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sabato 25 luglio 2026

PIZZA MARGHERITA passo passo

 


Pizza Margherita

Ricetta proposta da Davide Civitiello

Dosi per 6 pizze

Tempo di maturazione del prefermento:24 h +  i tempi di lievitazione: 3 h 15 min.

 Il tempo di cottura si riferisce a una sola pizza.

PRESENTAZIONE

La pizza margherita, insieme alla pizza marinara, è una delle versioni più semplici e amate della pizza! I protagonisti del condimento sono pomodoro, mozzarella e basilico, un trio indissolubile che richiama i colori della bandiera italiana e i sapori della cucina mediterranea. Non bisogna dimenticare l’ingrediente più importante però… il tempo: per una buona pizza fatta in casa, infatti, occorre essere pazienti e non avere fretta così da ottenere un impasto ben lievitato e idratato al punto giusto. Uno dei segreti di questa ricetta è il prefermento, che serve a esaltare il sapore dell’impasto e a favorirne lo sviluppo; il secondo, invece, riguarda il modo in cui vengono stesi i panetti, che permette di ottenere una pizza sottile dal cornicione alto e alveolato. Il terzo segreto, ovviamente, sta nella modalità di cottura che per essere ottimale deve avvenire alla temperatura massima del forno e su pietra refrattaria. Un altro segreto? Tanta tanta pratica… per cui invitate tutti i vostri amici a cena e iniziate a mettervi all’opera, sfornerete una pizza margherita migliore di quella ordinata in pizzeria!

INGREDIENTI

Per il prefermento (per 6 pizze del diametro di 28 cm)

Farina 0 (media forza) 500 g

Acqua a temperatura ambiente 250 g

Lievito di birra secco 2 g

Per l'impasto

Farina 0 (media forza) 500 g

Acqua a temperatura ambiente 450 g

Olio extravergine d'oliva 30 g

Sale fino 25 g

Lievito di birra secco 3 g

per il condimento

Pomodori pelati 1 kg

Mozzarella 600 g

Grana Padano DOP 70 g

Basilico q.b.

Olio extravergine d'oliva q.b.

Sale fino q.b.

Preparazione

Per realizzare la pizza margherita iniziate dal prefermento: in una ciotola capiente mescolate la farina 1 con il lievito, poi versate l’acqua.

Amalgamate gli ingredienti con movimenti delicati. Quando avrete ottenuto un composto grossolano e non vedrete più tracce di farina sul fondo della ciotola, copritela con pellicola e bucherellate con una forchetta, così che possa respirare. Riponete subito in frigorifero e lasciate maturare almeno per 24 ore, o comunque fino ad un massimo di 48 ore.

Trascorso il tempo di maturazione tagliate il prefermento a pezzi e trasferiteli nuovamente nella ciotola, poi copriteli con l’acqua ; in questo modo scioglierete l’eventuale crosticina che si è formata in superficie.

Unite la farina e il lievito e iniziate a lavorare l’impasto nella ciotola

Quando l’acqua sarà stata completamente assorbita aggiungete il sale e continuate a lavorare con movimenti dall’alto verso il basso. Infine versate l’olio e impastate ancora per incorporarlo in modo uniforme. Se preferite potete realizzare questi passaggi in una planetaria, dotata di gancio.

Quando avrete ottenuto una massa compatta trasferitevi sul piano di lavoro leggermente infarinato e lavorate l’impasto energicamente fino ad ottenere una consistenza liscia e omogenea. Riponete nuovamente l’impasto nella ciotola, coprite con un canovaccio umido e lasciate riposare per 15 minuti a temperatura ambiente.

 Trascorso questo tempo siete pronti per stagliare la pasta: dividete l’impasto in 6 porzioni utilizzando un tarocco, poi roteate ciascuna sul piano di lavoro per sigillarla e arrotondarla. Adagiate man mano le palline nella cassetta per la lievitazione distanziandole fra loro. Chiudete con il coperchio (in alternativa potete utilizzare un vassoio leggermente infarinato coperto con pellicola o con un canovaccio umido) e lasciate lievitare per circa 3 ore.

Nel frattempo preparate il condimento: versate i pelati in una ciotola e schiacciateli con le mani, poi condite con olio e basilico, spezzettando le foglioline con le mani.

 Salate e date una mescolata. Tagliate le mozzarelle prima a metà e poi a listarelle. Infine grattugiate il Grana Padano DOP.

Trascorso il tempo di lievitazione  siete pronti per stendere i panetti: spolverizzate leggermente l’impasto con la farina, poi schiacciatelo partendo dal centro e andando verso il bordo in alto, così da spingere l’aria nel cornicione.

