La 1° settimana di agosto con mio marito ho scelto di staccare la spina e concedermi una settimana di vero relax nella città più santa d’Italia: ASSISI , in provincia di Perugia (Umbria - Italia). Qui abbiamo trascorso due mattinate a visitare il santuario di San Francesco, il patrono d’Italia. Il santuario è un capolavoro architettonico che custodisce gli affreschi di Giotto che in buona parte sono stati ricostruiti a causa del terremoto, erano stati sbriciolati dal terremoto. Era il 26 settembre del 1997 e Assisi, come tutta l'Umbria, venne ferita da due scosse – una nel cuore della notte, alle 2 e 33 di magnitudo 5,6 e l'altra alle 11 e 40 di 5,8 – fecero piombare nel dramma le popolazioni. Le scosse fecero crollare parte del tetto del Santuario. Infatti, alcuni tratti della parte alta della chiesa sono rimasti vuoti degli affreschi di Giotto. Comunque entrare in questo luogo è un privilegio e una benedizione, raccolti in preghiera si assapora la vera pace e tanta serenità. La città di Assisi è una tipica città medievale con le sue stradine strette e curve, gli angoli pittoreschi con fiori ad abbellire le facciate, le finestre tipiche dell’epoca del 1200, è una piccola città che si visita tutta in una giornata, ma bisogna avere buone gambe, perché si sale, si scende e ci sono tratti molto ripidi, perché Assisi è adagiata sul crinale di una collina. Proprio sotto la collinetta c'è la città di Santa Maria degli Angeli dove si trova la Basilica di Santa Maria degli Angeli al cui interno è custodita la Porziuncola, la cappella dove San Francesco comprese la sua vocazione. Legato a questa chiesa è il Perdono d'Assisi (o "Indulgenza della Porziuncola"), che inizia la mattina del 1º agosto e si conclude la sera del 2 agosto, giorni nei quali l'indulgenza, qui concessa tutti i giorni dell'anno, si estende alle chiese parrocchiali e francescane di tutto il mondo. Assisi viene visitata tutto l’anno da persone provenienti da tutto il mondo, è una città turistica , quindi sulle vie principali si affacciano negozi stracolmi di souvenir con prezzi per tutte le tasche. Io prendo sempre le targhette magnetiche che mi ricordano i luoghi visitati. Però, non ho visitato solo Assisi, ma io e mio marito siamo andati anche al Santuario di Santa Rita da Cascia, detta la Santa dei miracoli impossibili, dove ho acquistato la rosa, simbolo della Santa. Siamo stati a Spello, un vero gioiello medievale con i suoi angoli caratteristici che ti invogliava a scattare foto su foto. Qui era in corso una sagra e tutte le sere c’era un evento con musica e ballo. Ogni sera un menù diverso e un evento musicale diverso. La serata iniziava alle 21:00 e non ce la siamo sentita di avventurarci per le strade di montagna. Mi sono ripromessa di ritornare e soggiornare in un BB del posto per vivere questi eventi unici che il Comune allestisce ogni anno tra luglio e agosto. Una visita di due ore a Rasiglia, detta <<La piccola Venezia>>, perché il luogo nasce intorno alla sorgente di Capovena che insieme alle altre due sorgenti Alzabove e Venarella contribuisce a creare una spettacolare location fatta di limpidi ruscelli e rivoli dall’aspetto suggestivo che scorrono intorno alle abitazioni (una cinquantina) fatte di pietra. Questo piccolissimo borgo infatti, ha incanalato l’acqua proveniente dalla montagna in piccoli canaletti e scorre limpida per tutto il percorso che il visitatore può visitare, dove si aprono botteghe artigianali dedite ai lavori che un tempo vi si si svolgevano come la tessitura, la filatura e la conservazione di prodotti agricoli. Da non perdere, oltre al borgo in sé, le rovine del Castello del Morro, in passato appartenuto ad una delle famiglie più in vista del luogo, i due mulini ancora in funzione e il Santuario della Madonna delle Grazie con affreschi risalenti al XV Secolo. Arrivare in questi posti non è stato facile, per fortuna avevamo il “navigatore” di Google che ci indicava la strada. Una volta però ci ha guidato per la strada vecchia di montagna e ci ha portato in alto e poi in discesa, sforando di un’ora abbondante il tragitto più corto. Bellissimi comunque i paesaggi che abbiamo incontrato. Vale la pena ritornare in questi luoghi per una visita più approfondita e coinvolgente.

















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