Ogni qualvolta vado nei luoghi della mia infanzia, è mia abitudine
andare a visitare un piccolo borgo che ha mantenuto intatto il suo aspetto
antico e con piacere m’inoltro per le sue vie strette e tortuose con il loro
acciottolato che crea problemi a chi non calza scarpe comode. Anche arrivarci è un po' impegnativo, la strada è in salita e ci sono tornanti che è bene fare di giorno per chi non è della zona. E’ Casertavecchia, borgo arroccato sui colli
Tifata, a pochissimi Km da Caserta, una provincia della Campania. Sulle origini della città di Casa-hirta s’intrecciano le più
svariate ipotesi e si contendono la nobiltà della sigla lo stesso popolo Osco,
i Prischi Sanniti, gli antichi romani,
la vetusta città di Saticola e i nobili Longobardi. Il borgo era stato teatro
della guerra dei Sanniti contro i popoli della Campania (473 a. C,) e contro i
Romani che successivamente se ne impadronirono, dopo aver cacciato dai Tifata
gli stessi Sanniti. La denominazione Casairta
appare solo a partire dalla fine del IX secolo. Da allora le vicende di
Caserta-vecchia sono legate alla fortuna dei vari signori che la governarono,
ma già verso il 1640 cominciò lo spopolamento della popolazione che s’indirizzò
verso la pianura, al villaggio La Torre che diventerà l’ odierna Caserta. Casertavecchia ha conservato intatta le
caratteristiche antiche con le case a uno o due piani costruite con pietra
grigiastra. Lo slargo della grande piazza maggiore si apre sul lato
settentrione della città e vi
prospettano il palazzo Arcivescovile e la cattedrale con campanile. Al duomo si
lavorava già nel 1153 sull’area di una chiesa preesistente. I lavori, che si
protrassero fino alla metà del secolo successivo, testimoniano due diverse
ispirazioni stilistiche, assecondando i differenti momenti della costruzione
della fabbrica. Nella prima fase domina la tradizione d’ arte campana con riferimenti
al mondo classico, nell’altra, invece, si notano influenze sicule, avvertite
evidentemente al tempo di Federico II di Svevia che governò queste terre e
tutto il Meridione nella prima metà del XIII secolo in quanto figlio di Costanza Altavilla, unica erede dei Normanni, fondatori del regno di Sicilia. Il borgo è un vero gioiello da valorizzare e così stanno
facendo i giovani di oggi che in estate
organizzano eventi e concerti per un turismo attento e poco invadente. Luglio e agosto sono i mesi in cui il borgo si anima e vive gli antichi splendori.



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