Davvero
buono a sapersi: secondo uno studio giapponese, abbinare aromi comuni come
menta, zenzero e peperoncino può moltiplicare la loro efficacia contro
l’infiammazione cronica. Ecco in sintesi cosa è stato scoperto e i consigli
pratici per sfruttare questo effetto in cucina
I ritmi frenetici, lo stress e
un’alimentazione spesso sbilanciata, dove prevalgono cibi pronti, troppi
zuccheri e grassi di cattiva qualità, espongono il nostro organismo a quella che
gli esperti chiamano infiammazione cronica di basso grado. A differenza di
quella acuta, questa forma apparentemente silente non dà sintomi immediati ma
nel tempo logora lo stato di salute.
Per fortuna la ricerca scientifica
ha confermato che la dieta mediterranea, grazie all'abbondanza di alimenti
vegetali, grassi sani e sostanze protettive ci fornisce un’infinità di sostanze
con azione antinfiammatoria (qui una dieta settimanale dedicata a questo
argomento). E tra queste, non vanno trascurati gli effetti benefici dei
principi attivi di spezie e aromi, specie quando lavorano in sinergia tra loro.
Per fare un esempio noto, l’antinfiammatoria curcumina presente nella curcuma
viene assorbita con difficoltà: tuttavia, secondo un'altra ricerca, basta un pizzico
di pepe nero per aumentarne la biodisponibilità - cioè la quota che entra
davvero in circolo - di ben il 2000%. Ma altre alleanze di questo tipo stanno
emergendo.
I
fantastici quattro
Una
nuova ricerca della Tokyo University of Science, appena pubblicata sulla
rivista Nutrients, ha scoperto che associare alcune spezie e aromi è in grado
di moltiplicare il loro effetto protettivo di centinaia di volte direttamente
nelle nostre cellule.
In particolare, il team di
ricercatori ha analizzato l'interazione tra quattro composti aromatici, alcuni
dei quali molto presenti nelle nostre cucine. Ossia la capsaicina, il principio
attivo che conferisce il piccante al peperoncino. Il mentolo, la molecola
rinfrescante tipica della menta. Il cineolo (o eucaliptolo), il composto
balsamico prevalente nell'eucalipto e, infine, il beta-eudesmolo, un terpene
contenuto nello zenzero e nel luppolo, poco noto ma fondamentale.
I ricercatori hanno osservato come
questi principi attivi agiscano sui macrofagi, ovvero le cellule sentinella del
sistema immunitario, bloccando la produzione di sostanze cosiddette
pro-infiammatorie (come citochine, TNF-α, interleuchina-6). Se prodotte in
eccesso, queste sostanze “ordinano” all'organismo di restare in uno stato di
allerta perenne, danneggiando col tempo organi e vasi sanguigni.
Il dato sorprendente emerso dallo
studio è l'entità della sinergia: quando la capsaicina del peperoncino è stata
abbinata al mentolo, la sua efficacia nel ridurre questi messaggeri
infiammatori è aumentata di quasi 700 volte. Il segreto risiede nel fatto che
questi composti vegetali attivano contemporaneamente degli interruttori diversi
all'interno della cellula. È come se l'infiammazione fosse una stanza con
diverse porte d'ingresso: menta ed eucalipto ne chiudono alcune, mentre il
peperoncino ne blocca altre seguendo un percorso indipendente. Come hanno
spiegato gli autori dello studio nelle conclusioni “Specifiche combinazioni di
componenti funzionali di origine vegetale possono potenziare marcatamente
l'efficacia antinfiammatoria, supportando strategie dietetiche che sfruttano
più fitocomposti (phytochemicals) contemporaneamente per il controllo
dell'infiammazione e la prevenzione delle malattie.”
Spezie
antinfiammatorie: come usarle in cucina
Un lato davvero interessante di
questa scoperta è che non servono dosi farmacologiche: la sinergia permette a
piccole quantità di spezie di essere biologicamente attive. È in attesa che
dalla ricerca arrivino delle informazioni più precise, già oggi mentre
cuciniamo possiamo ricordarci di questi abbinamenti sinergici.
Menta
e peperoncino. Entrambi protagonisti della dieta mediterranea,
insieme possono insaporire le ricette più diverse, specie quelle estive. Dalle
vellutate di verdure alle insalate di pasta, legumi o di patate, dalle verdure
grigliate ai dessert di frutta. È
l'abbinamento che ha mostrato il potenziamento più alto nei test dello studio
giapponese.
Una
combo pungente. Il beta-eudesmolo dello zenzero e la capsaicina del peperoncino attivano
dei percorsi biochimici diversi e complementari. È un abbinamento tipico della cucina orientale (lo
zenzero fresco fa parte del soffritto base) ed è perfetto per le verdure o i misti saltati in padella.
Infusi aromatici. Possiamo
beneficiare di questi effetti anche attraverso le bevande. Un infuso preparato
con foglie di eucalipto e zenzero può risultare indicato per alleviare i disturbi delle vie respiratorie, ma ora
sappiamo che è anche un concentrato di molecole utili per spegnere
l'infiammazione di basso grado.
In
conclusione, ancora una volta è stato dimostrato che a tavola, per ottenere i massimi benefici
dalla dieta, non serve l'ingrediente miracoloso, il superfood di turno, è
variare e associare il più possibile gli
alimenti, erbe e spezie comprese. Che insieme lavorano per la nostra
salute.

Nessun commento:
Posta un commento