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lunedì 4 giugno 2018

La riflessologia plantare

Quando l’anima è affaticata un buon massaggio può rivelarsi il toccasana per combattere stress, ansia, tensione emotiva e altro ancora. Alla base c’è il rilascio di maggiori dosi di endorfine, gli ormoni della felicità. C’è il massaggio classico, il massaggio ayurvedico, il massaggio bioenergetico e la forza del massaggio non risiede tanto nella sensazione fisica che induce sia nel massaggiatore, sia in colui che si sottopone al trattamento, quanto nella cura e nella rassicurazione che si trasmette tra i due. Il contatto sensorio è stato troppo facilmente confuso con la sessualità, in questo caso non c’è nulla di erotico: c’è solo un’intensa combinazione di mente e di corpo che cooperano alla ricerca dell’armonia.
C’è anche chi inizia dai piedi e si sottopone all’antico massaggio cinese che non si limita a curare solo il sintomo, ma cura il corpo nel suo insieme. Questo specifico massaggio si basa sul principio che ogni organo è in relazione con determinate zone dei piedi. Stimolando queste aree con pressioni lente e graduali effettuate con i polpastrelli delle dita, con le nocche e i palmi della mano, si ripristinano le funzioni psicofisiche alterate. E’ un trattamento globale in grado di indurre uno stato di benessere generale e di ridurre efficacemente gli stati di nervosismo e l’insonnia. Lavorando sui piedi, nei quali la concentrazione delle terminazioni nervose è particolarmente marcata, si interviene direttamente sul sistema nervoso, favorendo uno stato di relax e di calma. Inoltre, la riflessologia plantare, migliorando la circolazione sanguigna e quella linfatica, aiuta concretamente l’organismo a eliminare le tossine accumulate nei vari organi, inducendo un benefico processo di depurazione generale. Il ciclo standard di terapia prevede dieci sedute da effettuarsi 2-3 volte la settimana.


Ecco una “mappa” della riflessologia plantare: a ogni zona, seconda questa antichissima branca della medicina cinese, corrisponde un organo del corpo. Massaggiando quella zona si interviene per via indiretta sull’ organo eventualmente malato. Da quanto ho appreso, seguendo il corso, tengo a precisare che le “mappe” sono tante e anche discordi tra di loro, ossia su una puoi trovare un organo posizionato in quella zona , su un’altra il medesimo organo è posizionato diversamente; però chi effettua un "massaggio plantare completo" lavorerà tutte le zone e quindi l’organo malato   riceverà comunque beneficio.

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