“A Carnevale ogni scherzo vale” questo detto popolare la dice tutta sullo
spirito goliardico che si vive durante il “Carnevale”.
Il Carnevale è una festa legata
al mondo cattolico e cristiano, ma le
sue origini vanno ricercate in epoche molto più remote, quando la religione
dominante era quella pagana. La ricorrenza infatti trae le proprie origini dai
Saturnali della Roma antica o dalle feste dionisiache del periodo classico
greco. La parola "carnevale" deriva dal latino carnem levare ovvero
"eliminare la carne" poiché anticamente indicava il banchetto che si
teneva l'ultimo giorno di carnevale (il martedì grasso) prima del periodo di
astinenza e digiuno dettato dalla Quaresima durante la quale poi a nessuno era concesso di mangiare carne! Durante
queste festività era lecito lasciarsi andare, liberarsi da obblighi e impegni,
per dedicarsi allo scherzo e al gioco. Inoltre mascherarsi rendeva
irriconoscibili il ricco e il povero, e scomparivano così le differenze
sociali. Una volta terminate le feste, il rigore e l'ordine tornavano a dettare
legge nella società. Secondo numerose fonti, tra cui Apuleio, il
"travestimento" deve essere fatto risalire a una festa in onore della
dea egizia Iside, durante la quale erano presenti numerosi gruppi mascherati.
Questa usanza venne importata anche nell'impero Romano: alla fine del vecchio
anno, un uomo coperto di pelli di capra veniva portato in processione e colpito
con bacchette. In molte altre parti del mondo, soprattutto in Oriente, c'erano
molte feste con cerimonie e processioni in cui gli individui si travestivano: a
Babilonia , ad esempio, non era strano vedere grossi carri simboleggianti la
Luna e il Sole sfilare per le strade rappresentando la creazione del mondo. In
Italia ogni regione festeggia il Carnevale a suo modo. A Venezia, ad esempio,
si festeggia uno dei "Carnevali" più famosi del mondo, dove regnano
sfarzo e costumi bellissimi, lasciti di una tradizione secolare; a Viareggio
invece sono i carri allegorici a rendere tutto magico, così come ad Acireale,
in Sicilia; a Ivrea poi c'è la celeberrima Battaglia delle Arance, mentre a
Sciacca vengono realizzate splendide opere in cartapesta.
Tanti nomi per questi dolci
favolosi che si mangiano in tutta Italia nel periodo di Carnevale.
INGREDIENTI PER 6
PERSONE
250 g di farina più quella per la spianatoia
2 uova – 25 g di burro – 30 g di zucchero – 1 arancia non
trattata – 1 punta di coltello di lievito per dolci – 1 bicchierino di vinsanto
(facoltativo) – olio per friggere – zucchero al velo – sale.
PREPARAZIONE
Setacciate la farina in una ciotola, fate una fossetta al
centro e disponetevi le uova, una presa
di sale, il lievito, la scorza grattugiata di mezza arancia e lo zucchero.
Impastate unendo via via il vinsanto (facoltativo). Lavorate la pasta per 10 minuti sulla
spianatoia infarinata, poi fatela riposare 30 minuti sotto una ciotola
capovolta. Stendetela a strisce sottili con la sfogliatrice o il matterello e
dividetele in rettangoli irregolari. Con la rotella dentellata praticate due
tagli in ogni rettangolo e rifilateli in modo che abbiano il bordo zigrinato.
Friggete i cenci/chiacchiere in abbondante olio ben caldo e scolateli sulla carta
assorbente. Spolverizzateli con lo zucchero a velo e una grattata di scorza di
arancia.
CONSIGLIO DELLO CHEF
Usate farina per dolci, saranno friabili e croccanti:
friggeteli senza farli imbiondire. Poi metteteli al forno a 100°C su una
graticola per 20 minuti , si coloreranno, perderanno olio, saranno più leggeri.
Se friggete la pasta dei cenci da congelata sarà ricca di bolle e più buona.
Aromatizzate lo zucchero con lime, limone, arancia o con bergamotto.
Un altro dolce tipico della mia terra d'origine.
GRAFFE
NAPOLETANE
500 g di farina più quella per
la spianatoia – 250 g di patate, 3 uova, 50 g di burro 50 g di zucchero più
quello per guarnire, 1 limone, 25 gr di lievito di birra, 0,7 dl di latte, olio
per friggere, sale.
PREPARAZIONE
Lessate le patate a partire
dall’acqua fredda, scolatele, quindi spellatele e passatele al setaccio.
Sciogliete il lievito nel latte tiepido. . in una ciotola ampia, con una frusta
a mano, sbattete le uova con lo zucchero, il burro morbido, la scorza del
limone grattugiate e una presa di sale. Unite il latte con il lievito e infine
aggiungete le patate e la farina. Mescolate con un cucchiaio di legno fino a
ottenere un impasto morbido e omogeneo, coprite e lasciate lievitare per trenta
minuti. Dividete l’impasto in sedici porzioni, fatele a cilindro e chiudetene
le estremità per ottenere una ciambella. Allineate le ciambelle su un piano
infarinato ben distanziate fra loro, copritele e lasciatele lievitare per
un’ora circa, finché raddoppiano di volume. Friggetene poche per volta in abbondante
olio bollente 2-3 minuti per lato. Scolatele su carta da cucina, passatele
nello zucchero e servitele.

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