Sono appassionata di storia antica e medievale soprattutto e quando in rete passa un film ambientato nell’antica Roma o nei paesi dell’ antico Medio Oriente, cioè i popoli che combattevano Roma per difendere la loro libertà , io m’ incanto e vorrei rivedere subito quelle gesta, non mi stancherei mai. M’immedesimo, chiaramente nella storia raccontata. E’ la storia recente o peggio la cronaca dei nostri giorni che mi disgusta perché sa di egoismo economico e attaccamento ai privilegi a cui non si vuole rinunciare e ciò m’irrita profondamente. Dove sono quegli uomini che si sono sacrificati per il bene di tutti? Hanno rinunciato anche a grandi compensi e onori perché umili e pietosi. Oggi la storia che stiamo tramandando ai posteri è bieca ed egoista, fatta di rattoppi ai disastri che la politica ha a suo tempo generato. Sono amare riflessioni che tutti condividiamo. Ma, ritornando all’incipit della mia riflessione, ho annoverato tra i miei prossimi weekend la città di Siena e le ragioni sono molte, si trova nel centro Italia, quindi non molto distante da dove abito io nell’area metropolitana milanese e poi è una città medioevale.
Un po’ di storia
La fondazione è leggendaria,
l’unica certezza è che fu centro etrusco su un luogo già abitato in epoca
preistorica e protostorica. I senesi
ottennero la cittadinanza romana nel sec. I. Fra tutte le città toscane è
quella che ha conservato intatto il volto mirabilmente trecentesco. Il suo
aspetto medioevale non si è conservato “miracolosamente”, ma è il frutto di una
scelta di fedeltà al passato, sentito e vissuto come valore irrinunciabile. Le
fortune di Siena cominciate dopo il Mille grazie allo sviluppo dei traffici
lungo la via Francigena, arteria regina del pellegrinaggio a Roma, raggiungono
il periodo di maggiore fulgore nel Trecento per le buone relazioni con Firenze
e ciò consente una grande fioritura artistica.
E’ la stagione del trionfo Gotico, durante la quale la città assume
l’aspetto che ha mantenuto inalterato nei secoli. Tre sono i monumenti che la
caratterizzano maggiormente: il Palazzo Pubblico che con la Torre del Mangia
individua la piazza del Campo; il Duomo dal campanile a fasce bianche e nere;
la basilica di S, Domenico con la sua imponente mole in laterizi. La geografia
urbana si articola in diciassette contrade, le stesse che a turno si
fronteggiano nel Palio, la più sentita delle storiche disfide cittadine del
nostro Paese.
LUOGHI DA NON PERDERE
Piazza del Campo dove ogni anno
si celebra il Palio
Duomo di Siena
Pinacoteca Nazionale
Museo dell’ Opera metropolitana
Palazzo Pubblico con Museo
civico annesso
Palazzo del Magnifico, residenza
di Pandolfo Petrucci, detto il Magnifico, signore di Siena tra il 1486 e il
1512.
Basilica dei Servi
Logge del Papa, ampie arcate di
pietra sorrette da colonne corinzie. Erette nel 1462 per volere del papa Pio II
Piccolomini su disegno di Antonio Federighi.
Palazzo Piccolomini
Loggia della Mercanzia
Basilica di S. Domenico




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