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lunedì 1 maggio 2023

1° Maggio: festa dei lavoratori


 

La Festa dei lavoratori viene celebrata il 1° maggio di ogni anno in molti Paesi del mondo, per ricordare tutte le lotte per i diritti dei lavoratori, originariamente nate per la riduzione della giornata lavorativa. È questa la definizione che si trova su Wikipedia. Giorno festivo, viene collegato oggi a manifestazioni (soprattutto sindacali) e momenti di musica e festa. Ma perché proprio il 1° maggio?

Il 1° maggio fu dichiarato ufficialmente come Festa internazionale dei Lavoratori al Congresso Internazionale di Parigi, il 20 luglio del 1889, che diede il via alla Seconda Internazionale socialista. A ratificarla furono i rappresentanti dei partiti socialisti e laburisti europei riunitisi nella capitale francese. Ma fu un episodio ben preciso a indurre i membri del congresso a scegliere questa come data simbolo della celebrazione dei diritti e delle rivendicazioni di tutti i lavoratori.

La «rivolta di Haymarket»

Il 1° maggio da tenere a mente è quello del 1886. Chicago. 137 anni fa, fu organizzato uno sciopero generale per rivendicare migliori e più umane condizioni di lavoro per gli operai. In particolare, l'obiettivo principale era di portare l'orario di lavoro a 8 ore al giorno. A metà Ottocento, una giornata lavorativa durava dalle 12 alle 16 ore, senza dimenticare che la sicurezza sul posto di lavoro non era una priorità. Lo slogan «8 ore di lavoro, 8 di svago, 8 per dormire» viene attribuito all'Australia del 1855. Un principio condiviso da gran parte del movimento sindacale. La protesta indetta a Chicago durò quattro giorni e culminò in tragedia. Stiamo parlando della cosiddetta «rivolta di Haymarket», nota anche come «massacro di Haymarket».

Il 1° maggio 1886 circa 200 mila lavoratori si dichiararono in sciopero. Le mobilitazioni proseguirono anche nei giorni 2 e 3. L'azienda di macchine agricole McCormick riuscì a non arrestare la sua produzione grazie ai dipendenti che non aderirono allo sciopero. Le manifestazioni dei lavoratori in sciopero, circa 50 mila persone, erano state violentemente disperse dalla polizia. Ma quando la sirena della fabbrica suonò e gli operai della McCormick che non avevano aderito allo sciopero abbandonarono il posto di lavoro, il 3 maggio, iniziò una battaglia con le forze dell'ordine, conclusasi con alcune vittime (due secondo alcune fonti e sei secondo altre) e diversi feriti per mano della polizia. Per le 19.30 del 4 maggio venne indetta una manifestazione in Haymarket Square. Tre ore dopo l'inizio, non appena Samuel Fielden, un pastore metodista socialista, anarchico e laburista, ebbe concluso il suo discorso, la polizia si avvicinò alla folla con l'obiettivo di disperderla. A quel punto un piccolo ordigno fischiò sopra le teste dei passanti, atterrando vicino alla prima linea della polizia e uccidendo un poliziotto. In risposta, la polizia aprì il fuoco sulla folla. Scoppiò il caos e gli agenti caricarono contro i manifestanti, aprendo il fuoco indiscriminatamente. Il bilancio fu di 38 lavoratori uccisi e 115 feriti. Tra i poliziotti, sei rimasero uccisi e sessanta feriti, altri due sarebbero morti mesi dopo a causa delle ferite riportate.

I giornali definirono gli scioperanti «truffatori e malfattori» e «follia» la loro richiesta di una giornata lavorativa di otto ore. I leader della manifestazione vennero arrestati e otto di loro furono sottoposti a processo. Processo che iniziò con 31 imputati, successivamente ridotti a otto, che passarono alla storia come i «martiri di Haymarket». Oscar Neebe fu condannato a 15 anni di lavori forzati; Samuel Fielden e Michael Schwab all'ergastolo e George Engel e Adolf Fischer a morte. Albert Parsons, che pure non era presente sul luogo dei fatti, si arrese volontariamente per stare con i suoi compagni e fu condannato all'impiccagione; anche August Spies e Louis Lingg furono condannati alla pena capitale. Quest'ultimo si suicidò nella sua cella il 10 novembre 1887, il giorno prima dell'esecuzione. L'11 novembre 1887, un corteo funebre di 25mila persone riempì le strade di Chicago per rendere loro omaggio


Oltre che in Italia, il 1° Maggio festa dei lavoratori viene celebrato  anche in Russia, Messico, Cuba, Brasile, Turchia e Cina e nella maggior parte dei paesi europei, come Danimarca e Paesi Bassi, nei quali le celebrazioni durano anche più giorni. Alcuni paesi la celebrano invece in altri periodi dell’anno: in Svizzera dipende dai Cantoni, in Australia dagli Stati e dai Territori. Negli Stati Uniti e in Canada è il primo lunedì di settembre, mentre in Nuova Zelanda in ottobre.

Nel Regno Unito ricorre invece il cosiddetto May Day (giorno di maggio), una festività celebrata il primo lunedì del mese che coincide con la tradizionale celebrazione dell’inizio della primavera.

Un altro paese nel quale il 1° maggio non si configura come una festività nazionale è il Giappone. Qui, tra il 29 aprile e il 5 maggio, ricorre infatti la cosiddetta Golden Week, nella quale si celebrano il compleanno dell’imperatore Hirohito, la Festa della Costituzione, la Festa del Verde e la Festa dei Bambini.

In Francia, per festeggiare il 1° maggio si è soliti regalare un fiore di mughetto, il quale porta fortuna a chi lo riceve.

In Germania, invece, si celebra indossando un garofano rosso, simbolo dei movimenti socialisti.

Un modo particolare di festeggiare il 1° maggio è quello dei finlandesi, per i quali la Festa dei Lavoratori cade in concomitanza con il Vappu, che celebra la primavera nordica: dal 30 aprile, lavoratori e studenti organizzano picnic e brindisi indossando il tradizionale berretto bianco (lakki) tipico dei neodiplomati.

In Brasile il “Dia Mundial do Trabalho” viene celebrato solo a Santos dove ci si riversa per le strade in un’atmosfera di vera festa.

Infine arriviamo in Cina, dove la festa dei lavoratori si celebra per una settimana durante la quale il governo concede ferie retribuite ai lavoratori: un fatto straordinario per il governo cinese, dal momento che i contratti di lavoro standard non prevedono ferie.

 

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