Camila Raznovich domenica 3 dicembre si è presentata ai
moltissimi telespettatori con un braccio imbracato, perché ha subito una
rottura al gomito. Mi è dispiaciuto moltissimo, perché è una conduttrice
brillante, intelligente, simpatica con una parlantina veloce ed efficace. La
trasmissione di cui parlo è la storica “Kilimangiaro” che prima era condotta da
Licia Colò con il nome “Alle falde del Kilimangiaro” e che l’ha condotta per
ben 16 anni. Da alcuni anni c’ è Camila Raznovich che è di statura bassa e
quindi le calzature hanno tacchi altissimi,
spero che non sia stato l’allestimento di quest’anno con gradoni e
gradini a causarle l’incidente. La trasmissione da quest’anno viene registrata
a Milano, prima è sempre stata registrata negli studi televisivi di Napoli. E’
la trasmissione con cui ho un’empatia particolare: mi piace tantissimo per i contenuti
che propone, adatti ai giovani e ai meno giovani. E’ essenzialmente una
trasmissione di viaggi per farci conoscere le bellezze naturali e urbane nelle
sue varietà architettoniche abitate da genti di etnie diverse e culturalmente
molto differenti dalle popolazioni occidentali. Viene trasmessa la domenica su
RAI 3 dalle 17,20 alle 19,00. Nel corso degli anni si tende a darle sempre meno
spazio, nonostante il grande successo che riscuote di pubblico attento e
innamorato. A me piace perché comodamente seduta sul divano “viaggio” in
lontani paesi e apprendo le usanze del posto e quanto di bello hanno saputo
realizzare le genti che abitano questi luoghi. Sono sempre belle le puntate e
quella di domenica particolarmente. Il documentario dedicato alla capitale
della Malesia, Kuala Lampur, è da rivedere, basta andare su Rai play,
bisogna registrarsi e dall’estero credo
sia richiesto una cifra che io non conosco. Ospiti sono stati la scrittrice
giornalista Annabelle Kirsch che ha parlato del suo libro “La storia della
donna in 100 oggetti”, editore Corbaccio. Mi ha molto colpito il feticcio
“rossetto” che è stato usato dalle suffragette americane per comunicare agli
uomini che il rossetto sulle labbra non è a uso e consumo delle donne di facili
costumi, ma è un simbolo di riscatto sociale, di autonomia e indipendenza dagli
uomini di cui possiamo felicemente fare a meno. Il rossetto lo indossiamo come
indossiamo un bell’abito ed è per piacerci di più. Poi un altro scrittore
giornalista Aldo Cazzullo ha presentato
la sua ultima fatica letteraria “Quando eravamo padroni”, chiaramente il titolo
allude all’Impero romano che ha dominato il mondo conosciuto alcuni secoli fa.
Titolo alquanto provocatorio, ma “ci sta” come ci ha tenuto a ribadire
Cazzullo. Roma ancora si fa notare nel mondo intero, lo fa oggi e l’ha fatto ieri e l’altro ieri per la
cultura che ha trasmesso e infusa nelle genti dominate. Una cultura inclusiva e
non razzista tanto è vero che alcuni imperatori erano di pelle nera e alcuni
non romani di nascita. Monumenti
magnifici e opere pubbliche si possono ancora adesso ammirare in tutti i territori che ha governato. Gradito
ospite è stato Giovanni Andrea Zanon, un’eccellenza italiana, un violoncellista di fama mondiale a soli 25
anni che si esibisce in tutti i migliori teatri del mondo. Un bambino prodigio,
ha cominciato a “strimbellare” il violino a soli 2 anni, imitando la sorella
più grande e a 4 anni i genitori lo hanno iscritto al Conservatorio. Ha
viaggiato dall’età di 16 anni per studiare
e formarsi all’estero e ora tiene concerti nei migliori teatri, dovunque
riscuotendo enorme successo.
Appunti, curiosità, note di viaggi, esperienze......che costituiscono un interesse per me
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mercoledì 6 dicembre 2023
"Kilimangiaro" domenica 3 dicembre 2023
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