Articolo di Francesca Forcella Cillo, educatrice, naturopata e Fondatrice e Direttrice di “Energy Training” – il
Programma di alimentazione e salute naturali più seguito in Italia – ha
insegnato alimentazione e cucina naturali a centinaia di persone durante
innumerevoli corsi e consulenze individuali.
E’ dimostrato! L’olio di cocco ha
degli effetti potentissimi sul cervello: rallenta l’invecchiamento, protegge da
Alzheimer e Parkinson e dalla rara sindrome di Cockayne.
Grazie all’olio di cocco e ai grassi sani, il cervello
viene “energizzato” con carburante di riserva per ritardare il
declino cognitivo e per
riparare i danni.
E’ stata questa la scoperta dei
ricercatori del Center for Healthy Aging, University of Copenhagen e del
Nationals Institute of Health, pubblicata sulla rivista Cell Metabolism.
Dal momento che i
danni al DNA sono un naturale effetto dell’inquinamento ambientale e dei
processi metabolici, il corpo
svolge continuamente un’azione di riparazione per fare in modo che il danno sia
minimo.
Si pensa che molti degli effetti
dell’invecchiamento, incluso il declino cognitivo, si presentino quando il
corpo comincia a perdere la capacità di riparare tutti i danni e il DNA
comincia a fare errori. Si pensa che siano proprio i danni al DNA a contribuire
allo svilupparsi di malattie come l’Alzheimer.
I Chetoni sono il segreto
Proprio per comprendere più a fondo
questo meccanismo i ricercatori si sono concentrati sullo studio di
topi con difetti nella capacità di riparare il DNA. Un difetto identico nell’uomo
causa un disordine chiamato sindrome di Cockayne, una rara malattia genetica.
La sindrome di Cockayne si manifesta
durante l’infanzia e provoca invecchiamento precoce e morte all’età media di
10-12 anni.
I ricercatori hanno scoperto che
quando ai topi veniva somministrata una dieta ad alto contenuto di grassi, i
sintomi di invecchiamento precoce ritardavano, inclusi peso e perdita
dell’udito.
“Questo
studio è un’ottima notizia per i bambini con sindrome di Cockayne, perché fino
ad ora non esiste ancora una cura effettiva,” dice Vilhelm Bohr, a capo della ricerca. “Il nostro studio
suggerisce che una dieta ad alto contenuto di grassi ritarda l’invecchiamento e
sembra ritardare anche l’invecchiamento cerebrale. Quindi queste scoperte
implicano potenzialmente, che i pazienti con Alzheimer e Parkinson a lungo
termine potrebbero beneficiare da questa nuova conoscenza.”
I ricercatori credono che una dieta
ad alto contenuto di grassi protegga il cervello potenziando l’apporto della
sua “benzina”, conosciuta come chetoni. Il cervello funziona soprattutto a
glucosio, ma in mancanza di zucchero può funzionare a chetoni – che sono
prodotti nel fegato dalla distruzione dei grassi, in particolare dei
trigliceridi a catena media, come l’olio di cocco.
In questo studio, i ricercatori
hanno notato che l’olio di cocco e gli altri grassi a catena media
apportavano dei grandi benefici.
“Nelle
cellule dei bambini con Cockayne syndrome, abbiamo precedentemente dimostrato
che l’invecchiamento è il risultato di un meccanismo di riparazione delle
cellule costantemente attivo” dice il ricercatore Morten Scheibye-Knudsen. “Questo
consuma tutte le risorse e fa invecchiare le cellule molto rapidamente. Noi
siamo fiduciosi che una dieta ad alto contenuto di olio di cocco e di grassi
simili possa avere degli effetti benefici, perché alle cellule del cervello viene
dato del carburante in più e la forza di riparare i danni.”
Il potere dell’olio di cocco
Prove preliminari suggeriscono che l’olio
di cocco può essere un ottimo trattamento per le persone che hanno già
cominciato a soffrire di Alzheimer. Questo è il motivo per cui sembra che l’Alzheimer
interferisca con la capacità del cervello di processare il glucosio, portando a
una carenza, morte delle cellule e peggioramento del declino cognitivo.
Aumentando la quantità di chetoni
nel sangue mangiando olio di cocco, fornirai al cervello l’energia di cui ha
bisogno per prevenire la futura morte delle cellule.
Inoltre, le fasi 1 e 2 di test
clinici hanno evidenziato che i grassi dell’olio di cocco
migliorano le funzioni cognitive nei pazienti con Alzheimer. Sfortunatamente la compagnia che
si è occupata della ricerca ha scelto di non procedere con la fase 3, che è più
costosa e richiede l’approvazione dell’FDA.
Dato che la ricerca è stata
interrotta presto, la medicina convenzionale non ha ancora accettato le virtù dell’olio
di cocco nel rallentare o addirittura riparare i danni causati dall’Alzheimer.
Fonti
http://www.dailymail.co.uk/health/article-2847618/Could-coconut-oil-help-fight-ageing-High-fat-diet-halt-Alzheimer-s-Parkinson-s-study-finds.html
http://www.naturalnews.com
http://www.alz.org
http://www.dailymail.co.uk/health/article-2847618/Could-coconut-oil-help-fight-ageing-High-fat-diet-halt-Alzheimer-s-Parkinson-s-study-finds.html
http://www.naturalnews.com
http://www.alz.org
Abbiamo parlato di olio di cocco anche
in questi articoli:
Prova l’olio di cocco nelle tue ricette
dolci e salate:


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