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sabato 18 febbraio 2023

Carnevale, una festa pagana

 


“A Carnevale ogni scherzo vale” questo detto popolare la dice tutta sullo spirito goliardico che si vive durante il “Carnevale”.

Il Carnevale è una festa legata al mondo cattolico e cristiano, ma  le sue origini vanno ricercate in epoche molto più remote, quando la religione dominante era quella pagana. La ricorrenza infatti trae le proprie origini dai Saturnali della Roma antica o dalle feste dionisiache del periodo classico greco. La parola "carnevale" deriva dal latino carnem levare ovvero "eliminare la carne" poiché anticamente indicava il banchetto che si teneva l'ultimo giorno di carnevale (il martedì grasso) prima del periodo di astinenza e digiuno dettato dalla Quaresima durante la quale poi  a nessuno era concesso di mangiare carne! Durante queste festività era lecito lasciarsi andare, liberarsi da obblighi e impegni, per dedicarsi allo scherzo e al gioco. Inoltre mascherarsi rendeva irriconoscibili il ricco e il povero, e scomparivano così le differenze sociali. Una volta terminate le feste, il rigore e l'ordine tornavano a dettare legge nella società. Secondo numerose fonti, tra cui Apuleio, il "travestimento" deve essere fatto risalire a una festa in onore della dea egizia Iside, durante la quale erano presenti numerosi gruppi mascherati. Questa usanza venne importata anche nell'impero Romano: alla fine del vecchio anno, un uomo coperto di pelli di capra veniva portato in processione e colpito con bacchette. In molte altre parti del mondo, soprattutto in Oriente, c'erano molte feste con cerimonie e processioni in cui gli individui si travestivano: a Babilonia , ad esempio, non era strano vedere grossi carri simboleggianti la Luna e il Sole sfilare per le strade rappresentando la creazione del mondo. In Italia ogni regione festeggia il Carnevale a suo modo. A Venezia, ad esempio, si festeggia uno dei "Carnevali" più famosi del mondo, dove regnano sfarzo e costumi bellissimi, lasciti di una tradizione secolare; a Viareggio invece sono i carri allegorici a rendere tutto magico, così come ad Acireale, in Sicilia; a Ivrea poi c'è la celeberrima Battaglia delle Arance, mentre a Sciacca vengono realizzate splendide opere in cartapesta.

I dolci che tutti mangiamo a Carnevale: le famosissime CHIACCHIERE 

CENCI TOSCANI AL VINSANTO /CHIACCHIERE/FRAPPE

Tanti nomi per questi dolci favolosi che si mangiano in tutta Italia nel periodo di Carnevale.

INGREDIENTI PER 6 PERSONE

250 g di farina più quella per la spianatoia

2 uova – 25 g di burro – 30 g di zucchero – 1 arancia non trattata – 1 punta di coltello di lievito per dolci – 1 bicchierino di vinsanto (facoltativo) – olio per friggere – zucchero al velo – sale.

PREPARAZIONE

Setacciate la farina in una ciotola, fate una fossetta al centro  e disponetevi le uova, una presa di sale, il lievito, la scorza grattugiata di mezza arancia e lo zucchero. Impastate unendo via via il vinsanto (facoltativo). Lavorate la pasta per 10 minuti sulla spianatoia infarinata, poi fatela riposare 30 minuti sotto una ciotola capovolta. Stendetela a strisce sottili con la sfogliatrice o il matterello e dividetele in rettangoli irregolari. Con la rotella dentellata praticate due tagli in ogni rettangolo e rifilateli in modo che abbiano il bordo zigrinato. Friggete i cenci/chiacchiere in abbondante olio ben caldo e scolateli sulla carta assorbente. Spolverizzateli con lo zucchero a velo e una grattata di scorza di arancia.

CONSIGLIO DELLO CHEF

Usate farina per dolci, saranno friabili e croccanti: friggeteli senza farli imbiondire. Poi metteteli al forno a 100°C su una graticola per 20 minuti , si coloreranno, perderanno olio, saranno più leggeri. Se friggete la pasta dei cenci da congelata sarà ricca di bolle e più buona. Aromatizzate lo zucchero con lime, limone, arancia o con bergamotto.


Un altro dolce tipico della mia terra d'origine.


GRAFFE NAPOLETANE

500 g di farina più quella per la spianatoia – 250 g di patate, 3 uova, 50 g di burro 50 g di zucchero più quello per guarnire, 1 limone, 25 gr di lievito di birra, 0,7 dl di latte, olio per friggere, sale.

PREPARAZIONE

Lessate le patate a partire dall’acqua fredda, scolatele, quindi spellatele e passatele al setaccio. Sciogliete il lievito nel latte tiepido. . in una ciotola ampia, con una frusta a mano, sbattete le uova con lo zucchero, il burro morbido, la scorza del limone grattugiate e una presa di sale. Unite il latte con il lievito e infine aggiungete le patate e la farina. Mescolate con un cucchiaio di legno fino a ottenere un impasto morbido e omogeneo, coprite e lasciate lievitare per trenta minuti. Dividete l’impasto in sedici porzioni, fatele a cilindro e chiudetene le estremità per ottenere una ciambella. Allineate le ciambelle su un piano infarinato ben distanziate fra loro, copritele e lasciatele lievitare per un’ora circa, finché raddoppiano di volume. Friggetene poche per volta in abbondante olio bollente 2-3 minuti per lato. Scolatele su carta da cucina, passatele nello zucchero e servitele.


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