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mercoledì 6 dicembre 2023

"Kilimangiaro" domenica 3 dicembre 2023

 

Camila Raznovich domenica 3 dicembre si è presentata ai moltissimi telespettatori con un braccio imbracato, perché ha subito una rottura al gomito. Mi è dispiaciuto moltissimo, perché è una conduttrice brillante, intelligente, simpatica con una parlantina veloce ed efficace. La trasmissione di cui parlo è la storica “Kilimangiaro” che prima era condotta da Licia Colò con il nome “Alle falde del Kilimangiaro” e che l’ha condotta per ben 16 anni. Da alcuni anni c’ è Camila Raznovich che è di statura bassa e quindi le calzature hanno tacchi altissimi,  spero che non sia stato l’allestimento di quest’anno con gradoni e gradini a causarle l’incidente. La trasmissione da quest’anno viene registrata a Milano, prima è sempre stata registrata negli studi televisivi di Napoli. E’ la trasmissione con cui ho un’empatia particolare: mi piace tantissimo per i contenuti che propone, adatti ai giovani e ai meno giovani. E’ essenzialmente una trasmissione di viaggi per farci conoscere le bellezze naturali e urbane nelle sue varietà architettoniche abitate da genti di etnie diverse e culturalmente molto differenti dalle popolazioni occidentali. Viene trasmessa la domenica su RAI 3 dalle 17,20 alle 19,00. Nel corso degli anni si tende a darle sempre meno spazio, nonostante il grande successo che riscuote di pubblico attento e innamorato. A me piace perché comodamente seduta sul divano “viaggio” in lontani paesi e apprendo le usanze del posto e quanto di bello hanno saputo realizzare le genti che abitano questi luoghi. Sono sempre belle le puntate e quella di domenica particolarmente. Il documentario dedicato alla capitale della Malesia, Kuala Lampur, è da rivedere, basta andare su Rai play, bisogna  registrarsi e dall’estero credo sia richiesto una cifra che io non conosco. Ospiti sono stati la scrittrice giornalista Annabelle Kirsch che ha parlato del suo libro “La storia della donna in 100 oggetti”, editore Corbaccio. Mi ha molto colpito il feticcio “rossetto” che è stato usato dalle suffragette americane per comunicare agli uomini che il rossetto sulle labbra non è a uso e consumo delle donne di facili costumi, ma è un simbolo di riscatto sociale, di autonomia e indipendenza dagli uomini di cui possiamo felicemente fare a meno. Il rossetto lo indossiamo come indossiamo un bell’abito ed è per piacerci di più. Poi un altro scrittore giornalista Aldo Cazzullo  ha presentato la sua ultima fatica letteraria “Quando eravamo padroni”, chiaramente il titolo allude all’Impero romano che ha dominato il mondo conosciuto alcuni secoli fa. Titolo alquanto provocatorio, ma “ci sta” come ci ha tenuto a ribadire Cazzullo. Roma ancora si fa notare nel mondo intero, lo fa  oggi e l’ha fatto ieri e l’altro ieri per la cultura che ha trasmesso e infusa nelle genti dominate. Una cultura inclusiva e non razzista tanto è vero che alcuni imperatori erano di pelle nera e alcuni non romani di nascita.  Monumenti magnifici e opere pubbliche si possono ancora adesso ammirare  in tutti i territori che ha governato. Gradito ospite è stato Giovanni Andrea Zanon, un’eccellenza italiana, un  violoncellista di fama mondiale a soli 25 anni che si esibisce in tutti i migliori teatri del mondo. Un bambino prodigio, ha cominciato a “strimbellare” il violino a soli 2 anni, imitando la sorella più grande e a 4 anni i genitori lo hanno iscritto al Conservatorio. Ha viaggiato dall’età di 16 anni per studiare  e formarsi all’estero e ora tiene concerti nei migliori teatri, dovunque riscuotendo enorme successo.


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