Da sempre io sono una grande
appassionata di lettura, con il tempo ho imparato a essere più selettiva nelle
mie scelte, quindi non mi interessa il genere giallo, noir e tutto quanto è
estremo, invece prediligo il genere storico, di costume, d’avventura e tutto
quanto è soft. Io da sempre coltivo la mia crescita culturale e personale e
quello che chiedo a tutto quanto mi passa sotto gli occhi è un arricchimento
costante di me. La carta stampata, quindi, ha sempre esercitato su di me un
fascino delizioso e prezioso, ma attualmente non disdico il digitale. Infatti
sono abbonata a diverse riviste e di solito acquisto ebook, anche perché di libri ne ho comprato talmente
tanti che non so più dove collocarli. Il romanzo “Il cacciatore degli aquiloni
l’ho comprato qualche anno fa, ma essendomi ormai dedicata agli ebook, perché
mi piace leggere di sera e di notte, quando mi sveglio e faccio fatica a
riaddormentarmi, il libro era sullo scaffale e non avevo occasione di leggerlo.
Quando invece sono via da casa per uno dei miei impegni, volentieri mi porto
dei libri cartacei e mi ci dedico con tutta l’attenzione solita. Del romanzo io
devo apprezzare la trama, la fluidità del linguaggio, la ricchezza espressiva e
soprattutto devo imparare qualcosa che mi deve toccare nel profondo. “Il
cacciatore degli aquiloni” ha tutte quante queste caratteristiche. Molti
romanzi all’inizio sono tiepidi e tu aspetti che si riscaldino via via che
t’immergi nella lettura e alla fine chiudi il libro e il giudizio è
pessimo. Fa eccezione questo romanzo,
sin dalle prime pagine ti prende e non ti lascia mai, fino alla fine ti prende
l’anima e tu rimani concentrata con interesse crescente che ti ringrazi per
averlo acquistato. L’autore è Khaled Hoissein, nato a Kabul in Afganistan,
costretto a fuggire quando il suo paese fu invaso dai russi e chiesto asilo
politico negli Stati Uniti, dove vive dal 1980 e fa il medico. Il romanzo è
stato definito il primo grande romanzo epico afgano, uno straordinario caso
letterario pubblicato in 12 Paesi. E’ ricco di storia locale, dai russi ai
telebani che hanno distrutto e immiserita la popolazione. Il focus è tutto
concentrato sul protagonista e la sua coscienza che finalmente trova la chiave
per redimersi e ritrovare la pace agognata. Consiglio a tutti la lettura di
questo romanzo, perché vale. Nel 2007 è stato tratto un film, uscito nelle sale
l’anno dopo.
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