Agosto è un mese somigliante al
dio Giano bifronte. Questa divinità romana era rappresentata con doppio viso,
uno sereno e l’altro truce ed era affisso sulla facciata del tempio a lui
dedicato, che rimaneva aperto tutto il tempo dedicato alla guerra e chiuso tutto il tempo in cui si viveva in pace. E’ un mese in cui percepisci
chiaramente questa duplice sensazione. Sono arrivate le ferie e finalmente si
parte per le agognate vacanze che non corrispondono come negli anni molto
addietro a un mese, ma sono massimo di 10 giorni. Finite le vacanze si ritorna
a casa e cosa trovi? Uffici chiusi e tu che hai una pratica in sospeso devi
mordere il freno e aspettare settembre quando gli uffici apriranno a pieno
ritmo. Non solo gli uffici chiusi, ma anche i negozi, magari proprio quello
dove ti rifornivi di generi alimentari. In Italia è così, agosto è croce e
delizia, bisogna armarsi di santa pazienza e pregare che finisca presto, non
soltanto per il caldo che si percepisce da due mesi a questa parte. E’
un’estate torrida, in alcune città ha superato i 45° C, tutti con ventilatore
acceso in casa o aria condizionata che non a tutti piace, in casa refrigerio e
shock termico non appena metti la testa fuori casa. In Italia purtroppo agosto
è sinonimo di ferie. Chiudono tutte le fabbriche, la scuola da ben due mesi di
riposo ai docenti che se lo meritano assolutamente per lo stress accumulato nei
10 mesi di servizio attivo in classe con i giovani sempre più indisponenti e
svogliati. E’ un mese che mette malinconia, la spensieratezza è limitata ad
alcuni giorni, perché già pensi ai giorni che mancano a settembre, il vero
inizio di anno, no gennaio per chiarirci una volta per tutte. Agosto è un mese
di pensieri che vanno e vengono su cosa farò, come mi devo organizzare, chi
devo contattare, che budget ho a disposizione per fare quella cosa che rimando
da mesi, anni. Non sono pensieri spensierati, ma sono pensieri pesanti e per
questo io come moltissimi non amo questo mese!
IL MONDO DI MARUSKA
Appunti, curiosità, note di viaggi, esperienze......che costituiscono un interesse per me
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mercoledì 5 agosto 2026
Due riflessioni sul mese di agosto
domenica 2 agosto 2026
CHE BUONI I SEMIFREDDI IN ESTATE!
Un
semifreddo dal gusto delicatissimo, soffice crema con salsa di mirtilli, una
base bisquit senza glutine... un dolce goloso assolutamente da provare !
Ingredienti
per 8 persone
Per il
Bisquit:
2 Uova
intere
4 Tuorli d'uovo
77g Zucchero
semolato
105g
Preparato per torte e biscotti Molino dalla Giovanna
32g Fecola
di Patate senza glutine
un pizzico
di sale
Per il
semifreddo al cioccolato:
70 g acqua
30 g
zucchero semolato
200 g
cioccolato bianco senza glutine
3 uova
250 g panna
fresca
40 g
zucchero a velo senza glutine
Per la salsa
di mirtilli:
260 g
mirtilli
60 g
zucchero semolato
2 cucchiai
di succo di limone
Per la
griglia di zucchero:
150 g
isomalto in granelli
1 rametto di
ribes
Tempo: 50
minuti + tempo di riposo
Difficoltà:
elevata
Procedimento
In
planetaria o in una terrina, sgusciare le due uova intere a temperatura
ambiente con lo zucchero e iniziare a montare.
Dopo un paio
di minuti aggiungere un pizzico di sale e lasciar lavorare, nel frattempo
accendere il forno a 200° per riscaldarlo.
Separare i
tuorli delle altre uova in ricetta e amalgamarli in una ciotola prima di
aggiungerli all’impasto in planetaria, seguire poi con il preparato e la fecola
precedentemente mescolate in una terrina. Lasciare che il composto venga
lavorato dalle fruste della planetaria e risulti ben montato, ci vorranno circa
10 minuti. Terminato il tempo di lavorazione, foderare una teglia con carta
forno e versare all’interno l’impasto ben gonfio e fluido. Livellare
delicatamente con una spatola e infornare per circa 10 minuti senza mai aprire
il forno (verificare la superficie ben dorata).
