Dal 16 luglio al 23 luglio io e mio marito abbiamo voluto
<<staccare la spina>>, come si suole dire dalle nostre parti. Siamo
stati in montagna, precisamente a Camporosso, una frazione di Tarvisio che si
trova sul confine con l’Austria e la Slovenia ed è sui 700 metri sul livello
del mare in una splendida vallata.
Tarvisio è in provincia di Udine ed è una piccola città molto
pulita e accogliente, piena di turisti, soprattutto austriaci. Dovunque ti
giravi, sentivi parlare in tedesco. Sono loro che vengono a visitarci, pochi i
vacanzieri italiani, come noi. Tarvisio è anche una stazione sciistica con una panoramica funicolare che ti porta
fino oltre i 1000 metri sul livello del mare. Qui troviamo il santuario
dedicato alla Madonna dei Monti Lussari. Intorno al santuario le immancabili
botteghe di souvenirs, bar e ristoranti
per chi si vuole godere il panorama mozzafiato da lassù. La funicolare fino
alle h. 17,15 va su e giù ininterrottamente per tutto il giorno, a cominciare
dalle h. 9,00.
Ci sono molte attrazioni nei dintorni di Camporosso, che come
ho detto è un villaggio vicinissimo a Tarvisio. Qui non si è sentito rumore né
di giorno, né di notte e potevi passeggiare per le stradine senza vedere
nessuno, neanche sentivi l’abbaiare di un cane, non ce n’erano, come ho fatto
notare a mio marito. Le case tutte in stile tirolese con le balconate piene di
fiori colorati, dove non vedevi nessuno affacciato.
Da Camporosso partivano diversi percorsi da fare a piedi come
il <<sentiero degli gnomi>> che abbiamo fatto noi muniti di un
robusto bastone , ce n’erano diversi e anche
quello con la mountain bike. A Camporosso abbiamo visitato il museo locale dove
erano custoditi reperti di origine romana e abbiamo appreso che anticamente la
popolazione era dedita al culto solare del dio Mitra, caduto in disuso dopo il
IV secolo d. C. con la cristianizzazione della gente. Un altro museo che
abbiamo visitato è stato quello militare dedicato alla 1a Guerra Mondiale che
qui si è combattuta alla grande, essendo il luogo confinante con l’Austria e la
Slovenia che allora faceva parte dell’impero Austro-Ungarico. Una mezza
giornata l’abbiamo dedicata ai laghi di Fusine e un’altra mezza giornata a
visitare le Cave del Predil. Entrambi sono nelle vicinanze di Tarvisio e basta
informarsi per essere indirizzati. La
visita alle Cave è stata un’esperienza bella da ricordare. Muniti tutti di
casco protettivo e ben coperti, dietro due guide ci siamo addentrati nelle
cavità della miniera di piombo e zinco, funzionante fino al 1992 e sfruttata
già in epoca romana. Con un trenino per un cunicolo stretto e basso siamo
arrivati in una zona dove era allestito un altare dedicato a Santa Barbara che come sappiamo è la protettrice degli
artificieri. La guida ci ha spiegato molto bene come veniva svolto il lavoro di
carico e scarico e ha tenuto a sottolineare che l’aria che vi si respira è
purissima al 100%. La temperatura era sui 6°, ciò spiega la loro preoccupazione
ad essere ben coperti.
All’interno c’erano dei passaggi dove bisognava camminare
chini e poi degli spazi molto ampi come quello dove si trovava l’altare e
l’ascensore che portava i minatori al livello richiesto. La cava del Predil è
su tre livelli comunicanti tra loro anche con scale di ferro. C’è un’ottima
areazione all’interno, si respirava un’aria gradevole, fresca, ma non fredda.
Una bella esperienza, senz’altro da raccomandare. Il tempo si è mantenuto
stabile, c’è stata pioggia solo un pomeriggio, ma già alle 16,00 è uscito un sole splendente fino oltre le h. 20,00. La domenica del 23 abbiamo fatto
ritorno a casa e sia all’andata che al ritorno non abbiamo fatto altro che
elogiare la bella autostrada che ti porta a poche centinaia di metri di distanza
da Tarvisio. Un’autostrada sempre in piano, di scarsa pendenza anche se si
saliva di livello, su cui abbiamo incontrato vari trafori che ti permettevano
di arrivare all’ altro versante della montagna in tranquillità.





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