Capovolgete l’impasto e procedete nello stesso modo, schiacciando sempre dal centro verso il bordo in alto. Ora allargate l’impasto tenendolo fermo con una mano e tirandolo delicatamente con l’altra, poi ribaltatelo sull’altra mano e sbattetelo delicatamente sul piano. Quando avrete ottenuto un disco del diametro di circa 28 cm cospargete il pomodoro in modo uniforme, partendo dal centro e lasciando liberi i bordi.

Cospargete con il Grana Padano DOP grattugiato e distribuite la mozzarella, poi condite con un filo di olio.

Trasferite la pizza sulla pala (se preferite potete stenderla direttamente sulla pala) e cuocete a 250° (o alla massima temperatura) per 5-7 minuti, posizionandola direttamente sulla pietra refrattaria preriscaldata, posizionata nella parte alta del forno. Una volta cotta, sfornate e fate scivolare la pizza nel piatto. Guarnite con un paio di foglie di basilico e servite subito la vostra pizza margherita!

Il tempo di cottura si riferisce a una sola pizza.

 Conservazione

Si consiglia di consumare subito la pizza margherita. Se necessario potete conservarla per un giorno in frigorifero e riscaldarla in forno prima di servirla. In alternativa potete congelarla dopo la cottura.

Il prefermento si può lasciare in frigorifero da un minimo di 24 a un massimo di 48 ore.

Consiglio

Se desiderate allungare il tempo di lievitazione dei panetti potete riporli in frigorifero per il doppio del tempo, avendo cura di farli tornare a temperatura ambiente prima di proseguire con la ricetta.

Invece di schiacciare i pelati a mano potete utilizzare un passaverdure a maglia larga.

Tagliate la mozzarella a fette il giorno prima e lasciatela scolare in frigo. In questo modo non rischierete la perdita dell'acqua durante la cottura della pizza.

Domande e risposte

È sufficiente usare 5 g di lievito fresco per 500 g di farina? In alternativa, quanta dose di lievito secco occorre?

5 g di lievito di birra fresco sono bilanciati per ottenere un impasto digeribile; se si sceglie il lievito secco, circa 2 g sono equivalenti. La dose è studiata per garantire il giusto sviluppo dell'impasto e una lievitazione ottimale.

Come ottenere una pizza croccante se si usa il forno ventilato?

Per una cottura croccante occorre in genere cuocere la pizza nel ripiano più basso del forno, preferibilmente una alla volta, per evitare che la cottura venga compromessa dalla posizione degli elementi riscaldanti.

 Origine della pizza margherita

Nata a Napoli alla fine dell'Ottocento, la pizza Margherita celebra i colori della bandiera italiana con pomodoro, mozzarella e basilico. La tradizione attribuisce l'invenzione al pizzaiolo Raffaele Esposito nel 1889, in onore della Regina Margherita di Savoia, sebbene ricerche storiche indichino che la ricetta esistesse già dal 1796.La storia della pizza Margherita si intreccia indissolubilmente con la cultura napoletana attraverso una serie di tappe e leggende affascinanti. Il mito del 1889: secondo la leggenda più celebre, durante la visita dei reali a Napoli, il pizzaiolo Raffaele Esposito della storica Pizzeria Brandi fu convocato alla Reggia di Capodimonte per preparare una pizza per la Regina Margherita di Savoia. Creò per l'occasione tre varianti, e la regina apprezzò particolarmente quella condita con pomodoro, mozzarella e basilico per via dei suoi colori patriottici (rosso, bianco e verde). La realtà storica: Storici dell'alimentazione, come Luca Cesari, evidenziano come una pizza condita con questi specifici ingredienti fosse già ampiamente diffusa e documentata a Napoli nei decenni precedenti, risalendo almeno alla fine del XVIII secolo. L'episodio del 1889 servì principalmente come brillante operazione di marketing per omaggiare la monarchia sabauda e battezzare ufficialmente una pietanza già popolarissima. L'evoluzione del piatto: prima di diventare il simbolo della cucina italiana, la pizza era considerata un pasto povero e consumato in strada, nato dall'unione di ingredienti semplici (come la farina di grano tenero, l'olio d'oliva e il formaggio). L'aggiunta del pomodoro, arrivato in Europa dalle Americhe, trasformò radicalmente la pizza napoletana, rendendola la base perfetta per la variante dedicata alla regina. Riconoscimento ufficiale: per proteggere l'autenticità di questo piatto iconico, la pizza napoletana e la Margherita sono state inserite nel registro delle Specialità Tradizionali Garantite (STG) dall'Unione Europea, che ne definisce rigidamente gli ingredienti, le dimensioni e le modalità di preparazione.

 

 

 

 

 

 


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