Sfornare,
rovesciare il biscuit su un canovaccio pulito e arrotolare, quindi lasciar
riposare un’oretta.
Preparare
quindi, il semifreddo, sgusciando le uova e separando tuorli e albumi, poi
montare a neve questi ultimi con un pizzico di sale e farli riposare in
frigorifero fino al momento dell’uso.
In una
piccola casseruola, scaldare l’acqua e lo zucchero, togliendo dal fuoco al
primo accenno di bollicine; lasciare riposare per 1 minuto, quindi aggiungere
il cioccolato diviso a pezzetti, facendolo sciogliere delicatamente. Quando il
composto avrà raggiunto circa i 40 °C, unire i tuorli e incorporare con cura.
Al termine,
montare la panna ben fredda con lo zucchero a velo, fino a renderla ben ferma e
spumosa. Aggiungere al cioccolato con delicati movimenti rotatori di una
spatola dal basso verso l’alto.
Coppare il
bisquit con uno stampo quadrato con i bordi alti e distribuirvi sopra il
semifreddo al cioccolato; senza sfilare lo stampo, trasferire la preparazione
nel freezer per circa 2 ore.
Nel
frattempo preparare la salsa di mirtilli. Lavare bene i frutti, sgocciolarli e
disporli in una piccola casseruola con lo zucchero e il succo di limone;
cuocere a fiamma bassa fino a ottenere un composto omogeneo e liscio. Quando la
salsa risulterà cotta filtrare attraverso un colino a maglia fitta.
Trascorso il
tempo indicato, distribuire la salsa di mirtilli sul bisquit e trasferire il
dolce in freezer per altre 2 ore.
Nel
frattempo preparare la griglia di zucchero. In una piccola casseruola
antiaderente disporre l’isomalto e farlo sciogliere a fiamma bassa (una volta
pronto risulterà liquido e di colore chiaro) trasferire su una teglia foderata
con carta da forno e rigare con una forchetta in modo da creare una griglia.
Lasciare raffreddare.
Trascorso il
riposo del bisquit con semifreddo, aggiungere la griglia di zucchero e dei
chicchi di ribes per completare, quindi servire.
OPPURE
Semifreddo
al cioccolato bianco con salsa al cacao
Tempo 4h
Prodotto 2 porzioni
Ingredienti
350 g
albicocche
250 g latte
250 g panna
fresca
160 g
zucchero
100 g
cioccolato bianco
20 g farina
15 g cacao
amaro setacciato
2 tuorli
un limone
rum
sale
Procedimento
Step 1
Per la ricetta del semifreddo al cioccolato bianco con salsa
al cacao, tritate il cioccolato in modo grossolano. Portate a bollore il latte
con la scorza grattugiata di 1/2 limone, poi spegnete, filtrate e tenete in
caldo.
Step 2
Sbattete i tuorli con 80 g di zucchero e un pizzico di sale,
finché non saranno spumosi, quindi amalgamatevi la farina. Versate questo
composto nel latte, riportate tutto sul fuoco, a fiamma molto dolce, e
continuate a mescolare fino a quando non raggiungerete la consistenza della
crema pasticciera. Lasciate sobbollire la crema per 1’, poi toglietela dal
fuoco e scioglietevi il cioccolato tritato.
Step 3
Mondate le albicocche, frullatene 200 g con il succo di 1/2
limone, ricavando una salsa e mescolatela alla crema: fatela raffreddare fuori
del frigo. Montate leggermente la panna. Tagliate a cubetti il resto delle
albicocche, uniteli nella crema, quindi aggiungete anche la panna montata
(composto per il semifreddo).
Step 4
Foderate di carta da forno 2 stampi da plum cake (8x18 cm),
versatevi il composto per il semifreddo e fate rassodare in freezer per almeno
3-4 ore. Sciogliete 80 g di zucchero in 50 g di acqua, ottenendo uno sciroppo:
al bollore toglietelo dal fuoco, mescolatevi il cacao amaro e, quando lo sciroppo
sarà freddo, aggiungetevi un cucchiaio di rum. Sformate i semifreddi, serviteli
con la salsa e, a piacere, con spicchi di albicocca: basteranno per 12 persone.
sabato 1 agosto 2026
Benvenuto AGOSTO il mese estivo dedicato alle ferie e al mare per antonomasia
In questo mese le località balneari e adesso anche quello montane sono superaffollate e molti optano di farle negli altri mesi, giugno e luglio se si vuole fare del vero relax e staccare la spina davvero per rigenerarsi. Non a tutti ciò è permesso, perché consuetudini ferme agli anni 50 non consentono (vedi fabbrica e scuola) di usufruire di brevi permessi per riposarti, come avviene in altri paesi europei, senza dover giustificare assolutamente niente.
