Una parte della vitamina D necessaria
a una persona può essere assunta anche con l’alimentazione quotidiana. Grazie al cibo è
possibile fare scorta di vit. D nei mesi durante i quali l’esposizione al sole è difficile, ma anche in
estate per immagazzinarla e usarla poi come riserva in inverno. Secondo le
linee guida dell’alimentazione
esiste una dose quotidiana di assunzione raccomandata di vit. D, che aumenta
con il passare degli anni. Ecco quali sono queste dosi espresse in Ui, Unità
internazionali.
Da 0 a 50 anni: 200 Ui, 5 mcg
Da 51 a 70 anni, 400 Ui: 10 mcg
Dai 70 anni in poi: 600 Ui, 15 mcg
Ecco gli alimenti che contengono le maggiori quantità di
vitamina D.
Pesci
grassi:
Aringhe, sgombri, tonno, salmone, sardine, alici.
Latticini:
Latte intero e scremato, yogurt, formaggi.
Tuorlo d’uovo.
Fegato di manzo
e vitello.
Molti prodotti per l’infanzia, come pastine e biscotti, sono
arricciti di viyamina D, oltre che di altre sostanze come ferro e calcio.
E’ bene ricordare che le cotture prolungate
possono impoverire un alimento riducendo il suo apporto di vitamina D.


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