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venerdì 15 settembre 2017

Cibi alcalini, cibi acidi

Il nostro corpo preferisce i cibi alcalini a quelli acidi. I cibi acidi hanno l’effetto di acidificare i Sali minerali, cosa che a lungo andare crea grossi problemi al nostro organismo, mandandolo in acidosi. I sintomi dell’acidosi sono molto fastidiosi: insonnia, ritenzione idrica, emicrania, difficoltà a deglutire, problemi alle ossa, carie ai denti, bruciore alla bocca, anemia, calcoli renali, problemi alla cistifèllea, infezioni, problemi digestivi, demineralizzazione e problematiche legate alla pelle.
Quali sono i cibi acidi dunque da evitare?
Tra quelli più acidificanti ci sono i formaggi a media e alta stagionatura, lo yogurt dolcificato, il burro, il gelato, la panna industriale e l’uovo intero, soprattutto fritto. Per non parlare poi di quelli che possiamo chiamare  “non cibi”, tipo i vari snack dolci e salati, le bibite gassate, i succhi di frutta industriali, le caramelle e i dolciumi. Ad allungare la categoria dei cibi “pericolosi” da questo punto di vista ci sono quelli precotti, i surgelati, i preparati per microonde e i prodotti da forno, ma anche i superalcolici, il caffè, il tè nero, la birra e il vino. In pratica: gran parte degli alimenti normalmente inseriti nella dieta di un onnivoro.
Gli alimenti alcalini ci aiutano a restare in salute
Riuscire a raggiungere un livello di alcalinità corretto è fondamentale.
Questo perché quando il rapporto tra acido e alcalino si sbilancia a favore del primo, ci troviamo svuotati di energia e iniziamo ad accusare prima piccoli malanni, per poi vedere la situazione aggravarsi fino alla com­parsa di patologie importanti. Il sintomo di malessere dunque è un campanello d’allarme.  Se infatti è vero che il nostro organismo ha una riserva alcalina alla quale attinge, è vero anche che, continuando a introdurre cibi acidi, questo tesoretto andrà a esaurirsi. Ecco perché bisogna preferire cibi alcalini, in modo da riequilibrare il rapporto acido/alcalino e portarlo sempre di più verso la neutralità, verso quel pH basico che è garanzia di star bene. Diciamo intan­to che se un alimento contiene una buona percentua­le di microelementi come sodio, potassio, magnesio e calcio, allora possiamo con buona sicurezza dire che il suo pH è basico, proprio perché questi mine­rali sono alcalini e dunque in grado di riequilibrare il bilancio acido-base dell’organismo.
E, indovinate un po’, la maggior parte degli alimenti contenenti questi elementi è di origine vegetale!
Per quanto riguarda la frutta, tra i più alcalizzanti tro­viamo: l’anguria, i fichi e i datteri secchi, la mela e la pera, l’uva, il kiwi, l’albicocca, la pesca, l’ananas, il melone, il mango, il frutto della passione, il mango­stano, le bacche (tranne i mirtilli), i cachi e l’avocado.
Tra la verdura invece, sarebbero da preferire i vegetali a foglia verde, le carote, le zucche, i carciofi, le al­ghe, le cipolle, l’aglio, il porro, i ravanelli e le crucifere come cavoli, cavolfiori, broccoli, verze e cavoletti.
Un ruolo importante lo giocano poi anche i grassi, ma quelli buoni!
Per esempio quelli che ci mettono a disposizione l’o­lio di oliva e l’olio di semi vari, ma crudi e spremuti a freddo, oppure frutta secca e semi oleosi.
Per chiudere un consiglio: cercate di man­giare cibi crudi per almeno il 70-80% della vostra alimentazio­ne. Ricordate anche che la maggior parte delle sostanze che abbiamo citato, primi tra tut­ti i sali minerali, andrebbe a perdersi con la cottura e quindi la loro azione alcalinizzante sarebbe molto inferiore alla norma effettiva.




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