Come molti posso ben dire: IO C’ERO. La MOSTRA UNIVERSALE EXPO 2015 meritava una visita. Molti però non si sono
accontentati di una sola visita, ma ne hanno fatte diverse, perché era possibile con una sola visitare solo 3 o 4 di padiglioni. Io
personalmente me ne sono regalate ben quattro. La prima visita è stata logistica per
orientarmi con i mezzi pubblici da prendere, perché la prima volta sono andata
con mio marito con l’autovettura e abbiamo parcheggiato comodamente nel
grandissimo parcheggio a ridosso della linea 1 della metropolitana milanese che
fa capolinea proprio a Rho- EXPO,
smentendo con ciò quello che è stato scritto che era meglio non andare con la
macchina. Mio marito però non aveva la pazienza di stare in coda, quindi
abbiamo visitato molti cluster africani con la loro esposizione di granaglie e
lavori artigianali, un po’ tutti uguali. Io però mi ripromettevo di ritornarci perché a luglio sul
sito di “Groupon” avevo acquistato
ben 3 biglietti al prezzo di due che non avevo ancora utilizzato per il gran caldo che c’è stato
in estate e così quasi verso la fine mi sono decisa a usarli e ci sono andata
da sola con i mezzi pubblici. Le vetture della Metro diretta a Rho erano
gremite, quasi non si riusciva ad entrare alla stazione DUOMO, dove io la
prendevo dopo essere scesa dalla linea metropolitana 3. Quindi, le tre visite
successive mi hanno fatto gustare a
pieno questa Mostra. Ieri, 26 ottobre, non facevo altro che ripetermi: Ma che
energia positiva si propaga tutt’intorno! Oggi, 27 ottobre, ho dentro di me tanta di quella energia da
non sentirmi affatto stanca, eppure ieri è stata una giornata lunghissima
rispetto alle precedenti visite durate in media 5 h, dalle 11:00 alle 16:00.
Ieri ho voluto visitare il Padiglione del Giappone, un regalo al figlio che non
l’aveva visitato per l’attesa lunghissima, anche di 6 h e così sono stata in
coda dalle 14:00 fino alle 19:00, ben 5 h di coda e poi 50 minuti di visita
complessiva che n’è valsa la pena. Tutto era altamente tecnologico con molti
giochi di luce. Mi è rimasta particolarmente impressa la zona corridoio dove
erano esposti quadri di vita tradizionale della civiltà giapponese da un lato e tante cornici con
fiori dall’ altro lato e la cosa sorprendente era che mentre ti inoltravi lungo il
corridoio respiravi un delizioso profumo, quindi la mostra è stata anche olfattiva.
In ogni sala c’era una piccola presentazione dove ti spiegavano il
percorso per conoscerlo al meglio. Il padiglione giapponese, come quello
cinese, tra quelli visitati, è
stato uno dei più grandi, ho ammirato la cura maniacale con cui è stato
allestito e la voglia di sbalordire. Anche nel Padiglione Cina ho trovato l’identico
desiderio, qui era spettacolare la sala con il gioco di luci con le lampade che cambiavano colore
accompagnato dalla musica caratteristica cinese. Ho scattato con il tablet un
centinaio di foto, perché è mia intenzione di preparare un album con il Movie
Maker e una presentazione con il Power Point dove registrerò le impressioni
avute, seguendo passo passo le foto
scattate.
Ho visitato i seguenti padiglioni: Bahrain, Bielorussia, Angola,
Nepal, Regno Unito, Spagna, Uruguay, Argentina, Francia, Germania, Israele,
Russia, Giappone e diversi cluster africani.
Avrei voluto visitare il padiglione del Qatar che si
presentava come uno splendido palazzo da mille e una notte da fuori camminando sul decumano, Anche il
Brasile mi incuriosiva con la sua rete sospesa per entrare, ma le 5 ore al
padiglione giapponese non me l’hanno permesso. In media sebbene le code si
presentavano lunghissime si impiegava in media 2 h per entrare e 15 minuti poi bastavano per completare la visita.
E’ stata un’esperienza che ricorderò come una delle più
significative. Torno a ripetere quanto ho già detto, si respirava un’aria di
festa, il frastuono non disturbava e la stanchezza che si avvertiva dopo tante
ore stando in piedi nel mio caso si è dissolta con una dormita ristoratrice.
L’EXPO 2015 è stato un
enorme successo italiano, tutti ci hanno lodato per la sicurezza e
l’accoglienza. Ho letto la valutazione avuta dalla città di Milano che si è
dimostrata vera città internazionale anche per gli eventi organizzati in
concomitanza dell’apertura; ha saputo accogliere con mostre e con tanti
spettacoli musicali gratuiti in piazza
Duomo, alcuni con star internazionali.
Non ho visitato il Padiglione Zero e il Padiglione Italia, perché
con il simbolo della mostra, l’Albero della Vita, essi non saranno
smantellati, riapriranno a maggio e
chiunque avrà poi modo di visitarli con tutta calma.
Essi costituiscono l’eredità che questa Mostra conserverà a imperituro ricordo.
Essi costituiscono l’eredità che questa Mostra conserverà a imperituro ricordo.
L'ALBERO DELLA VITA
PALAZZO ITALIA











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