfondito il fatto che
mangiare frutta abitualmente giovi in modo significativo all'umore, come nel
caso delle persone mature o aiuti a dormire meglio i giovani.
Oggi, a confermare ulteriormente
il ruolo della dieta, si aggiunge un nuovo e ampio studio giapponese condotto
dall'Università di Hirosaki e pubblicato sulla rivista PLOS One. I ricercatori
hanno analizzato le risonanze magnetiche e i livelli di vitamina C nel sangue
di oltre duemila adulti ultrasessantaquattrenni. L'evidenza è chiara: a livelli
più bassi di vitamina C nel plasma corrisponde un volume inferiore di materia
grigia e una minore connettività all'interno della "Default Mode
Network", ossia la rete cerebrale coinvolta in funzioni fondamentali come
l'attenzione e la memoria.
Un'alimentazione naturalmente
ricca di vitamina C offre, quindi, un supporto concreto nel contrastare il
declino cognitivo legato all'età, agendo in sinergia con fibre e polifenoli
presenti nei vegetali interi. Un aspetto cruciale per massimizzare questi
benefici è consumare i vegetali al naturale: frutta e verdura sono miniere di
antiossidanti, fibre e micronutrienti essenziali per promuovere un'ottimale
funzione cerebrale, ma molti di questi composti si degradano facilmente con il
calore.
Il fatto che la frutta venga
mangiata prevalentemente cruda permette di preservarne intatto il potenziale
nutritivo, spiegando probabilmente così la sua influenza particolarmente
positiva sulla salute di mente e corpo.
Peperoni
battono arance: la Vitamina C nei vegetali estivi
Ecco un pratico riepilogo sui
principali ortaggi e i frutti estivi su cui puntare per raggiungere facilmente
il fabbisogno quotidiano.
Ecco
un pratico riepilogo sui principali ortaggi e i frutti estivi su cui puntare
per raggiungere facilmente il fabbisogno quotidiano.
Peperoni. Da crudi
forniscono più vitamina C degli agrumi (oltre 150 mg/100 g). Bastano 50 g per
superare il fabbisogno giornaliero di una donna adulta. I peperoni rossi e
gialli ne contengono più dei verdi.
Pomodori. Quando
crudi, con i loro 25 mg/100 g, contengono più vitamina C di frutti come mele o
albicocche.
Melone. Per dare
un’idea, la porzione consigliata da 150 g apporta 48 mg di vitamina C, oltre a
essere ricchissimo d’acqua (90%), di antiossidanti e di potassio.
Anguria. La più
idratante di tutti (95% d’acqua), la C è presente, ma in misura minore rispetto
al melone con 12 mg/150 g, e in compenso ha altri antiossidanti utili per la
pelle.
Albicocche
e pesche. In questi frutti si trova un misto vitaminico ideale per la
pelle, ma la sfida della C è vinta dalle albicocche con 9 mg per porzione
rispetto alle seconde (6 mg).
Frutti
di bosco. In cima alla classifica per il contenuto di vitamina C a
porzione troviamo il ribes nero (270 mg), seguito dai lamponi (37 mg) e dai
mirtilli (20 mg). Per le classiche more di rovo l'apporto è di 16 mg, mentre le
more di gelso (sia bianche che nere) si fermano a circa 7 mg.





La data indica il numero 111, dopo vedi che significa.




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