Non solo una
forma d’arte, ma una delle massime espressioni della tradizione spirituale del
Tibet. Il mandala è un simbolo di purificazione spirituale ed energetico, che
con il suo rituale vuole eliminare energie negative presenti nel luogo fisico.
In una tavola
di compensato, i monaci disegnano in una sola notte, una figura geometrica
utilizzando soltanto una corda, una matita e una riga.
Tre monaci tracciano un disegno che rappresenta l’Universo
e la nostra mente divina. Forme poi ricoperte in ogni piccola parte con minute
sabbie colorate di origine minerale. Prima di iniziare la costruzione del mandala
che alla fine sarà tridimensionale, i Lama fanno un rito di consacrazione per
la purificazione delle energie negative presenti nel luogo fisico.
I Lama attualmente
sono in tour in Europa e provengono dal Monastero di Gaden, ricostruito in
India dopo l'invasione del Tibet da parte della Cina avvenuta negli anni '50
del secolo scorso, con la distruzione di oltre 3000 monasteri, tutti contenenti
documenti e opere d'arte preziosissimi. Questi erano infatti prodotto di oltre
1200 anni di cultura buddhista e di ricerca spirituale che, nel "tetto del
mondo", è stata il focus di un popolo per il quale la spiritualità è
stata, ed è, base e fulcro dell'esistenza.
Il monastero di
Gaden si trova ora a Mundgod (nello stato del Karnataka) e ospita circa 2000
monaci, alcuni dei quali sono attualmente impegnati in un tour in tutta Europa
allo scopo di portare un messaggio di pace e diffondere le molteplici
sfaccettature tradizionali dell'antica cultura tibetana, che si sta purtroppo
tentando in vari modi di far estinguere, per distruggere l’identità nazionale
del popolo tibetano.
Con il rituale
di realizzazione del mandala - affermano i responsabili dell'Istituto Thubten
Shetrub Lin - accompagnato dai suoni dei mantra, delle recitazioni dei monaci e
dei caratteristici strumenti rituali, i visitatori verranno trasportati in
un'atmosfera permeata di spiritualità e
bellezza.
Imparando ad
apprezzare questa diversa cultura si potrà sensibilizzare le difficili condizioni in cui versano i
monaci, come anche i Maestri con grandi realizzazioni, tutti impegnati,
nonostante le immense difficoltà, in percorsi di studio e meditazione davvero
ardui e basati da una grande compassione verso tutti gli esseri.
La
cerimonia di dissoluzione del mandala
Una volta
ultimato, in una cerimonia molto partecipata, il mandala viene distrutto
completando cosi il suo ciclo tanto simile alla vita: creazione (nascita),
realizzazione (crescita) e dissoluzione (morte). Le polveri derivanti sono poi regalate come simbolo di benedizione e
buon auspicio.




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