La Festa dei lavoratori viene
celebrata il 1° maggio di ogni anno in molti Paesi del mondo, per ricordare
tutte le lotte per i diritti dei lavoratori, originariamente nate per la
riduzione della giornata lavorativa. È questa la definizione che si trova su
Wikipedia. Giorno festivo, viene collegato oggi a manifestazioni (soprattutto
sindacali) e momenti di musica e festa. Ma perché proprio il 1° maggio?
Il
1° maggio fu dichiarato ufficialmente come Festa internazionale dei Lavoratori
al Congresso Internazionale di Parigi, il 20 luglio del 1889, che diede
il via alla Seconda Internazionale socialista. A ratificarla furono i
rappresentanti dei partiti socialisti e laburisti europei riunitisi nella
capitale francese. Ma fu un episodio ben
preciso a indurre i membri del congresso
a scegliere questa come data simbolo della celebrazione dei diritti e delle
rivendicazioni di tutti i lavoratori.
La «rivolta di Haymarket»
Il
1° maggio da tenere a mente è quello del 1886. Chicago. 137
anni fa, fu organizzato uno sciopero generale per rivendicare migliori e più
umane condizioni di lavoro per gli operai. In particolare, l'obiettivo
principale era di portare l'orario di lavoro a 8 ore al giorno. A metà
Ottocento, una giornata lavorativa durava dalle 12 alle 16 ore, senza
dimenticare che la sicurezza sul posto di lavoro non era una priorità. Lo
slogan «8 ore di lavoro, 8 di svago, 8 per dormire» viene attribuito
all'Australia del 1855. Un principio condiviso da gran parte del movimento
sindacale. La protesta indetta a Chicago durò quattro giorni e culminò in
tragedia. Stiamo parlando della
cosiddetta «rivolta di Haymarket», nota anche come «massacro di Haymarket».
Il
1° maggio 1886 circa 200 mila lavoratori si dichiararono in sciopero. Le mobilitazioni proseguirono anche nei
giorni 2 e 3. L'azienda di macchine agricole McCormick riuscì a non
arrestare la sua produzione grazie ai dipendenti che non aderirono allo
sciopero. Le manifestazioni dei lavoratori in sciopero, circa 50 mila persone,
erano state violentemente disperse dalla polizia. Ma quando la sirena della
fabbrica suonò e gli operai della McCormick che non avevano aderito allo
sciopero abbandonarono il posto di lavoro, il 3 maggio, iniziò una battaglia
con le forze dell'ordine, conclusasi con alcune vittime (due secondo alcune
fonti e sei secondo altre) e diversi feriti per mano della polizia. Per le
19.30 del 4 maggio venne indetta una manifestazione in Haymarket Square. Tre
ore dopo l'inizio, non appena Samuel Fielden, un pastore metodista socialista,
anarchico e laburista, ebbe concluso il suo discorso, la polizia si avvicinò
alla folla con l'obiettivo di disperderla. A quel punto un piccolo ordigno
fischiò sopra le teste dei passanti, atterrando vicino alla prima linea della
polizia e uccidendo un poliziotto. In risposta, la polizia aprì il fuoco sulla
folla. Scoppiò il caos e gli agenti caricarono contro i manifestanti, aprendo
il fuoco indiscriminatamente. Il
bilancio fu di 38 lavoratori uccisi e 115 feriti. Tra i poliziotti, sei
rimasero uccisi e sessanta feriti, altri due sarebbero morti mesi dopo a causa
delle ferite riportate.
I giornali definirono gli
scioperanti «truffatori e malfattori» e «follia» la loro richiesta di una
giornata lavorativa di otto ore. I leader della manifestazione vennero
arrestati e otto di loro furono sottoposti a processo. Processo che iniziò con
31 imputati, successivamente ridotti a otto, che passarono alla storia come i «martiri di Haymarket». Oscar Neebe fu
condannato a 15 anni di lavori forzati; Samuel Fielden e Michael Schwab
all'ergastolo e George Engel e Adolf Fischer a morte. Albert Parsons, che pure
non era presente sul luogo dei fatti, si arrese volontariamente per stare con i
suoi compagni e fu condannato all'impiccagione;
anche August Spies e Louis Lingg furono condannati alla pena capitale.
Quest'ultimo si suicidò nella sua cella il 10 novembre 1887, il giorno prima
dell'esecuzione. L'11 novembre 1887, un corteo funebre di 25mila persone
riempì le strade di Chicago per rendere loro omaggio
Oltre che in Italia, il 1°
Maggio festa dei lavoratori viene celebrato anche in Russia, Messico, Cuba, Brasile,
Turchia e Cina e nella maggior parte dei paesi europei, come Danimarca e Paesi
Bassi, nei quali le celebrazioni durano anche più giorni. Alcuni paesi la
celebrano invece in altri periodi dell’anno: in Svizzera dipende dai Cantoni,
in Australia dagli Stati e dai Territori. Negli
Stati Uniti e in Canada è il primo lunedì di settembre, mentre in Nuova Zelanda
in ottobre.
Nel
Regno Unito ricorre invece il cosiddetto May Day (giorno di maggio), una festività
celebrata il primo lunedì del mese che coincide con la tradizionale
celebrazione dell’inizio della primavera.
Un altro paese nel quale il 1° maggio non si configura come
una festività nazionale è il Giappone. Qui, tra il 29 aprile e il 5 maggio,
ricorre infatti la cosiddetta Golden Week, nella quale si celebrano il
compleanno dell’imperatore Hirohito, la Festa della Costituzione, la Festa del
Verde e la Festa dei Bambini.
In Francia, per festeggiare il 1° maggio si è soliti regalare
un fiore di mughetto, il quale porta fortuna a chi lo riceve.
In Germania, invece, si celebra indossando un garofano rosso,
simbolo dei movimenti socialisti.
Un modo particolare di festeggiare il 1° maggio è quello dei
finlandesi, per i quali la Festa dei Lavoratori cade in concomitanza con il
Vappu, che celebra la primavera nordica: dal 30 aprile, lavoratori e studenti
organizzano picnic e brindisi indossando il tradizionale berretto bianco
(lakki) tipico dei neodiplomati.
In Brasile il “Dia Mundial do Trabalho” viene celebrato solo
a Santos dove ci si riversa per le strade in un’atmosfera di vera festa.
Infine arriviamo in Cina, dove la festa dei lavoratori si
celebra per una settimana durante la quale il governo concede ferie retribuite
ai lavoratori: un fatto straordinario per il governo cinese, dal momento che i
contratti di lavoro standard non prevedono ferie.


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