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lunedì 11 settembre 2017

La nutrigenomica in nostro aiuto per la longevità

La nutrigenomica, ovvero lo studio della relazione che intercorre tra cibi e modifiche del dna, ha scoperto che è possibile mantenersi in ottima forma fisica e mentale con cibi ricchi di principi attivi che legandosi al dna attivano certi processi invece che altri. Per ottenere la longevità unita a buona salute il più a lungo possibile, sarebbe utile conoscere questi cibi. Elena Dogliotti, biologa e nutrizionista che ha contribuito a divulgare gli effetti delle antocianine, pigmenti naturali presenti nei frutti di bosco, ma anche in uva nera, arance, cipolle rosse, ravanelli, riso nero Venere, dice che basta mangiarne 150 g al giorno. Cio' è l’equivalente di 125 g di mirtilli neri americani, o un bicchiere di succo di melograno più un piatto di melanzane alla griglia, oppure 100 g di riso Venere con 50 g di insalata mista e 75 g di fragole.
Tra riso bianco e riso nero è consigliabile usare quello nero che preserva la salute del sistema cardiovascolare, riducendo lo sviluppo delle placche aterosclerotiche.
Un nuovo studio della Federation of American Societias for  experimental biology ha scoperto che il tè verde migliora la memoria e blocca i danni di una dieta ricca di grassi.
Un Team dell’Illinois ha dimostrato che il consumo di vegetali a foglia verde, spinaci e cavolo, e di uova e avocado contrastano l’invecchiamento cognitivo. Altri cibi che aiuterebbero a gestire geneticamente il nostro organismo sono i lamponi, il melograno, i pomodori, lo zenzero, la curcuma che ricordate si attiva con un pizzico di pepe. Se non possiamo mangiare nella quantità e nella frequenza utile, allora bisogna ricorrere ai nutraceutici, da distinguere dagli integratori classici a base di vitamine e Sali minerali. I nutraceutici contengono alte concentrazioni di quei principi attivi nei cibi particolari che molto spesso non arrivano al nostro organismo, perché li roviniamo nella cottura.


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