Quando
l’anima è affaticata un buon
massaggio può rivelarsi il toccasana per combattere stress, ansia, tensione
emotiva e altro ancora. Alla base c’è il rilascio di maggiori dosi di endorfine, gli ormoni della
felicità. C’è il
massaggio classico, il massaggio ayurvedico, il massaggio bioenergetico e la
forza del massaggio non risiede tanto nella sensazione fisica che induce sia
nel massaggiatore, sia in colui che si sottopone al trattamento, quanto nella
cura e nella rassicurazione che si trasmette tra i due. Il contatto sensorio è
stato troppo facilmente confuso con la sessualità, in questo caso non c’è nulla di erotico: c’è solo
un’intensa combinazione di mente e
di corpo che cooperano alla ricerca dell’armonia.
C’è anche chi inizia dai piedi e si sottopone
all’antico massaggio cinese che non
si limita a curare solo il sintomo, ma cura il corpo nel suo insieme. Questo
specifico massaggio si basa sul principio che ogni organo è in relazione con determinate
zone dei piedi. Stimolando queste aree con pressioni lente e graduali
effettuate con i polpastrelli delle dita, con le nocche e i palmi della mano,
si ripristinano le funzioni psicofisiche alterate. E’ un trattamento globale in grado di indurre
uno stato di benessere generale e di ridurre efficacemente gli stati di
nervosismo e l’insonnia.
Lavorando sui piedi, nei quali la concentrazione delle terminazioni nervose è
particolarmente marcata, si interviene direttamente sul sistema nervoso,
favorendo uno stato di relax e di calma. Inoltre, la riflessologia plantare,
migliorando la circolazione sanguigna e quella linfatica, aiuta concretamente l’organismo a eliminare le tossine accumulate
nei vari organi, inducendo un benefico processo di depurazione generale. Il
ciclo standard di terapia prevede dieci sedute da effettuarsi 2-3 volte la
settimana.
Ecco una “mappa” della
riflessologia plantare: a ogni zona, seconda questa antichissima branca della
medicina cinese, corrisponde un organo del corpo. Massaggiando quella zona si
interviene per via indiretta sull’ organo eventualmente malato. Da quanto ho
appreso, seguendo il corso, tengo a precisare che le “mappe” sono tante e anche discordi tra di loro,
ossia su una puoi trovare un organo posizionato in quella zona , su un’altra il medesimo organo è posizionato diversamente; però chi effettua un "massaggio plantare completo" lavorerà tutte le zone
e quindi l’organo malato riceverà comunque beneficio.

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