Oriana Fallaci è una
giornalista scrittrice di razza, come un fiume in piena esondazione ti inonda e
tu non hai scampo, lei dice pane al pane
e vino al vino, non guarda in faccia nessuno: la verità è ciò che ti sta
esponendo con le parole, le più appropriate, strutturando la frase che più non si può e tu
rimani frastornato, sorpreso e ammirato per le genialità che s’inventa per
sorprendere e tenere il lettore incollato fino all’ultima pagina.
INSCIALLAH ( significato: Come Allah vuole) è un
romanzo di guerra ambientato in Libano e narra della missione di pace che gli
Italiani vi svolsero nel 1982 insieme agli americani, i francesi e agli
inglesi, conclusasi con un clamoroso insuccesso politico e tanti morti di
americani e francesi. Oriana Fallaci con lo stile che le è caratteristico: ironico,
mordace, aggressivo sa tenere desta l’attenzione del lettore che viene
intrappolato nella sua tela di ragno e procede nella lettura del romanzo, senza
mai annoiarsi.
Il Libano era un paese
ricco e felice del Medio Oriente, soprannominato la Svizzera d’Oriente, finché
non accolse i Palestinesi che non avevano più una patria con l’arrivo degli
Ebrei alla fine della 2° Guerra Mondiale e la proclamazione dello Stato di Israele
nel 1949. I personaggi del romanzo sono
una sessantina e sono tratteggiati così bene, sia nel carattere che nella
parlata che più è caratteristica al ruolo che coprono e al grado militare,
anche parlata dialettale, che sembra di averli davanti. Non mancano momenti
divertenti, mi è capitato più volte di sorprendermi con una bella risata spontanea,
suscitata dalla situazione che la scrittrice
descriveva.
Il romanzo è un bel tomo di 600 pagine, ma
vale la pena di leggerlo e così spiegarti i tanti perché della storia degli ultimi
decenni del Medio Oriente, dei Palestinesi così ricchi di armi e di denaro e delle colpe
degli Stati Occidentali, i principali fornitori d’armi, date indifferentemente a
chiunque e che in Libano hanno provocato tantissime vittime tra la popolazione civile. Quante donne, bambini soldati e non, anziani ha fatto quella guerra fratricida!
Oriana Fallaci nel
corso della narrazione più volte si scaglia contro l’ipocrisia religiosa e l’ottusità
militare, mettendone in rilievo i limiti
e i difetti propri delle due Istituzioni
che, ormai è chiaro a tutti, sono incapaci di garantire pace duratura e libertà
democratica.
Nessun commento:
Posta un commento