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Ormai si parla sempre più spesso di “immunutrizione“. Un termine che sottintende un legame importante fra quello che si mangia e le difese immunitarie e quindi la capacità dell’organismo di reagire alle aggressioni esterne, come quelle dei virus. «Bisogna partire da un fatto: l’efficienza del nostro sistema immunitario dipende soprattutto da tre variabili, la genetica, cioè la combinazione più o meno fortunata di geni che ci arriva dai genitori, l’ambiente che se è inquinato influisce sfavorevolmente sulle nostre difese e infine l’alimentazione. Sulle prime due variabili non possiamo agire più di tanto in prima persona. Sull’alimentazione invece sì» dice il professor Enzo Spisni, direttore del laboratorio di Fisiologia traslazionale e nutrizione all’Università di Bologna, autore del libro “ I magnifici venti per le tue difese”, Sonzogno editore. È il cibo che fornisce al nostro sistema immunitario tutti i nutrienti e micronutrienti di cui ha bisogno per funzionare al meglio. Per mantenere le difese naturali del corpo, avere un microbiota “in forma” e i batteri buoni si nutrono soprattutto di fibre probiotiche di stagione «Per variare a tavola ci aiuta molto, per quanto riguarda ortaggi e frutta, anche la stagionalità, meglio ancora se scegliamo, oltre che quello che ci offre il periodo, anche il biologico, perché è privo di residui chimici. Una manciata di noci (uno dei cibi consigliati per le difese) può avere lo stesso numero di calorie di uno snack zuccherato ma per l’organismo non è la stessa cosa. Il cibo, fra l’altro, interagisce con il nostro sistema immunitario e diventa anche un regolatore ormonale: spinge cioè il cervello a produrre ormoni diversi, che ci cambiano in meglio o in peggio. I cibi che ci fanno bene sono quelli più semplici, i più antichi e “grezzi” perché il nostro organismo, in effetti, in tante cose non si è evoluto, è rimasto quello di migliaia di anni fa. Un esempio sono i grani antichi: risultano più digeribili, meglio tollerati, proprio perché sono stati meno modificati nel tempo, sono più simili a quelli originari, ma con alcune caratteristiche comuni. Si tratta sempre di cibo “povero”, mai abbondante e con poche proteine animali>>. Sostiene Enzo Spisni. Quali sono alcuni di questi cibi? Sono il miele, le noci, il kefir, i frutti di bosco, ecc...

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