A
Venezia dal 19 al 21 settembre 2013 ci sarà la nona conferenza mondiale sul
Futuro della Scienza, intitolata Secrets
of Longevity, promossa da Fondazione Umberto Veronesi, Fondazione Giorgio
Cini e Fondazione Tronchetti Provera. Verranno affrontati i temi che da sempre
ci poniamo:perché invecchiamo? Perché la durata della vita varia da popolazione
a popolazione e da persona a persona? Come possiamo invecchiare meglio? E’
presidente della conferenza il professore Umberto Veronesi, oncologo di fama
mondiale, che al riguardo dice:<< La longevità è nello stesso tempo
desiderio e paura per l’uomo moderno. Il desiderio di vivere a lungo è insito
nella nostra natura e si unisce al sogno di immortalità. La paura invece riguarda le modalità dell’invecchiamento. Io penso che la longevità sia un patrimonio, tanto più ora che la scienza inizia a fornirci le prime chiavi
d’accesso per scoprirne i misteri. La società nel suo insieme quindi è chiamata
a organizzarsi, e a Venezia presenteremo le sfide più urgenti a livello
culturale, economico e sanitario>>. Per info:www.thefutureofscience.org.
A
Venezia saranno quindi presentati gli esiti di molti studi in ambienti diversi
di molti scienziati, economisti, nutrizionisti che si confronteranno e
dibatteranno nel trovare risposte certe agli interrogativi che da sempre ci
poniamo riguardo la longevità. Alcune certezze le abbiamo. Un bambino che nasce
oggi ha un’aspettativa di vita di 79 anni se è maschio, di 84 anni se è
femmina. Si è allungata la vita, la vecchiaia per puntualizzare, ma non la
salute, perché varcata la soglia dei 60-65anni ci si ammala di qualche malattia
seria che ci porterà alla morte. Cosa fare allora per prevenire questo e vivere
il più a lungo possibile in buona salute? Sembra
che questi nostri luminari siano arrivati alle stesse conclusioni che gli
Hunzas applicano da centinaia di anni su se stessi: Mangiare meno!
Luigi
Fontana, professore di nutrizione all’Università di Salerno e alla Washington
University di St. Louis negli Stati
Uniti, sarà uno dei relatori che interverrà alla nona conferenza mondiale a
Venezia. Da anni conduce studi per decodificare i misteri dell’invecchiamento e
sperimenta le strategie per rallentare la progressione grazie ai cibi che
ingeriamo. Egli è giunto alla conclusione che è fondamentale la restrizione
calorica. In molti studi sugli animali
se si riduce del 30-40 per cento l’introito calorico – ma con la necessaria
quota di vitamine, minerali vivono fino
al 50 per cento in più. Inoltre, c’è una posticipazione del cancro, delle cardiopatie,
delle nefropatie, ma la cosa sempre più
interessante è che un terzo degli animali sottoposti all’esperimento muore in
tarda età senza nessuna patologia. Secondo il luminare dobbiamo adottare
una dieta normo-proteica fin dalla giovinezza: i livelli consigliati sono 0,8 g
di proteine per kg di peso corporeo. Dobbiamo nutrirci di più di frutta,
verdure e carboidrati e meno di carne, di pesce, di uova di latticini e di
legumi. I vegani, che come si sa non si
nutrono di cibi di origine animale, hanno livelli più bassi di IGF-1 che è la
molecola scatenante del tumore alla prostrata per gli uomini e al seno per le
donne durante l’età fertile. Egli aggiunge che anche solo modificando la quantità proteica, assumendone meno, l’IGF-1 cala del 25 per
cento. Inoltre una sana attività fisica
è sempre consigliabile per mantenersi
efficienti a lungo. Più sport a tutte le età fin dall’ età giovanile e senza mai
abbandonarlo, perché fare sport con una certa intensità intorno ai 50-60 anni
può dare problemi articolari, con il rischio di dover smettere del tutto.
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