Comunque, rimane un mese di vacanza, caldo, con tante ore di luce per stare all’aperto e tante le novità che il Comune, le biblioteche comunali propongono per allietare e svagare i cittadini rimasti in città. C’è musica, ci sono le sagre, ci sono al Sud soprattutto le feste patronali con tanto di concertino con il cantante più in voga del momento. E’ in questi luoghi che bisogna andare per godere pienamente la vacanza. Qui trovi davvero l’allegria, le luminarie che illuminano le strade, le bancarelle che vendono di tutto e di più. C’è la gioia di esserci in questi posti del Sud Italia, dove veramente il Santo Patrono è festeggiato a dovere, non soltanto la Messa cantata e il panegirico solenne. I fuochi d’artificio sono lo spettacolo finale che sempre chiudono queste feste religiose.
La canzone “Notte di ferragosto” di Gianni Morandi è una dei brani che ben rappresenta questo mese.
Testo Notte Di Ferragosto (1966)
Notte di ferragosto
calda la spiaggia
e caldo il mare
freddo questo mio cuor senza te
Notte di ferragosto
il mio pensiero torna da te
forse tra le tue braccia
c'è lui c'è lui
E mi accorgo di amarti
ogni giorno di più
anche se mi ripeto
che l'amore non c'è
non c'è non c'è
no perché se ci fosse un amore così
come quello che provo
questa notte per te
per te per te
tu saresti con me
Forse tra le tue braccia
c'è lui c'è lui
E mi accorgo di amarti
ogni giorno di più
anche se mi ripeto
che l'amore non c'è
non c'è non c'è
no perché se ci fosse un amore così
come quello che provo
questa notte per te
per te per te
tu saresti con me
martedì 28 luglio 2026
LUNA PIENA 29 luglio dalle ore 16:35
Caro amico, cara amica della Luna,
Martedì 28 luglio, è VIGILIA DI LUNA PIENA. 
È uno dei momenti più belli del mese per fermarti un istante, ascoltare il tuo cuore e chiederti:
Cosa desidero davvero?
Più serenità?
Un nuovo lavoro?
Abbondanza?
Una relazione più felice?
Salute per te o per chi ami?
Una casa, un viaggio, un progetto che aspetta solo il tuo coraggio?
Qualunque sia il tuo desiderio, il 28 sera a qualunque orario (basta che tu veda la luna) esponi alla Luna:
il Quaderno della Luna aperto con la tua lista dei desideri;
l'acqua da bere informata;
pietre, gioielli o gli oggetti che desideri "allunare".
Se puoi, resta qualche minuto anche tu sotto la sua luce. Alza lo sguardo, apri le braccia e affida alla Luna i tuoi intenti con fiducia.
Lascia tutto esposto durante la notte e ritiralo la mattina del 29 luglio, a qualunque orario.
Il 29 luglio è LUNA PIENA dalle ore 16:35. 
È il momento ideale per dedicarti alla guarigione del corpo e dell'anima.
metti la mano sul cuore e rivolgi alla luna questa preghiera:
"Luna, ti cedo paura, solitudine,sofferenza, malattia, preoccupazioni, senso di indegnità Portami SOLUZIONI, dammi la forza di prendere decisioni difficili, grazie!"
Se hai la possibilità, la sera del 29 (o anche quella del 30) concediti un bagno in mare, al lago o nel fiume, sotto la luce della Luna.
L'acqua, la Luna piena, il tuo intento e la fede possono diventare un potente rituale di guarigione da malesseri e rinascita.
Se non puoi, mostra alla luna la parte del corpo da guarire e "senti" che la sua luce sta oeprando la guarigione. Questa è una preghiera ATTIVA, che risveglia il tuo potenziale di auto-guarigione.
