Translate

sabato 14 settembre 2013

La filosofia di vita degli Hunzas


 E’ un popolo longevo che gode ottima salute per una concomitanza di fattori che giocano a suo favore. Respirano aria salubre, mangiano cibi genuini, non trattati, bevono acqua di sorgente e svolgono un lavoro in piena autonomia di cui non devono rendere conto a nessuno. C’è davvero un popolo felice su questo pianeta!
E’ una comunità che vive a contatto della natura e ad essa s’ispira sembrerebbe.
Si alzano prestissimo, quando comincia ad albeggiare e vanno a dormire al crepuscolo, non hanno elettricità.
La loro lunga vita si può dividere in tre età. La prima arriva fino a 50 anni ed è la giovinezza, poi c’è l’età media che arriva fino agli 80 anni e la terza può arrivare fino a 145 anni. Essi definiscono questa l’età d’oro, l’età della pienezza, l’età in cui possono dispensare tutto il sapere acquisito e la saggezza accumulata. E’ l’ età in cui riveriti e rispettati e ancora membri attivi della comunità ricevono elogi e onori dalle nuove generazioni. Noi Occidentali che posto riserviamo ai nostri anziani? In solitudine vivono la loro vecchiaia e tristi e sconsolati si augurano di finire al più presto la loro vita terrena. Che lezione di vita riceviamo dagli Hunzas! La nostra società è davvero insensibile e ingrata verso i vecchi che vengono messi da parte dall’oggi al domani senza tante storie, così tante conoscenze non passeranno ai giovani e andranno perdute per sempre. Penso agli antichi mestieri, molti dei quali si sono perse le nozioni basilari. Noi viviamo in habitat non a misura d’uomo, in appartamenti che ci soffocano e relazioni affettive che è tutto dire. Viviamo la metà degli anni degli Hunzas e per noi sembrano tanti, perché è impensabile viverne di più a queste condizioni! Preghiamo Dio, per chi ci crede, di scuotere gli animi di tutti affinché ci sia più amore nei nostri cuori per il prossimo e meno egoismo per chi soffre. Auguriamoci pace e salute.








Nessun commento:

Posta un commento