Davvero il limone è un frutto indispensabile in cucina. Da
scegliere in base alla stagione, con caratteristiche (e nomi) diversi.
Secondo
alcuni botanici il limone è un ibrido naturale tra cedro (Citrus medica) e il
lime ( Citrus aurantifolia), spuntato secoli fa in India o in Vietnam. E’ un albero sempreverde, i cui rami possono
arrivare a 5-6 m. di altezza. Come tutti gli agrumi, ama il clima mite e odia
il vento. La principale cultivar italiana, cioè la varietà più diffusa tra gli
agrumicoltori, è il cosiddetto femminello.
Si tratta di limoni che fruttificano anche cinque volte l’anno. I frutti che maturano tra ottobre e
aprile sono detti primo fiore o
limoni invernali. Sono ovoidali, di peso medio con buccia verde-gialla. Quelli
che troviamo tra aprile e giugno sono i bianchetti.
Anche questi di forma un po’
allungata, ma più grossi e di colore giallo. Grossi sono anche i verdelli, che
si raccolgono tra agosto e settembre, dalla buccia liscia tra il vede chiaro e
il verde deciso, molto succosi e profumati, quasi senza semi. Spesso i Verdelli
sulla pianta si trovano a grappoli.
Un femminello pregiato è il
limone di Sorrento IGP, che arriva sui banche del supermercato a fine
marzo e ci resta fino a fine luglio. E’ ovale. Pesa almeno 85 gr. Ha la buccia sottile, molto succo
e niente semi. Per essere certi che sia proprio lui, deve avere un marchio
caratterizzato da tre limoni e, sullo sfondo, la costiera sorrentina. E non solo
i frutti devono riportare questa etichetta, ma anche i prodotti di
trasformazione, a partire dal celeberrimo
Limoncello.


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