Ogni mese ti ricordo questi appuntamenti perché so quanto possano diventare preziosi
quando vengono vissuti con costanza e amore.

La manifestazione non nasce da un solo gesto, ma dalla scelta di credere, mese dopo mese, che una vita più bella sia possibile. 

Io ci credo.
E desidero, con tutto il cuore
, che anche tu possa vedere i tuoi desideri diventare realtà. Mi raccomando però: gioisci anche mentre li immagini, sentiti bene già ORA!
Che la Luna ti accompagni e ti porti luce, tesoro di Maria!
Alessandra
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sabato 25 luglio 2026
PIZZA MARGHERITA passo passo
Pizza Margherita
Ricetta proposta da Davide Civitiello
Dosi per 6 pizze
Tempo di maturazione del
prefermento:24 h + i tempi di lievitazione: 3 h 15 min.
Il tempo di cottura si riferisce a una sola
pizza.
PRESENTAZIONE
La pizza margherita, insieme alla
pizza marinara, è una delle versioni più semplici e amate della pizza! I
protagonisti del condimento sono pomodoro, mozzarella e basilico, un trio
indissolubile che richiama i colori della bandiera italiana e i sapori della
cucina mediterranea. Non bisogna dimenticare l’ingrediente più importante però…
il tempo: per una buona pizza fatta in casa, infatti, occorre essere pazienti e
non avere fretta così da ottenere un impasto ben lievitato e idratato al punto
giusto. Uno dei segreti di questa ricetta è il prefermento, che serve a
esaltare il sapore dell’impasto e a favorirne lo sviluppo; il secondo, invece,
riguarda il modo in cui vengono stesi i panetti, che permette di ottenere una
pizza sottile dal cornicione alto e alveolato. Il terzo segreto, ovviamente,
sta nella modalità di cottura che per essere ottimale deve avvenire alla
temperatura massima del forno e su pietra refrattaria. Un altro segreto? Tanta
tanta pratica… per cui invitate tutti i vostri amici a cena e iniziate a
mettervi all’opera, sfornerete una pizza margherita migliore di quella ordinata
in pizzeria!
INGREDIENTI
Per
il prefermento (per 6 pizze del diametro di 28 cm)
Farina
0 (media forza) 500 g
Acqua
a temperatura ambiente 250 g
Lievito
di birra secco 2 g
Per
l'impasto
Farina 0 (media forza) 500 g
Acqua a temperatura ambiente 450 g
Olio extravergine d'oliva 30 g
Sale fino 25 g
Lievito di birra secco 3 g
per
il condimento
Pomodori pelati 1 kg
Mozzarella 600 g
Grana Padano DOP 70 g
Basilico q.b.
Olio extravergine d'oliva q.b.
Sale fino q.b.
Preparazione
Per realizzare la pizza margherita iniziate dal prefermento: in una ciotola capiente mescolate la farina 1 con il lievito, poi versate l’acqua.
Amalgamate gli ingredienti con
movimenti delicati. Quando avrete ottenuto un composto grossolano e non vedrete
più tracce di farina sul fondo della ciotola, copritela con pellicola e
bucherellate con una forchetta, così che possa respirare. Riponete subito in
frigorifero e lasciate maturare almeno per 24 ore, o comunque fino ad un
massimo di 48 ore.
Trascorso il tempo di maturazione tagliate
il prefermento a pezzi e trasferiteli nuovamente nella ciotola, poi copriteli
con l’acqua ; in questo modo scioglierete l’eventuale crosticina che si è
formata in superficie.
Unite la farina e il lievito e
iniziate a lavorare l’impasto nella ciotola
Quando l’acqua sarà stata
completamente assorbita aggiungete il sale e continuate a lavorare con
movimenti dall’alto verso il basso. Infine versate l’olio e impastate ancora
per incorporarlo in modo uniforme. Se preferite potete realizzare questi
passaggi in una planetaria, dotata di gancio.
Quando avrete ottenuto una massa
compatta trasferitevi sul piano di lavoro leggermente infarinato e lavorate
l’impasto energicamente fino ad ottenere una consistenza liscia e omogenea.
Riponete nuovamente l’impasto nella ciotola, coprite con un canovaccio umido e
lasciate riposare per 15 minuti a temperatura ambiente.
