“Febbraio corto e malandrino” oppure “Febbraio curt e malcavat” , come si dice a Napoli e d’ intorno. Siamo nel cuore dell’ inverno e immancabilmente arrivano tosse, raffreddore e mal di gola. Bisogna evitare gli alimenti che sovraccaricano di “lavoro” gli organi interni. Largo alle verdure di stagione, in particolare spinaci, cicoria, zucca, rape, carciofi, cardo, broccoli. Aiutano a combattere lo stress fisico legato al freddo. Recenti ricerche scientifiche hanno confermato che un consumo costante di yogurt, kefir e miso, prebiotici, perché fanno da nutrimento alla flora “buona”. Questi alimenti contengono i fermenti lattici. Tra i vegetali troviamo i crauti o gli orientali tempeh, miso e la bevanda kombucha. Tutti gli alimenti fermentati rendono le forme influenzali meno aggressive e più facili da “gestire”. Secondo la macrobiotica, lo stile di preparazione incide molto sull’energia del cibo. In generale con la cottura “yanghizziamo” cioè rendiamo l’alimento più riscaldante. Tra i cereali il più yang è il grano saraceno. Tra le spezie, le migliori in inverno sono lo zenzero e la curcuma. Per questo durante i mesi invernali è meglio consumare una maggiore quantità di verdure cotte e prediligere cotture al forno e anche stufati. Sulla tavola devono esserci arance e limoni, cipolle dorate, cicoria, cavoli, carote, avena, noci,
Zucchine, pomodori, fagiolini,
cetrioli, melanzane, verdure che hanno bisogno di caldo hanno un
forte potere raffreddante , sono verdure ideali in estate, ma
sono deleterie in inverno.
*Una curiosità sui peperoni:
nonostante la stagione del peperone sia da giugno a settembre, il peperone è
una delle poche verdure con natura calda e proprio per questo motivo secondo la
dietetica cinese può essere consumata nella stagione invernale. Ricordiamo che
i peperoni hanno un ottimo contenuto di vitamina C e di provitamina A e sono
dunque adatti a prevenire le patologie invernali. Si possono conservare
sott'olio, sott'aceto o essiccati .

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