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venerdì 27 gennaio 2017

Cenacolo S. Eustorgio, pomeriggio dedicato alla poesia.

Ieri  pomeriggio sono andata al Cenacolo S. Eustorgio che si trova presso la Galleria Unione, vicinissima  alla piazza Missori di Milano, su invito della mia amica Claudia Vigo.  In questa occasione tre persone avrebbero letto ciascuna per mezzoora le poesie scritte nei due anni antecedenti. Infatti, il Cenacolo ospita gli iscritti ogni due anni e le persone hanno così modo di presentare al pubblico in sala il frutto del loro lavoro. Ieri, 26 gennaio 2017, il pomeriggio era dedicato alla poesia, ma il Cenacolo è aperto a diversi contenuti che non riguardano solo la Letteratura.
Ieri, quindi, serata di poesia, si sono esibite tre poetesse, in questo ordine:
Gabriella Lodi, Claudia Vigo, Antonietta Di Seclì
I contenuti pur essendo tutti riferibili al proprio vissuto, erano molto diversi per stile e ritmo poetico. Nella prima poetessa, Gabriella Lodi,   cera una malinconia di fondo che faceva da filo conduttore alla sua poetica fatta di mestizia umile e sofferente. Non mancavano sprazzi di serenità e felicità, ma riferiti sempre allo spettacolo della natura circostante che è sempre generosa a offrircene gratuitamente.
Claudia Vigo, io che la conosco, ha mostrato subito il suo spirito libero ed esuberante. Le sue poesie hanno contenuti diversi, ma quelle che lhanno commossa durante la lettura sono quelle dedicate all’ amatissimo marito. In particolare ho apprezzato  i suoi  haiku che sono composizioni di origine giapponese di tre versi con una struttura rigida da rispettare, ossia il primo verso consta di 5 more (non sillabe), il secondo verso di 7 more e il terzo verso di 5 more. Questa struttura è stata scrupolosamente rispettata, ma a differenza degli haiku giapponesi che legano il momento ispiratore alla natura, lei si è espressa liberamente, cioè il motivo ispiratore era intimo e personale.  In alcune poesie con verso libero cè il ricordo della sua terra dorigine, lArgentina, in cui ha vissuto uninfanzia felice, prima di venire qui in Italia a dodici anni, perché i suoi genitori emigranti hanno deciso di ritornare. In altre poesie c'è tutto il fuoco della sua passionalità ed esuberanza di donna.
La terza poetessa, Antonietta Di Seclì, che per mezz’ ora, questo il tempo a disposizione per ciascuna, ha letto la sua produzione poetica circoscritta sempre a due anni, è una persona dalla forte personalità, che ha coperto incarichi importanti in campo lavorativo e che ora vive il suo tempo dedicandosi alla poesia e alla pittura. Le due arti sono legate strettamente in quanto, ha sottolineato, ogni quadro che lei dipinge è rappresentato da una composizione poetica, in cui circoscrive il motivo ispiratore. E una poesia  estrosa e rimbombante, come lautrice, fatta di suoni e di colori, dal ritmo energico e incalzante e di grande impatto visivo. Sono poesie di una certa lunghezza   in cui con verso libero lei si racconta.

La serata si è conclusa con grande puntualità, secondo la scaletta, alle ore 18,30. 

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