Nel frattempo preparate il
condimento: versate i pelati in una ciotola e schiacciateli con le mani, poi
condite con olio e basilico, spezzettando le foglioline con le mani.
Trascorso il tempo di lievitazione
siete pronti per stendere i panetti:
spolverizzate leggermente l’impasto con la farina, poi schiacciatelo partendo
dal centro e andando verso il bordo in alto, così da spingere l’aria nel
cornicione.
Capovolgete l’impasto e procedete
nello stesso modo, schiacciando sempre dal centro verso il bordo in alto. Ora
allargate l’impasto tenendolo fermo con una mano e tirandolo delicatamente con
l’altra, poi ribaltatelo sull’altra mano e sbattetelo delicatamente sul piano.
Quando avrete ottenuto un disco del diametro di circa 28 cm cospargete il
pomodoro in modo uniforme, partendo dal centro e lasciando liberi i bordi.
Cospargete con il Grana Padano DOP
grattugiato e distribuite la mozzarella, poi condite con un filo di olio.
Trasferite la pizza sulla pala (se
preferite potete stenderla direttamente sulla pala) e cuocete a 250° (o alla
massima temperatura) per 5-7 minuti, posizionandola direttamente sulla pietra
refrattaria preriscaldata, posizionata nella parte alta del forno. Una volta
cotta, sfornate e fate scivolare la pizza nel piatto. Guarnite con un paio di
foglie di basilico e servite subito la vostra pizza margherita!
Il tempo di cottura si riferisce a una sola pizza.
Si consiglia di consumare subito
la pizza margherita. Se necessario potete conservarla per un giorno in
frigorifero e riscaldarla in forno prima di servirla. In alternativa potete
congelarla dopo la cottura.
Il prefermento si può lasciare in
frigorifero da un minimo di 24 a un massimo di 48 ore.
Consiglio
Se desiderate allungare il tempo di
lievitazione dei panetti potete riporli in frigorifero per il doppio del tempo,
avendo cura di farli tornare a temperatura ambiente prima di proseguire con la
ricetta.
Invece di schiacciare i pelati a
mano potete utilizzare un passaverdure a maglia larga.
Tagliate la mozzarella a fette il giorno prima e lasciatela scolare in frigo. In questo modo non rischierete la perdita dell'acqua durante la cottura della pizza.
Domande e risposte
È sufficiente usare 5 g di lievito
fresco per 500 g di farina? In alternativa, quanta dose di lievito secco
occorre?
5 g di lievito di birra fresco
sono bilanciati per ottenere un impasto digeribile; se si sceglie il lievito
secco, circa 2 g sono equivalenti. La dose è studiata per garantire il giusto
sviluppo dell'impasto e una lievitazione ottimale.
Come ottenere una pizza croccante
se si usa il forno ventilato?
Per una cottura croccante occorre
in genere cuocere la pizza nel ripiano più basso del forno, preferibilmente una
alla volta, per evitare che la cottura venga compromessa dalla posizione degli
elementi riscaldanti.
Nata a Napoli alla fine
dell'Ottocento, la pizza Margherita celebra i colori della bandiera italiana
con pomodoro, mozzarella e basilico. La tradizione attribuisce l'invenzione al
pizzaiolo Raffaele Esposito nel 1889, in onore della Regina Margherita di
Savoia, sebbene ricerche storiche indichino che la ricetta esistesse già dal
1796.La storia della pizza Margherita si intreccia indissolubilmente con la
cultura napoletana attraverso una serie di tappe e leggende affascinanti. Il
mito del 1889: secondo la leggenda più celebre, durante la visita dei reali a
Napoli, il pizzaiolo Raffaele Esposito della storica Pizzeria Brandi fu
convocato alla Reggia di Capodimonte per preparare una pizza per la Regina
Margherita di Savoia. Creò per l'occasione tre varianti, e la regina apprezzò
particolarmente quella condita con pomodoro, mozzarella e basilico per via dei
suoi colori patriottici (rosso, bianco e verde). La realtà storica: Storici
dell'alimentazione, come Luca Cesari, evidenziano come una pizza condita con
questi specifici ingredienti fosse già ampiamente diffusa e documentata a
Napoli nei decenni precedenti, risalendo almeno alla fine del XVIII secolo.
