Ieri pomeriggio sono andata al Cenacolo S.
Eustorgio che si trova presso la Galleria Unione, vicinissima alla piazza Missori di Milano, su invito
della mia amica Claudia Vigo. In questa
occasione tre persone avrebbero letto ciascuna per mezzo’ora le poesie scritte nei due anni
antecedenti. Infatti, il Cenacolo ospita gli iscritti ogni due anni e le
persone hanno così modo di presentare al pubblico in sala il frutto
del loro lavoro. Ieri, 26 gennaio 2017, il pomeriggio era dedicato alla poesia,
ma il Cenacolo è aperto a diversi contenuti che non riguardano solo la
Letteratura.
Ieri, quindi, serata di poesia,
si sono esibite tre poetesse, in questo ordine:
Gabriella
Lodi, Claudia Vigo, Antonietta Di Seclì
I
contenuti pur essendo tutti riferibili al proprio vissuto, erano molto diversi
per stile e ritmo poetico. Nella prima poetessa, Gabriella Lodi, c’era una malinconia di fondo che faceva da
filo conduttore alla sua poetica fatta di mestizia umile e sofferente. Non mancavano
sprazzi di serenità e felicità, ma riferiti sempre allo spettacolo della natura
circostante che è sempre generosa a offrircene gratuitamente.
Claudia Vigo, io che
la conosco, ha mostrato subito il suo spirito libero ed esuberante. Le sue
poesie hanno contenuti diversi, ma quelle che l’hanno commossa durante la lettura sono
quelle dedicate all’ amatissimo
marito. In particolare ho apprezzato i
suoi haiku che sono composizioni di origine giapponese di tre versi con
una struttura rigida da rispettare, ossia il primo verso consta di 5 more (non sillabe),
il secondo verso di 7 more e il terzo verso di 5 more. Questa struttura è
stata scrupolosamente rispettata, ma a differenza degli haiku giapponesi che
legano il momento ispiratore alla natura, lei si è espressa liberamente, cioè
il motivo ispiratore era intimo e personale. In alcune poesie con verso libero c’è il ricordo della sua terra d’origine, l’Argentina, in cui ha vissuto un’infanzia felice, prima di venire qui in
Italia a dodici anni, perché i suoi genitori emigranti hanno deciso di
ritornare. In altre poesie c'è tutto il fuoco della sua passionalità ed esuberanza di donna.
La terza poetessa, Antonietta Di Seclì, che per mezz’ ora, questo il tempo a disposizione per
ciascuna, ha letto la sua produzione poetica circoscritta sempre a due anni, è una persona dalla forte personalità, che ha coperto
incarichi importanti in campo lavorativo e che ora vive il suo tempo
dedicandosi alla poesia e alla pittura. Le due arti sono legate strettamente in
quanto, ha sottolineato, ogni quadro che lei dipinge è rappresentato da una
composizione poetica, in cui circoscrive il motivo ispiratore. E’ una poesia
estrosa e rimbombante, come l’autrice, fatta di suoni e di colori, dal
ritmo energico e incalzante e di grande impatto visivo. Sono poesie di una certa lunghezza in cui con verso libero lei si racconta.
La serata si è conclusa con grande puntualità, secondo la
scaletta, alle ore 18,30.
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