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venerdì 17 novembre 2017

INSCIALLAH di Oriana Fallaci

Oriana Fallaci è una giornalista scrittrice di razza, come un fiume in piena esondazione ti inonda e tu non hai scampo, lei dice pane al pane  e vino al vino, non guarda in faccia nessuno: la verità è ciò che ti sta esponendo con le parole, le più appropriate,  strutturando la frase che più non si può e tu rimani frastornato, sorpreso e ammirato per le genialità che s’inventa per sorprendere e tenere il lettore incollato fino all’ultima pagina.
INSCIALLAH ( significato: Come Allah vuole) è un romanzo di guerra ambientato in Libano e narra della missione di pace che gli Italiani vi svolsero nel 1982 insieme agli americani, i francesi e agli inglesi, conclusasi con un clamoroso insuccesso politico e tanti morti di americani e francesi. Oriana Fallaci con lo stile che le è caratteristico: ironico, mordace, aggressivo sa tenere desta l’attenzione del lettore che viene intrappolato nella sua tela di ragno e procede nella lettura del romanzo, senza mai annoiarsi.
Il Libano era un paese ricco e felice del Medio Oriente, soprannominato la Svizzera d’Oriente, finché non accolse i Palestinesi che non avevano più una patria con l’arrivo degli Ebrei alla fine della 2° Guerra Mondiale e la proclamazione dello Stato di Israele nel 1949.  I personaggi del romanzo sono una sessantina e sono tratteggiati così bene, sia nel carattere che nella parlata che più è caratteristica al ruolo che coprono e al  grado militare, anche parlata dialettale, che sembra di averli davanti. Non mancano momenti divertenti, mi è capitato più volte di sorprendermi con una bella risata spontanea, suscitata dalla situazione che la scrittrice  descriveva.
 Il romanzo è un bel tomo di 600 pagine, ma vale la pena di leggerlo e così spiegarti i tanti perché della storia degli ultimi decenni del Medio Oriente, dei  Palestinesi così ricchi di armi e di denaro e delle colpe degli Stati Occidentali, i principali fornitori d’armi, date indifferentemente a chiunque e che in Libano hanno provocato tantissime vittime tra la popolazione civile. Quante donne, bambini soldati e non, anziani ha fatto quella guerra fratricida!
Oriana Fallaci nel corso della narrazione più volte si scaglia contro l’ipocrisia religiosa e l’ottusità militare,  mettendone in rilievo i limiti e i difetti propri  delle due Istituzioni che, ormai è chiaro a tutti, sono incapaci di garantire pace duratura e libertà democratica.



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