L'episodio del 1889 servì principalmente come brillante operazione di marketing
per omaggiare la monarchia sabauda e battezzare ufficialmente una pietanza già
popolarissima. L'evoluzione del piatto: prima di diventare il simbolo della
cucina italiana, la pizza era considerata un pasto povero e consumato in
strada, nato dall'unione di ingredienti semplici (come la farina di grano
tenero, l'olio d'oliva e il formaggio). L'aggiunta del pomodoro, arrivato in
Europa dalle Americhe, trasformò radicalmente la pizza napoletana, rendendola
la base perfetta per la variante dedicata alla regina. Riconoscimento
ufficiale: per proteggere l'autenticità di questo piatto iconico, la pizza
napoletana e la Margherita sono state inserite nel registro delle Specialità
Tradizionali Garantite (STG) dall'Unione Europea, che ne definisce rigidamente
gli ingredienti, le dimensioni e le modalità di preparazione.
mercoledì 22 luglio 2026
TAORMINA NELLA BELLA SICILIA – ITALY
L’Italia è nota al mondo come il
BEL PAESE, IL Paese delle 100 città a ragione. Le 100 città un tempo alcune
erano le capitali dei regni in cui era suddivisa fino al 1861 l’Italia. Con il
movimento del Risorgimento tutti questi regni sono scomparsi, ma hanno arricchito
l’Italia di monumenti unici al mondo, senza parlare della Cucina Italiana che è Patrimonio Immateriale dell’UNESCO. Oggi voglio condividere con chi segue
questo blog nato nel 2012 e seguito da persone originarie di una cinquantina di
paesi appartenenti a tutti i continenti, a cui vanno i miei sentiti
ringraziamenti per la visibilità crescente registrata in questi ultimi tempi, una nuova serie di post che vogliono illustrare luoghi visitati personalmente e
quelli che vorrei visitare. Come ben sanno molti sono originaria della
Campania, è la regione che più amo e conosco al mondo, ma c’è anche un’altra
regione che ho visitato parecchio, dove tuttora vivono i parenti acquisiti con
il matrimonio. Molte le città visitate, alcune fondate dagli antichi Greci,
Fenici e tante sono le rovine archeologiche che vi si possono ammirare. Fino ad
un decennio fa in estate si andava a trascorrere una decina di giorni ogni anno
al paese per rivedere i parenti di mio marito, oggi preferiamo scegliere di
volta in volta. C’è però una località
che vorrei visitare: Taormina, località
che ammiravamo da lontano mentre con la nostra autovettura si passava lungo
l’autostrada che ci portava a Messina, dove avremmo dovuto prendere il
traghetto per riprendere l’autostrada e risalire tutto lo Stivale Italia per giungere
a casa, cioè a Milano dove risiedo. Sempre avrei voluto visitarla, ma non è
vicinissima a Palermo, la nostra meta. Avevamo l’autovettura piena di valigie,
neanche a pensarlo. Bisognava fare un viaggio apposito, ma erano solo 10 giorni
quelli che avevamo a disposizione e non volevamo perderne neanche uno. Quindi,
non ho mai potuto andarci. Adesso, ho davvero intenzione di visitarla, perché
ha un fascino antico che emerge negli scorci panoramici e nelle testimonianze
del passato. Taormina è arroccata su una terrazza naturale che domina il Mare
Ionio, appare sospesa tra cielo e mare, con il profilo dell’Etna che si staglia
all’orizzonte come una presenza silenziosa. Taormina sorge sulla costa
orientale della Sicilia, le sue origini risalgono all’epoca greca, quando venne
fondata con il nome di Tauromenion e divenne uno dei centri più importanti
dell’isola. Nel corso dei secoli, greci, romani, arabi e normanni hanno
lasciato tracce profonde nell’architettura, nella cultura e nell’identità del
luogo. Il cuore di Taormina è piazza IX Aprile, terrazza panoramica da cui lo
sguardo abbraccia la costa ionica. Poco distante si trova il Teatro Antico,
straordinario anfiteatro greco-romano scavato nella roccia, ancora oggi ospita
concerti, festival e spettacoli. La gastronomia è eccellente, unisce i sapori
del litorale a quelli dell’entroterra. Sono da gustare le granite artigianali,
soprattutto al limone e alla mandorla, tra i dolci spiccano i cannoli e le
cassate. Il pistacchio di Bronte arricchisce ricette dolci e salate, lo
troviamo protagonista di gelati e dessert, ma anche di specialità siciliane
come il pesto alla brontese, la pasta al pistacchio e la farcitura di arancini
e salumi. Se si passa da lì è bene farne una buona scorta da portare a casa. Al
ristorante chiedere pasta alla Norma, arancini, caponata, e iris fritte che
sono dei dolcetti tipici di questa località.
