Sono
pochissimi, forse un migliaio su tutto il pianeta che sanno di questo popolo
leggendario che vive tuttora in una valle inaccessibile a 3000 metri di
altitudine dell’Himalaya, catena montuosa dell’Asia. E’ una valle incastonata
tra il Kashmir, la Cina e l’Afganistan che pochissimi conoscono. E’ stato un temerario
medico scozzese chiamato Mac Carrison a far conoscere questo popolo misterioso
all’Occidente. Visse 7 anni tra gli Hunzas e ne apprese usi e costumi. Ciò che
scoprì lo riempì di meraviglia, venne a conoscenza di cose inimmaginabili per
noi Occidentali. Gli Hunzas, non sappiamo neanche se questo è il loro vero
nome, vivono fino a 140 anni, la media comune di molti di loro, e non conoscono malattie; a 70 anni giocano a
calcio e si comportano come i nostri giovani trentenni, pieni di energie e di
vigore. I loro bambini non si ammalano delle malattie che ben conoscono i
nostri piccoli, ossia varicella, morbillo, pertosse… e poi non conoscono
l’artrite, le vene varicose, le appendiciti, la costipazione, per citare alcune delle malattie che
affliggono gli Occidentali. Dopo essere stati dei predatori, da 150 anni vivono
pacifici di agricoltura, non conoscono l’artigianato. Sono sereni, felici e
godono di ottima salute fino a tardissima età. Questa longevità da cosa deriva?
Non è un dono celeste, ma il frutto di regole di vita tramandate e messe in
pratica in modo scrupoloso.
1° Segreto. Alimentazione frugale
Gli
Hunzas consumano solo 2 pasti al giorno. Il primo a mezzogiorno. Si alzano
intorno alle cinque e riescono a compiere il lavoro dei campi a stomaco vuoto.
Si nutrono in gran parte di cereali, tra cui l’orzo, il miglio, il grano
saraceno e il frumento. Consumano regolarmente frutta e verdura soprattutto
fresca e cruda, o facendola cuocere solo leggermente. Tra i frutti e le verdure
preferiti sono le patate, i piselli, i fagiolini, le carote, le rape, le
zucche, gli spinaci, la lattuga; le mele, le pere, le pesche, le albicocche, le
ciliegie e le more. Il nocciolo dell’albicocca è particolarmente apprezzato. Se
ne consuma la mandorla tale e quale, oppure se ne estrae l’olio con un loro
procedimento. Il latte e il formaggio sono un’ importante fonte di proteine
animali. La carne è consumata in rare occasioni e in porzione molto ridotta.
Viene tagliata a pezzettini e fatta cuocere lentamente. E’ soprattutto carne di
pollo, quella bovina e ovina è rara, visto l’altezza in cui vivono.
Noi Occidentali facciamo troppo uso di carne rossa che è uno dei fattori importanti
del colesterolo e delle malattie cardiovascolari. Gli Hunzas ne mangiano
pochissima e stanno floridamente. Per noi consumatori di carne rossa farebbe
bene consumarla due o tre volte la settimana. Scegliamola tra la carne bianca
che contiene meno tossine. Un altro alimento importante è lo yogurt. Nel menu
hunza le noci, le mandorle, le nocciole ….. accompagnati da frutta e
verdura spesso costituiscono il piatto
principale. Ma alla base della loro alimentazione c’è il chapatti, il pane quotidiano degli Hunzas. La preparazione non
richiede molto tempo.
Bisogna
procurarsi 250 gr. di frumento e grano saraceno nelle seguenti proporzioni: 80
gr di frumento e 170 gr di grano saraceno. (i chicchi devono essere stati
macinati di recente e non privati del germe di grano. Si trovano facilmente in
erboristeria),1 cucchiaino da caffè di sale da
cucina e 1 dl di acqua. Si comincia con l’unire il sale alla farina e si versa sulla
farina tutta l’acqua lentamente e sempre mescolando fino a ottenere un composto
omogeneo e senza grumi. Il composto si mette su una spianatoia, lavorandolo, aggiungendo
altra farina se occorre fino a che si stacca dalle dita. Si avvolge in un panno umido e si
lascia riposare mezz’ora. Quindi si fanno delle palline di 4 cm circa di
diametro. Con ognuna dopo si fanno delle gallette sottili che si faranno
cuocere sulla griglia sottile precedentemente unta.
Il chapatti può essere
servito in diversi modi, con formaggio, verdure, marmellata, miele….. a ognuno
la sua scelta.
Il
nostro pane è raffinato, è farina bianca a cui è stata tolta il prezioso germe
di grano, perché facilmente deperibile. Questa è la differenza tra il nostro
pane e il chapatti che essendo di farina integra conserva tutti i principi
nutritivi, tra cui la preziosa vit. E. Altra preziosa consuetudine degli Hunzas è quella di
fare riposare un giorno la settimana il
sistema digerente, digiunando o nutrendosi di succo di frutta. Inoltre ogni
anno a primavera fanno un digiuno prolungato di diversi giorni per
disintossicarsi e ritemprare corpo e mente.
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