Le scarpe a punta mi ossessionano
e le reputo assassine, perché contribuiscono fortemente alla deformazione
dell’alluce valgo. Vedo che gli stilisti non si fanno scrupolo a proporle ad
ogni stagione, fregandosene fortemente delle conseguenze, se indossate ad ogni
ora del giorno chioccamente dalle giovani sprovvedute. Un tempo gli stilisti
davvero dettavano legge e tutte si adeguavano. Oggi fortunatamente non è più
così, c’è ampia scelta e libertà di vestirsi come si vuole. Vedo calzare
stivali abbinati agli shorts che fa chic con tanto di cappello in testa per
difendersi dai raggi solari in pieno giorno. Vedo vestiti lunghi, corti e
cortissimi senza che nessuno osi dire qualcosa. Possiamo davvero sfoggiare di
tutto come ci pare, non c’è una regola che vieta, sta semmai al nostro gusto
saper scegliere. Ritornando all’incipit, perché sono ossessionata dalle scarpe
a punta. Quando a 15 anni ho cominciato a calzare scarpe con il tacco c’erano
solo queste scarpe a punta, tutti i negozi avevano in vetrina solo scarpe a
punta e tu le dovevi acquistare. Oggi le giovanissime vanno con le scarpe basse
o sneachers perché sono di moda e comode abbinate al vestiario sportivo nel
quotidiano. Una volta non era così. Il vestiario era molto ordinario, gonna e
camicetta, poche erano in pantaloni che oggi impera indisturbato soprattutto in
inverno, d’estate ci sono gli shorts per le giovanissime e i vestiti midi,
lunghi e i bermuda per tutte le altre. Queste scarpe che io indossavo andando alla scuola Superiore e poi all’Università e poi al lavoro mi hanno deformato gli alluci e per
un quarantennio ho avuto problemi nel camminare; ho dovuto eliminare la tomaia
che poggiava sul dito che nel frattempo aveva preso la tendenza a sovrapporsi
all’alluce e camminando si sfregava continuamente sulla tomaia della scarpa. Due anni
fa con grande coraggio mi sono sottoposta all’intervento chirurgico per
eliminare il problema. Un intervento è perfettamente riuscito, per l’altro
alluce c’è pericolo di recidiva. Non saprò mai se per distrazione del chirurgo
che non ha effettuato la tecnica al 100% o perché sono sopraggiunti problemi
che non lo hanno consentito. Fatto sta io sono costretta a indossare dei
separatori dita che non mi creano nessun problema, perché sono di plastica e
trasparenti, è leggera l'inclinazione dell'alluce e non voglio che peggiori. D’inverno però di notte indosso gli accessori che secondo la pubblicità dovrebbero
eliminare l’alluce valgo, ma lo dico e lo affermo c’è solo un rimedio ed è
quello chirurgico. Tutti gli accessori che ho poi acquistato per questa
possibile recidiva infatti non hanno risolto l’alluce valgo, come era prima e all’uscita
dall’ospedale così è rimasto e io cerco solo di non peggiorare la situazione,
perché so cosa comporta un intervento chirurgico: un mese con il piede fasciato
e puoi muoverti solo con la scarpa ortopedica Salus che è aperta sul davanti e devi camminare solo appoggiandoti ad una stampella. C’è una ferita lunga che deve
rimarginarsi e passano altri due mesi prima che puoi indossare le scarpe
abituali. Il primo intervento lo feci a luglio e soffrii il caldo dell’estate,
dovendo stare a letto, l’altro lo feci a gennaio proprio per evitare il caldo,
ma comunque sono interventi che si fanno a distanza di 5 o 6 mesi, quindi uno
dei due avviene d’estate. Ho voluto scrivere questo post, è da mesi che mi
ossessionava, per mettere in guardia le nuove generazioni dall’evitare di
indossare per lunghe ore queste scarpe a punta agli eventi eleganti, già dal
giorno dopo indossare scarpe a punta rotonda o scarpe comode basse e
possibilmente sportive. Sì, la scarpa a punta slancia la figura, soprattutto se
sei bassa, ma il prezzo da pagare è alto. Nessun stilista può permettersi di
comandare, perché così gli gira il suo genio creativo, a suo beneficio ma a
nostro danno!

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