Tramite Google si possono visualizzare molte foto di Taormina
domenica 19 luglio 2026
La vera pizza napoletana
E' impensabile, dico di più, è assurdo riuscire a preparare la pizza a casa usando il forno della cucina che
abbiamo. La pizza per dare il massimo deve essere preparata a regola d'arte con
la tecnica giusta e tempi lunghi, ma ancora più importante è la temperatura che deve
sfiorare i 400° C. Io da buona napoletana mangerei la pizza a pranzo e a cena e
nient'altro. I condimenti sono tantissimi, ti puoi sbizzarrire come vuoi, dal
salato al dolce ci puoi fare un pranzo intero. Ho acquistato a gennaio un forno
per pizza elettrico che mi ha soddisfatto pienamente. Più volte lo abbiamo
usato e sempre con ottimi risultati. Ho scelto per l'impasto la ricetta di
Fulvio Marino, panettiere molto conosciuto a livello nazionale, perché ospite fisso
della trasmissione culinaria di Antonella Clerici.
Questa è la ricetta di Fulvio
Marino per l'impasto, poi i condimenti li decidiamo noi, dalla classica pizza
Margherita con pomodori, mozzarella e basilico che richiama la bandiera italiana
con i suoi colori verde, bianco, rosso, a tutti i condimenti che ci piacciono.
Così Fulvio Marino dice a
proposito di una buona pizza.
Per fare una buona pizza, bisogna
certo partire da una buona farina, ma come riconoscerla? Lo abbiamo chiesto a
Fulvio Marino, panificatore e mugnaio di Alba e anche volto tv in diversi
programmi, da È sempre mezzogiorno con Antonella Clerici a Il forno delle
meraviglie, su Real Time.
"Innanzitutto guardiamo le
proteine, che è l’unico numero tecnico che sicuramente troviamo su ogni
sacchetto per legge - ci spiega Fulvio - Più le proteine sono alte, più è
possibile idratare l’impasto, aggiungendo almeno il 70% di acqua sul peso della
farina, ed è consigliato fare lunghe lievitazioni, di almeno 24 ore».
Dopodiché potete mettervi alla
prova con le mani in pasta: qui trovate la sua ricetta per la Pizza dall'orto,
con asparagi, carote, crema di carote, finocchi, patate, senape al miele,
basilico.
Ingredienti per “La pizza
dell’orto” di Fulvio Marino
PER L’IMPASTO
950 g farina tipo 00 forte (320 W)
700 g acqua
50 g farina di enkir integrale
22 g sale
20 g olio extravergine di oliva
7 g lievito di birra fresco
PER IL CONDIMENTO
asparagi
carote
crema di carote
finocchi
patate
senape al miele
basilico
Procedimento
Step 1
Impastate le due farine con il
lievito e 650 g di acqua fredda (4 °C) per 6 minuti. Aggiungete quindi il sale
con altri 50 g di acqua, unendone poca alla volta e continuando a impastare
fino a ottenere un impasto omogeneo. Una volta assorbita tutta l’acqua,
incorporate l’olio, avendo cura che si amalgami perfettamente. Raccogliete
l’impasto in una ciotola, copritelo con la pellicola alimentare e ponetelo a
maturare in frigorifero per 18 ore, dando una piega di rinforzo dopo 4 ore.
Step 2
Formate 6-7 palline da circa 250 g
e mettetele a lievitare in un contenitore chiuso con il coperchio per 3-4 ore a
temperatura ambiente.
Step 3
Stendetele infine formando le
pizze; cospargete la superficie con la crema di carote (ottenuta frullando
carote bollite, sale e olio) e le verdure di stagione, già mondate e
sbollentate.
Step 4
Cuocete ciascuna pizza su pietra
refrattaria al massimo della temperatura per 9 minuti, oppure a 330 °C nel
forno a legna, oppure nel fornetto da pizza per 3 minuti. Servite con senape e
basilico.


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