La Radiotelevisione
Italiana ha negli ultimi tempi fatto un salto di qualità, proponendo
programmi a tutte le ore per le diverse fasce di utenti che pagano un canone
annuale e si aspettano programmi ricchi
e intelligenti. Sono ormai un ricordo i programmi scollacciati dei decenni
passati. Non è ancora la TV che sogniamo, ma poco ci manca. Si è visto questo
salto di qualità nelle ultime fiction trasmesse dalla RAI prodotte e anche
co-prodotte alcune. Scene di sesso non se ne vedono e anche le scene di
violenza senza giusta motivazione, ormai non ci sono più. Davvero c’è più riguardo per la donna e per
l’infanzia. Le fiction che ultimamente ho visto: “Le sorelle”, “L’onore e il
rispetto - Ultimo capitolo”, “Il commissario Montalbano” sono dei piccoli
capolavori di regia e di recitazione. Nulla si può dire della performance di
Gabriel Garko che ha diversi denigratori, ma in questa ultima stagione della
serie legata al personaggio Tonio Fortebracci ha recitato da grande. C’è stato
un eccellente studio di dizione per doppiare la parlata siciliana del suo
personaggio. Anche la bravissima Anna Valle si distingue per l’eleganza che
mette nei personaggi che impersona. Luca Zingaretti è un attore eclettico, può
impersonare personaggi drammatici e ironici senza problemi. Il commissario
Montalbano e lo scrittore Andrea Camilleri devono molto alla sua performance.
Adesso va in onda “Di padre in figlia” con Cristiana Capotondi
e Alessio Boni, altri mostri di bravura. In questa fiction c’è uno spaccato degli anni del dopoguerra, che
va dagli anni 50 e prosegue con gli anni 60, 70 e 80 con una cura dei dettagli
che ti fa riflettere, per l’ambientazione,
i costumi e le problematiche che allora si vivevano. Tutto passa sotto la lente
d’ingrandimento e chi ha vissuto in quegli anni ed era adolescente ora li ricorda con grande affetto e nostalgia; si viveva felici e spensierati, ma
non ce ne siamo accorti.
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