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lunedì 9 settembre 2013

Chi conosce gli Hunzas?


Sono pochissimi, forse un migliaio su tutto il pianeta che sanno di questo popolo leggendario che vive tuttora in una valle inaccessibile a 3000 metri di altitudine dell’Himalaya, catena montuosa dell’Asia. E’ una valle incastonata tra il Kashmir, la Cina e l’Afganistan che pochissimi conoscono. E’ stato un temerario medico scozzese chiamato Mac Carrison a far conoscere questo popolo misterioso all’Occidente. Visse 7 anni tra gli Hunzas e ne apprese usi e costumi. Ciò che scoprì lo riempì di meraviglia, venne a conoscenza di cose inimmaginabili per noi Occidentali. Gli Hunzas, non sappiamo neanche se questo è il loro vero nome, vivono fino a 140 anni, la media comune di molti di loro,  e non conoscono malattie; a 70 anni giocano a calcio e si comportano come i nostri giovani trentenni, pieni di energie e di vigore. I loro bambini non si ammalano delle malattie che ben conoscono i nostri piccoli, ossia varicella, morbillo, pertosse… e poi non conoscono l’artrite, le vene varicose, le appendiciti, la costipazione,  per citare alcune delle malattie che affliggono gli Occidentali. Dopo essere stati dei predatori, da 150 anni vivono pacifici di agricoltura, non conoscono l’artigianato. Sono sereni, felici e godono di ottima salute fino a tardissima età. Questa longevità da cosa deriva? Non è un dono celeste, ma il frutto di regole di vita tramandate e messe in pratica in modo scrupoloso.
1° Segreto. Alimentazione frugale
Gli Hunzas consumano solo 2 pasti al giorno. Il primo a mezzogiorno. Si alzano intorno alle cinque e riescono a compiere il lavoro dei campi a stomaco vuoto. Si nutrono in gran parte di cereali, tra cui l’orzo, il miglio, il grano saraceno e il frumento. Consumano regolarmente frutta e verdura soprattutto fresca e cruda, o facendola cuocere solo leggermente. Tra i frutti e le verdure preferiti sono le patate, i piselli, i fagiolini, le carote, le rape, le zucche, gli spinaci, la lattuga; le mele, le pere, le pesche, le albicocche, le ciliegie e le more. Il nocciolo dell’albicocca è particolarmente apprezzato. Se ne consuma la mandorla tale e quale, oppure se ne estrae l’olio con un loro procedimento. Il latte e il formaggio sono un’ importante fonte di proteine animali. La carne è consumata in rare occasioni e in porzione molto ridotta. Viene tagliata a pezzettini e fatta cuocere lentamente. E’ soprattutto carne di pollo, quella bovina e ovina è rara, visto l’altezza in cui vivono.
Noi Occidentali facciamo troppo uso di carne rossa che è uno dei fattori importanti del colesterolo e delle malattie cardiovascolari. Gli Hunzas ne mangiano pochissima e stanno floridamente. Per noi consumatori di carne rossa farebbe bene consumarla due o tre volte la settimana. Scegliamola tra la carne bianca che contiene meno tossine. Un altro alimento importante è lo yogurt. Nel menu hunza le noci, le mandorle, le nocciole ….. accompagnati da frutta e verdura  spesso costituiscono il piatto principale. Ma alla base della loro alimentazione c’è il chapatti, il pane quotidiano degli Hunzas. La preparazione non richiede molto tempo.
Bisogna procurarsi 250 gr. di frumento e grano saraceno nelle seguenti proporzioni: 80 gr di frumento e 170 gr di grano saraceno. (i chicchi devono essere stati macinati di recente e non privati del germe di grano. Si trovano facilmente in erboristeria),1 cucchiaino da caffè di sale da cucina e 1 dl di acqua. Si comincia con l’unire il sale alla farina e si versa sulla farina tutta l’acqua lentamente e sempre mescolando fino a ottenere un composto omogeneo e senza grumi. Il composto si mette su una spianatoia, lavorandolo, aggiungendo altra farina se occorre fino a che si stacca dalle dita. Si avvolge in un panno umido e si lascia riposare mezz’ora. Quindi si fanno delle palline di 4 cm circa di diametro. Con ognuna dopo si fanno delle gallette sottili che si faranno cuocere sulla griglia sottile precedentemente unta. 
Il chapatti può essere servito in diversi modi, con formaggio, verdure, marmellata, miele….. a ognuno la sua scelta.
Il nostro pane è raffinato, è farina bianca a cui è stata tolta il prezioso germe di grano, perché facilmente deperibile. Questa è la differenza tra il nostro pane e il chapatti che essendo di farina integra conserva tutti i principi nutritivi, tra cui la preziosa vit. E. Altra preziosa consuetudine degli Hunzas è quella di fare riposare un giorno la settimana  il sistema digerente, digiunando o nutrendosi di succo di frutta. Inoltre ogni anno a primavera fanno un digiuno prolungato di diversi giorni per disintossicarsi e ritemprare corpo e mente.


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