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sabato 20 novembre 2021

SIENA, un modello vivente di città medioevale

Sono appassionata di storia antica e medievale soprattutto e quando in rete passa un film ambientato nell’antica Roma o nei paesi dell’ antico Medio Oriente, cioè i popoli che combattevano Roma  per difendere la loro libertà , io m’ incanto e vorrei rivedere subito quelle gesta, non mi stancherei mai. M’immedesimo, chiaramente nella storia raccontata. E’ la storia recente o peggio la cronaca dei nostri giorni che mi disgusta perché  sa di egoismo economico e attaccamento ai privilegi a cui non si vuole rinunciare e ciò m’irrita profondamente. Dove sono quegli uomini  che si sono sacrificati per il bene di tutti? Hanno rinunciato anche a grandi compensi e onori perché umili e pietosi. Oggi la storia che stiamo tramandando ai posteri è bieca ed egoista, fatta di rattoppi ai disastri che la politica ha a suo tempo generato. Sono amare riflessioni che tutti condividiamo. Ma, ritornando all’incipit della mia riflessione, ho annoverato tra i miei prossimi weekend la città di Siena e le ragioni sono molte, si trova nel centro Italia, quindi non molto distante da dove abito io nell’area metropolitana milanese e poi è una città medioevale.



Un po’ di storia

La fondazione è leggendaria, l’unica certezza è che fu centro etrusco su un luogo già abitato in epoca preistorica  e protostorica. I senesi ottennero la cittadinanza romana nel sec. I. Fra tutte le città toscane è quella che ha conservato intatto il volto mirabilmente trecentesco. Il suo aspetto medioevale non si è conservato “miracolosamente”, ma è il frutto di una scelta di fedeltà al passato, sentito e vissuto come valore irrinunciabile. Le fortune di Siena cominciate dopo il Mille grazie allo sviluppo dei traffici lungo la via Francigena, arteria regina del pellegrinaggio a Roma, raggiungono il periodo di maggiore fulgore nel Trecento per le buone relazioni con Firenze e ciò consente una grande fioritura artistica.  E’ la stagione del trionfo Gotico, durante la quale la città assume l’aspetto che ha mantenuto inalterato nei secoli. Tre sono i monumenti che la caratterizzano maggiormente: il Palazzo Pubblico che con la Torre del Mangia individua la piazza del Campo; il Duomo dal campanile a fasce bianche e nere; la basilica di S, Domenico con la sua imponente mole in laterizi. La geografia urbana si articola in diciassette contrade, le stesse che a turno si fronteggiano nel Palio, la più sentita delle storiche disfide cittadine del nostro Paese.



LUOGHI DA NON PERDERE

Piazza del Campo dove ogni anno si celebra il Palio

Duomo di Siena

Pinacoteca Nazionale

Museo dell’ Opera metropolitana

Palazzo Pubblico con Museo civico annesso

Palazzo del Magnifico, residenza di Pandolfo Petrucci, detto il Magnifico, signore di Siena tra il 1486 e il 1512.

Basilica dei Servi

Logge del Papa, ampie arcate di pietra sorrette da colonne corinzie. Erette nel 1462 per volere del papa Pio II Piccolomini su disegno di Antonio Federighi.

Palazzo Piccolomini

 Loggia della Mercanzia

Basilica di S. Domenico





sabato 6 novembre 2021

WEEKEND A CASERTA

Finalmente ricominciamo a vivere dopo questa temibile pandemia e cominciamo a viaggiare per ammirare le tante bellezze della nostra amatissima terra. Il pensiero sempre corre ai luoghi della giovinezza che non abbandoni mai e rimembri, come soleva dire Giacomo Leopardi, poeta illustre e studiatissimo alle scuole superiori, ma non solo. Ci sono nella provincia di Caserta tantissimi luoghi da visitare, ricchi di storia locale e pittoreschi per gli angoli idilliaci che facilmente si trovano intorno   lungo le pendici boscose in mezzo alle quali troviamo nascosti deliziosi borghi com’è tutt’ oggi Giano Vetusto e la notissima Casertavecchia. Cominciamo dall’ anfiteatro campano di Santa Maria Capua Vetere, le cui rovine sono disseminate in un grande prato antistante l’anfiteatro stesso. Altre memorie dell’epoca romana sono sparse per la città come l’Arco di Adriano che chi viene da Capua è costretto ad attraversare e ancora si possono ammirare le cinquantuno colonne romane che abbelliscono il duomo , del V secolo. Fuori Santa Maria Capua Vetere, procedendo verso Caserta, sempre stando sulla via Appia, c’è la Conocchia con la sua caratteristica architettura. A pochi chilometri da questi luoghi, salendo un po’ c’è Sant’Angelo in Formis, ai piedi del monte Tifata, il centro è noto per la splendida basilica dedicata a San Michele. Essa venne edificata nel 1073, è a pianta basilicale e la facciata è preceduta da un portico di cinque arcate sostenute da quattro colonne: in fondo all’arcata di mezzo si apre il portale di marmo bianco, sovrastato nella lunetta, da un affresco del Giudizio Universale. Dopo la visita a questo gioiello romanico è la volta di Capua. La via più antica è corso Appio, da percorrere partendo dal fiume Volturno, su cui è stato ricostruito il ponte romano distrutto dai bombardamenti nella seconda guerra mondiale. Sulla sponda occidentale restano pochi ruderi del castello delle Torri, difesa esterna all’accesso in città. Da piazza dei Giudici si arriva al Duomo, che presenta un raro atrio a quadriportico su grandi colonne romane. A nord del corso Gran Priorato si trova l’area in cui si trovava il palazzo dei principi longobardi , circondata da piccole costruzioni religiose di grande interesse: San Michele a Corte del IX secolo; San Giovanni a Corte del X secolo, ma rifatta; San Salvatore Maggiore a Corte, raro esempio di chiesa longobarda. Dopo Carinola dove si può ammirare la cattedrale romanica ed edifici gotico-catalani del Quattrocento, si arriva a Sessa  Aurunca, un borgo medioevale dove possiamo ammirare la piazza del Duomo e il castello ducale di origine altomedioevale. L’itinerario si sposta a Roccamonfina, a pochi chilometri c’è il santuario di Santa Maria dei Lattani, del XV secolo. Altra sosta è Teano, dove si può ammirare la gotica chiesa della Madonna della Libertà e le rovine del teatro romano, terme, santuari e lastricati di strade romane. Poi, tramite l’autostrada da imboccare nelle vicinanze si arriva a Caserta, città ricostruita nel dopoguerra, moderna con le sue ampie strade e palazzi a più piani. E’ dedicata a Sant’Anna e ogni anno, il 26 luglio, nella bella chiesa vicinissima alla stazione ferroviaria si festeggia la sua patrona. Non dimentichiamo il suo monumento più famoso: la Reggia, un capolavoro architettonico di epoca borbonica.