Irrobustisce
lo scheletro perché regola l’assorbimento
del calcio da parte dell’organismo.
Per questo aiuta a tenere alla larga disturbi anche seri.
“Stai al sole, così ti vengono le
ossa forti”Tutti,
da piccoli, almeno una volta, si sono sentiti fare una raccomandazione simile
da nonni o genitori. Come spesso succede la saggezza popolare si fonda su basi
scientifiche reali: il sole irrobustisce le ossa e non solo nei bambini in fase
di crescita. Contribuisce anche a mantenere forte lo scheletro degli adulti e
aiuta gli anziani a prevenire vari tipi di malattie legate all’indebolimento progressivo delle ossa. Il
motivo è che i raggi del sole hanno la capacità di attivare, all’interno dell’organismo, la vitamina D, una sostanza che
regola l’assorbimento
del calcio e del fosforo, i minerali che costituiscono le ossa.
E’ bene, dunque, approfittare della stagione
calda per esporsi ai raggi del sole, naturalmente dopo aver applicato un
prodotto solare protettivo, ma non eccessivamente”schermante”.
Nei
mesi più caldi, quando l’irradiazione
solare è maggiore, spesso l’organismo
ne produce più del necessario, ma quello che avanza non viene sprecato.
Infatti, attraverso una serie di reazioni biochimiche, la vitamina D in
eccesso, viene immagazzinata nel tessuto adiposo e utilizzata in inverno,
quando la luce solare è scarsa e le occasioni di esposi al sole sono poche.
L’importanza della vitamina D non è ancora ben
nota a tutti. Infatti, la maggior parte delle persone pensa che per mantenere
forti lo scheletro e denti, sia sufficiente il calcio, quindi non si fa mancare
alimenti che ne sono ricchi, come i latticini. Pochi sanno, tuttavia, che senza la vitamina D il calcio non viene
sfruttato del tutto. Uno studio della Harvard school of public health,
negli Stati Uniti, sostiene che l’assunzione
della dose minima giornaliera di vitamina D dimezza il rischio di sclerosi
multipla e artrite reumatoide. E non solo: l’assunzione regolare della vitamina D sarebbe
correlata anche con la riduzione dell’incidenza di rischio di tre forme di tumore diffuse, cioè
alla prostata, al seno e al colon.
E’ essenziale, dunque, sapere che il calcio introdotto con l’alimentazione non riesce a
essere utilizzato senza il concorso della vitamina D. Quindi, se essa manca, si può
andare incontro a seri problemi di salute. I bambini possono avere problemi di
rachitismo, una malattia caratterizzata da ossa corte e fragili. Malattia quasi
del tutto debellata con l’arricchimento
dell’alimentazione.
Oggi sin da piccoli i bambini allo svezzamento fanno uso di pastine integrate
con calcio e vit D. Sono, invece, più che mai attuali due disturbi della ossa
che riguardano le persone adulte: l’osteomalacia, la
debolezza delle ossa, e l’osteoporosi, cioè
la perdita di calcio da parte delle ossa ( a volte conseguenza dell’osteomalacia) che predispone a fratture ed
espone gli anziani al rischio di invalidità.
Rischiano l’osteoporosi soprattutto le donne dopo la menopausa, periodo in cui cala
il livello di estrogeni, ormoni che favoriscono l’assorbimento di calcio da parte delle ossa.



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