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venerdì 21 agosto 2026

Le scarpe "killer"

 


Le scarpe a punta mi ossessionano e le reputo assassine, perché contribuiscono fortemente alla deformazione dell’alluce valgo. Vedo che gli stilisti non si fanno scrupolo a proporle ad ogni stagione, fregandosene fortemente delle conseguenze, se indossate ad ogni ora del giorno chioccamente dalle giovani sprovvedute. Un tempo gli stilisti davvero dettavano legge e tutte si adeguavano. Oggi fortunatamente non è più così, c’è ampia scelta e libertà di vestirsi come si vuole. Vedo calzare stivali abbinati agli shorts che fa chic con tanto di cappello in testa per difendersi dai raggi solari in pieno giorno. Vedo vestiti lunghi, corti e cortissimi senza che nessuno osi dire qualcosa. Possiamo davvero sfoggiare di tutto come ci pare, non c’è una regola che vieta, sta semmai al nostro gusto saper scegliere. Ritornando all’incipit, perché sono ossessionata dalle scarpe a punta. Quando a 15 anni ho cominciato a calzare scarpe con il tacco c’erano solo queste scarpe a punta, tutti i negozi avevano in vetrina solo scarpe a punta e tu le dovevi acquistare. Oggi le giovanissime vanno con le scarpe basse o sneachers perché sono di moda e comode abbinate al vestiario sportivo nel quotidiano. Una volta non era così. Il vestiario era molto ordinario, gonna e camicetta, poche erano in pantaloni che oggi impera indisturbato soprattutto in inverno, d’estate ci sono gli shorts per le giovanissime e i vestiti midi, lunghi e i bermuda per tutte le altre. Queste scarpe che io indossavo andando alla  scuola Superiore e poi all’Università e poi al lavoro mi hanno deformato gli alluci e per un quarantennio ho avuto problemi nel camminare; ho dovuto eliminare la tomaia che poggiava sul dito che nel frattempo aveva preso la tendenza a sovrapporsi all’alluce e camminando si sfregava continuamente sulla tomaia della scarpa. Due anni fa con grande coraggio mi sono sottoposta all’intervento chirurgico per eliminare il problema. Un intervento è perfettamente riuscito, per l’altro alluce c’è pericolo di recidiva. Non saprò mai se per distrazione del chirurgo che non ha effettuato la tecnica al 100% o perché sono sopraggiunti problemi che non lo hanno consentito. Fatto sta io sono costretta a indossare dei separatori dita che non mi creano nessun problema, perché sono di plastica e trasparenti, è leggera l'inclinazione dell'alluce e non voglio che peggiori. D’inverno però di notte indosso gli accessori che secondo la pubblicità dovrebbero eliminare l’alluce valgo, ma lo dico e lo affermo c’è solo un rimedio ed è quello chirurgico. Tutti gli accessori che ho poi acquistato per questa possibile recidiva infatti non hanno risolto l’alluce valgo, come era prima e all’uscita dall’ospedale così è rimasto e io cerco solo di non peggiorare la situazione, perché so cosa comporta un intervento chirurgico: un mese con il piede fasciato e puoi muoverti solo con la scarpa ortopedica Salus che è aperta sul davanti e  devi camminare solo appoggiandoti ad una stampella. C’è una ferita lunga che deve rimarginarsi e passano altri due mesi prima che puoi indossare le scarpe abituali. Il primo intervento lo feci a luglio e soffrii il caldo dell’estate, dovendo stare a letto, l’altro lo feci a gennaio proprio per evitare il caldo, ma comunque sono interventi che si fanno a distanza di 5 o 6 mesi, quindi uno dei due avviene d’estate. Ho voluto scrivere questo post, è da mesi che mi ossessionava, per mettere in guardia le nuove generazioni dall’evitare di indossare per lunghe ore queste scarpe a punta agli eventi eleganti, già dal giorno dopo indossare scarpe a punta rotonda o scarpe comode basse e possibilmente sportive. Sì, la scarpa a punta slancia la figura, soprattutto se sei bassa, ma il prezzo da pagare è alto. Nessun stilista può permettersi di comandare, perché così gli gira il suo genio creativo, a suo beneficio ma a nostro danno!









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